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      Home page>Cronaca>Zaffonte rivela: «Il man...

      Zaffonte rivela: «Il mandante dell'omicidio di Giuseppe Ruffolo è Roberto Porcaro»

      Il collaboratore di giustizia incalzato dal pm della Dda di Catanzaro ma soprattutto dal collegio difensivo sui rapporti con gli altri pentiti
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:49
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      Zaffonte rivela: «Il mandante dell'omicidio di Giuseppe Ruffolo è Roberto Porcaro»

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      Le dichiarazioni di Giuseppe Zaffonte, collaboratore di giustizia e imputato-testimone nel processo Reset, forniscono una panoramica generale (ma non dettagliata) dell’organizzazione interna e delle attività della ‘ndrangheta nella zona di Cosenza. Il pentito è stato sentito nell’aula bunker di Lamezia Terme, prima dal pubblico ministero Corrado Cubellotti e poi dal collegio difensivo.

      Il “Locale” di ‘ndrangheta

      Zaffonte ha dichiarato di far parte del sottogruppo guidato da Michele Di Puppo, la “Stella” della ‘ndrangheta di Cosenza, con rapporti solidi anche in provincia di Reggio Calabria. Il pentito ha ricordato nel corso della sua escussione che Di Puppo voleva aprire un “Locale” di ‘ndrangheta a Cosenza. Di Umberto, fratello di Michele, sa che era affiliato ma non conosceva la dote.

      Il gruppo degli italiani

      Il capo degli italiani è Francesco Patitucci, ha spiegato Zaffonte in aula, che poi ha aggiunto un particolare sulla cosca “Lanzino-Patitucci“. «A un certo punto Piromallo, Ariello e Porcaro hanno avuto problemi e operavano in autonomia, facendo sempre riferimento a Patitucci». Nello specifico, Zaffonte ha descritto Mario “Renato” Piromallo «come una figura carismatica e di alto livello nella ‘ndrangheta, con notevoli investimenti economici».

      Marco D’Alessandro e Francesco De Luca

      Zaffonte inoltre ha dichiarato di aver collaborato con Marco D’Alessandro, aiutando a volte anche Luigi Abbruzzese. «La vendita dell’eroina era ad appannaggio dei Banana che se la procuravano da Cassano. Porcaro era coinvolto nello spaccio di cocaina, mentre i fratelli Turboli gestivano parte della droga di Porcaro». Zaffonte ha parlato anche di Francesco De Luca: «Si occupava di estorsioni e droga, ed era una persona fidata, essendo vicino a Michele Di Puppo». Su Porcaro ha chiarito: «Era una figura carismatica che prese il comando dopo l’arresto di Patitucci». Ma ha evidenziato anche conflitti interni: «Michele Di Puppo non andava d’accordo con Mario Renato Piromallo, il quale una volta minacciò Marco D’Alessandro in un bar. In quella circostanza gli stava per alzare le mani a causa di un debito di droga».

      Antonio Marotta

      Zaffonte ha parlato rapidamente anche di Antonio Illuminato: «Inizialmente vicino a Porcaro, poi si avvicinò ad Ariello per droga ed estorsioni», mentre «Antonio Marotta era il tramite tra Porcaro e Luigi Abbruzzese. Gianluca Maestri, affiliato ai Rango-zingari, si riforniva anche da Cassano. Tornando su Mario Renato Piromallo ha sottolineato: «Aveva investito in diverse attività economiche, tra cui una tabaccheria, una lavanderia, agenzie di scommesse e campi di calcetto».

      Le attività dei Reda

      I fratelli Francesco e Andrea Reda erano coinvolti, secondo Zaffonte, «in scommesse sportive e slot machine, vicini ai fratelli Provenzano e al gruppo di Rende». E ancora: «Giuseppe Broccolo gestiva una cornetteria a Rende, Carmine Caputo gestiva un’agenzia di buttafuori ed era vicino a Porcaro, Pasquale Bruni spacciava droga e nell’ultimo periodo era vicino a Porcaro e Piromallo». Sempre su Piromallo ha dichiarato che «i soldi glieli gestiva Mario Gervasi e anche Giuseppe Bartucci», mentre «so chi è Massimo D’Ambrosio, fratello di Adolfo, ma non sono a conoscenza di fatti specifici».

      Il mandante dell’omicidio di Giuseppe Ruffolo

      Riguardo ai rapporti tra Massimiliano D’Elia e Roberto Porcaro, Zaffonte ha specificato che «Massimiliano D’Elia uccise Giuseppe Ruffolo sia per vendetta personale, in quanto Ruffolo ebbe problemi con suo padre, che su mandato di Roberto Porcaro, in quanto si diceva che Ruffolo non versasse i soldi dell’usura nella “bacinella“». Il pm, nel controesame, ha comunque confermato che la posizione di Porcaro è stata riattivata dal punto di vista investigativo.

      Le altre posizioni

      Zaffonte ha fatto i nomi anche di Michele Rende «vicino a Porcaro», Alessandro Catanzaro «era la persona “pulita” di Roberto», Massimo Benvenuto «lo conosco, spacciava (fumo, erba e cocaina) per Roberto», Denny Romano «inizialmente era affiliato al gruppo Rango-zingari, poi si è avvicinato al gruppo di San Vito, a Marco Perna». Su Andrea Mazzei ha detto: «Lo conosco da 20 anni. Gli portai un ragazzo per un investimento con Resto al Sud ma non andò a buon fine, dicevano che fosse amico di Porcaro e me lo riferì Marco D’Alessandro o Alberto Superbo».

      «Conosco Agostino Briguori, i soldi di Tonino Pignataro, era di Cetraro, li gestiva lui, così si diceva. Rosanna Garofalo? L’ex moglie di Patitucci, veniva spesso a casa di Marco D’Alessandro. Non so di cosa si occupasse, ma penso facesse da tramite tra il gruppo e Patitucci. Garofalo parlava male di Porcaro e affermava che avrebbe dovuto ringraziare il marito per la posizione criminale occupata. Diceva che non faceva le cose giuste: era pieno di soldi, mentre gli altri rimanevano a secco».

      L’altro pentito

      Zaffonte ha riferito anche sul pentito Gianluca Maestri: «Era vicino al Rango-zingari, provò ad impiccarsi durante la carcerazione. e l’affiliazione non valse. È nipote di Gennaro Presta, Maestri spacciava e si riforniva anche da Cassano. Incendiò ricordo un locale a Montalto». Il pentito è stato chiamato a parlare anche del presunto gruppo mafioso dei Presta: «Gestivano Tarsia e Roggiano Gravina, ma non ho avuto rapporti diretti, con Tonino ho condiviso un periodo in carcere. Franco lo conosco solo di nome. Il gruppo Presta so che erano in buoni rapporti con gli altri».

      La parte conclusiva dell’esame ha interessato le seguenti posizioni: Gianfranco Bruni («aveva una sala giochi con Gianluca Marsico in via dei Mille), Mario Trinni (»non ricordo cose specifiche sul suo conto, stessa cosa su Ivan Trinni»), Sergio Raimondo («cose specifiche non ne ricordo, tranne il fatto che fosse vicini a Marco Perna»», Francesco Stola («persona di fiducia di Porcaro come Sergio La Canna». Infine, breve focus su Alberico Granata, Carlo Drago e Cristian Vozza, tutti inseriti nel settore delle sale scommesse e giochi d’azzardo.

      Il controesame

      Il controesame è partito con le domande dell’avvocato di Valerio Murgano: «Sì, confermo il fatto che Adolfo D’Ambrosio gestiva l’usura per conto suo e le estorsioni per il gruppo “Lanzino”», ha detto Zaffonte. «Gli stipendi? Erano intorno ai 2mila euro» ha risposto il pentito. «Ad Adolfo andavano circa 1800 euro».

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      L’avvocato Gianluca Garritano ha introdotto l’argomento pentiti: «Conosco Pierluigi Terrazzano, siamo anche amici di famiglia, da quando avevo 12-13 anni. Con Pierluigi ci frequentavamo, abbiamo anche commesso in passato reati insieme». E ha aggiunto: «Ho iniziato a collaborare nel 2019, Terrazzano l’ho incontrato nella stessa località protetta. Ci vedevamo e salutavamo», ma ha smentito di aver commesso una rapina nel 2020 «né ho mai spacciato droga con lui. Se ho una Mercedes? Sì ma non era gialla».

      Il penalista Garritano ha chiesto se è vero che oltre a Terrazzano il pentito Zaffonte ha incontrato altri collaboratori. «Se ho visto Paura, De Rose, Noblea? No. Se sono stato fermato insieme a Terrazzano? Lui era in macchina con me, ma i carabinieri hanno portato solo lui. Ho visto pure il fratello di Pierluigi, ma non so se Paura fosse nella stessa mia località protetta. Conoscevo Ester Mollo prima della collaborazione, dopo non l’ho mai incontrata. So dove abitava Terrazzano nella località protetta».

      Poi il controesame si è concentrato sul rapporto con il padre. «Mio padre si chiama Fabrizio Silvio, non so se sia stato collaboratore. Era parte civile in Twister? Sì lo confermo. Dopo queste dichiarazioni mio padre si è trasferito, con lui ho avuto solo rapporti telefonici». «Ho commesso una rapina a Rimini, tra il 2011 e il 2012, ma non non ricordo se conoscevo altri soggetti in Romagna», ha aggiunto Zaffonte.

      «Michele Di Puppo lo conosco da 20 anni, da quando abitavo a Surdo. Con loro ho avuto rapporti diretti all’età di 17-18 anni, con Michele ho avuto rapporti dal 2015-2016 in poi ma non ricordo il primo acquisto di stupefacenti da loro. Umberto l’ho frequentato un po’ di più. La droga mi veniva consegnata da Alberto Superbo, Marco D’Alessandro. Io sono stato detenuto nel 2013 e 2014».

      «Conosco Adolfo Foggetti, prima della sua collaborazione ci vedevamo. Non ricordo se abbiamo fatto reati insieme. Non ho avuto rapporti con Daniele Lamanna, Franco Bruzzese, Vincenzo Dedato, Francesco Amodio e Angelo Colosso. Non sono mai stato fermato insieme a Michele Di Puppo, Roberto Porcaro e gli altri dei Banana. Ho confessato reati di droga, rapine e ferimenti. Ho una richiesta di condanna di 5 anni e 7 mesi nel processo Reset e in Recovery non sono indagato».

      Zaffonte sui social?

      L’avvocato Angelo Pugliese si è focalizzato su altri aspetti: «Rapina a Rimini per casualità? No perché mio padre gestiva due alberghi», ha dichiarato Zaffonte nel verbale. «Con me c’erano Marco D’Alessandro e altri due cosentini. Ho visto Ester Mollo prima che Paura collaborasse. A Paura non l’ho mai visto in vita mia e non sono mai stato nella sua casa protetta. Terrazzano abitava in una casa popolare. Io sui social col nome di Peppe De Santis? Smentisco. Con Terrazzano ci siamo incontrati per la prima volta sul corso della località protetta». Inoltre, a Zaffonte è stato chiesto di fare i nomi dei suoi presunti clienti: «Uno era di Lattarico, l’altro di Marano Marchesato». E infine ancora su Terrazzano: «Non so dove sia oggi Terrazzano», che in precedenza aveva definito mentalmente instabile.

      Poi è stata la volta dell’avvocato Antonio Quintieri: «Denny Romano l’ho conosciuto nel carcere di Cosenza, io entravo e lui usciva. 2014, non ricordo il mese». «Come avete fatto a parlare se ci sono dei muri?», ha domandato il legale Quintieri e Zaffonte ha spiegato il tragitto. «Non ho commesso reati con Romano. Non so quando è stato affiliato».

      «L’ho appreso dai giornali»

      L’avvocato Fiorella Bozzarello ha evidenziato la scarsa credibilità del pentito: «Ho parlato con il maresciallo Parisi nella sede del comandante provinciale. Ho fatto dichiarazioni spontanee, procedimenti pregressi per rapina. Nei 180 giorni ho avuto l’art. 17, ma ero libero. Con Carmine Caputo ci vedevamo in giro”. Sollecitato dalla penalista, il collaboratore, che nel corso dell’esame e del controesame, si è “contraddistinto” più per «si diceva, si sapeva» che per fatti circonstanziati, non ricordava né la data della sparatoria avvenuta al B-side («ma quella sera c’ero») né il periodo dell’omicidio Ruffolo». L’avvocato Mariarosa Bugliari, difensore di Vozza. «Era vicino a Porcaro? Me lo ha detto un ragazzo vicino a noi che frequentava il suo bar». L’avvocato Mario Ossequio ha invocato una risposta su Andrea Reda: «Sa se fosse sotto estorsione da parte di Rango e Foggetti? Non lo so». L’avvocato Laura Gaetano: «Come sa che Rosanna Garofalo è l’ex moglie di Patitucci? L’ho appreso dai giornali».

      L’avvocato Michele Franzese, co-difensore di Andrea Mazzei, ha fatto domande sulle pratiche finanziarie, mentre su domanda dell’avvocato Sergio Rotundo, ha detto che «so che c’erano rapporti tra Mazzei e Briguori, ma non so indicare pratiche di finanziamento, era una cosa che si diceva in giro».

      I rapporti con Piromallo

      L’avvocato Luca Acciardi, difensore di “Renato” Piromallo: «Eravamo in ottimi dal punto di vista personale. Mi favoriva sulla droga, per me era una brava persona ma su di lui c’era tanta invidia su di lui. Ad esempio, non ne parlavano bene né Marco D’Alessandro né Alberto Superbo. Ho parlato con Patitucci diverse volte ma non ho mai fatto riferimento a cose criminali. Non ho avuto rapporti con Luciano Impieri, iniziò con gli zingari e poi con Mario Gatto. Silvio Gioia? Non ho mai avuto a che fare con lui».

      «Sui proventi del gruppo Presta nella “bacinella”, ne parlai con qualcuno in cella», aggiungendo che «Gianfranco Bruni non se la passava bene economicamente. Gli “stipendi”? Ci occupavamo del gruppo di Rende”, confermando al difensore Acciardi di essere ancora nel programma di protezione. Sul caso Terrazzano «non ho fatto alcuna comunicazione al servizio di protezione centrale, mi hanno spostato subito».

      La “copiata” dimenticata

      L’avvocato Cesare Badolato: «Ha mai conosciuto Mario Gervasi? Sì, nella sala giochi di Alberico Granata. Si parlava del più e del meno, non parlavo con lui di cose criminali. Che lui fosse un “prestanome” lo avevo appreso da Marco D’Alessandro. Le attività sono: una tabaccheria in via Panebianco e una lavanderia in via degli Stadi». Il penalista Badolato ha quindi chiesto chi avesse in “copiata” data la sua affiliazione: «Non ricordo le copiate, né la prima né la seconda volta ricevuta», un caso più unico che raro, quello di non ricordare i nomi di veri ‘ndranghetisti.

      Le ultime domande

      Altre domande sono state poste dagli avvocati Filippo Cinnante (per Sergio Raimondo e Alberico Granata), Alessandro Carratelli (per Giuseppe Bartucci), Cristian Cristiano (per Francesco Stola, dove il penalista ha riacceso il caso dell’assenza dei verbali integrali dei collaboratori visto che anche Zaffonte ha parlato oggi di cose che nei 180 giorni non erano state messe nero su bianco). Le difese al termine del controesame, hanno chiesto che nella prossima udienza vengano depositati i verbali integrali, ai sensi della sentenza della Cassazione citata dal pm Cubellotti, nella parte che dà ragione agli avvocati difensori. Infine, nel Riesame del pm, il pentito Zaffonte ha dichiarato che «lo “stipendio” di Lanzino era a carico del gruppo di Rende”».

      Processo “Reset”, rito ordinario: gli imputati

      • Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)
      • Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Antonio Quintieri)
      • Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)
      • Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)
      • Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)
      • Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)
      • Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)
      • Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)
      • Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Saverio Spadafora e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Grosso (difeso dall’avvocato Francesco Vetere)
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione (difeso dall’avvocato Riccardo Maria Panno)
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Cosimo Manzo
      • Lauretta Mellone (difesa dagli Amelia Ferrari e Erik Siciliano)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Giuseppe Piromallo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Antonio Russo (difeso dall’avvocato Roberto Deni)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (difeso dall’avvocato Senese) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Ivan Trinni (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Mario Trinni (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Antonio Spataro)
      • Danilo Turboli (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Francesco Veltri (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Alessandro Bavaro)
      • Massimo Volpentesta (difeso dall’avvocato Ugo Ledonne)
      • Sandro Vomero (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Antonio Quintieri)
      • Cristian Vozza (difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari e Filippo Cinnante)
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      Misure cautelari

      Traffico di droga gestito dal carcere, 9 arresti. Blitz della Dda di Napoli anche nella provincia di Cosenza

      Blitz di carabinieri e Polizia Penitenziaria, indagati riconducibili a 7 clan di camorra. Telefoni in negli istituti di pena per governare il business. Contestati anche estorsione, lesioni e violenza privata
      Redazione Cronaca
      <p>Traffico di droga gestito dal carcere, 9 arresti. Blitz della Dda di Napoli anche nella provincia di Cosenza</p>
      Lutto nell’Esaro

      Tragedia a Roggiano Gravina, tredicenne muore schiacciata dal trattore guidato dal padre

      La bambina sarebbe caduta dalla pedana del mezzo agricolo nella zona vicina al lago. Inutili i tentativi di rianimazione del 118
      Redazione
      Tragedia a Roggiano Gravina, tredicenne\u00A0muore schiacciata dal trattore guidato dal padre\n
      No al processo

      Fatture ritenute false, prosciolti gli imprenditori Francesco e Antonella Dodaro: cade il sequestro da 164mila euro

      Non luogo a procedere anche Angelo Magnoli. Il giudice non ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Cosenza
      Antonio Alizzi
      Fatture ritenute false, prosciolti gli imprenditori Francesco e Antonella Dodaro: cade il sequestro da 164mila euro\n
      Misure di prevenzione

      Sorveglianza speciale annullata, la Corte d’Appello accoglie il ricorso di un 45enne di Bisignano

      I giudici hanno escluso i presupposti originari e la pericolosità sociale. I due procedimenti penali erano stati archiviati
      Redazione
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      Cosenza, studenti in piazza contro il Governo

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      Cosenza, studenti in piazza contro il Governo

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      Il processo in Corte d’Assise

      Omicidio di Giuseppe Gaetani, in aula l’investigatore: dal furgone alla “pax” mafiosa

      Il tenente colonnello Piscopo ricostruisce l’agguato e il contesto criminale. Le difese contestano immagini, intercettazioni e piste seguite dal Nucleo Investigativo di Cosenza
      Antonio Alizzi
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      Crotone, primario dell’Asp indagato per truffa: perquisiti il Centro di salute mentale e casa-ambulatorio

      La Procura ipotizza prestazioni sanitarie private senza le autorizzazioni aziendali e senza partita Iva. Il medico avrebbe continuato a incassare le indennità legate al rapporto di esclusività con l’Asp. Perquisizioni anche informatiche
      Redazione Cronaca
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      cosenza&malavita

      Omicidio Gaetani, l’avvocato di Maestri: «Teme per sé e la famiglia»

      Il penalista Michele Gigliotti segnala la presenza di un’arma da taglio nella disponibilità di un altro detenuto e chiede interventi senza trasferire il collaboratore
      Antonio Alizzi
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      resistenza sociale

      Rende dopo Cosenza, la protesta dilaga: rallentamenti e presidio permanente a Quattromiglia | VIDEO

      Agricoltori, trasportatori, studenti e precari riprendono la lotta per le loro rivendicazioni. Tutti concordi su un aspetto: il costo dell'esistenza è diventato insostenibile per la classe lavoratrice. Alle 18 assemblea pubblica
      Antonio Clausi
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      Il blitz

      Tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso: sei misure cautelari a Crotone – NOMI

      L’operazione è scattata alle prime ore del mattino con l’impiego di oltre 80 agenti. Alcuni indagati ritenuti vicini alla cosca Vrenna-Corigliano-Bonaventura
      Redazione Cronaca
      Tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso: sei misure cautelari a Crotone –\u00A0NOMI
      L’episodio

      La paura all’autostazione di Cosenza e l’aiuto di una giovane coppia di sconosciuti: «Vorrei ritrovarli e stringere loro la mano»

      La donna racconta di essersi finta madre del ragazzo per allontanare un uomo molesto. I due poi sono rimasti con lei fino all’arrivo del bus. Ora li chiama a raccolta 
      Francesco Perri
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      caro carburanti

      Proteste per il caro carburanti, il parroco di Tarsia don Cosimo Galizia: «Non si può chiedere a un popolo di resistere all’infinito»

      Il vicario della Forania di Terranova da Sibari esprime vicinanza ad agricoltori, autotrasportatori e famiglie e rivolge un appello a chi governa. Chiede risposte concrete, misure efficaci e tempi certi.
      Franco Sangiovanni
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      La protesta

      Da Sibari la disperazione di un autotrasportatore: «Lo Stato ci ha messo in croce, ma qui il popolo non c’è»

      Nel mirino Iva e accise sul carburante, ma anche politica, sindacati e associazioni di categoria. Una risposta potrebbe arrivare il 20 anziché il 27
      Franco Sangiovanni
      Da Sibari la disperazione di un autotrasportatore: «Lo Stato ci ha messo in croce, ma qui il popolo non c’è»\n
      Memoria e giustizia

      Delitto Aversa, i silenzi del poliziotto: «Non si fidava. Voleva andare alla Dia a denunciare quello che aveva scoperto»

      Ai microfoni di LaC On Air parla il figlio del sovrintendente ucciso nel 1992 insieme alla moglie. «Era turbato, aveva una pistola sotto al sedile dell’auto». Il ruolo della «zona grigia» e i legami tra cosche, politica e affari. «Si è goduto poco la famiglia. Mia madre il perno della famiglia»
      Alessia Truzzolillo
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      Corigliano Rossano, sparatoria al lido Baffo Bianco: in carcere due giovani condannati in via definitiva

      La Polizia ha eseguito l’ordine di carcerazione per una pena di 2 anni, 1 mese e 24 giorni. L’episodio avvenne il 21 luglio 2025 sul lungomare Sant’Angelo: un uomo rimase ferito
      Redazione
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      caro vita

      Il vescovo Savino al presidio tra Francavilla e Cerchiara: «La Chiesa lotta con voi, siete gli angeli custodi della terra»

      Il Presule di Cassano e vicepresidente della Cei annuncia una lettera a Regione e Governo e chiede a banche e Agenzia delle Entrate di sospendere decreti ingiuntivi e pignoramenti per chi protesta
      Franco Sangiovanni
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      Jonio cosentino

      Corigliano, in forte agitazione in casa trascina un poliziotto per la giubba: arresto convalidato

      Il 46enne aveva tentato di scagliarsi contro la convivente, presenti anche la madre. Per lui obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. A suo carico è aperto anche un procedimento per maltrattamenti in famiglia
      Redazione
      Corigliano, in forte agitazione in casa trascina un poliziotto per la giubba: arresto convalidato\n
      La protesta continua

      Notte ai presidi di Sibari, Francavilla e Cerchiara: «Non si può vivere così». E ai camionisti fermi si offre un panino caldo

      Tra gasolio alle stelle, costi insostenibili e accuse alle istituzioni, chiedono risposte entro il 20 ottobre: «Non riusciamo più a mantenere le nostre attività e ad arrivare fine mese»
      Franco Sangiovanni
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      Il fattaccio

      Cosenza, viene aggredito sotto casa dopo aver separato due ragazzini che si picchiavano

      Vittima un professionista di 57 anni, colpito da due uomini scesi da un’auto. Si è trattato di una spedizione punitiva. Indagano i carabinieri
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      La mobilitazione

      A San Lucido secondo giorno di protesta: «Non vogliamo briciole, vogliamo il pane in tavola»

      Dal presidio un appello a sindaci, rappresentanti regionali e parlamentari contro il caro vita e l’aumento dei costi. «Servono risposte concrete, altrimenti porteremo la protesta fino a Roma»
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      Primo grado

      Processo sulla presunta discarica a Corigliano-Rossano, assolto l’ex presidente del Consorzio Marsio Blaiotta

      Il Tribunale ha pronunciato l’assoluzione per non aver commesso il fatto e disposto il dissequestro dell’area vincolata dal marzo 2023
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      Curcio scuote la Calabria indifferente: «La ’ndrangheta vale miliardi, ma troppi ancora sottovalutano la sua forza»

      Il procuratore della Dda di Catanzaro a «Tam – Talk About Mafia»: «Non fare rumore è la prima regola». L’allarme sugli interessi delle mafie per l’economia legale, le infiltrazioni nella pubblica amministrazione e i limiti agli strumenti investigativi
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      Benzina e diesel tornano (anche) in Calabria, si sblocca la crisi in Puglia: via i presidi alla raffineria Eni

      Dopo cinque giorni di protesta, i lavoratori dell’ex Ilva rimuovono i blocchi davanti alla raffineria. Le autocisterne potranno riprendere i viaggi in Puglia, Basilicata e Calabria, mentre resta aperto il confronto sul futuro industriale di Taranto
      P. P. P.
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      Caro vita e carburanti, la protesta si allarga agli studenti in Calabria: «Non ce la fa più nessuno»

      Nel Cosentino mobilitazioni ad Acri e Corigliano Rossano, dove al centro della giornata finiscono anche l'emergenza idrica e il diritto allo studio. Nella città ionica il sindaco Flavio Stasi si schiera al fianco di agricoltori e pescatori: «Servono misure strutturali»
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