L'impennata delle tariffe è determinata quasi esclusivamente dall'aumento dei costi di acquisto dell'energia elettrica all'ingrosso. La spesa annua per la bolletta elettrica sale a 665,38 euro
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Inizio d’autunno col botto per le spese domestiche. ARERA ha annunciato forti rincari sulle bollette elettriche per i clienti vulnerabili serviti nel regime di “Maggior Tutela”. Gli aumenti riguarderanno, appunto, l'ultimo trimestre del 2026.
Una pessima notizia che arriva in un momento in cui le famiglie sono soggette a maggior pressione economica e fiscale per gli effetti della crisi energetica scatenata dal conflitto in Medio Oriente.
L'aumento al via con la bolletta di ottobre
Secondo l'aggiornamento congiunturale diffuso dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, dal 1° ottobre il prezzo di riferimento dell'energia elettrica subirà un incremento del 37,3% rispetto al trimestre precedente. La misura riguarda una platea di circa 3 milioni di utenti vulnerabili attualmente gestiti nel servizio di tutela. Un aumento non da poco: da giugno a settembre il ritocco dei costi era stato pari ad appena il 4,6%.
Le cause del rincaro: il peso delle tensioni geopolitiche e del gas
L'impennata delle tariffe è determinata quasi esclusivamente dall'aumento dei costi di acquisto dell'energia elettrica all'ingrosso. L'ARERA evidenzia come l'incertezza e la persistente instabilità del quadro geopolitico internazionale stiano continuando a condizionare il mercato delle materie prime energetiche, trascinando verso l'alto il prezzo del gas naturale a cui le quotazioni dell'elettricità restano fortemente legate. A questo fattore si aggiunge il conguaglio del terzo trimestre appena concluso, durante il quale i prezzi all'ingrosso si sono attestati su livelli superiori rispetto alle stime effettuate a giugno.
In controtendenza si registra soltanto una leggera contrazione dei costi di dispacciamento e del mercato della capacità, che segnano un -2,2%. Tale flessione è favorita dal fatto che la stagione autunnale presenta tradizionalmente minori criticità per l'adeguatezza della rete elettrica rispetto ai picchi di consumo estivi o invernali.
L'impatto sulla spesa delle famiglie vulnerabili
Per il cosiddetto "cliente tipo" vulnerabile (caratterizzato da consumi annui di 2.000 kWh e potenza impegnata di 3 kW), la spesa complessiva per l'anno (1° gennaio-31 dicembre 2026) raggiunge i 665,38 euro. Si tratta di un incremento del 9,3% rispetto ai 608,72 euro registrati nel corrispettivo periodo dell'anno precedente (1° gennaio 2025 - 31 dicembre 2025).
Chi sono i clienti in regime di “Maggior Tutela”
Rientrano nella categoria dei clienti vulnerabili le persone con più di 75 anni, i beneficiari di bonus sociale, i soggetti con disabilità riconosciuta (ai sensi dell'art. 3 della Legge 104/92), i residenti in moduli abitativi di emergenza o in isole minori non interconnesse, e chi utilizza apparecchiature elettromedicali salva-vita.
La scomposizione del prezzo di riferimento
A partire dal 1° ottobre 2026, il prezzo finale di riferimento dell'energia elettrica per il cliente vulnerabile è fissato a 43,43 centesimi di euro per kilowattora (tasse incluse) contro i 31,63 centesimi di euro del trimestre giugno-settembre.
L'analisi di dettaglio delle singole componenti tariffarie evidenzia che la sola spesa per la materia energia è pari a 27,64 centesimi di euro/kWh e rappresenta il 63,7% del totale della bolletta.
I costi di approvvigionamento dell'energia crescono del 63,4% rispetto al terzo trimestre 2026, mentre la quota per la commercializzazione al dettaglio resta fissa a 2,11 centesimi/kWh (4,9% del totale ).
La spesa per trasporto e gestione del contatore è invece pari a 6,18 centesimi di euro/kWh (14,2% del totale), invariata rispetto al trimestre precedente.
Gli oneri generali di sistema sono pari a 3,32 centesimi di euro/kWh (7,6% del totale), anch'essi invariati.
Le imposte e le accise salgono a 4,18 centesimi di euro/kWh (9,6% del totale della bolletta), registrando un aumento del 34,6% rispetto al trimestre precedente.
I calcoli e le critiche delle associazioni dei consumatori
A fare qualche stima sulle cifre diffuse da Arera sono le associazioni dei consumatori.
"Con le nuove tariffe decise oggi da Arera - dice Codacons - la bolletta media della luce per gli utenti vulnerabili salirà dal prossimo 1° ottobre a quota 868,6 euro annui (nell'ipotesi di prezzi costanti e con un consumo da 2.000 kWh). Con una maggiore spesa da +236 euro su base annua rispetto ai prezzi del terzo trimestre”. Per l’associazione “considerando anche le forniture di gas (1.581 euro annui), la bolletta energetica totale per un utente vulnerabile sale a complessivi 2.449,6 euro".
"Un prezzo stellare, il quarto prezzo più alto di sempre” afferma Marco Vignola, vicepresidente dell'Unione nazionale consumatori, secondo cui "le famiglie ora rischiano una Caporetto, visti i rialzi attesi anche del gas e dei prezzi al consumo". Anche secondo lo studio dell'Unc, per il nuovo cliente tipo che consuma 2.000 kWh all'anno e ha una potenza impegnata pari a 3 kW, il +37,3% significa spendere 236 euro in più su base annua. La spesa totale nei prossimi dodici mesi sale così, per i vulnerabili, a 869 euro, che sommati ai 1.581 euro dell'utente tipo che consuma 1100 metri cubi di gas, determinano una stangata complessiva pari a 2.450 euro.
Più sostegno ai vulnerabili
Con i prezzi dell'elettricità in rialzo del 37,3% per i vulnerabili e i rialzi del gas sui mercati internazionali, "si va dritti verso un'altra crisi energetica", dice anche Adusbef.
"Se da un lato l'energia elettrica sta registrando pesanti rincari sia sul mercato libero che su quello tutelato, dall'altro si profila l'allarme gas, le cui quotazioni risultano in forte salita a causa delle tensioni in Medio Oriente". "Rialzi che destano enorme preoccupazione perché il prossimo 15 ottobre scatterà l'accensione dei riscaldamenti in alcune zone d'Italia. I termosifoni che potranno essere accesi in grandi città come Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Brescia, Bergamo e Trieste".
I rischi di ulteriori aumenti
Secondo Adusbef "il rischio è che gli italiani vadano incontro ad una nuova stangata sulle bollette che non può certo essere evitata contando solo sugli sconti unilaterali decisi da operatori come Eni o Enel. Ma deve essere affrontata con serie misure di contrasto da parte del governo".
Per Assoutenti "ai vulnerabili vanno garantiti prezzi inferiori". "Oggi si ritrovano nella situazione paradossale di pagare tariffe elettriche più elevate non solo di quelle dei clienti del Servizio a tutele graduali, ma anche del mercato libero". Per il presidente dell'associazione, Gabriele Melluso "i soggetti fragili che andrebbero adeguatamente tutelati dai rialzi dei prezzi". In mancanza di un intervento del Governo, dice Assoutenti, "la Maggior tutela è destinata a scomparire, considerato che i clienti vulnerabili passeranno in massa a quello libero allo scopo di risparmiare sulle bollette". L'associazione infine auspica che un numero maggiore di operatori adottino misure di contenimento delle tariffe con offerte combinate su luce e gas.

