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      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      La storia della criminalità organizzata nella città di Cosenza si sviluppa nell’arco di un quarantennio e segue un movimento pendolare di andata e ritorno, attraversando stagioni di pace e di lotta che si aprono e chiudono in tempi a volte ristretti a volte più dilatati, ma che finiscono per riprodurre sempre lo stesso schema
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:41
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      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      Sono 18 i processi che hanno cambiato la storia della ‘ndrangheta di Cosenza. Processi che hanno dimostrato la presenza nel territorio dell’area urbana e non solo di organizzazioni mafiose capaci di soffocare l’economia cittadina e inondare le città di droga. L’ultima inchiesta, quella scattata il 1 settembre 2022, è il colpo finale della Dda di Catanzaro. Ma non l’ultima in senso assoluto. Ce ne saranno altre, senza alcun dubbio.

      La premessa

      La storia della criminalità organizzata nella città di Cosenza si sviluppa nell’arco di un quarantennio e segue un movimento pendolare di andata e ritorno, attraversando stagioni di pace e di lotta che si aprono e chiudono in tempi a volte ristretti a volte più dilatati, ma che finiscono per riprodurre sempre lo stesso schema.

      Così scrive la Dda: «I gruppi criminali si formano, entrano in conflitto tra loro e si integrano, sempre all’unico fine di acquisire, mantenere ed esercitare, in modo predatorio, il controllo sul territorio di riferimento e su tutte le relative attività sempre economicamente valutabili, condizionando di fatto l’esercizio dei diritti fondamentali dei consociati troppo spesso vittime di siffatto contesto criminale» (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Franco Pino

      Il processo “Garden”

      Nell’ambito del processo “Garden” ed in particolare nelle sentenze emesse dalla Corte d’Assise di Cosenza il 9 giugno 1997 e dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro in data 13 marzo 1999 resa irrevocabile il 3 luglio 2000 a seguito della Sentenza della Corte di Cassazione, per la prima volta è stata ricostruita la nascita dei sodalizi, tra loro contrapposti, “Perna-Pranno” e “Pino-Sena“. Il quadro che emerge all’esito di quel processo attesta che nel territorio cosentino si costituivano due associazioni di tipo mafioso – organizzate e dirette una da Franco Pino e Antonio Sena, l’altra (che si ponevano in continuità con lo storico criminale di maggiore carisma Luigi Palermo assassinato il 14 dicembre del 1977) da Franco Perna, Mario Pranno e Pasquale Pranno – in un periodo temporale a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Novanta, fra loro contrapposte un cruento e sanguinoso conflitto per il controllo delle attività economiche ed illecite sul capoluogo. I partecipanti ai sodalizi ebbero la disponibilità, per il conseguimento della finalità dell’associazione, di armi o materie esplodenti, largamente adoperate per la commissione di numerosissimi delitti sia durante che successivamente alla citata “guerra”. Pino, oggi pentito, poteva contare sull’adesione di alcuni giovani criminali a lui fedelissimi come Ettore Lanzino, Francesco Patitucci, Gianfranco Ruà e Gianfranco Bruni alias “Tupinaru” (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Missing

      Il processo Missing invece ha cristallizzato circa un ventennio del percorso criminale delle cosche cosentine e si pone in continuità con “Garden”. Il procedimento riguarda ulteriori fatti di sangue, verificatisi in quel periodo turbolento, coinvolgendo gli esponenti dei due gruppi delle cosche cosentine Perna-Pranno e Pino-Sena. Il processo Missing, si concludeva con la condanna all’ergastolo – passata in giudicato – per Gianfranco Bruni, Giulio Castiglia, Gianfranco Ruà, Pasquale Pranno e Domenico Cicero, mentre Ettore Lanzino è stato assolto dall’imputazione di concorso nell’omicidio di Nelso Basile, avvenuto a San Lucido. (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Franco Presta

      Il processo Squarcio

      Il processo Squarcio ha riguardato il nuovo assetto del gruppo confederato Perna-Ruà sorto per fusione tra i vecchi clan Pino-Sena e Perna-Pranno. Alla fine degli anni 90, con le prime scarcerazioni relative al processo “Garden”, emergevano le figure di nuovi aspiranti capi come Ettore Lanzino e Domenico Cicero che si proponevano all’attenzione come eredi dei vecchi boss. La nuova confederazione criminale d’inizio millennio a Cosenza, dunque, si chiamava “Perna-Ruà“, ma si leggeva anche “Lanzino-Cicero” ed era dotata di due “contabili”: Vincenzo Dedato (oggi pentito) e Carmine Pezzulli (poi ucciso). I due sarebbero stati incaricati all’epoca di gestire la cassa dell’organizzazione, provvedendo all’acquisto di armi e narcotici, al pagamento degli stipendi degli affiliati e all’assistenza dei detenuti e dei loro familiari. «Il gruppo di fuoco era composto da Mario Gatto, Franco Presta e Carmelo Chirillo» scrive la Dda.

      Il processo Tamburo

      Il processo Tamburo attesta l’infiltrazione della consorteria mafiosa cosentina nel sistema degli appalti per l’ammodernamento della SA-RC. Viene riconosciuto giudiziariamente l’esistenza del sodalizio di ‘ndrangheta, dal gennaio 1999 al novembre 2002, denominato clan Lanzino-Cicero, quale naturale evoluzione del sodalizio di ‘ndrangheta Ruà-Perna certificando, fra l’altro, i ruoli di “capi-società” di alcuni esponenti dell’attuale clan degli “zingari”: Francesco Abbruzzese alias “Dentuzzo” ed il defunto Eduardo Pepe operanti nella zona di Cassano allo Ionio e, Francesco Bevilacqua alias “Franchino i Mafarda” come riportato nella citata sentenza che prende in considerazione l’arco temporale tra il 1999 e il 2002 (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Twister

      Nel processo Twister, fa notare la Dda di Catanzaro, è stata sancita l’esistenza, dalla fine del 2000 alla fine del 2006, del sodalizio che vedeva Ettore Lanzino, Carmine Chirillo, Franco Presta e Giulio Castiglia a capo di una associazione a delinquere di stampo mafioso dedita alle estorsioni, usura, riciclaggio, truffa, ricettazione. Sempre in Twister venivano condannati – scrive la Dda di Catanzaro per delitti di usura rispettivamente Ettore Lanzino, Damiana Pellegrino e Adolfo D’Ambrosio.

      Nicola Acri omicidio Cristaldi Nucerito
      Nicola Acri

      Il processo Terminator 2

      In “Terminator 2” venivano condannati all’ergastolo Francesco Abbruzzese, Nicola Acri, Ettore Lanzino, Franco Presta per l’omicidio di Chiarello Primiano (consumato a Cassano allo Ionio l’8 giugno 1999) compiuto per eliminare un appartenente ad un gruppo criminale rivale e al fine di agevolare le associazioni di tipo mafioso capeggiata da Francesco Abbruzzese e quella denominata Cicero-Lanzino operante a Cosenza.

      La sentenza si occupava anche degli omicidi di Francesco Bruni e Antonio Sena, detto “Mammasantissima“, fatti delittuosi per cui Nicola Acri e Francesco Abbruzzese venivano assolti mentre venivano condannati Ettore Lanzino, Franco Presta e Vincenzo Dedato (divenuto collaboratore di giustizia) e Francesco Bevilacqua, meglio conosciuto come “Franchino ‘i Mafarda” (divenuto anche egli collaboratore di giustizia) (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Ettore Lanzino

      Il processo Terminator IV

      “Terminator IV” ha accertato invece l’’esistenza del sodalizio fino al novembre 2011. Sia Ettore Lanzino che Franco Presta si davano alla latitanza fino alla loro cattura avvenuta rispettivamente il 16 novembre 2012 ed il 13 aprile 2012.

      Il gruppo confederato dunque, si è ritrovato privo di “reggenza” ed alle prese con il pentimento del contabile Vincenzo Dedato. Con questa sentenza, venivano condannati pure Francesco Patitucci, Salvatore Ariello, Michele Di Puppo ed Ettore Lanzino, quest’ultimo condannato anche per l’omicidio di Enzo Pelazza avvenuto a Carolei il 28 gennaio del 2000. Dal delitto associativo contestato fino al novembre dell’anno 2011 veniva assolto Roberto Porcaro, assolto anche per il delitto di tentata estorsione. Anche Biagio Barberio veniva assolto dai reati di omicidio in danno di Enzo Pelazza, Antonio Sena, Antonio Sassone, e da quelli relativi alle armi utilizzate.

      Il processo Anaconda

      Il processo “Anaconda” riguarda la consorteria criminale situata nel rione San Vito e facente capo a Domenico Cicero, contestata dal 2003 al 2011, anno in cui viene emessa la sentenza di primo grado. Tra i condannati anche Vincenzo Liberato Candreva, detto “Vichingo”, Pietro De Mari detto “Cocco Bill” e Gianfranco Sganga. Nel medesimo giudizio abbreviato veniva contestato il delitto di cui all’art 416 bis dall’inizio 2006 fino a giugno 2008 anche a Roberto Porcaro e ad Alfonsino Falbo, i quali tuttavia venivano assolti dal predetto reato associativo per non aver commesso il fatto (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Magnete

      La Dda di Catanzaro inserisce anche il processo Magnete che rivela l’esistenza di una lista di negozianti cosentini vittime del racket che, originariamente in possesso a Franco Perna viene poi consegnata a Domenico Cicero, subentrato alla guida del gruppo criminale dopo la condanna all’ergastolo del vecchio boss e che, finito fuori gioco anche Cicero, finisce in mano agli “eredi” del gruppo Musacco-Castiglia, a sottolineare l’esistenza di un filo rosso che lega il passato al presente criminale. Tra i condannati Sergio Raimondo, mentre Marco Perna veniva assolto dal reato associativo, per non aver commesso il fatto.

      Il processo Telesis

      “Telesis” accerta la presenza sul territorio cosentino e non solo della cosca “Bruni-zingari” con a capo Michele Bruni, poi deceduto a causa di una grave malattia, e Giovanni Abruzzese, già in carcere per “Missing“.

      Tale situazione poneva le basi per una nuova strategia tesa alla riorganizzazione interna del gruppo criminale attraverso un’alleanza con i soggetti liberi della famiglia Bruni alias “Bella Bella”. Dalle attività d’indagine emerge l’avvio delle trattative tra il clan cosiddetto degli “italiani”, attraverso l’intermediazione di Francesco Patitucci, già reggente, per conto di Lanzino, del clan “Ruà-Lanzino” (organizzazione nata a seguito del riassetto della cosca degli “italiani”), e quello facente capo a Michele Bruni, uno dei figli del capostipite Francesco alleato come detto con gli Abbruzzese.

      «Il gruppo Cicero, seppure malvolentieri, si accoda al nuovo assetto criminale che prevede ora una equa spartizione tra i diversi gruppi di tutti i proventi delle attività illecite che confluiscono così in una cassa comune, la cosiddetta “bacinella”, sulla quale vigilano i contabili delle rispettive organizzazioni» scrive la Dda (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Vulpes e Acheruntia

      L’inchiesta “Vulpes” copre il periodo fino a marzo del 2013 e viene ricostruito l’assetto della cosca degli italiani. Condannati in tal senso Francesco Costabile, Adolfo D’Ambrosio, Alberto Superbo e Umberto Di Puppo, mentre venivano assolti Mario “Renato” Piromallo e Simone Ferrise (ma condannato per tentata estorsione mafiosa). Con riferimento a Francesco Patitucci, lo stesso veniva condannato in continuazione con le precedenti condanne. Per il processo “Acheruntia” c’è ancora da attendere il pronunciamento del primo grado in quanto l’istruttoria dibattimentale è ancora in corso (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Maurizio Rango

      Il processo “Rango-zingari”

      Ed eccoci a “Rango-zingari“, l’inchiesta antimafia del 2014 che trattava diverse estorsioni nei confronti di alcuni commercianti ed aziende assegnatarie di appalti pubblici, nonché la vicenda relativa all’omicidio di Luca Bruni. In effetti, a seguito della morte in carcere, per una una malattia fulminante, di Michele Bruni, dopo la scarcerazione di Luca Bruni veniva pianificato ed eseguito il suo omicidio il 3 gennaio del 2012. Il motivo da cui scaturisce l’evento delittuoso è da ricondurre alle intenzioni palesate da Bruni, il quale risultava poco incline al compromesso con la parte avversa del clan degli “Italiani”, e soprattutto la sua propensione ad iniziare un altro periodo di conflitto di mafia. Si accertava che, a partire dal 2012, la nuova entità mafiosa “Rango-zingari” era divenuta il gruppo criminale di riferimento della città di Cosenza ed hinterland, con un importante presidio sulla fascia tirrenica nella città di Paola.

      La cosca “Rango-zingari” era un gruppo in espansione, che presentava anche quadri direttivi del tutto nuovi come Ettore Sottile, contabile dell’organizzazione, Luciano Impieri, demandato alle estorsioni, Gennaro Presta dedito al traffico degli stupefacenti, e Antonio Intrieri legato al mondo dell’imprenditoria con mansioni devolutegli per curare gli “affari” della cosca.

      Nella componente “zingara” si impone la compagine facente capo alla famiglia Abbruzzese alias “Banana” che funge da raccordo con i “cugini” di Cassano allo Jonio, il cui vertice è rappresentato da Francesco Abbruzzese detto “Dentuzzo”, dal fratello di quest’ultimo Nicola alias “Semiasse”, e successivamente da Luigi Abbruzzese, figlio di “Dentuzzo”.

      Le sentenze hanno dimostrato l’esistenza di un sodalizio di matrice ‘ndranghetista nato dal precedente clan Bruni-zingari che, nel tempo, si era alleato con gli Italiani certificando così una “pax” mafiosa durata diversi anni e una bacinella comune nel quale venivano versate congiuntamente i proventi illeciti. Maurizio Rango – condannato alla pena dell’ergastolo – veniva riconosciuto come il capo indiscusso dell’associazione (“Nuova famiglia”) creatasi dopo le faide, acclarando il suo coinvolgimento attivo nell’omicidio di Luca Bruni, nelle fasi deliberative. Materiali esecutori del suo omicidio sono stati individuati Daniele Lamanna e Adolfo Foggetti, su mandato di Rango e Franco Bruzzese (poi divenuto pentito). Tra i condannati Ettore Sottile, Domenico Mignolo, Rocco Bevacqua, Andrea Greco, Antonio Abbruzzese, Luciano Impieri, Celestino Bevilacqua, Danilo Bevilacqua, Attilio Chianello, Giuseppe Natale Esposito, Mario Perri e Cosimo Bevilacqua (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Drugstore

      Nel processo “Drugstore” viene contestata ad alcuni componenti della famiglia Abbruzzese di Cosenza, la costituzione di un’organizzazione a delinquere dedita allo spaccio di stupefacenti a Sibari, Cassano
      Ionio, Cosenza e comuni limitrofi.

      Il processo “Apocalisse”

      In “Apocalisse” che riguarda il gruppo guidato da Marco Perna, venivano condannati per narcotraffico lo stesso Marco Perna, Riccardo Gaglianese e Giuseppe De Stefanis, mentre dal reato associativo veniva assolto Andrea D’Elia.

      Il processo Job Center

      “Job Center” è l’inchiesta della Squadra Mobile di Cosenza che accerta l’esistenza di una associazione a delinquere dedita al narcotraffico operante nel centro storico di Cosenza, facente capo a Celestino Abbruzzese e Anna Palmieri, oggi collaboratori di giustizia.

      Il processo “Testa di Serpente”

      “Testa di Serpente“, come già spiegato in un altro servizio, è l’antipasto della maxi-indagine condotta dalla Dda di Catanzaro il 1 settembre 2022. Precede “Overture“, di cui parleremo a breve, e coinvolge il gruppo legato a Roberto Porcaro, già condannato in appello, e quello riconducibile alla famiglia Abbruzzese “Banana”. Il rito abbreviato si è concluso, mentre è ancora in corso quello ordinario.

      Il processo “Overture”

      Come “Testa di Serpente“, anche il processo “Overture” è in fase dibattimentale. Anche qui troviamo due gruppi: uno contestato ad Alfonsino Falbo relativamente al narcotraffico e uno diretto, secondo la Dda di Catanzaro, da Gianfranco Sganga, nell’ambito di una presunta associazione mafiosa.

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      Cronaca

      Piana di Sibari, venti fermi nell’inchiesta su caporalato, schiavitù e traffico di migranti

      Il provvedimento eseguito in cinque province su delega della Dda di Catanzaro. Le accuse sono formulate a vario titolo

      2 settembre 2026
      Ore 13:01
      Piana di Sibari, venti fermi nell’inchiesta su caporalato, schiavitù e traffico di migranti
      Società

      Sila, la sfida di Bloise: «Turismo lento, grandi opere e tutela dell’ambiente per rilanciare l'altopiano»

      Il commissario del Parco Nazionale della Sila traccia la rotta: dalla Ciclovia dei Parchi ai nuovi percorsi per la mountain bike, dalla riqualificazione degli impianti sciistici alla valorizzazione dell’Elephas antiquus. E annuncia l’ampliamento della Riserva Mab Unesco fino a Sibari

      31 agosto 2026
      Ore 10:54
      Sila, la sfida di Bloise: «Turismo lento, grandi opere e tutela dell’ambiente per rilanciare l'altopiano»
      Società

      Corigliano Rossano, Ifmich scala una gru di 260 metri

      7 settembre 2026
      Ore 10:45
      Corigliano Rossano, Ifmich scala una gru di 260 metri
      Cosenza Calcio

      Stadio Marulla, terreno di gioco in pessime condizioni dopo lo stop alla concessione

      Le immagini acquisite da Cosenza Channel mostrano le pessime condizioni del terreno di gioco del Marulla. Dopo la decisione cautelare del Consiglio di Stato, al nodo della sicurezza e della gestione del cantiere si aggiunge quello del ripristino del campo. Tempi e costi devono ancora essere definiti.

      3 settembre 2026
      Ore 08:44
      Stadio Marulla, terreno di gioco in pessime condizioni dopo lo stop alla concessione
      Primo grado

      Frode assicurativa dopo una caduta a Longobardi, Raffaele Caruso assolto dal Tribunale di Torino

      Il giudice ha pronunciato la formula «per non aver commesso il fatto». Il pm aveva chiesto otto mesi, la parte civile una provvisionale di 3mila euro
      Redazione
      Frode assicurativa dopo una caduta a Longobardi, Raffaele Caruso assolto dal Tribunale di Torino\n
      Emergenza nella città

      Maxi incendio a Cosenza, cosa resta il giorno dopo: indagini sull’origine del rogo

      Allontanate alcune persone senza dimora. Quattordici Vigili del Fuoco al lavoro fino a notte. Bruciati sterpaglie, rifiuti e uno stabile. Tre lanci dell’elicottero, nessun ferito
      Antonio Clausi
      Maxi incendio a Cosenza, cosa resta il giorno dopo: indagini sull’origine del rogo\n
      Territorio fragile

      Terremoto in Calabria, scossa di magnitudo 2.9 nel Cosentino: epicentro vicino ad Aprigliano

      La scossa è stata registrata alle 15:47 di oggi, con epicentro a est del centro presilano e una profondità di 16 chilometri. Nuovo sisma dopo quello dei giorni scorsi a Castiglione Cosentino
      Redazione Cronaca
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      Inchiesta Master

      Sfruttamento nella Sibaritide, l’estorsione seguita in diretta: 27 euro per una giornata di lavoro e il resto al caporale

      Le indagini dei carabinieri hanno registrato un caso emblematico: il controllo dei militari del Nil, la decisione dell’imprenditore di pagare su PostePay per non avere problemi e il prelievo sotto la sorveglianza dell’intermediario
      Alessia Truzzolillo
      Sfruttamento nella Sibaritide, l’estorsione seguita in diretta: 27 euro per una giornata di lavoro e il resto al caporale\n
      Traffico in tilt

      Incendio a Cosenza, fiamme vicino a un distributore: nessun ferito in viale Magna Grecia

      Bruciano sterpaglie e cumuli di rifiuti. In azione diverse squadre dei Vigili del Fuoco e un mezzo aereo. Prosegue la bonifica
      Redazione
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      Ore di apprensione

      Montalto Uffugo, 14enne cade dalla bici durante una discesa: è in Terapia Intensiva

      Sono ore di apprensione a Taverna i Montalto Uffugo per un ragazzo di 14 anni rimasto gravemente ferito in seguito a una caduta in biciclett
      Redazione
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      Contabilità parallela

      Il racket dei bancomat nella Piana di Sibari e le vendette dei caporali: «Il nero ha detto la verità, mandalo via»

      Dietro le quinte dello sfruttamento in Calabria: i Carabinieri mettono le mani sui "libri neri" dei clan pakistani. Ecco come funzionava il meccanismo di estorsione dei salari. I “capi” gestivano anche il cibo dei braccianti: chi denunciava perdeva tutto e finiva a dormire per strada
      Pablo Petrasso
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      La denuncia

      Tentato furto in un’abitazione a Montalto Uffugo, ladro in fuga nelle campagne

      La denuncia della proprietaria sui social: l’uomo, con il volto coperto, avrebbe tentato di smontare una telecamera di sorveglianza. L’allarme ha fatto scattare l’intervento delle forze dell’ordine
      Redazione
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      La decisione

      Caporalato nella Sibaritide, il gip di Castrovillari non convalida il fermo per 10 indagati: tornano liberi - NOMI

      Secondo il giudice non vi erano i presupposti per gli arresti: «È passato molto tempo dai reati contestati e i riferimenti alla strage di Amendolara sono solo suggestioni»
      Alessia Truzzolillo
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      Dopo il sisma

      Terremoto in Calabria, Tansi: «Il caldo non c’entra nulla. Possiamo però conoscere le faglie e mettere in sicurezza le case»

      Ieri una nuova scossa di magnitudo 3.7 nel Cosentino. Il geologo richiama la natura tettonica dell’evento e invita a concentrarsi sulla sicurezza del patrimonio edilizio
      Redazione Cronaca
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      Cronaca

      Salvatore Sproviero è stato ritrovato, sta bene. La famiglia ringrazia per la mobilitazione

      Dopo l’appello di parenti e amici e le tante segnalazioni, il 42enne si è fatto vivo presso il Commissariato di Capri. Sospiro di sollievo per il lieto fine
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      L’inchiesta

      «La gallina dalle uova d'oro»: nella Sibaritide si truccava il Decreto Flussi per vendere visti d'ingresso a 10mila euro

      Il sistema fraudolento scoperto dalla Procura nella Piana di Sibari: aziende agricole fantasma, bilanci truccati dai commercialisti e "click day" pilotati dai patronati per far entrare clandestinamente centinaia di migranti. Credevano di trovare un lavoro ma piombavano nell’inferno dello sfruttamento
      Pablo Petrasso
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      La scossa

      Terremoto in provincia di Cosenza: epicentro a Castiglione cosentino e magnitudo 3.7

      Il sindaco Salvatore Magarò: «Da un primo sopralluogo effettuato, non sembrano esserci danni a persone e cose»
      Redazione
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      L’inchiesta

      «Disse che ci avrebbe uccisi perché era mafioso»: la denuncia dei braccianti e i rapporti del clan col patronato di Cassano

      Nelle parole del pentito l’ipotesi sul sistema utilizzato per sistemare le carte: «I D’Elia per regolarizzare i braccianti». Secondo i magistrati della Dda intimidazioni e controllo richiamano il metodo della cosca Forastefano
      Alessia Truzzolillo
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      Controlli sul territorio

      Fuscaldo, nascondeva cinque involucri di cocaina: arrestato un trentacinquenne dalla Polizia

      Nell’auto trovati anche un coltello con lama di sette centimetri e 1.550 euro. L’uomo è ai domiciliari in attesa della direttissima
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      In manette

      Bagnara, 17enne ferito a colpi d’arma da fuoco per uno sguardo di troppo: arrestati due coetanei per tentato omicidio

      Secondo gli investigatori, dopo una serie di litigi e una rissa, i due giovani avrebbero raggiunto nuovamente la vittima, colpendola con un coltello e sparandole alla testa. Entrambi sono stati trasferiti nell'Istituto penale per i minorenni di Catanzaro
      Redazione Cronaca
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      L’inchiesta

      Il caporalato nella Sibaritide e le pratiche false dei Caf. Il pentito: «Le mie aziende appartenevano alle cosche» - NOMI

      Due associazioni al centro dell’indagine della Dda di Catanzaro: coinvolti patronati, imprenditori per un totale di 66 indagati. Lo sfruttamento del lavoro dal 2019 ad oggi
      Alessia Truzzolillo
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      Cybercriminali

      Truffe su WhatsApp, rubano gli account e chiedono soldi ad amici e parenti: cresce l'allarme

      Sempre più segnalazioni di profili WhatsApp violati e messaggi inviati a nome di persone conosciute per ottenere bonifici o pagamenti urgenti. L'invito è a verificare sempre le richieste con una telefonata e a non condividere mai codici o password
      Matteo Lauria
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      il provvedimento

      Scalea, gestione illecita di rifiuti. Denunciato un gommista

      I Carabinieri Forestale e la Guardia Costiera hanno riscontrato irregolarita’ all’interno dell’attività commerciale dove è stato realizzato anche un manufatto abusivo
      Redazione
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      l’appello

      Cosenza, perse le tracce del 42enne Salvatore Sproviero. Le info per contattare la famiglia

      E’ uscito dalla sua abitazione nella zona di Piazza Europa, nel capoluogo bruzio, intorno alle ore 13 di ieri. Da quel momento non ha fatto rientro a casa e i familiari non hanno più avuto sue notizie. 
      Redazione
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      Aste, truffe sui fondi agricoli e riciclaggio con l’ombra della ‘ndrangheta, blitz a Catanzaro: arrestati imprenditori e un avvocato -NOMI

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      l’emergenza

      “Fate scorta di cibo e acqua”: il governo britannico prepara il Paese al super El Niño

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      Forte terremoto in provincia di Cosenza: epicentro a Castiglione Cosentino

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      Scuola al via per 8 milioni di studenti. Prima campanella a Bolzano mentre in Calabria si torna in classe il 15 settembre

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