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      Home page>Cronaca>Processo "Reset", in aul...

      Processo "Reset", in aula il Maggiore Sacco: le indagini sui gruppi Porcaro e D'Ambrosio

      Focus dibattimentale sulla genesi investigativa, lato carabinieri, del maxi procedimento penale, generato dall'inchiesta "Testa di Serpente"
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:44
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      Processo "Reset", in aula il Maggiore Sacco: le indagini sui gruppi Porcaro e D'Ambrosio

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      Processo "Reset", in aula il Maggiore Sacco: le indagini sui gruppi Porcaro e D'Ambrosio

      Il procedimento penale denominato “Reset“, sul fronte investigativo di competenza dei carabinieri, nasce dall’inchiesta della procura di Cosenza convenzionalmente chiamata “Terra bruciata“. Un’indagine risalente al 2016, quando l’ufficio inquirente del capoluogo di provincia riteneva che vi fosse un gruppo dedito al narcotraffico. E’ iniziata così la deposizione in aula del Maggiore Giuseppe Sacco, all’epoca comandante del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Cosenza, oggi invece comandante della Compagnia di Sesto San Giovanni, in Lombardia.

      Il lavoro investigativo condiviso con la Dda di Catanzaro

      «Volevamo ricostruire l’assetto delle varie articolazioni in provincia di Cosenza, a seguito delle tante vicende delittuose avvenute in quel momento. Un metodo condiviso con le altre forze di polizia e ovviamente con la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, da cui è partita l’iniziativa di unire le varie investigazioni» ha detto Sacco in udienza.

      «La parte di competenza dei carabinieri nasce dalle indagini svolte dalla Compagnia di Cosenza unitamente alle attività della Guardia di Finanza di Cosenza. In quella fase abbiamo fatto ricorso a una serie di elementi emersi in altre precedenti indagini, richiamando sul punto pure le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Ognuno dunque si è occupato di un ramo d’indagine, con compiti ben definiti» ha aggiunto il Maggiore Sacco.

      Il gruppo Porcaro

      «Il Nucleo Investigativo ha lavorato sul gruppo Porcaro ma più in generale ogni gruppo aveva un suo referente, ritenendo che gli stessi fossero confederati tra loro. Negli italiani c’erano vari sottogruppi, tra cui proprio quello di Porcaro. Gli elementi, da intendere quali fonti di prova, su cui si sono fondate le nostre attività derivano dalle propalazioni dei pentiti. A ciò abbiamo unito anche le varie intercettazioni, da quelle telefoniche a quelle telematiche, nonché servizi di osservazione e pedinamento, e inoltre tracciamento dei movimenti dei soggetti interessati mediante lo strumento del Gps. Le precedenti vicende giudiziarie? Siamo partiti sicuramente da “Garden“, “Missing“, “Squarcio“, “Tamburo“, tutte sentenze che riguardano il profilo storico della ‘ndrangheta cosentina».

      «Per i procedimenti penali più recenti possiamo citare “Terra bruciata“, avviata nel mese di ottobre del 2016 dal Comando stazione di Cosenza Nord e dalla Finanza, finalizzata al contrasto del fenomeno del narcotraffico diffuso a Cosenza e nell’hinterland» ma in realtà l’ipotesi accusatoria era relativa all’art. 73 rispetto a plurime cessioni di cocaina, di esclusiva competenza della procura ordinaria. «Successivamente, nel momento in cui sono emersi elementi di condivisione delle attività con la criminalità organizzata, il fascicolo è passato alla Dda di Catanzaro».

      “Terra bruciata” già definito

      «In “Terra bruciata“», procedimento penale che è stato già definito con sentenze di patteggiamento e condanne, «i soggetti interessati dalle indagini erano tra gli altri Gaetano Bartone, Francesco Greco, Armando De Vuono, Massimo Benvenuto e Roberto Porcaro. Nel fascicolo Dda invece erano intercettati tra gli altri Armando De Vuono, Francesco Greco, Massimo Benvenuto, Danilo Turboli, Antonio Russo, Giuseppe Perrone e Aurelia Bracciaforte. Fascicolo a cui ha fatto seguito poi “Testa di Serpente“, dove sono state chieste misure cautelari. I reati per i quali venivano intercettati erano le ipotesi di narcotraffico, usura, estorsione ed esercizio abusivo del credito. Nello specifico, il gruppo Porcaro c’erano persone dedite ad attività delittuose, quali traffico di droga, usura ed estorsione».

      Alcune vicende richiamate dal Maggiore Sacco

      Nel corso dell’esame, il Maggiore Sacco ha parlato di uno dei casi su cui lavoravano i carabinieri, ovvero la vicenda giudiziaria che vede coinvolti, tra gli altri, l’ex collaboratore di giustizia Roberto Porcaro, l’avvocato Rosa Rugiano, e gli imputati Antonio Russo e Aurelia Bracciaforte. Altri temi evidenziati sono quelli dei rapporti tra Porcaro e i vari Giuseppe Perrone e Giuseppe Broccolo.

      Il gruppo D’Ambrosio

      Chiuso il capitolo dedicato al gruppo Porcaro, il Maggiore Sacco ha riferito sulle emergenze investigative relative ad Adolfo D’Ambrosio che dopo essere uscito dal carcere, avendo scontato la sentenza di condanna nel processo “Vulpes“, per il quale era anche al “41 bis“, come oggi, avrebbe ripreso a delinquere. D’Ambrosio infatti sarebbe stato intercettato insieme al fratello ed altri soggetti a lui contigui mentre si parlava di compiere una rapina, su cui non c’è stato alcun riscontro. Gruppo D’Ambrosio “attenzionato” con intercettazioni telefoniche, seguendo quelle che erano le presunte intenzioni degli indagati di richiedere somme di denaro a scopo estorsivo ai danni di numerose attività situate nella città di Rende. Ma non solo. Il Maggiore Sacco ha affermato che il gruppo D’Ambrosio si è incontrato una volta anche con Mario “Renato” Piromallo e Salvatore Ariello, a casa di Massimo D’Ambrosio, nonché con Roberto Porcaro.

      Il controesame delle difese

      L’avvocato Amelia Ferrari ha chiesto al teste se c’erano intercettazioni relative a Massimo D’Ambrosio con altri referenti di gruppi criminali, da quelli degli “zingari” fino al gruppo Presta. «No» ha risposto l’Alto ufficiale dell’Arma, precisando che le conversazioni erano comunque con altri familiari, come Aldo Andrea. In riferimento al presunto “libro mastro” sequestrato nel 2020 a casa di Massimo D’Ambrosio, il teste ha detto che «c’erano nomi e cifre» circa il presunto esercizio abusivo del credito, «senza rintracciare i nomi presenti». Sempre il difensore ha domandato al Maggiore Sacco se Massimo D’Ambrosio fosse imputato in “Terra bruciata” e “Testa di Serpente“. La risposta è stata negativa.

      Le indagini su Massimo D’Ambrosio iniziano sui reati di usura ed esercizio abusivo del credito, ha dichiarato Sacco, su domanda dell’avvocato Valerio Murgano. Come si legano i procedimenti penali? «Le dichiarazioni dei pentiti e le attività tecniche condotte nel corso dell’inchiesta» ha precisato il Maggiore. «Qual è l’elemento indicativo da cui si ipotizza la nascita del gruppo D’Ambrosio? Non c’è un elemento specifico sulla genesi». L’avvocato Murgano poi si è focalizzato sul presunto ruolo di capo di Massimo D’Ambrosio: «Nelle conversazioni era predominante» ha evidenziato Sacco. «Ha impartito ordini sul narcotraffico?» ha chiesto il legale di Catanzaro. «No» ha replicato il teste.

      Poi si è passati a Giuseppe Perrone, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante. «Non avevamo indizi su questo imputato in epoche precedenti» ha dichiarato il Maggiore Sacco. «Perrone era vicino al gruppo Porcaro? I collaboratori non dicono questo» ha detto l’ufficiale di polizia giudiziaria. Non ci sono contatti inoltre tra Perrone e altri soggetti della criminalità organizzata cosentina. Dal contesto intercettivo emerge anche un rapporto di amicizia che Perrone aveva con la persona offesa. Perrone e Broccolo vittime di estorsione da parte di Porcaro? «Si, è vero» ha chiarito Sacco che non ha mai più sentito parlare di Giuseppe Perrone, tranne nel presunto caso di usura.

      Controesame sostenuto anche dall’avvocato Gianpiero Calabrese per Sergio La Canna, inserito dalla Dda di Catanzaro nel presunto gruppo Porcaro. «Dal 2017 al 2019» ha detto Sacco. «Quante volte è stato attenzionato? Sottoposto direttamente a intercettazione telefonica. Condotte specifiche? Una frequentazione a piazza Loreto con Alberto Turboli» ha aggiunto il Maggiore «ma non con Roberto Porcaro», con il quale non ci sono state comunicazioni neanche di tipo telematico o ambientale, captate dagli investigatori.

      Trattata in controesame anche la posizione di Andrea Cello, difeso dall’avvocato Francesco Calabrò. Gli investigatori non hanno sottoposto ad intercettazione l’imputato, come ha confermato il Maggiore Sacco. Non ci sono poi contatti con i presunti appartenenti al gruppo D’Ambrosio.

      L’avvocato Rodolfo Alfieri, difensore del legale Rosa Rugiano, ha chiesto quale fosse la natura dei rapporti tra l’imputata e i coniugi Russo. «Collegamenti professionali» ha riferito il teste Sacco. Non ci sono state telefonate tra la Rugiano e Porcaro, con il quale c’è stato solo un incontro in un bar. Poi il teste ha parlato di Alessandro Morrone, classe 1972, difeso dall’avvocato Domenico De Rosa. L’imputato è presente in un fascicolo riunito a “Reset” in qualità di persona offesa, poi indicato anche come imputato per un’aggressione ai danni di un soggetto che sarebbe vicino a Piromallo. Status di parte offesa confermato anche dal Maggiore.

      La figura di Antonio De Rose, difeso dall’avvocato Maurizio Nucci, non è emersa dalle propalazioni dei collaboratori di giustizia. Non era un soggetto altresì conosciuto ai carabinieri, non avendo neanche precedenti penali. Dal complessivo apparato di natura tecnica non ci sono intercettazioni che riguardano l’imputato, ha affermato il teste.

      Rispetto all’attività di osservazione e pedinamento, non ci sono attività di controllo da parte delle forze dell’ordine con Adolfo D’Ambrosio, Ivan Montualdista e Massimo D’Ambrosio. Non sono state annotate frequentazioni con gli altri co-imputati del cosiddetto gruppo D’Ambrosio. Circa la contestazione mossa dalla Dda di Catanzaro, quella riferita a De Rose che avrebbe posizionato proiettili e bottigliette incendiarie, il teste ha spiegato che la sua posizione era investigata per una presunta estorsione ai danni di un’azienda, a seguito di un sopralluogo fatto all’interno di un terreno adiacente alla persona offesa, che ha denunciato l’intimidazione nel 2020. L’elemento indiziario? Un contatto telefonico con un altro imputato, Fabiano Ciranno.

      Uno degli ultimi controesami è stato quello di Giuseppe Midulla, difeso dall’avvocato Cristian Cristiano. L’imputato non è stato intercettato né gli investigatori lo hanno osservato e pedinato, trovandolo insieme ai co-imputati di una presunta tentata estorsione. Midulla secondo Sacco ha consegnato due proiettili. Nel 2019 svolgeva la professione di guardia giurata anche in un supermercato dove sarebbero stati trovati i bossoli, consegnati al titolare

      Per Massimo Benvenuto è intervenuto l’avvocato Rosario Carbone. «Benvenuto era sottoposto a usura dal duo Porcaro-Greco? Non ricordo», ma il legale ha richiamato un atto a firma del Maggiore nel quale si evincerebbe tale circostanza, confermata poi da Sacco. Infine, l’avvocato Raffaele Rigoli (in sostituzione dell’avvocato Angelo Pugliese per la posizione di Giuseppe Broccolo, su cui non ci sono riscontri con le dichiarazioni dei pentiti).

      Il legale Rigoli, difensore di Giuseppe Cirillo, ha fatto rilevare che il suo assistito fosse persona offesa (per una presunta estorsione) del reato formulato in seguito dalla procura antimafia di Catanzaro. Il teste ha condiviso tale affermazione riguardo alla vicenda di un acquisto all’asta di un immobile, per il quale l’imputato, un militare che nella sua vita ha partecipato anche a missioni di pace all’estero, avrebbe subito pressioni dal cosiddetto gruppo D’Ambrosio.

      Controesame delle difese concluso dall’avvocato Fiorella Bozzarello che si è soffermato sull’ipotesi confederativa. «Quali sono stati riscontri rispetto alle propalazioni dei pentiti?» ha domandato la penalista al teste Sacco. «Contatti tra gruppi diversi dal punto di vista criminale» ha risposto. «I collaboratori indicano i due raggruppamenti italiani e “zingari“. Gli elementi concreti? Emergono i rapporti di cui noi ci siamo occupati, ma non dal punto di vista tecnico».

      Dichiarazioni spontanee

      A margine dell’udienza Francesco Stola ha precisato che si trova in ospedale ma non riesce a farsi una doccia perché manca l’acqua fredda. «Non sono andato in ospedale per operarmi alla schiena e mi prende la bronchite» ha dichiarato l’imputato.

      Anche l’imputato Sandro Perri ha inteso rendere spontanee dichiarazioni: «Ho ascoltato tutto da stamattina, mi trovo agli arresti domiciliari senza un perché. Vorrei capire come mai c’è tutta questa attenzione su di me, visto che dicono che io sia partecipe del gruppo D’Ambrosio».

      Il calendario delle udienze

      Da gennaio 2014 ci saranno più udienze durante le settimane. Lo ha annunciato il presidente del collegio giudicante Carmen Ciarcia, il quale ha chiesto alla pubblica accusa di citare testi di polizia giudiziaria che possano entrare nello specifico delle contestazioni formulate dai pm antimafia Vito Valerio e Corrado Cubellotti. Il processo si terrà da martedì a giovedì di tutte le settimane, tranne l’ultima di ogni mese, ovvero da gennaio a giugno 2024 (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati di “Reset”)

      Processo “Reset”, rito ordinario: gli imputati

      • Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)
      • Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Francesco Boccia)
      • Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)
      • Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)
      • Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)
      • Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)
      • Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)
      • Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)
      • Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Cristian D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Saverio Spadafora e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Greco (difeso dall’avvocato Salvatore Vetere)
      • Stefano Grosso
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Cosimo Manzo
      • Lauretta Mellone (difesa dagli Amelia Ferrari e Erik Siciliano)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dall’avvocato Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Giuseppe Piromallo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Antonio Russo (difeso dall’avvocato Roberto Deni)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Ivan Trinni (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Mario Trinni (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Antonio Spataro)
      • Danilo Turboli (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Francesco Veltri (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Alessandro Bavaro)
      • Massimo Volpentesta (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Sandro Vomero (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Antonio Quintieri)
      • Cristian Vozza (difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari e Filippo Cinnante)
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      Rende, locale chiuso dal Questore dopo le indagini dei carabinieri sullo spaccio

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      Redazione
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      Cosenza, muore una donna all’ospedale Annunziata: indaga la Procura

      Fascicolo aperto dopo il decesso di una signora ricoverata nel reparto di Pneumologia. Disposta l’autopsia con accertamenti tecnici irripetibili per chiarire cause e possibili responsabilità penali in ambito sanitario
      Antonio Alizzi
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      L’intervista

      Rosa Vespa a Porta a Porta: «Volevo solo stringere un bambino»

      La donna ha spiegato in tv le motivazioni personali e lo stato emotivo che l’avrebbero portata al gesto
      Redazione
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      Chiuso il cerchio

      Castrovillari, computer rubati all’istituto Ipsia “L.da Vinci”: una denuncia per ricettazione

      Una parte della refurtiva è stata individuata dai carabinieri a Morano Calabro
      Redazione
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      Decisione del GUP di Roma sul caso di Capodanno 2025. Compagna paraplegica. I parenti: «pena non adeguata ai fatti»
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      Smottamenti e fango sulle statali calabresi, strade chiuse

      Interventi Anas nelle province di Reggio Calabria e Cosenza per frane e colate di fango. mezzi al lavoro
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      Furti di computer all’IPSIA di Castrovillari, indagato un uomo per ricettazione

      Recuperati alcuni computer rubati durante una perquisizione, notificato l’avviso di conclusione indagini a un trentenne
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      Furti tra le tombe al cimitero di Montalto Uffugo. caccia al ladro

      Da mesi spariscono vasi, fiori e oggetti funerari soprattutto nelle zone delle nuove tumulazioni
      Redazione
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      Morte di un feto in parto gemellare, ginecologo condannato a Cosenza

      La Procura della Repubblica di Cosenza aveva chiesto una condanna a sei mesi di reclusione con il riconoscimento delle attenuanti generiche, sostenendo le tesi della famiglia del neonato, costituita parte civile nel processo
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      Il gup di Catanzaro chiude il rito abbreviato sul filone nato dall’indagine Italia-Germania: condanne per nove imputati e due assoluzioni
      Antonio Alizzi
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      Trebisacce, controlli della Stradale sull’Alto Ionio: denunce, patenti ritirate e mezzi fermati

      Servizi ad alto impatto della Polizia Stradale lungo la fascia ionica dell’alto Cosentino: sanzioni per droga, alcol, porto abusivo di armi e guida senza patente
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      Oliverio sentito dalla Polizia Postale: «Emergeranno nomi e cognomi»

      L’ex presidente della Regione Calabria riferisce di essere stato ascoltato dopo la denuncia presentata per la diffusione di notizie false e calunniose su account e pagine Facebook
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      Appalti pubblici tra Spezzano Albanese e San Lorenzo del Vallo, Ciliberti e Scorza restano in carcere

      Il Tribunale del Riesame di Catanzaro conferma la misura cautelare nell’inchiesta della Dda su due presunti episodi legati ad appalti pubblici
      Antonio Alizzi
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      La Camorra e quel traffico di droga tra il carcere di Cosenza e i Casalesi 

      Indagine della Dda di Napoli su presunti collegamenti tra clan campani e ambienti calabresi: coinvolti Giuseppe e Pasquale Albano. Al centro la casa circondariale di Via Popilia nel cuore dell’area urbana del capoluogo bruzio
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      Cellulari in carcere a Cosenza, in 42 verso il processo dopo la prima scrematura | NOMI

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      «Mi hanno dimesso, per loro non ho niente»: gli audio del 52enne morto a Diamante per sospetta intossicazione da botulino

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