Concluso il restauro della statua, al via la fase sul cavallo alato: previsto anche un percorso inclusivo per non vedenti
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È in dirittura d’arrivo il restauro della Fontana del Balilla di Cosenza. Se i tempi saranno confermati, il monumento tornerà fruibile alla cittadinanza già dal prossimo mese di settembre, quando l’amministrazione comunale ha già annunciato una cerimonia di inaugurazione.
La prima fase dei lavori, che ha riguardato la statua principale e il basamento, è ormai completata. Nei prossimi mesi si passerà invece al recupero del cavallo alato collocato nella parte posteriore della fontana, completando così un intervento complessivo di riqualificazione.
Il progetto affonda le sue radici nella collaborazione tra il Comune e il Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Università della Calabria, che già due anni fa aveva rinnovato una convenzione per attività di studio e restauro su beni lapidei. Proprio a seguito di sopralluoghi tecnici era emerso lo stato di degrado del monumento, risalente al 1934, segnato da infiltrazioni, ossidazioni interne e perdita di parti del modellato.
In particolare, l’azione dell’acqua aveva compromesso la struttura metallica interna, provocando distacchi evidenti — come nel caso del polpaccio sinistro della figura del Balilla — e rendendo necessario un intervento approfondito.
Accanto al recupero conservativo, il progetto introduce anche un elemento innovativo sul piano della fruizione. Protagonista di questa fase è il giovane restauratore Mattia Brian Rago, 26 anni, di Acri, che ha dedicato proprio al Balilla la sua tesi di laurea in Conservazione e restauro dei beni culturali.
Il lavoro non si è limitato al restauro, ma ha integrato tecnologie avanzate come la modellazione 3D e la biopulitura. Il risultato sarà un sistema di visita inclusivo: un modellino tridimensionale della statua, realizzato in materiale riciclato, verrà collocato ai piedi della fontana insieme a un pannello in braille e a un QR code che consentirà una fruizione digitale dell’opera.
L’obiettivo è chiaro: rendere il monumento accessibile anche alle persone non vedenti, attraverso un’esperienza che unisce tatto e contenuti digitali.
Il progetto, sostenuto anche dal contributo tecnico di docenti e ricercatori dell’ateneo, rappresenta un intervento che prova a tenere insieme conservazione, innovazione e accessibilità. Un passaggio non scontato per un’opera che, per storia e collocazione, resta uno dei simboli più riconoscibili della città.

