Fra il 28 febbraio e l’8 marzo due nuove proposte da parte del collettivo, ma si parte dalla contrarietà al riarmo: «L’emergenza di questi giorni dimostra che bisogna investire per mettere in sicurezza il territorio, non per armarlo»
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Facce vecchie, facce nuove. Facce più giovani, facce più mature. È un potpourri quello che si addensa nella sede dell’associazione “La Base”, in via Macallè a Cosenza, per l’assemblea aperta a tutta la cittadinanza del capoluogo bruzio. In una domenica pomeriggio rallegrata sul centro città dalle mascherine di carnevale, nella traversa di Corso Mazzini si discute del futuro e delle prossime iniziative. Ma nel corso dell’assemblea si è parlato anche di quello che è stato fatto finora.
Lo spiega bene Simone Guglielmelli, che ai nostri microfoni dichiara: «Abbiamo ancora negli occhi le piazze che hanno riempito lo scorso autunno non solo Cosenza, ma tutto il Paese: proprio per questo ci sembrava necessario riannodare un po’ i fili e rilanciare l'azione politica sul nostro territorio». Ma l’assemblea è soltanto un punto di partenza: «Saremo in piazza nelle prossime settimane perché vogliamo ancora una volta ribadire la nostra contrarietà al riarmo e a una politica di guerra». Che è il punto di partenza dell’assemblea de “La Base”.
Fra riarmo ed emergenza climatica: «Il Governo ignora le nostre priorità»
Non si può non fare un passaggio, sempre con il punto fisso della contrarietà al riarmo, sull’emergenza climatica che ha colpito la Calabria: «Quanto accaduto negli ultimi giorni – spiega Guglielmelli – dimostra che le esigenze della nostra regione sono altre: sanità, lavoro, cura del territorio, non sicuramente la corsa agli armamenti. Non si può continuare a vivere in un governo di guerra che viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle». Non si pensi, dunque, che le cose siano scollegate.
Diversi gli interventi delle realtà, ma anche dei singoli cittadini, che si sono alternate durante l’assemblea, al termine della quale si sono tenute prima una cantata contro la guerra e poi una cena solidale organizzata da “Docenti per Gaza”.



