Il Tribunale esaminerà la proposta di prevenzione personale e patrimoniale. Il denaro era stato trovato durante una perquisizione nel dicembre 2023
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
È fissata per lunedì 9 novembre, al Tribunale di Catanzaro, l’udienza sulle misure di prevenzione personale e patrimoniale nei confronti di Silvia Guido, difesa dall’avvocato Giorgia Greco. Il procedimento riguarda anche circa 400mila euro in contanti, recentemente sottoposti a sequestro dalla Guardia di Finanza su disposizione della Sezione Misure di Prevenzione.
L’udienza apre il confronto sulla proposta e sui presupposti delle misure richieste. Il denaro risulta sequestrato in vista di un’eventuale confisca: il provvedimento descritto nella precedente comunicazione ha carattere provvisorio e sarà sottoposto al contraddittorio.
I 400mila euro trovati durante la perquisizione
All’origine degli accertamenti patrimoniali c’è il ritrovamento del contante durante una perquisizione domiciliare eseguita nel dicembre 2023. La somma era stata inizialmente sequestrata nell’ambito di un distinto procedimento penale.
I successivi approfondimenti del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro avrebbero consentito, secondo la ricostruzione investigativa, di collegare la disponibilità del denaro alle attività delittuose contestate a Guido. Gli investigatori avrebbero inoltre rilevato una sproporzione tra il contante rinvenuto e i redditi leciti dichiarati.
Su queste basi il Tribunale di Catanzaro ha disposto il sequestro nell’ambito del procedimento di prevenzione. A eseguirlo sono stati i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro e dello Scico.
Gli elementi richiamati dalle inchieste Reset e Recovery
La proposta di prevenzione si inserisce nel quadro degli elementi raccolti nelle inchieste antimafia Reset e Recovery, sulla cui base a Silvia Guido viene attribuita una condizione di pericolosità sociale qualificata.
Nel processo Reset, celebrato con rito abbreviato, la donna è stata condannata in primo grado a 14 anni e 4 mesi di reclusione, con sentenza pronunciata dal gup di Catanzaro il 19 dicembre 2024. La decisione non è definitiva.
Secondo la ricostruzione contenuta nella pronuncia, Guido avrebbe avuto un ruolo di rilievo nel gruppo Lanzino-Ruà-Patitucci, attivo a Cosenza. Le vengono attribuite attività di intermediazione nella raccolta del denaro e di gestione della contabilità, oltre al coinvolgimento in vicende di natura usuraria.
Le contestazioni nell’inchiesta Recovery
Nel 2024 Guido era stata raggiunta anche da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di Recovery. In questo procedimento le viene contestato il ruolo di organizzatrice di un’associazione che, secondo l’accusa, sarebbe stata attiva dal 2016 nel traffico di sostanze stupefacenti a Cosenza e in altri centri della provincia.
Gli investigatori le attribuiscono la gestione di una parte delle risorse finanziarie del gruppo, l’acquisto di quantitativi di droga e la riscossione dei proventi, anche attraverso altre persone.
Il confronto davanti al Tribunale
L’appuntamento del 9 novembre riguarda la discussione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale. In questa sede saranno esaminati, nel contraddittorio, i presupposti della proposta e del provvedimento che ha interessato il denaro.
Il sequestro non equivale a una confisca definitiva, così come le valutazioni formulate nel procedimento di prevenzione vanno distinte dall’accertamento delle responsabilità penali. I procedimenti Reset e Recovery richiamati nella proposta non risultano definiti con sentenze irrevocabili.

