sabato,Maggio 25 2024

Stabilizzazioni al Comune di Acri, il sindaco a Straface: «Non so su quali criteri ha fatto la “selezione”»

Capalbo replica alle dichiarazioni della consigliera regionale di Forza Italia: «I precari non sono 60 ma 113, noi non abbiamo intenzione di lasciare indietro nessuno»

Stabilizzazioni al Comune di Acri, il sindaco a Straface: «Non so su quali criteri ha fatto la “selezione”»

«Dopo gli ultimi proclami della consigliera regionale Pasqualina Straface sono costretto a fare alcune precisazioni in merito alla situazione del personale precario utilizzato presso il Comune di Acri». Le dichiarazioni del sindaco Pino Capalbo arrivano a stretto giro in risposta a quelle dell’esponente di Forza Italia sulla stabilizzazione di oltre 60 lavoratori.

«Com’è noto a tutti – afferma il primo cittadino di Acri – per questa amministrazione hanno sempre parlato i fatti, sono infatti certamente nostri i risultati ottenuti in tema di precariato dei 68 lavoratori stabilizzati tra Lsu e Lpu, con l’utilizzo di importanti risorse economiche comunali. Certamente non abbiamo mai utilizzato, né mai lo faremo, la piaga del precariato per fini elettorali».

«Sicuramente la consigliera Straface – continua Capalbo – è consapevole (o almeno me lo auguro) che i precari del Comune di Acri non sono 60, bensì 113 di cui alla “L.R. 15” e 11 di cui alla “L.R. 31”. Non so su quali criteri oggettivi la consigliera regionale ha individuato i 60 lavoratori che a suo dire sono stati “già” stabilizzati, senza tra l’altro consultare gli stessi precari, i responsabili di settore di appartenenza né tantomeno l’amministrazione».

«Chiedo, altresì, pubblicamente – aggiunge il sindaco – di far conoscere le modalità utilizzate per il superamento dei limiti imposti dalla dotazione organica e gli altri limiti previsti dalla legge in tema di assunzioni. Anche perché questa amministrazione, come ha già fatto in passato per gli altri precari stabilizzati, non ha intenzione di fare alcuna selezione sul personale precario da stabilizzare (o tutti o nessuno). È inutile precisare – conclude – che se ci saranno le condizioni economiche e di legge si procederà senza esitare alla stabilizzazione di tutti i precari ancora in essere nel Comune di Acri».