35 i nuovi presidi di cui l’80 percento è già entrato in funzione. Cresce di 180 unità l’offerta dei posti letto. assunte 591 figure professionali cui si aggiungono 502 medici di medicina generale. Il commissario Vitaliano De Salazar: «Cambiamento epocale anche di tipo culturale»
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La sanità territoriale della provincia di Cosenza cambia registro attraverso l’attivazione degli ospedali e delle case di comunità. I nuovi presidi, introdotti a livello nazionale dalla riforma del sistema assistenziale varata dal Governo nel 2022 nella fase del post-Covid, sono 35 in tutto: 9 ospedali di comunità e 26 case di comunità. L’ottanta percento delle strutture sono già entrate in funzione. Per fine settembre saranno tutte operative.
Nuovo concetto di accesso alle cure
Cambia così il concetto di accesso alle cure: si accantona il modello ospedalocentrico in favore di un sistema sociosanitario e di rete. La riorganizzazione è stata presentata dal commissario straordinario dell’Asp, Vitaliano De Salazar, a margine dell’iniziativa La casa e l’ospedale di comunità: il nuovo modello della sanità territoriale tra integrazione, prossimità e presa in carico della persona. Al convegno medico-scientifico, coordinato dalla direttrice sanitaria dell’Asp Angela Riccetti e ospitato nella Conference Hall “Pierluigi Nervi - San Francesco di Paola” della Scuola Misasi del capoluogo bruzio, sono tra gli altri intervenuti professionisti di Agenas, direttori di distretto, rappresentanti istituzionali e amministratori locali.
81 milioni di euro di investimento
81 milioni di euro l’investimento complessivo garantito da risorse del Pnrr. L’assessore regionale alla programmazione dei fondi comunitari, Marcello Minnenna, ha parlato di pieno raggiungimento del target di spesa nonostante l’obiettivo fosse fortemente sfidante: «Abbiamo colto i traguardi ambiziosi che ci eravamo prefissati – ha detto ai cronisti – procedendo anche ad un significativo investimento di recupero degli immobili sanitari. Altre regioni hanno scelto di concentrarsi su opere di micro manutenzione dei poliambulatori esistenti. Noi invece, abbiamo creato nuovi compendi e siti, in aggiunta alle ristrutturazioni delle aree già in essere. Il lavoro non è ancora finito – ha precisato Minnenna - Il Pnrr è parte integrante di una più ampia programmazione strategica dell’edilizia sanitaria, coordinata dal presidente Roberto Occhiuto. Cosenza è la provincia nella quale si è realizzato il maggior numero degli interventi, non solo in termini di metri quadrati, ma anche per la gamma di servizi che verranno offerti. Questo è solo un primo passo, perché il Pnrr rientra in un piano di riassetto non solo dell’edilizia sanitaria, ma anche dei servizi che intendiamo erogare, anche attraverso strumenti di telemedicina e altre tecnologie innovative su cui stiamo lavorando».
Come cambia l’assistenza
I nuovi ospedali di comunità accrescono l’offerta di 180 posti letto. L’utenza non vi avrà accesso diretto, ma indotto, sotto il coordinamento della Centrale Operativa Territoriale: «Parliamo – ha spiegato De Salazar - di pazienti dimessi dal pronto soccorso dopo aver superato la fase acuta, di pazienti in dimissione protetta, di pazienti fragili intercettati sul territorio che necessitano di assistenza continuativa ma non di tipo emergenziale. La casa di comunità poi, è un punto di sintesi di tutti gli ottimi ambulatori già esistenti, con l’aggiunta anche della innovazione scandita dalla telemedicina ma anche da servizi pionieristici come quello sugli stili di vita. E’ un cambiamento epocale - ha sottolineato il commissario straordinario dell’Asp - anche di tipo culturale. Muta il concetto dell’assistenza, con la sanità pubblica che si riappropria del ruolo di offrire all’utenza cure di base e specialistiche».
Rafforzamento del personale
591 nel complesso le figure professionali assunte di cui 198 medici, 183 infermieri, 127 Oss, 18 fisioterapisti. Completano il quadro 31 assistenti sociali, 14 operatori della Centrale Operativa Territoriale, 20 operatori del Centro unico di Prenotazione. Determinante l’accordo stretto con i medici di medicina generale. Saranno 502 a garantire l’assistenza nelle case di comunità dove, ha sottolineato il segretario provinciale della Fimmg, Antonio D’Ingianna «si arriverà previo appuntamento da prendere con la Cot, e quindi con il numero 116117, per la gestione delle patologie croniche e quindi di soggetti diabetici, ipertesi, pazienti con fattore di rischio cardiovascolare, obesi. Saranno trattati da una équipe multidisciplinare grazie alla presenza di specialisti e di attrezzature di diagnostica strumentale. L’incremento del numero degli infermieri consentirà il rafforzamento dell’assistenza domiciliare integrata». Ospedali e case di comunità nelle previsioni del medio orizzonte, contribuiranno da un lato ad abbattere gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, dall’altro a garantire maggiore prevenzione e, si spera, una minore incidenza di tumori ed altre patologie gravi. Tutto ciò con notevole risparmio di risorse economiche per il Sistema Sanitario Nazionale e con un incremento della qualità della vita dei cittadini.
L’elenco delle strutture
Ospedali di comunità
- Cassano allo Ionio
- Mormanno
- Scalea
- Lungro
- San Marco Argentano
- Cosenza
- Trebisacce
- Cariati
- San Giovanni in Fiore
Case di comunità
- Cassano allo Ionio
- Mormanno
- Scalea
- Rocca Imperiale
- Torano Castello
- Roggiano Gravina
- Longobucco
- Lungro
- Luzzi
- Bisignano
- Spezzano della Sila
- Montalto Uffugo
- San Giorgio Albanese
- Verbicaro
- Amantea
- villapiana
- Casali del Manco
- Cosenza
- Cetraro
- Cariati
- Acri
- Corigliano
- Rende
- Altilia
- Castrovillari


