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ESCLUSIVO | «Petrini e Tursi Prato non fanno parte dell’Opus Dei»

Il capo ufficio stampa dell'Opus Dei, Raffaele Buscemi rivela che quattro indagati della procura di Salerno non fanno parte dell'istituzione cattolica.

Il giudice Marco Petrini, l’ex consigliere regionale Pino Tursi Prato, il medico in pensione, nonché ex dirigente dell’Asp di Cosenza, Emilio Santoro e il presidente della Bcc del Crotonese, Ottavio Rizzuto non fanno parte dell’Opus Dei. Lo rivela a Cosenza Channel, in esclusiva, il capo ufficio stampa, Raffaele Buscemi, contattato nella giornata di oggi. Il dato è importante, visto che se ne parla nell’inchiesta della Dda di Salerno che, nei giorni scorsi, ha travolto il magistrato della Corte d’Appello di Catanzaro, Marco Petrini e gli altri nomi sopra citati.

E’ il banchiere Ottavio Rizzuto, infatti, a chiedere al medico Emilio Santoro se Pino Tursi Prato fosse un loro “fratello”, intendendo più che l’appartenenza all’istituzione cattolica, quella ad una loggia massonica (LEGGI QUI L’INTERCETTAZIONE). In realtà, Opus Dei e massoneria sono due cose completamente diverse. Nel caso dell’Opus Dei parliamo di una struttura che si rivolge allo spirito, attraverso i ritiri, le lezioni dottrinali e il catechismo. Funzioni «si svolgono nei centri dell’Opus Dei, oppure nelle chiese, o nelle parrocchie o nel domicilio di qualcuno che vi partecipa» e «sono aperte a tutti». Inoltre, l’Opus Dei «fu fondato nel 1928» e «nel 1941 ricevette l’approvazione del Vescovo di Madrid», mentre «nel 1947 quella della Santa Sede. Dal 1982 è una Prelatura personale della chiesa cattolica» si legge sul sito ufficiale.

«Mai fatto parte dell’Opus Dei»

«Le persone indagate nell’inchiesta della procura di Salerno non hanno mai fatto parte dell’Opus Dei. Abbiamo controllato i nostri elenchi e non risulta alcuna partecipazione di questi soggetti» afferma a Cosenza Channel, Raffaele Buscemi. «A differenza di altre associazioni, chi ne fa parte è tenuto a dirlo. Qui non c’è segretezza come nella massoneria e chiunque può esercitare la sua devozione ai principi cattolici» prosegue Raffaele Buscemi. «L’Opus Dei, tra le altre cose, non prende decisioni “disciplinari” su eventuali reati commessi dai suoi appartenenti, in quanto la responsabilità è sempre soggettiva e non c’entra nulla con la sua presenza nell’Opus Dei». Buscemi, infine, chiarisce che «non abbiamo fatto una smentita diretta, perché non era Tursi Prato a dirlo ma cogliamo l’occasione di spiegarlo in modo chiaro e netto».

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo per la cronaca giudiziaria nel Distretto di Catanzaro. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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