mercoledì,Maggio 22 2024

‘Ndrangheta a Cosenza, estorsioni e tentati omicidi: i verbali di Ivan Barone

Il neo pentito svela ai magistrati della Dda di Catanzaro il piano omicidiario degli Abbruzzese Banana: «Volevano uccidermi, ma lo "struzzo" mi salvò la vita»

‘Ndrangheta a Cosenza, estorsioni e tentati omicidi: i verbali di Ivan Barone

Ivan Barone si definisce mafioso e appartenente al cosiddetto clan Rango-zingari dal 2012. Parte da qui il nuovo collaboratore di giustizia di Cosenza. Che spiega alla Dda di Catanzaro i reati che sono contestati dai magistrati antimafia Vito Valerio e Corrado Cubbellotti. Ivan Barone, da quanto si apprende, ha reso tanti verbali. L’ultimo in ordine di tempo risale al 9 febbraio scorso. Il primo invece porta la data del 6 settembre 2022. Cinque giorni dopo il blitz anti ndrangheta scattato il 1 settembre 2022 in provincia di Cosenza.

«Voglio cambiare stile di vita»

Il pentito Ivan Barone dà l’impressione di conoscere a fondo le dinamiche della presunta cosca “Abbruzzese Banana“. E non solo. Parla praticamente di tutti. Per tutti si intende anche i presunti affiliati degli “italiani” di cui dice di sapere “vita, morte e miracoli”. Ai pm antimafia quindi svela retroscena, estorsioni, traffici di droga e omicidi e tentati omicidi. Tutto ciò di cui è a conoscenza. E lo fa, dice Barone, «perché voglio sottrarre a questo stile di vita il futuro della mia bambina». Un padre che comprende perfettamente che la strada percorsa finora porta dritti in galera, con pochi soldi in tasca. Neanche quelli guadagnati in maniera illecita.

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La partenza di Barone è a razzo: «I fatti a me contestati sono veri e ammetto di averli commessi». Il narrato, quello dove non ci sono omissis, inizia con il tentato omicidio di Pierangelo Meduri. Barone, sul punto, dichiara: «So che il tentato omicidio di Pierangelo Meduri è stato comesso da Nicola Abbruzzese e la circostanza mi è stata riferita da Marco Abbruzzese e Luigi Abbruzzese, i quali mi hanno detto che si trattava di un’azione compiuta per punire lo spaccio dell’eroina sottobanco». Il “Sistema” di Cosenza non transige. Ognuno può spacciare dove e quando vuole, ma la droga deve essere comprata dai gruppi che gestiscono il narcotraffico. Prima di Barone lo avevano detto anche altri pentiti. Da Vincenzo De Rose a Giuseppe Zaffonte, da Celestino Abbruzzese ad Anna Palmieri. Il discorso quindi sembra filare.

L’altro tentato omicidio di cui parla Ivan Barone è quello ai danni di Vincenzo Candreva, condannato nel processo “Anaconda“. «Io ero presente – spiega Barone – ero accanto a Marco Abbruzzese, che ha materialmente fatto fuoco e sono rimasto vicino a Marco Abbruzzese su espressa richiesta di quest’ultimo. I mandanti sono stati Luigi Abbruzzese e il cognato Antonio Abruzzese che erano lì presenti» (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

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