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Scontro Occhiuto-Callipo sull’elezione del presidente Anci Calabria

Scontro Occhiuto-Callipo sull’elezione del presidente Anci Calabria

Oggi le elezioni convocate dal sindaco di Pizzo, presidente pro-tempore dell’organismo regionale. Occhiuto: «Sono illegittime». Callipo: «Votate all’unanimità da tutti quanti».

«La convocazione dell’assemblea congressuale regionale Anci da parte di Gianluca Callipo è illegittima e rappresenta una dannosa forzatura». Lo dichiara il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, aggiungendo: «Callipo si firma come Presidente pro tempore ma, in realtà, non lo è. L’incarico a lui affidato dal presidente Antonio Decaro era finalizzato solo ed esclusivamente ad agevolare lo svolgimento degli adempimenti propedeutici al rinnovo degli organi di Anci Calabria, conformemente allo Statuto Anci. Nessun potere di convocazione dell’Assemblea regionale da parte sua risulta oltremodo previsto sia dallo Statuto nazionale che da quello regionale».

«È evidente – aggiunge Occhiuto – come Callipo stia provando ad esercitare l’incarico assegnatogli in maniera non imparziale ed a favore di tutti gli iscritti, bensì per finalità di natura esclusivamente personale. In virtù delle note problematiche in cui versa l’Associazione regionale, da diversi mesi priva di adeguata rappresentanza, sarebbe saggio rinviare un incontro (convocato appunto tra l’altro in modo illegittimo) e realizzare un confronto istituzionale serio e corretto finalizzato ad eleggere secondo le regole, a breve, e nel rispetto dei vincoli associativi, in maniera condivisa, il Presidente ed il Consiglio regionale, così come avvenuto e avviene in tutte le Anci regionali». «Sono ben altri i luoghi – conclude Mario Occhiuto – ove esercitare le pur legittime, anche se a volte eccessive, ambizioni personali».

«Probabilmente il sindaco Mario Occhiuto si è fatto sopraffare dalle sue aspettative politiche, facendo affermazioni incoerenti che contraddicono le premesse da cui muove il suo stesso ragionamento». Così Gianluca Callipo, sindaco di Pizzo e presidente pro tempore di Anci Calabria, replica al primo cittadino di Cosenza, che sabato sera ha diffuso una nota chiedendo il rinvio dell’assemblea congressuale che oggi ottobre dovrà eleggere il nuovo presidente della sezione regionale dell’associazione che riunisce i Comuni italiani. «Occhiuto sostiene che la convocazione dell’assemblea sarebbe illegittima – spiega Callipo – dicendo che l’incarico affidatomi dal presidente di Anci nazionale, Antonio Decaro, fosse finalizzato solo ed esclusivamente ad agevolare lo svolgimento degli adempimenti propedeutici al rinnovo degli organi di Anci Calabria. Ed è proprio quello che sta accadendo: lunedì ci riuniremo per procedere all’elezione del nuovo presidente. Una decisione, quella di convocare l’assemblea congressuale per il 30 ottobre, che non ho assunto in solitudine, ma che è stata deliberata all’unanimità dall’assemblea dei sindaci il 20 settembre scorso».

«In quell’occasione, si stabilì insieme – sottolinea il presidente pro tempore dell’Anci Calabria – che alla fine di ottobre ci saremmo incontrati nuovamente per rinnovare gli organi statutari. Tutto chiaro, trasparente e lineare. Una decisione formalizzata dal voto unanime dell’assemblea, compresi i sindaci di centrodestra. E sebbene Occhiuto non fosse presente all’incontro del 20 settembre perchè impegnato altrove, lo stesso orientamento è stato condiviso e approvato dal sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, che invece ha regolarmente partecipato. Non capisco, dunque, per quale motivo dovrebbe essere rinviata un’assemblea la cui convocazione è stata deliberata all’unanimità dai sindaci calabresi presenti e comunicata via Pec a tutti i Comuni soci 30 giorni fa, tanto più che se Occhiuto avesse avuto qualcosa da obiettare, avrebbe potuto farlo all’indomani della convocazione e della ricezione della Pec, non certo un mese dopo, a 48 ore dall’assemblea congressuale».

Nel ribadire la piena legittimità della procedura, dunque, Callipo stigmatizza la lettura politica di Occhiuto, che probabilmente paventa un esito difforme dalle sue aspettative. «È proprio il sindaco di Cosenza a buttarla in politica – conclude Callipo – forse nel timore di non conseguire il risultato auspicato, nonostante l’Anci abbia finalità che prescindono dall’appartenenza o meno a un determinato schieramento. L’assemblea dei sindaci è sovrana. Riuniamoci e confrontiamoci democraticamente sulla questione. Se i sindaci riterranno di dover rimandare l’elezione degli organi statutari tutti ne prenderemo atto».

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