domenica,Gennaio 23 2022

Processo Bergamini, Alleati: «Denis minacciato? Lui non mi disse nulla»

Una delle ex fidanzate della vittima, ha letto la missiva inviata alla famiglia di Donato, dove affermava che qualcuno gli voleva male. Poi nel controesame ha detto che l'ex centrocampista nell'ultima telefonata non sembrava preoccupato

Processo Bergamini, Alleati: «Denis minacciato? Lui non mi disse nulla»

Dopo Gigi Simoni, nel processo Bergamini è stata la volta di Roberta Alleati, una delle ex fidanzate di Denis, che subito dopo la sua morte scrisse una lettera alla famiglia per raccontare cosa gli aveva detto l’allora centrocampista del Cosenza calcio, nell’ultima telefonata intercorsa tra i due 48 ore prima del suo decesso a Roseto Capo Spulico. La testimonianza dell’infermiera, in servizio presso il 118, e originaria di Russi, in provincia di Ravenna, è durata circa tre ore, nel corso della quale il pm Luca Primicerio ha sviluppato tanti temi oggetto dell’ipotesi accusatoria.

Processo Bergamini, Alleati: «Isabella lo stalkerizzava»

«Ho visto l’ultima volta Denis Bergamini prima che partisse per il ritiro, era fine agosto. Trascorremmo una mezza giornata al volo perché lui doveva tornare giù. Era tranquillo e sereno come al solito. Non ricordo cose particolari, voleva cambiare la Mercedes e successivamente mi disse di aver comprato la Maserati. Quante volte ci sentivamo? Direi spesso, un paio di volte durante la settimana» ha dichiarato Roberta Alleati, che prima di rispondere a questa circostanza richiamata dal pm, ha letto il testo della sua lettera, dove narrava il fatto che Donato gli avesse detto che qualcuno voleva il suo male, ma senza specificare chi fosse costui, e ha aggiunto che Isabella Internò era oppressiva nei suoi riguardi. «Lo stalkerizzava» ha pronunciato in udienza.

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Tornando alla questione dell’ultimo incontro dal vivo tra la testimone e la vittima, la difesa prima di interrogare la donna, ha depositato i calendari sportivi delle stagioni 1987-1988, 1988-1989 e 1989-1990 (solo andata). Da ciò cosa emerge? Emerge che il 27 agosto del 1989 Denis Bergamini non poteva essere in ritiro, perché in questa data i Lupi giocarono la prima gara di campionato a Padova, perdendo con il risultato di 3-1. In realtà, in quella stagione, come del resto anche nelle precedenti e successive, il Cosenza di Gigi Simoni andò in ritiro nel mese di luglio. Rileggendo le dichiarazioni dell’ex portiere Gigi Simoni, infatti, c’è la prova che ad inizio agosto il Cosenza disputò un test amichevole contro il Pisa. Con Gianni Di Marzio, Bruno Giorgi e Luigi Simoni, ex tecnico dell’Inter di Ronaldo, la rosa silana trascorreva il periodo preparativo alla stagione calcistica nelle località di montagna, indicate per sviluppare la giusta forma fisica. Tra queste, Bressanone, Prati di Vizze e Barga, in Garfagnana, quest’ultima nell’anno di Simoni.

Processo Bergamini, l’ultima telefonata tra Roberta Alleati e Denis

Il 12 novembre del 1989, la formazione allenata da Gigi Simoni, che ambiva a vincere il campionato di serie B, pareggia in trasferta contro il Monza. Qualche giorno dopo si registra l’ultima telefonata tra Alleati e Bergamini. «Durante la trasferta del Cosenza a Monza non ci vedemmo, ma mi chiamò martedì». In verità il giorno indicato dalla testimone era il 14 novembre, mentre al pm di Castrovillari aveva detto due giorni prima del decesso, ovvero il 16 novembre 1989. «Non mi sembrava preoccupato, ma di Isabella Internò ne parlavamo davvero poco, o meglio, lui non diceva nulla a me». Roberta Alleati, su domande della pubblica accusa, ha riferito di aver appreso della morte di Denis Bergamini, alle ore 13 del 19 novembre 1989. «Stavo guardando il Tg2, mi disperai subito perché non potevo accettare questa cosa. Ripensai a ciò che mi disse e pensai di scrivere una lettera alla famiglia». C’è da dire che Roberta Alleati ha detto nelle varie volte che è stata sentita da inquirenti e investigatori che Denis gli aveva manifestato la volontà di sposarla. Un tema che affronteremo da qui a poco.

Processo Bergamini, la lettera spedita da Ravenna

La missiva, secondo quanto dichiarato dalla testimone, fu scritta il 24 novembre del 1989. «Era una cosa assurda pensare che si fosse suicidato, aveva una gran voglia di vivere. La mia reazione fu devastante». Al pm Ottavio Abbate, Roberta Alleati disse che Bergamini gli confidò che Isabella Internò «l’aveva cercato, ma non conoscevo con quali termini e con quali modalità. Lui non era contento di ciò».

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Il magistrato Primicerio quindi ha fatto emergere che la lettera è stata spedita da Ravenna il 27 novembre del 1989. «Mi contattò Donata Bergamini, chiedendomi se fossi disponibile ad essere interrogata dal pm di Castrovillari per riferire ciò che avevo scritto». Fu la famiglia dell’ex mediano del Cosenza calcio, ad accompagnare la testimone davanti al pm della procura di Castrovillari, nel lontano 1989. «Donato non beveva e non fumava – ha aggiunto Roberta Alleati -. Posso dire che con Michele Padovano e Gigi Simoni aveva un bel rapporto, ma specifico che lui andava d’accordo con tutti». Poi ha ricordato di aver conosciuto i genitori di Donato e «Domizio mi riferì di quella telefonata che ricevette a casa ad Argenta, quando lo videro sconvolto». Fin qui l’esame del pm.

Processo Bergamini, l’esame della parte civile

L’avvocato Fabio Anselmo, prima di porre le domande alla testimone, ha chiesto alla donna se avesse avuto modo di incontrarlo di persona. «No, avvocato. Non l’ho mai conosciuta personalmente». Questo per sgombrare il campo da ogni dubbio circa la genuinità delle dichiarazioni rese in aula dai testi dell’accusa e della stessa parte civile. «Come presero la lettera i genitori di Denis? Erano contenti, anche loro non credevano che fosse un suicidio. Conoscevo di vista il papà di Denis, perché era uno degli sponsor della squadra del mio paese» ha sottolineato Roberta Alleati che, successivamente, ha aggiunto di non essere mai stata a casa della famiglia Bergamini, ma ha ricordato come chiamava la nipote Alice suo zio, «zio Dè», ha spiegato sotto giuramento.

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C’è da capire, in tal senso, se Roberta Alleati sia la stessa persona che Gigi Simoni ieri indicava quale la ragazza invisa al padre di Denis che incontrava il centrocampista ferrarese a casa di Donata Bergamini, come dichiarato ieri in modo chiaro dall’ex numero uno silano. «Con Donata ci siamo rincontrati quando c’era la possibilità di riaprire di nuovo le indagini preliminari», grazie al dossier presentato in procura a Castrovillari, dall’avvocato Eugenio Gallerani.

«Poi Donata mi ha cercato anche nel 2018», fase della terza indagine curata dall’ex procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, «chiedendomi se avevo voglia di essere di nuovo sentita e le risposi di dirmi come dovevo comportarmi per raggiungere Castrovillari con i mezzi di trasporto, ma non mi ha mai detto di dire questo o quello». Sempre la parte civile, rappresentata anche dall’avvocato Alessandra Pisa, ha ripercorso tratti della lettera scritta a Denis. «Mi aggiunse: “Anche io spero di sbagliarmi”. Il riferimento è “a quel qualcuno che voleva il suo male”».

Processo Bergamini, il controesame di Roberta Alleati

L’avvocato Angelo Pugliese, difensore di Isabella Internò, insieme alla penalista Rossana Cribari, ha chiesto alla testimone se nell’ultima telefonata con Denis Bergamini, quest’ultimo avesse riferito di aver subito minacce da parte di qualcuno. «No, non me lo disse». «Era preoccupato?» ha incalzato il legale Pugliese e Roberta Alleati ha risposto che «troncammo questo tipo dì argomento, ma non mi parlò dì minacce». E ha aggiunto: «Sapevo che stava valutando l’offerta del Parma», periodo riconducibile all’ultimo incontro tra i due, avvenuto, come dichiarato dalla testimone, a fine agosto.

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Anche in questo caso Gigi Simoni ha chiarito che Denis Bergamini aveva deciso di rimanere in riva al Crati perché la società dell’epoca gli aveva raddoppiato l’ingaggio e aveva declinato, o comunque non preso in considerazione gli interessamenti del Parma o della Fiorentina di Bruno Giorgi, «perché voleva vincere il campionato a Cosenza e gli dissi che ce la saremmo vista noi e loro, visto che io ero passato al Pisa», aveva evidenziato Gigi Simoni, che successivamente ha espresso una sua considerazione personale. «Secondo me è rimasto per fare un dispetto a Isabella Internò». Ancora la difesa ha chiesto il motivo della rottura del rapporto tra lei e Donato Bergamini. «Ho interrotto la relazione perché la dirigenza del Russi me lo disse apertamente che dovevo lasciarlo», ma Simoni ieri aveva detto che fu Domizio a non volere che questa storia d’amore proseguisse.

Processo Bergamini, la vacanza a Milano Marittima

Nel controesame, la difesa di Isabella Internò, ha ripercorso gli incontri tra l’Alleati e Bergamini. «Non ricordo il giorno esatto in cui ci rivedemmo, penso maggio del 1989, direi che ci siamo rivisiti un po’ dì volte, a maggio 5-6 volte sicuro, a giugno altrettante, quando poi andò in vacanza a Milano Marittima da solo». Ieri invece il sanguigno Gigi Simoni, vero amico di Denis, aveva dichiarato che in vacanza a Milano Marittima, Denis Bergamini «c’era andato con Michele Padovano, Ciccio Marino e forse Gianluca Presicci». Perché Bergamini andò proprio lì? «Volevamo comprare uno stabilimento balneare, investendo i soldi del premio per la vittoria del campionato di serie C1», conquistato con Gianni Di Marzio in panchina nella stagione 1987-1988. «Anche a luglio del 1989 ci siamo visti un paio di volte e, come detto, pure a fine agosto. Dopo questo periodo non ci siamo più visti».

Processo Bergamini, la notte di passione all’Hilton di Milano

A questo punto, l’avvocato Pugliese cita le dichiarazioni sempre di Gigi Simoni che ieri aveva detto di aver incontrato Bergamini a metà settembre ad Argenta, dove vide per la prima volta la Maserati. «No, io non la vidi e non ci incontrammo a settembre». «Lo vide – ha chiesto Pugliese – nella trasferta di Parma del 1 ottobre 1989?». «No». «Lo vide – sempre Pugliese – quando il Cosenza andò a giocare ad Ancona il 15 ottobre del 1989?». «No» ha risposto Roberta Alleati. E ancora: «Sa che Bergamini il 12 novembre del 1989 si fermò all’Hilton di Milano con un’altra ragazza?». «No», ha detto l’infermiera. «Ricorda il numero di telefono di casa Bergamini?». «No, non me lo ricordo» ha sottolineato Roberta Alleati, «ma mi chiamava sempre dallo stesso numero», ha precisato. «Non ho mai visto giocare Bergamini con la maglia del Cosenza, ma solo con quella del Russi. La storia dell’aborto? Non me ne ha mai parlato».

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Infine, la chiusura finale. «Mi propose di sposarlo mentre eravamo al ristorante a Cervia (Milano Marittima è una delle frazioni, ndr), me lo chiese a fine agosto». Risposta che il presidente della Corte d’Assise di Cosenza, Paola Lucente, ha voluto approfondire. «Parlavate di progetti futuri, di dove andare a vivere, di acquistare una casa?» ha domandato il capo del collegio giudicante. «No, mi disse solo questa cosa, non siamo andati avanti nel discorso, perché non sapevamo dove avrebbe giocato la prossima stagione». Insomma, probabilmente, Bergamini non disse a Roberta Alleati di aver rinnovato il contratto con i Lupi e che il loro futuro sarebbe stato, eventualmente, a Cosenza, una città in cui si trovava bene. Circostanza non smentita finora né da Sergio Galeazzi né da Amelia Bargone né da Angiolina Fusinato né (tantomeno) da Gigi Simoni.

Processo Bergamini, parla l’ex difensore Carmine Della Pietra

Il secondo teste di giornata è stato l’ex difensore della Salernitana, Carmine Della Pietra, compagno di squadra di Maurizio Lucchetti, che conobbe Isabella Internò alla fine del 1989 a casa dell’attaccante a Vietri sul Mare, in presenza della moglie Tiziana Rota. «Ho conosciuto Isabella Internò dopo una partita interna della Salernitana. Fui invitato a cena e siccome avevo bevuto qualche bicchiere di vino in più, Lucchetti e Rota mi dissero di rimanere da loro. Dormì in stanza con Isabella Internò ed ebbi con lei un rapporto sessuale». Così l’accusa ha voluto dimostrare che a distanza di un mese e mezzo dal decesso di Denis, l’imputata lo aveva già dimenticato.

Processo Bergamini, il testimone non riconosce (inizialmente) Isabella Internò

«Seppi della storia tra Isabella Internò e Donato Bergamini tre mesi dopo, leggendo un articolo sul Corriere dello Sport, dove c’era la foto di lei», che ha riconosciuto in un fotogramma dell’epoca, ma non in aula, nonostante fosse seduta in prima fila. Dopodiché la Corte d’Assise di Cosenza ha chiesto a Isabella Internò di alzarsi e Della Pietra ha annuito. «Se mai avessi saputo di questa vicenda», quella della scomparsa di Denis, «all’epoca non sarei mai andato oltre».

Nel controesame, l’avvocato Pugliese ha chiesto all’ex difensore campano se la sera della cena fosse andato in compagnia di una sua amica. «No, ero da solo». E infine. «Se qualcuno mi ha minacciato per questa situazione? No, mai». Chiusa l’udienza, il pm Luca Primicerio, ha annunciato che il neo procuratore capo di Castrovillari, Alessandro D’Alessio, parteciperà alla prossima udienza, che si terrà il 10 febbraio. In questa seduta saranno sentiti tre testi: Sacchi, Caneo e Dalle Vacche.

Processo Bergamini, le parole di Anselmo fuori dal tribunale

È consuetudine dell’avvocato Fabio Anselmo fermarsi fuori dal tribunale di Cosenza con i cronisti, commentando l’udienza appena conclusa del processo Bergamini. Lo ha fatto anche oggi davanti alle telecamere delle testate giornalistiche nazionali. «Sono contento che il presidente Lucente abbia convenuto sul clima pesante, intervenendo nel ristabilire la serenità processuale». L’avvocato di parte civile si è anche detto soddisfatto del fatto che il procuratore D’Alessio sarà presente in aula a febbraio, e sulla dichiarazione di Roberta Alleati, ha evidenziato che «le sue parole dimostrano tutta la genuinità della lettera scritta alla famiglia Bergamini».

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