Il racconto amaro di una cittadina che denuncia prezzi insostenibili, affitti in nero e contratti negati: «Una città in cui una famiglia onesta non trova casa è una città che sta fallendo»
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Il caro affitti colpisce anche Cosenza
A Cosenza trovare una casa in affitto non è più semplicemente difficile: è diventato, per molti, un percorso ad ostacoli che sfiora l’impossibile. La denuncia arriva da una lettrice indignata che affida a Cosenza Channel uno sfogo amaro ma lucidissimo. E che, al netto della rabbia, apre uno squarcio su una realtà che in tanti conoscono, ma che nei discorsi istituzionali non compare mai.
La fotografia che descrive è chiara: famiglie normali, con stipendi normali, che cercano un affitto regolare e si ritrovano davanti a porte chiuse, richieste sui generis e un mercato drogato da prezzi irrazionali. Una giungla abitativa che non premia chi vuole muoversi nella legalità, anzi spesso lo penalizza.
La lettrice elenca le risposte che molti si sentono ripetere come un mantra: «Senza residenza», «Solo uso transitorio», «Meglio senza contratto», «Se serve ci mettiamo d’accordo». Formule che rimandano a una prassi consolidata: niente contratti regolari, niente tutele, niente residenza. Di fatto, niente diritti.
Il paradosso – scrive – è evidente: da un lato si punta il dito contro le irregolarità anagrafiche, dall’altro si costringono le persone ad arrangiarsi perché nessuno accetta un contratto vero. Un sistema distorto, che protegge chi ha immobili e penalizza chi cerca semplicemente un luogo dove vivere onestamente.
Sul fronte economico, il problema è identico. Canoni schizzati verso l’alto senza alcuna proporzione: appartamenti vecchi, spesso privi di riscaldamento o con impianti obsoleti, proposti a 700–800 euro come se Cosenza fosse Milano. Una finzione collettiva, che ignora salari reali e condizioni del territorio.
La domanda che la lettrice pone è diretta: dove sono i controlli? Possibile che interi quartieri vadano avanti tra affitti in nero, contratti fantasma, residenze negate per paura del fisco o per mantenere agevolazioni? Possibile che la legge funzioni solo per chi la rispetta?
Il risultato è una precarietà abitativa che non fa rumore ma corrode la vita quotidiana: bambini da iscrivere a scuola senza una residenza, utenze difficili da attivare, servizi sanitari non accessibili. Una normalità che si sgretola.
La lettura finale è amara: “Questa non è solo una questione di case. È una questione di dignità”. Perché una città in cui una famiglia onesta non riesce a trovare un affitto regolare è una città che ha un problema morale prima ancora che economico. Una città che sta dicendo ai suoi cittadini che la legalità è un lusso e l’illegalità un adattamento necessario.
La domanda resta sospesa: davvero nessuno controlla? O semplicemente a nessuno interessa finché il problema non arriva alla propria porta?

