Tempo pieno, organici e dotazioni tecnologiche della scuola primaria. Sono le questioni che hanno portato genitori e cittadini di Bocchigliero a partecipare a un sit-in pacifico e che il Movimento Equità Territoriale intende approfondire attraverso due istanze di accesso civico generalizzato, presentate il 2 ottobre 2026.

A ricostruire la vicenda è Massimo Mastruzzo, del direttivo nazionale del MET, in un intervento che raccoglie le segnalazioni delle famiglie e illustra le richieste documentali. Il movimento, presente alla mobilitazione attraverso il referente locale Luigi Vincenzo, sottolinea che l’obiettivo è chiarire i fatti senza attribuire preventivamente responsabilità.

Le famiglie chiedono il tempo pieno a 40 ore

Secondo quanto riportato dal MET, la primaria Bocchigliero-Centro risulta organizzata per l’anno scolastico 2026/2027 con un modello di 24 ore settimanali. Le famiglie sostengono invece di avere richiesto il tempo pieno a 40 ore.

I genitori segnalano inoltre carenze nelle dotazioni tecnologiche, apparecchiature che, secondo le loro testimonianze, non sarebbero utilizzabili dagli alunni e difficoltà nell’ottenere un confronto soddisfacente con l’istituzione scolastica.

Si tratta di contestazioni che il movimento intende verificare attraverso gli atti, ricostruendo i passaggi tra richieste delle famiglie, scelte della scuola e assegnazione delle risorse da parte degli uffici competenti.

Il primo accesso civico: classi, organici e modello orario

La prima istanza è stata indirizzata all’Ufficio V – Ambito territoriale di Cosenza dell’Ufficio scolastico regionale per la Calabria. Presentata il 2 ottobre, risulta acquisita con protocollo AOOUSPCS n. 14871 del 5 ottobre 2026, con data di arrivo certificata al 2 ottobre.

Il MET ha richiesto documentazione relativa agli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027, riguardante:

  • Numero degli alunni, classi e pluriclassi richieste e autorizzate.
  • Organico richiesto dalla scuola e personale assegnato.
  • Modello orario.
  • Eventuali deroghe ai parametri per la formazione delle classi e relative motivazioni.

Il punto centrale è accertare se la richiesta delle famiglie per le 40 ore sia stata formalmente trasmessa agli uffici competenti e, in caso affermativo, quale decisione sia stata adottata e sulla base di quali motivazioni.

Il movimento chiede anche di conoscere quali strumenti previsti per le scuole dei comuni montani siano stati valutati o applicati, precisando che la collocazione in montagna non comporta automaticamente l’assegnazione del tempo pieno o dell’organico richiesto.

Il progetto PNRR da 101mila euro riguarda l’intero istituto

La seconda istanza, inviata sempre il 2 ottobre all’Istituto Omnicomprensivo Longobucco-Bocchigliero, riguarda il progetto PNRR Scuola 4.0 – Next Generation Classroom “L’ambiente inclusivo fa la differenza”, finanziato per 101.400,52 euro.

Il finanziamento riguarda l’istituto nel suo complesso, non esclusivamente la primaria di Bocchigliero. Il MET lo precisa e chiede di ricostruire quali acquisti siano stati effettuati e come le dotazioni siano state distribuite tra i plessi.

L’accesso civico riguarda il progetto, gli ambienti individuati per la trasformazione, capitolati, acquisti, documenti di consegna, collaudi e inventari. L’obiettivo è conoscere quali apparecchiature siano state destinate a Bocchigliero e quali risultino effettivamente disponibili e utilizzabili.

Il movimento non indica ammanchi o irregolarità già accertati: dichiara di voler confrontare la documentazione con le segnalazioni delle famiglie.

Il MET: «Non decidere prima quale debba essere la risposta»

Nel suo intervento Mastruzzo richiama la necessità di distinguere le denunce dagli elementi documentati: «Non decidere prima quale debba essere la risposta. Ma pretendere che una risposta ci sia».

Il MET annuncia che seguirà le due istanze e analizzerà gli atti ricevuti. Qualora le risposte risultassero incomplete o non arrivassero, valuterà ulteriori strumenti per ottenere la documentazione.

La vicenda viene collegata dal movimento al tema dello spopolamento delle aree interne e alle condizioni necessarie perché le famiglie possano continuare a vivere nei piccoli centri. Per il MET, la scuola costituisce uno dei servizi fondamentali per il futuro di Bocchigliero e il confronto deve partire da risposte precise alle domande dei genitori.