Lo specialista: «Psoriasi e dermatite atopica sono malattie diverse ma spesso intrecciate: condividono meccanismi immunologici e sfide cliniche. Oggi, grazie a biologici e medicina di precisione, possiamo offrire cure sempre più mirate e personalizzate»
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Si intitola “Psoriasi e Dermatite Atopica tra traiettorie divergenti e percorsi condivisi” il congresso nazionale in programma il 27 e 28 febbraio 2026 nel Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia di Cosenza.
Due giornate di alto profilo scientifico dedicate alle malattie infiammatorie croniche cutanee, con un focus particolare su psoriasi e dermatite atopica, lette come “sistema binario” dell’immuno-infiammazione: patologie distinte ma spesso intrecciate nella pratica clinica.
L’evento, presieduto dal dottor Pietro Morrone, riunisce alcuni tra i più autorevoli specialisti italiani per un confronto multidisciplinare che parte dalle basi immunologiche e arriva alle più avanzate strategie terapeutiche: farmaci biologici, small molecules, medicina di precisione e nuovi modelli di disease modification. Ampio spazio sarà riservato alla gestione del paziente complesso e comorbido, alla personalizzazione delle cure, al ruolo dell’intelligenza artificiale come supporto decisionale e alla relazione medico-paziente.
Accreditato ECM per 100 partecipanti e destinato a medici, pediatri, allergologi, reumatologi, infermieri e farmacisti, il congresso rappresenta un momento di aggiornamento e crescita per la comunità scientifica, ma anche un’occasione per ribadire la centralità del paziente, la qualità di vita e l’integrazione dei percorsi assistenziali. Cosenza diventa così, per due giorni, punto di riferimento nazionale per la dermatologia del futuro. In anteprima abbiamo sentito il dottor Pietro Morrone.
Perché dedicare un congresso a psoriasi e dermatite atopica lette come “sistema binario”?
«Psoriasi e dermatite atopica rappresentano due patologie distinte, con specificità patogenetiche e cliniche proprie. Tuttavia, nella pratica quotidiana del dermatologo, queste malattie orbitano spesso nello stesso spazio gestionale: condividono alcuni meccanismi immunologici, pongono sfide comuni e, in alcuni casi, coesistono nello stesso paziente, dando origine a quadri complessi. Il congresso nasce con l’obiettivo di fornire ai clinici una visione integrata e aggiornata di 2 malattie che seppur distinte, gravitano nella grande galassia dell’universo infiammatorio».
Qual è oggi la principale rivoluzione terapeutica nella gestione delle malattie infiammatorie croniche della pelle?
«Sicuramente l’irruzione dello scenario terapeutico dei cosiddetti “farmaci biologici”, pallottole terapeutiche che nascono dalle conoscenze degli intimi meccanismi molecolari delle malattie, consentendo risultati terapeutici ambiziosi e con elevati standard di sicurezza».
Quanto incide la medicina di precisione nella scelta delle terapie e nella personalizzazione dei percorsi di cura?
«E’ il futuro. Nelle malattie croniche, la possibilità di usare più strumenti di cura, estremamente performanti, porrà la necessita di targetizzare il paziente secondo lo slogan “Right patient, Right Therapy”».
Che ruolo può avere l’intelligenza artificiale nel supportare il dermatologo nella pratica clinica quotidiana?
«L’AI sta innovando e permeando ogni ambito delle conoscenze e la medicina e la Dermatologia nello specifico non è immune a questo fermento. Sarà un ausilio nel perfezionare le diagnosi soprattutto negli ambiti della Dermatologia Oncologica; sarà integrata negli algoritmi decisionali, in definitiva non ne potremmo prescindere già nell’immediato futuro; ciò nonostante, non dobbiamo mai perdere di vista la centralità del paziente nella sua dimensione umana ed emotiva».
Quanto pesano psoriasi e dermatite atopica sulla qualità di vita dei pazienti, dal punto di vista sociale, lavorativo ed emotivo?
«Sono entrambe patologie che impattano in maniera significativa sulla qualità di vita dei pazienti, la invalidano, creano isolamento sociale, talora disturbi gravi dell’umore e persino decadimento cognitivo».
Qual è il messaggio che desidera lanciare ai colleghi e agli operatori sanitari che parteciperanno alla due giorni di Cosenza?
«Oggi la dermatologia dispone di strumenti straordinari, e il nostro compito è utilizzarli in modo responsabile, umano ed efficace Al centro di questo congresso, ci sarà non solo il progresso scientifico, ma soprattutto la persona, con uno sguardo costante rivolto ai bisogni reali dei pazienti: qualità di vita, aderenza terapeutica, impatto psicologico e integrazione dei percorsi di cura».

