Sport e postura a scuola, alla De Coubertin confronto tra esperti e studenti, la dirigente Sansosti: «Educare al benessere fin da piccoli»
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
Una mattinata dedicata al benessere, alla prevenzione e alla cultura del movimento. Alla scuola media “Pierre de Coubertin” di Rende si è svolto il seminario “Sport, salute e postura a scuola”, un momento di confronto che ha coinvolto studenti, docenti ed esperti del settore.
L’iniziativa, ospitata nella palestra dell’istituto, ha messo al centro temi concreti: dalla corretta postura all’importanza dell’attività fisica, fino al rapporto tra alimentazione e salute. Un approccio trasversale pensato per fornire ai ragazzi strumenti utili a migliorare la qualità della vita già in età scolare.
A guidare il confronto una platea ampia e qualificata di relatori. Tra gli interventi, quello della dirigente scolastica Simona Sansosti, che ha aperto il dialogo sul ruolo educativo della scuola, affiancata da Fabio Manna e Giovanni De Vico, fondatori del MOFI Center e impegnati nella preparazione atletica e nella formazione motoria. Presenti anche Francesco Manna e Armando Filomia della Polisportiva Smile Cosenza, insieme a Elvira Gallo, docente di Scienze motorie.
Il contributo del mondo sportivo è arrivato inoltre da Fabio Lorenzi e Simona Ginefra, legati alla realtà della Pallacanestro Pirossigeno Cosenza, e da Daniele Miniaci, istruttore FITP di padel, che hanno portato esperienze dirette sul campo, rendendo il confronto ancora più concreto per gli studenti.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di prevenzione, sottolineando come abitudini scorrette - spesso legate alla sedentarietà o a un uso eccessivo dei dispositivi digitali - possano incidere sullo sviluppo fisico. Da qui l’esigenza di intervenire precocemente, attraverso percorsi educativi capaci di rendere i giovani più consapevoli del proprio corpo.
Il filo conduttore della giornata è stato chiaro: lo sport non come attività accessoria, ma come parte integrante della formazione. Un messaggio rafforzato dalla pluralità degli interventi, che hanno unito scuola, associazionismo e professionisti in un’unica direzione.
Un segnale, in controluce, di come la scuola possa diventare uno spazio attivo nella costruzione del benessere, andando oltre la didattica tradizionale e intercettando bisogni sempre più evidenti tra le nuove generazioni.




