logo
  • Sezioni

    • Cronaca

    • Politica

    • Cosenza Calcio

    • Economia e Lavoro

    • Italia Mondo

    • Sanità

    • Sport

    • Cultura

    • Ambiente

  • Streaming

    • LaC TV 

    • Lac Network

    • LaC OnAir 

  • LaC Network 

    • lacplay.it

    • lactv.it

    • laconair.it

    • lacitymag.it

    • ilreggino.it

    • cosenzachannel.it

    • ilvibonese.it

    • catanzarochannel.it

    • lacapitalenews.it 

  • App

    • Android

    • Apple

    Social
    • Cronaca

    • Politica

    • Sanità

    • Cosenza Calcio

    • Ambiente

    • Società

    • Cultura

    • Economia e Lavoro

    • Sport

    • Eventi

    • Sezioni
      • Cronaca

      • Politica

      • Cosenza Calcio

      • Economia e Lavoro

      • Italia Mondo

      • Sanità

      • Sport

      • Cultura

      • Ambiente

    • Streaming
      • LaC TV 

      • Lac Network

      • LaC OnAir 

    • LaC Network 
      • lacplay.it

      • lactv.it

      • laconair.it

      • lacitymag.it

      • ilreggino.it

      • cosenzachannel.it

      • ilvibonese.it

      • catanzarochannel.it

      • lacapitalenews.it 

    • App
      • Android

      • Apple

    Social
      Home page>Cronaca>'Ndrangheta Cosenza, i 1...

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      La storia della criminalità organizzata nella città di Cosenza si sviluppa nell’arco di un quarantennio e segue un movimento pendolare di andata e ritorno, attraversando stagioni di pace e di lotta che si aprono e chiudono in tempi a volte ristretti a volte più dilatati, ma che finiscono per riprodurre sempre lo stesso schema
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:41
      1 of 10
      gallery image

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale
      gallery image

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale
      gallery image

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale
      gallery image

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale
      gallery image

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale
      gallery image

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale
      gallery image

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale
      gallery image

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale
      gallery image

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale
      gallery image

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      Sono 18 i processi che hanno cambiato la storia della ‘ndrangheta di Cosenza. Processi che hanno dimostrato la presenza nel territorio dell’area urbana e non solo di organizzazioni mafiose capaci di soffocare l’economia cittadina e inondare le città di droga. L’ultima inchiesta, quella scattata il 1 settembre 2022, è il colpo finale della Dda di Catanzaro. Ma non l’ultima in senso assoluto. Ce ne saranno altre, senza alcun dubbio.

      La premessa

      La storia della criminalità organizzata nella città di Cosenza si sviluppa nell’arco di un quarantennio e segue un movimento pendolare di andata e ritorno, attraversando stagioni di pace e di lotta che si aprono e chiudono in tempi a volte ristretti a volte più dilatati, ma che finiscono per riprodurre sempre lo stesso schema.

      Così scrive la Dda: «I gruppi criminali si formano, entrano in conflitto tra loro e si integrano, sempre all’unico fine di acquisire, mantenere ed esercitare, in modo predatorio, il controllo sul territorio di riferimento e su tutte le relative attività sempre economicamente valutabili, condizionando di fatto l’esercizio dei diritti fondamentali dei consociati troppo spesso vittime di siffatto contesto criminale» (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Franco Pino

      Il processo “Garden”

      Nell’ambito del processo “Garden” ed in particolare nelle sentenze emesse dalla Corte d’Assise di Cosenza il 9 giugno 1997 e dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro in data 13 marzo 1999 resa irrevocabile il 3 luglio 2000 a seguito della Sentenza della Corte di Cassazione, per la prima volta è stata ricostruita la nascita dei sodalizi, tra loro contrapposti, “Perna-Pranno” e “Pino-Sena“. Il quadro che emerge all’esito di quel processo attesta che nel territorio cosentino si costituivano due associazioni di tipo mafioso – organizzate e dirette una da Franco Pino e Antonio Sena, l’altra (che si ponevano in continuità con lo storico criminale di maggiore carisma Luigi Palermo assassinato il 14 dicembre del 1977) da Franco Perna, Mario Pranno e Pasquale Pranno – in un periodo temporale a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Novanta, fra loro contrapposte un cruento e sanguinoso conflitto per il controllo delle attività economiche ed illecite sul capoluogo. I partecipanti ai sodalizi ebbero la disponibilità, per il conseguimento della finalità dell’associazione, di armi o materie esplodenti, largamente adoperate per la commissione di numerosissimi delitti sia durante che successivamente alla citata “guerra”. Pino, oggi pentito, poteva contare sull’adesione di alcuni giovani criminali a lui fedelissimi come Ettore Lanzino, Francesco Patitucci, Gianfranco Ruà e Gianfranco Bruni alias “Tupinaru” (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Missing

      Il processo Missing invece ha cristallizzato circa un ventennio del percorso criminale delle cosche cosentine e si pone in continuità con “Garden”. Il procedimento riguarda ulteriori fatti di sangue, verificatisi in quel periodo turbolento, coinvolgendo gli esponenti dei due gruppi delle cosche cosentine Perna-Pranno e Pino-Sena. Il processo Missing, si concludeva con la condanna all’ergastolo – passata in giudicato – per Gianfranco Bruni, Giulio Castiglia, Gianfranco Ruà, Pasquale Pranno e Domenico Cicero, mentre Ettore Lanzino è stato assolto dall’imputazione di concorso nell’omicidio di Nelso Basile, avvenuto a San Lucido. (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Franco Presta

      Il processo Squarcio

      Il processo Squarcio ha riguardato il nuovo assetto del gruppo confederato Perna-Ruà sorto per fusione tra i vecchi clan Pino-Sena e Perna-Pranno. Alla fine degli anni 90, con le prime scarcerazioni relative al processo “Garden”, emergevano le figure di nuovi aspiranti capi come Ettore Lanzino e Domenico Cicero che si proponevano all’attenzione come eredi dei vecchi boss. La nuova confederazione criminale d’inizio millennio a Cosenza, dunque, si chiamava “Perna-Ruà“, ma si leggeva anche “Lanzino-Cicero” ed era dotata di due “contabili”: Vincenzo Dedato (oggi pentito) e Carmine Pezzulli (poi ucciso). I due sarebbero stati incaricati all’epoca di gestire la cassa dell’organizzazione, provvedendo all’acquisto di armi e narcotici, al pagamento degli stipendi degli affiliati e all’assistenza dei detenuti e dei loro familiari. «Il gruppo di fuoco era composto da Mario Gatto, Franco Presta e Carmelo Chirillo» scrive la Dda.

      Il processo Tamburo

      Il processo Tamburo attesta l’infiltrazione della consorteria mafiosa cosentina nel sistema degli appalti per l’ammodernamento della SA-RC. Viene riconosciuto giudiziariamente l’esistenza del sodalizio di ‘ndrangheta, dal gennaio 1999 al novembre 2002, denominato clan Lanzino-Cicero, quale naturale evoluzione del sodalizio di ‘ndrangheta Ruà-Perna certificando, fra l’altro, i ruoli di “capi-società” di alcuni esponenti dell’attuale clan degli “zingari”: Francesco Abbruzzese alias “Dentuzzo” ed il defunto Eduardo Pepe operanti nella zona di Cassano allo Ionio e, Francesco Bevilacqua alias “Franchino i Mafarda” come riportato nella citata sentenza che prende in considerazione l’arco temporale tra il 1999 e il 2002 (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Twister

      Nel processo Twister, fa notare la Dda di Catanzaro, è stata sancita l’esistenza, dalla fine del 2000 alla fine del 2006, del sodalizio che vedeva Ettore Lanzino, Carmine Chirillo, Franco Presta e Giulio Castiglia a capo di una associazione a delinquere di stampo mafioso dedita alle estorsioni, usura, riciclaggio, truffa, ricettazione. Sempre in Twister venivano condannati – scrive la Dda di Catanzaro per delitti di usura rispettivamente Ettore Lanzino, Damiana Pellegrino e Adolfo D’Ambrosio.

      Nicola Acri omicidio Cristaldi Nucerito
      Nicola Acri

      Il processo Terminator 2

      In “Terminator 2” venivano condannati all’ergastolo Francesco Abbruzzese, Nicola Acri, Ettore Lanzino, Franco Presta per l’omicidio di Chiarello Primiano (consumato a Cassano allo Ionio l’8 giugno 1999) compiuto per eliminare un appartenente ad un gruppo criminale rivale e al fine di agevolare le associazioni di tipo mafioso capeggiata da Francesco Abbruzzese e quella denominata Cicero-Lanzino operante a Cosenza.

      La sentenza si occupava anche degli omicidi di Francesco Bruni e Antonio Sena, detto “Mammasantissima“, fatti delittuosi per cui Nicola Acri e Francesco Abbruzzese venivano assolti mentre venivano condannati Ettore Lanzino, Franco Presta e Vincenzo Dedato (divenuto collaboratore di giustizia) e Francesco Bevilacqua, meglio conosciuto come “Franchino ‘i Mafarda” (divenuto anche egli collaboratore di giustizia) (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Ettore Lanzino

      Il processo Terminator IV

      “Terminator IV” ha accertato invece l’’esistenza del sodalizio fino al novembre 2011. Sia Ettore Lanzino che Franco Presta si davano alla latitanza fino alla loro cattura avvenuta rispettivamente il 16 novembre 2012 ed il 13 aprile 2012.

      Il gruppo confederato dunque, si è ritrovato privo di “reggenza” ed alle prese con il pentimento del contabile Vincenzo Dedato. Con questa sentenza, venivano condannati pure Francesco Patitucci, Salvatore Ariello, Michele Di Puppo ed Ettore Lanzino, quest’ultimo condannato anche per l’omicidio di Enzo Pelazza avvenuto a Carolei il 28 gennaio del 2000. Dal delitto associativo contestato fino al novembre dell’anno 2011 veniva assolto Roberto Porcaro, assolto anche per il delitto di tentata estorsione. Anche Biagio Barberio veniva assolto dai reati di omicidio in danno di Enzo Pelazza, Antonio Sena, Antonio Sassone, e da quelli relativi alle armi utilizzate.

      Il processo Anaconda

      Il processo “Anaconda” riguarda la consorteria criminale situata nel rione San Vito e facente capo a Domenico Cicero, contestata dal 2003 al 2011, anno in cui viene emessa la sentenza di primo grado. Tra i condannati anche Vincenzo Liberato Candreva, detto “Vichingo”, Pietro De Mari detto “Cocco Bill” e Gianfranco Sganga. Nel medesimo giudizio abbreviato veniva contestato il delitto di cui all’art 416 bis dall’inizio 2006 fino a giugno 2008 anche a Roberto Porcaro e ad Alfonsino Falbo, i quali tuttavia venivano assolti dal predetto reato associativo per non aver commesso il fatto (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Magnete

      La Dda di Catanzaro inserisce anche il processo Magnete che rivela l’esistenza di una lista di negozianti cosentini vittime del racket che, originariamente in possesso a Franco Perna viene poi consegnata a Domenico Cicero, subentrato alla guida del gruppo criminale dopo la condanna all’ergastolo del vecchio boss e che, finito fuori gioco anche Cicero, finisce in mano agli “eredi” del gruppo Musacco-Castiglia, a sottolineare l’esistenza di un filo rosso che lega il passato al presente criminale. Tra i condannati Sergio Raimondo, mentre Marco Perna veniva assolto dal reato associativo, per non aver commesso il fatto.

      Il processo Telesis

      “Telesis” accerta la presenza sul territorio cosentino e non solo della cosca “Bruni-zingari” con a capo Michele Bruni, poi deceduto a causa di una grave malattia, e Giovanni Abruzzese, già in carcere per “Missing“.

      Tale situazione poneva le basi per una nuova strategia tesa alla riorganizzazione interna del gruppo criminale attraverso un’alleanza con i soggetti liberi della famiglia Bruni alias “Bella Bella”. Dalle attività d’indagine emerge l’avvio delle trattative tra il clan cosiddetto degli “italiani”, attraverso l’intermediazione di Francesco Patitucci, già reggente, per conto di Lanzino, del clan “Ruà-Lanzino” (organizzazione nata a seguito del riassetto della cosca degli “italiani”), e quello facente capo a Michele Bruni, uno dei figli del capostipite Francesco alleato come detto con gli Abbruzzese.

      «Il gruppo Cicero, seppure malvolentieri, si accoda al nuovo assetto criminale che prevede ora una equa spartizione tra i diversi gruppi di tutti i proventi delle attività illecite che confluiscono così in una cassa comune, la cosiddetta “bacinella”, sulla quale vigilano i contabili delle rispettive organizzazioni» scrive la Dda (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Vulpes e Acheruntia

      L’inchiesta “Vulpes” copre il periodo fino a marzo del 2013 e viene ricostruito l’assetto della cosca degli italiani. Condannati in tal senso Francesco Costabile, Adolfo D’Ambrosio, Alberto Superbo e Umberto Di Puppo, mentre venivano assolti Mario “Renato” Piromallo e Simone Ferrise (ma condannato per tentata estorsione mafiosa). Con riferimento a Francesco Patitucci, lo stesso veniva condannato in continuazione con le precedenti condanne. Per il processo “Acheruntia” c’è ancora da attendere il pronunciamento del primo grado in quanto l’istruttoria dibattimentale è ancora in corso (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Maurizio Rango

      Il processo “Rango-zingari”

      Ed eccoci a “Rango-zingari“, l’inchiesta antimafia del 2014 che trattava diverse estorsioni nei confronti di alcuni commercianti ed aziende assegnatarie di appalti pubblici, nonché la vicenda relativa all’omicidio di Luca Bruni. In effetti, a seguito della morte in carcere, per una una malattia fulminante, di Michele Bruni, dopo la scarcerazione di Luca Bruni veniva pianificato ed eseguito il suo omicidio il 3 gennaio del 2012. Il motivo da cui scaturisce l’evento delittuoso è da ricondurre alle intenzioni palesate da Bruni, il quale risultava poco incline al compromesso con la parte avversa del clan degli “Italiani”, e soprattutto la sua propensione ad iniziare un altro periodo di conflitto di mafia. Si accertava che, a partire dal 2012, la nuova entità mafiosa “Rango-zingari” era divenuta il gruppo criminale di riferimento della città di Cosenza ed hinterland, con un importante presidio sulla fascia tirrenica nella città di Paola.

      La cosca “Rango-zingari” era un gruppo in espansione, che presentava anche quadri direttivi del tutto nuovi come Ettore Sottile, contabile dell’organizzazione, Luciano Impieri, demandato alle estorsioni, Gennaro Presta dedito al traffico degli stupefacenti, e Antonio Intrieri legato al mondo dell’imprenditoria con mansioni devolutegli per curare gli “affari” della cosca.

      Nella componente “zingara” si impone la compagine facente capo alla famiglia Abbruzzese alias “Banana” che funge da raccordo con i “cugini” di Cassano allo Jonio, il cui vertice è rappresentato da Francesco Abbruzzese detto “Dentuzzo”, dal fratello di quest’ultimo Nicola alias “Semiasse”, e successivamente da Luigi Abbruzzese, figlio di “Dentuzzo”.

      Le sentenze hanno dimostrato l’esistenza di un sodalizio di matrice ‘ndranghetista nato dal precedente clan Bruni-zingari che, nel tempo, si era alleato con gli Italiani certificando così una “pax” mafiosa durata diversi anni e una bacinella comune nel quale venivano versate congiuntamente i proventi illeciti. Maurizio Rango – condannato alla pena dell’ergastolo – veniva riconosciuto come il capo indiscusso dell’associazione (“Nuova famiglia”) creatasi dopo le faide, acclarando il suo coinvolgimento attivo nell’omicidio di Luca Bruni, nelle fasi deliberative. Materiali esecutori del suo omicidio sono stati individuati Daniele Lamanna e Adolfo Foggetti, su mandato di Rango e Franco Bruzzese (poi divenuto pentito). Tra i condannati Ettore Sottile, Domenico Mignolo, Rocco Bevacqua, Andrea Greco, Antonio Abbruzzese, Luciano Impieri, Celestino Bevilacqua, Danilo Bevilacqua, Attilio Chianello, Giuseppe Natale Esposito, Mario Perri e Cosimo Bevilacqua (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Drugstore

      Nel processo “Drugstore” viene contestata ad alcuni componenti della famiglia Abbruzzese di Cosenza, la costituzione di un’organizzazione a delinquere dedita allo spaccio di stupefacenti a Sibari, Cassano
      Ionio, Cosenza e comuni limitrofi.

      Il processo “Apocalisse”

      In “Apocalisse” che riguarda il gruppo guidato da Marco Perna, venivano condannati per narcotraffico lo stesso Marco Perna, Riccardo Gaglianese e Giuseppe De Stefanis, mentre dal reato associativo veniva assolto Andrea D’Elia.

      Il processo Job Center

      “Job Center” è l’inchiesta della Squadra Mobile di Cosenza che accerta l’esistenza di una associazione a delinquere dedita al narcotraffico operante nel centro storico di Cosenza, facente capo a Celestino Abbruzzese e Anna Palmieri, oggi collaboratori di giustizia.

      Il processo “Testa di Serpente”

      “Testa di Serpente“, come già spiegato in un altro servizio, è l’antipasto della maxi-indagine condotta dalla Dda di Catanzaro il 1 settembre 2022. Precede “Overture“, di cui parleremo a breve, e coinvolge il gruppo legato a Roberto Porcaro, già condannato in appello, e quello riconducibile alla famiglia Abbruzzese “Banana”. Il rito abbreviato si è concluso, mentre è ancora in corso quello ordinario.

      Il processo “Overture”

      Come “Testa di Serpente“, anche il processo “Overture” è in fase dibattimentale. Anche qui troviamo due gruppi: uno contestato ad Alfonsino Falbo relativamente al narcotraffico e uno diretto, secondo la Dda di Catanzaro, da Gianfranco Sganga, nell’ambito di una presunta associazione mafiosa.

      1 of 10

      Tutti gli articoli di Cronaca

      ULTIMA ORA
      • - 05:06«Ci devi dare i soldi o ti ammazziamo di botte», smantellata rete di spaccio gestita da padre e figlio: sei arresti
      • - 04:30Eccidio di Amendolara, Polito (Unical): «Dietro la strage non c’è una guerra tra afghani e pakistani»
      • - 20:09Braccianti uccisi ad Amendolara, il gip: «Puniti in modo atroce, nessun segno di pentimento»
      • - 19:32Caporalato: il M5s rideposita la proposta di legge di Tavernise mentre per Tridico le norme ci sono ma mancano i controlli
      • - 18:30Castrovillari, l’appello di De Gaio: «Scegliete una donna e il cambiamento, basta con il comando di un uomo solo»
      • - 18:25Cerved, Orrico lancia l’allarme: «Riduzione del personale e futuro incerto per i lavoratori di Mangone»
      • - 05:06«Ci devi dare i soldi o ti ammazziamo di botte», smantellata rete di spaccio gestita da padre e figlio: sei arresti
      • - 04:30Eccidio di Amendolara, Polito (Unical): «Dietro la strage non c’è una guerra tra afghani e pakistani»
      • - 20:09Braccianti uccisi ad Amendolara, il gip: «Puniti in modo atroce, nessun segno di pentimento»
      • - 19:32Caporalato: il M5s rideposita la proposta di legge di Tavernise mentre per Tridico le norme ci sono ma mancano i controlli
      • - 18:30Castrovillari, l’appello di De Gaio: «Scegliete una donna e il cambiamento, basta con il comando di un uomo solo»
      • - 18:25Cerved, Orrico lancia l’allarme: «Riduzione del personale e futuro incerto per i lavoratori di Mangone»
      • - 05:06«Ci devi dare i soldi o ti ammazziamo di botte», smantellata rete di spaccio gestita da padre e figlio: sei arresti
      • - 04:30Eccidio di Amendolara, Polito (Unical): «Dietro la strage non c’è una guerra tra afghani e pakistani»
      • - 20:09Braccianti uccisi ad Amendolara, il gip: «Puniti in modo atroce, nessun segno di pentimento»
      • - 19:32Caporalato: il M5s rideposita la proposta di legge di Tavernise mentre per Tridico le norme ci sono ma mancano i controlli
      • - 18:30Castrovillari, l’appello di De Gaio: «Scegliete una donna e il cambiamento, basta con il comando di un uomo solo»
      • - 18:25Cerved, Orrico lancia l’allarme: «Riduzione del personale e futuro incerto per i lavoratori di Mangone»
      Il sinistro

      Corigliano Rossano, incidente mortale sulla SS 106: la vittima è un 50enne di Acri

      Lo scontro tra due vetture si è verificato in località Fabrizio Grande. Sul posto vigili del fuoco e polizia stradale
      Matteo Lauria
      Corigliano Rossano, incidente mortale sulla SS 106: la vittima è un 50enne di Acri\n
      Tragedia in ospedale

      Bimba di 2 anni muore all’Annunziata di Cosenza, la Procura apre un fascicolo contro ignoti

      La piccola, ricoverata in Pediatria dopo l’accesso al pronto soccorso, è deceduta in Rianimazione: disposta l’autopsia
      Antonio Alizzi
      Bimba di 2 anni muore all’Annunziata di Cosenza, la Procura apre un fascicolo contro ignoti\n
      Migranti uccisi

      Strage di Amendolara, il gip si riserva sulla convalida dei fermi. I legali: «Potrebbero esserci misure meno gravi»

      Safeer Ahmed e Ali Raza si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La difesa contesta la richiesta di custodia cautelare e chiede misure meno afflittive. E sul video diffuso online: «Era un atto secretato»
      Redazione
      Strage di Amendolara, il gip si riserva sulla convalida dei fermi. I legali: «Potrebbero esserci misure meno gravi»\n
      Operazione Smile

      «Ci devi dare i soldi o ti ammazziamo di botte», smantellata rete di spaccio gestita da padre e figlio: sei arresti

      I destinatari residenti a Rosarno, Taurianova e Rose. Documentate oltre 220 cessioni di droga. I codici per ordinare la droga e le minacce di morte per recuperare i crediti
      Redazione Cronaca
      «Ci devi dare i soldi o ti ammazziamo di botte»,\u00A0smantellata rete di spaccio gestita da padre e figlio: sei arresti

      Video Consigliati

      VEDI TUTTI
      Cultura

      Filippo D'Andrea e la riscoperta di Franco Costabile: una voce per la poesia dimenticata del Sud

      Nelle sue analisi emerge un autore complesso, segnato da profonde ferite interiori ma dotato di una straordinaria capacità di trasformare il dolore in parola poetica

      4 giugno 2026
      Ore 15:33
      Filippo D'Andrea e la riscoperta di Franco Costabile: una voce per la poesia dimenticata del Sud
      Società

      Alessandro Apreda il Dr Manhattan del web

      3 giugno 2026
      Ore 13:54
      Alessandro Apreda il  Dr Manhattan  del web
      Cosenza Calcio

      Il saluto di Tommasio D'Orazio al Cosenza

      3 giugno 2026
      Ore 11:11
      Il saluto di Tommasio D'Orazio al Cosenza
      Cultura

      Marco Calabrese e il meraviglioso mondo della musica

      2 giugno 2026
      Ore 15:01
      Marco Calabrese e il meraviglioso mondo della musica
      Cosenza Calcio

      Il saluto di Tommasio D'Orazio al Cosenza

      3 giugno 2026
      Ore 11:11
      Il saluto di Tommasio D'Orazio al Cosenza
      Cultura

      Marco Calabrese e il meraviglioso mondo della musica

      2 giugno 2026
      Ore 15:01
      Marco Calabrese e il meraviglioso mondo della musica
      Cultura

      Filippo D'Andrea e la riscoperta di Franco Costabile: una voce per la poesia dimenticata del Sud

      Nelle sue analisi emerge un autore complesso, segnato da profonde ferite interiori ma dotato di una straordinaria capacità di trasformare il dolore in parola poetica

      4 giugno 2026
      Ore 15:33
      Filippo D'Andrea e la riscoperta di Franco Costabile: una voce per la poesia dimenticata del Sud
      Società

      Alessandro Apreda il Dr Manhattan del web

      3 giugno 2026
      Ore 13:54
      Alessandro Apreda il  Dr Manhattan  del web
      Cosenza Calcio

      Il saluto di Tommasio D'Orazio al Cosenza

      3 giugno 2026
      Ore 11:11
      Il saluto di Tommasio D'Orazio al Cosenza
      Cultura

      Marco Calabrese e il meraviglioso mondo della musica

      2 giugno 2026
      Ore 15:01
      Marco Calabrese e il meraviglioso mondo della musica
      Cultura

      Filippo D'Andrea e la riscoperta di Franco Costabile: una voce per la poesia dimenticata del Sud

      Nelle sue analisi emerge un autore complesso, segnato da profonde ferite interiori ma dotato di una straordinaria capacità di trasformare il dolore in parola poetica

      4 giugno 2026
      Ore 15:33
      Filippo D'Andrea e la riscoperta di Franco Costabile: una voce per la poesia dimenticata del Sud
      Società

      Alessandro Apreda il Dr Manhattan del web

      3 giugno 2026
      Ore 13:54
      Alessandro Apreda il  Dr Manhattan  del web
      L’intervista

      Eccidio di Amendolara, Polito (Unical): «Dietro la strage non c’è una guerra tra afghani e pakistani»

      Lo psicologo esperto di migrazioni analizza il contesto in cui maturano violenza e caporalato: «Debiti, ricatti e marginalità rendono queste persone particolarmente esposte alle organizzazioni criminali»
      Paolo Mazza
      Eccidio di Amendolara, Polito (Unical):\u00A0«Dietro la strage\u00A0non c’è una guerra tra afghani e pakistani»\n
      Le motivazioni

      Braccianti uccisi ad Amendolara, il gip: «Puniti in modo atroce, nessun segno di pentimento»

      Custodia cautelare in carcere per i due 31enni pakistani accusati dell'omicidio di quattro braccianti. Nell'ordinanza il giudice parla di un'azione «perfettamente coordinata» e una pericolosità elevata degli indagati
      Redazione Cronaca
      Braccianti uccisi ad Amendolara, il gip: «Puniti in modo atroce, nessun segno di pentimento»\n
      La decisione

      Giuseppe Gaetani ucciso a Cassano all’Ionio, quattro imputati a processo | NOMI

      Il gup di Catanzaro accoglie la richiesta avanzata dal pm Alessandro Riello. Prima udienza il prossimo 6 luglio davanti alla Corte d’Assise di Cosenza
      Antonio Alizzi
      Giuseppe Gaetani ucciso a Cassano all’Ionio, quattro imputati a processo | NOMI\n
      La decisione

      Migranti uccisi ad Amendolara, i due pakistani restano in carcere: il gip convalida il fermo

      Sono accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato per la strage dei 4 braccianti bruciati vivi all'interno di un minivan. Le vittime sarebbero state uccise perché lamentavano di dover vivere 10 in una stanza
      Redazione Cronaca
      Migranti uccisi ad Amendolara, i due pakistani restano in carcere: il gip convalida il fermo
      I risvolti

      L’orrore di Amendolara, domani l'autopsia sui resti dei quattro giovani uccisi

      L'esame sarà eseguito all'obitorio di Rossano. Le vittime avevano tra i 19 e i 29 anni. Due connazionali sono accusati del massacro.
      Matteo Lauria
      L’orrore di Amendolara, domani l'autopsia sui resti dei quattro giovani uccisi\n
      Indagini in corso

      Braccianti uccisi ad Amendolara, gli autori della strage potrebbero essere stati aiutati nella fuga

      Dell'esistenza del terzo soggetto ha parlato il superstite della strage, l’afghano Mohammad Taj Alamyar, indicandolo come un amico dei due pakistani fermati
      Redazione Cronaca
      Braccianti uccisi ad Amendolara, gli autori della strage potrebbero essere stati aiutati nella fuga\n
      Eccidio sulla 106

      Strage di Amendolara, fantasmi dietro il rogo: le pistole contro i braccianti, il terzo caporale e la “mafia pachistana”

      Il rogo è spento, ma nelle campagne tra Calabria e Basilicata tutto continua come prima. Tra contratti opachi, paghe trattenute e minacce armate, l’inchiesta apre interrogativi sul sistema di sfruttamento che abbassa i prezzi e annulla i diritti
      Pablo Petrasso
      Strage di Amendolara, fantasmi dietro il rogo:\u00A0le\u00A0pistole\u00A0contro i braccianti, il terzo caporale e la “mafia pachistana”\n
      La decisione

      Procura di Crotone, il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Tridico: annullata la nomina di Guarascio

      Il massimo organo della giustizia amministrativa ha disposto un nuovo esame da parte del Csm sulla nomina del procuratore capo di Crotone
      Antonio Alizzi
      Procura di Crotone, il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Tridico: annullata la nomina di Guarascio\n
      Migranti uccisi

      Strage di Amendolara, i due indagati davanti al gip per l’udienza di convalida dei fermi

      Safeer Ahmed e Ali Raza in Tribunale a Castrovillari. Uno dei due legali: «Si avverranno della facoltà di non rispondere»
      Redazione Cronaca
      Strage di Amendolara, i due indagati davanti al gip per l’udienza di convalida\u00A0dei fermi\n
      Struttura clandestina

      Cortesie per latitanti: scoperto nella Locride un bunker da film con tunnel di 120 metri e uscita segreta per la fuga

      VIDEO | Una camera da letto, un bagno, una stanza di fuga e una botola elettrica nascosta conducevano a un cunicolo sotterraneo che conduceva in aperta campagna. I carabinieri lo hanno scoperto durante una perquisizione ad Ardore
      Redazione Cronaca
      Cortesie per latitanti: scoperto nella Locride un bunker da film con tunnel di 120 metri e uscita segreta per la fuga\n
      L’inchiesta continua

      Movente, dinamica dell’incendio, complici e violenza illogica: i misteri che restano sulla strage di Amendolara

      Ancora molte domande aperte dopo la conferenza stampa a Cosenza. Il procuratore D’Alessio non ha escluso altre cause per l’eccidio: spunta l’ombra di uno scontro tra etnie per il “governo” dei campi. Dubbi sulla trappola di fuoco scattata sotto le telecamere
      Pablo Petrasso
      Movente, dinamica dell’incendio, complici e violenza illogica: i misteri che restano sulla strage di Amendolara\n
      A Castrovillari

      Agguato al boss di Rossano Salvatore Morfò, disposta la perizia psichiatrica per Giovanni Scorza

      Accolta la richiesta della difesa: l’udienza è stata rinviata per il conferimento dell’incarico al perito
      Antonio Alizzi
      Agguato al boss di Rossano Salvatore Morfò, disposta la perizia psichiatrica per Giovanni Scorza\n
      In stand-by

      Ponte sullo Stretto, l'Ue rivuole 12 milioni: il bilancio svela ritardi, contenziosi e incognite sul maxi progetto

      La società Stretto di Messina dovrà restituire i fondi ricevuti dall'Unione europea per la progettazione esecutiva. Nel documento contabile emergono gli intoppi nell'iter autorizzativo e il contenzioso da 700 milioni con Eurolink ancora aperto. Il personale aumenterà ma sull’inizio di lavori c’è incertezza: avverrà «nei prossimi mesi»
      Pablo Petrasso
      Ponte sullo Stretto, l'Ue rivuole 12 milioni: il bilancio svela ritardi, contenziosi e incognite sul maxi progetto\n
      Il retroscena

      Amendolara, la Fiat Ulysse trasformata in trappola: così quattro migranti sono morti tra fuoco e fumo

      Secondo la Procura, il mezzo sarebbe stato bloccato dall’esterno e poi dato alle fiamme impedendo alle vittime di uscire dall’abitacolo. Non s’indaga solo sul caporalato
      Antonio Alizzi
      Amendolara, la Fiat Ulysse trasformata in trappola: così quattro migranti sono morti tra fuoco e fumo\n
      A Scanzano Ionico

      Strage dei braccianti ad Amendolara, parla l’imprenditore che li aveva assunti: «Non erano più con noi da una settimana»

      Rocco Zuccarella, imprenditore agricolo del Metapontino indicato, come datore di lavoro delle vittime, respinge ogni illazione: «Assunzioni, stipendi e controlli erano regolari. Nessuna contestazione da magistratura o forze dell’ordine»
      Redazione Cronaca
      Strage dei braccianti ad Amendolara, parla l’imprenditore che li aveva assunti: «Non erano più con noi da una settimana»\n
      La manifestazione

      Strage di Amendolara, il segretario della CGIL Landini sabato sul luogo dell’eccidio

      Intanto il sindaco della cittadina jonica chiede ai colleghi primi citatdini di fare rete contro il fenomeno del caporalato
      Redazione
      Strage di Amendolara, il segretario della CGIL Landini sabato sul luogo dell’eccidio\n
      STORIA CONTROVERSA

      Urla, minacce dal balcone e trattative fino alle 4: la lunga notte vissuta a Praia a Mare dopo l’occupazione abusiva

      Cronistoria dei momenti di paura nel cuore della località tirrenica: una coppia si introduce in un appartamento, aggredisce due lavoratrici e resiste per ore. Decisiva la mediazione dei carabinieri 
      Francesca Lagatta
      Urla, minacce dal balcone e trattative fino alle 4: la lunga notte vissuta a Praia a Mare dopo l’occupazione abusiva\n
      Emergenza sociale

      Braccianti bruciati vivi in Calabria, sabato ad Amendolara manifestazione della Cgil con Landini 

      Partenza dalla stazione di servizio in cui è avvenuto l’eccidio dei migranti e arrivo in paese. Il corteo nel pomeriggio
      Redazione Attualità
      Braccianti bruciati vivi in Calabria, sabato ad Amendolara manifestazione della Cgil con Landini\u00A0\n
      Eccidio sulla 106

      Strage di Amendolara, indagini lampo per ricostruire l’orrore: «In 30 anni mai vista una crudeltà simile»

      La testimonianza dell’unico superstite del rogo nella stazione di servizio sulla statale 106, la caccia ai due presunti caporali pachistani e l’arresto. Le fasi salienti dell’inchiesta della Procura di Castrovillari
      Redazione Cronaca
      Strage di Amendolara, indagini lampo per ricostruire l’orrore: «In 30 anni mai vista una crudeltà simile»
      La strage della 106

      Migranti uccisi ad Amendolara, nella casa di Villapiana resta il silenzio. I vicini: «Bravissimi ragazzi»

      Il racconto dei residenti della zona in cui vivevano i quattro uomini bruciati vivi alla stazione di servizio: «Uscivano la mattina e tornavano la sera. Erano molto rispettosi ed educati»
      Redazione Cronaca
      Migranti uccisi ad Amendolara, nella casa di Villapiana resta il silenzio. I vicini: «Bravissimi ragazzi»\n
      1
      2
      3
      4
      5
      6
      7
      8
      9
      ...
      PIÙ LETTI
      1
      Tragedia in ospedale

      Bimba di 2 anni muore all’Annunziata di Cosenza, la Procura apre un fascicolo contro ignoti

      2
      L’evento

      Cosenza come il Festivalbar: Rai Radio2 porta in città il grande live dell’estate

      3
      Violenza

      Terranova da Sibari, 28enne accoltellata. Un uomo fermato dai carabinieri

      4
      Il sinistro

      Corigliano Rossano, incidente mortale sulla SS 106: la vittima è un 50enne di Acri

      5
      A Scanzano Ionico

      Strage dei braccianti ad Amendolara, parla l’imprenditore che li aveva assunti: «Non erano più con noi da una settimana»

      Scarica tutte le nostre app!
      LaC Network
      • Footer 1
        • lacplay.it

        • lactv.it

        • laconair.it

      • Cosenza Footer
        • lacitymag.it

        • lacapitalenews.it

        • ilreggino.it

        • ilvibonese.it

        • catanzarochannel.it

      CosenzaChannel.it © – L’informazione dell’area urbana e provincia

      Diemmecom Società Editoriale - reg. trib. CS n. 2709 del 16/12/2009 - R.O.C. 4049

      Direttore Responsabile Francesco Laratta

      Vicedirettore Antonio Clausi

      Direttore Editoriale Maria Grazia Falduto

      www.diemmecom.it

      RedazioneSegnala alla redazionePrivacyCookie policyNote legaliGestisci preferenze cookieLavora con noi
      Copyright © 2014-2026 Diemmecom Società Editoriale - Tutti i diritti sono riservati