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      Da Giuseppe Cirillo a Luigi Abbruzzese, 50 anni di 'ndrangheta nella Sibaritide

      Un'epopea oscura e luttuosa ricostruita attraverso le figure dei boss e la scia di omicidi che ha segnato l'ascesa del clan degli zingari
      Redazione
      9 luglio 202511:55
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      L’inchiesta che ha portato all’arresto dei fiancheggiatori del latitante Leonardo Abbruzzese ricostruisce anche la storia della criminalità di etnia rom in provincia di Cosenza, ripercorrendo le tappe principali degli eventi che l’hanno portata a diventare egemone nella Sibaritide. Si tratta di un’epopea oscura, scandita dal sangue, e a cui non è stato ancora associato il capitolo finale. Ecco come la Dda di Catanzaro sintetizza quasi cinquant’anni di cronaca nera sulla costa jonica cosentina, gran parte dei quali vissuti sotto la stella dolente del clan degli zingari.

      Le sette ‘ndrine di don Peppe

      La presenza della criminalità organizzata a Cassano all’Ionio e nei comuni limitrofi affonda le sue radici alla fine degli anni Settanta e coincide con l’arrivo a Sibari dell’imprenditore salernitano Giuseppe Cirillo, conosciuto da tutti come “Don Peppino”, che per primo crea i presupposti per quella che poi sarà la ‘ndrangheta cassanese. Grazie anche ai suoi contatti con cosche dell’area cirotana, a cui i gruppi della fascia jonica della provincia cosentina dovranno sempre rendere conto, Cirillo fonda il locale di Sibari, al quale fanno capo – secondo una struttura di tipo tradizionale – sette ‘ndrine. I rispettivi capi ed i paesi di provenienza che danno vita a questa sorta di confederazione del crimine sono considerati i pionieri della ‘ndrangheta sibarita: Alfredo Elia per Cassano all’ionio, Leonardo Portoraro per Francavilla Marittima, Saverio Magliari per Altomonte, Antonio Recchia per Castrovillari, Antonio Calabrese per Saracena, Pasquale Tripodoro per Rossano ed Emanuele Bommentre per San Lorenzo del Vallo.

      L’ascesa di Santo Carelli

      Don Peppe poteva vantare anche stretti legami con personaggi di spicco del Reggino e della Camorra, oltre che con la nascente criminalità organizzata cosentina. Il suo potere dura più di un decennio: il momento che segna l’inizio della fine del suo impero criminale coincide con l’omicidio del cognato Mario Mirabile, avvenuto il 31 agosto del 1990. Difatti, Cirillo è spedito in soggiorno obbligato ad Ancona e lascia la reggenza della cosca a sua moglie Maria Luigia Albano, detta “Donna Gina”; quest’ultima sarà poi sostituita dal medesimo boss che al suo posto pone Mirabile. In quel contesto, cresce l’insoddisfazione di Santo Carelli alias “Santullo il Grande”, capo della fazione coriglianese, che, dopo aver eliminato Mirabile, si pone ed è riconosciuto alla guida di tutto il crimine organizzato della zona: è la nascita del locale di Corigliano, che soppianta Sibari quale centro principali degli affari illeciti.

      Il sangue comincia a scorrere

      Rispetto al suo predecessore, Carelli concede maggiore autonomia ai vari gruppi e pretende la propria fetta di guadagno solamente per gli affari di maggiore entità. Tuttavia, sotto la sua direzione si consumano diversi omicidi, che colpiscono coloro che si mostrano insofferenti al suo potere e che non si riconoscono nel nuovo ordine; tra questi Antonio Giovannone De Cicco, Gaspare Filocamo, Antonio Russo e Luigi Lanzillotta. La nascita della ‘ndrangheta sibarita, l’affermazione di Cirillo, la successiva guerra contro Carelli e il conseguente cambio al vertice, sono i temi del processo “Galassia”, in cui è notevole il contributo dato da numerosi collaboratori di giustizia, tra i quali spicca lo stesso Don Peppe. Ed è proprio durante il “regno” di Carelli – arrestato nel 1993, condannato all’ergastolo e deceduto nel 2016 – che gli zingari cominciano a interfacciarsi con la criminalità organizzata. (Clicca su avanti per continuare a leggere)

      Arrivano gli zingari

      I principali esponenti della delinquenza di origine rom appartengono alla famiglia Abbruzzese, proveniente da Cosenza e stanziatasi nel comune di Cassano verso la fine degli anni Settanta. All’epoca gli zingari sono dediti prevalentemente al commercio di cavalli e alla commissione di furti; Santo Carelli ne sfrutta quindi le indubbie capacità criminali, in maniera analoga a quanto fatto a Cosenza dalla cosca guidata da Franco Pino, di cui fanno parte Fiore Bevilacqua alias “Mano mozza” e soprattutto Fioravante Abbruzzese detto “Banana”. D’altronde, il legame con la città di Cosenza sarà sempre una costante, proprio per la presenza di cugini e parenti vari che finiranno per accrescere il proprio status fino a essere accettati dagli “italiani” quali veri e propri ‘ndranghetisti.

      Da “Asso di Bastoni” a “Tripolino”

      Il fratello maggiore di Fioravante “Banana” è Celestino Abbruzzese alias “Asso di bastoni”, noto anche come “Ciccio u zingaro”. È lui che origina il ceppo che riporterà Cassano al centro del crimine organizzato, scalzando Corigliano dalla sua posizione verticistica. Non a caso, a seguito del già citato processo “Galassia”, nonché di ulteriori inchieste quali “Big Fire” e “Set up”, che colpiscono principalmente i coriglianesi, gli Abbruzzese approfittano del vuoto di potere venutosi a creare per farsi largo sul territorio. Non si impongono con l’arma della diplomazia, ma eliminando chiunque ostacoli la loro ascesa. Pertanto, a partire dal 1999, gli zingari compiono il definitivo salto di qualità che, da delinquenti comuni, li porta a entrare di diritto nella ‘ndrangheta: sono finalmente riconosciuti dai cirotani, che però individuano formalmente come capo del clan un uomo che non ha sangue di origine nomade, vale a dire Damiano Pepe alias “Tripolino”.

      Una locale di ‘ndrangheta a Cassano

      Quest’ultimo appartiene ai vincitori della lotta che ha visto contrapposti militarmente gli schieramenti di Cirillo e Carelli. In realtà, dapprima era con Cirillo, ma decide poi di passare con i coriglianesi; difatti, è per conto di questi ultimi che, nel 1992, commette l’omicidio di Lanzillotta, guadagnando una posizione di vertice nello scacchiere criminale dell’epoca. Così, nella seconda metà degli anni Novanta, con i maggiori esponenti del locale di Corigliano ormai fuori dai giochi perché uccisi o ristretti, Pepe e Francesco Abbruzzese alias “Dentuzzo”, il figlio di Celestino, comandano il nuovo gruppo, la cui consacrazione coincide con la nascita del locale di Cassano all’Ionio. Nel 1998 Pepe finisce in cella e ad agire sul territorio, quale capo, vi è solo “Dentuzzo”, che inizia l’opera di espansione degli zingari principalmente nel settore degli stupefacenti. (Clicca su avanti per continuare a leggere)

      L’eliminazione della vecchia guardia

      Parallelamente, inaugura la stagione degli omicidi di tutti gli avversari scomodi, di cui fanno parte quelli che sono rimasti fedeli ai vecchi boss o che comunque rappresentano una minaccia per l’egemonia della sua famiglia. Il 6 gennaio 1999, nel centro abitato di Lauropoli, si consuma così il duplice omicidio di Giuseppe Cristaldi e Biagio Nucerito. Il primo dei due è considerato espressione del vecchio gruppo Portoraro-Faillace, ha subito una condanna nel processo “Galassia” quale membro del clan Cirillo e, tornato in libertà, ha tentato di organizzare autonomamente la propria attività di narcotraffico. A seguire, il 14 giugno 1999, si registra il tentato omicidio di Antonello Esposito, anche questi un tempo legato a Cirillo e Portoraro e di conseguenza avverso ad Antonio Di Dieco che, alleatosi con gli zingari, ambisce a essere il referente per Castrovillari.

      Sulla scena irrompe “Occhi di ghiaccio”

      A distanza di poco più di due settimane, il 1° luglio 1999, tocca ad Giovanbattista Atene, altro uomo considerato vicino a Portoraro e potenzialmente pericoloso per gli zingari. Dopo ulteriori due settimane, il 15 luglio 1999, a Cassano rimane vittima di un agguato mafioso Giuseppe Romeo, altro personaggio legato alla vecchia criminalità organizzata e tornato da poco in libertà. Il 27 luglio 1999 tocca invece ad Antonio Forastefano soprannominato “U zuoppu”, che a Marina di Sibari cade sotto i colpi di Nicola Acri alias “Occhi di ghiaccio”, killer della cosca e fedelissimo di “Dentuzzo”, nonché nuovo capo della ‘ndrina di Rossano.

      Politica stragista

      La politica stragista degli zingari non si ferma, tanto che nell’anno seguente, il 2000, nell’ambito della lotta per il dominio di Castrovillari si registra l’omicidio di Antonio Viola e, nel 2001, quelli di Francesco Cosentino (ex gruppo Portoraro) e di Vincenzo Bloise (personaggio dedito a estorsioni e stupefacenti). Al pari dei loro predecessori, anche loro pagano per non essersi sottomessi al potere degli zingari. Nell’ottica di questa spietata politica, non mancano le epurazioni interne, ossia l’eliminazione anche di uomini facenti parte della cosca, ma che si sono macchiati di colpe che possono essere punite solo con la morte: è il caso di Giovanni Russo e Salvatore Di Cicco, quest’ultimo vittima di lupara bianca. (Clicca su avanti per continuare a leggere)

      I rapporti tra zingari e clan di Cosenza

      Per quel che concerne gli affari, gli zingari riescono a monopolizzare l’offerta di stupefacenti e stringono rapporti con le cosche cosentine, anche queste in fase di “ristrutturazione” dopo il terremoto provocato dal processo “Garden” che ha messo il punto definitivo alla storia dei gruppi Pino-Sena e Perna-Pranno. In città, terminata la guerra tra le suddette fazioni, in seguito colpite dall’opera incisiva dell’Autorità giudiziaria, i nuovi padroni sono Ettore Lanzino quale espressione del vecchio gruppo Pino e Domenico Cicero come superstite del gruppo Perna. A riferire sui rapporti tra questi ultimi e gli Abbruzzese di Lauropoli, è Francesco Bevilacqua alias “Franchino ‘i Mafarda”, ex capo degli zingari cosentini che nel 2001 diventa collaboratore di giustizia e svela, tra le altre cose, gli schieramenti venutisi a creare sull’asse Cosenza-Cassano: zingari e Lanzino sono alleati contro il vecchio gruppo Portoraro-Faillace rinforzato dall’emergente clan Bruni “Bella bella”.

      Due nuovi boss

      In questo scenario matura, ad esempio, il cruento omicidio di Primiano Chiarello, rapinatore cosentino vicino alla cosca Bruni che – per tale motivo – nel 1999, dopo essere stato attirato in un tranello, è ucciso da Francesco Abbruzzese, Nicola Acri e Franchino i Mafarda. Intanto, a dicembre del 2000, lo stesso Francesco Abbruzzese finisce dietro le sbatte e, pertanto, alla guida della cosca subentrano i fratelli dei capi: Eduardo Pepe e Fioravante Abbruzzese detto “Fiore”.

      Sangue chiama sangue

      I due luogotenenti portano avanti la linea dei fondatori, provvedendo alla commissione di diversi omicidi, il più importante dei quali avviene il 26 marzo 2002. In tale data, sulla Ss 106, sono assassinati a colpi di kalashnikov Vincenzo Fabbricatore e Vincenzo Campana. Il primo è un altro uomo della “vecchia guardia”, uscito da poco tempo dal carcere; non si rassegna all’idea che il locale è a Cassano e non più a Corigliano, ma soprattutto che a comandare siano gli zingari; di conseguenza paga con la vita tale presa di posizione. (Clicca su avanti per continuare a leggere)

      Comincia il declino

      Il 2002, però, è anche l’anno in cui inizia un periodo di declino per gli zingari. Innanzitutto, per la prima volta subiscono un attacco frontale che li indebolisce notevolmente, poiché il 3 ottobre, a Ponte Nuovo, lungo strada che collega i centri abitati di Cassano e Lauropoli, cadono proprio Eduardo Pepe e Fioravante Abbruzzese. Per tale duplice omicidio sarà poi condannato solo Antonio Forastefano detto “Tonino il diavolo”, nel frattempo divenuto collaboratore di giustizia. La risposta non si fa attendere: il 24 ottobre 2002, nella frazione di Doria, si attenta alla vita di Vincenzo Forastefano che riesce a scampare all’agguato, mentre a morire è Francesco Salerno, presente sul posto e colpito per errore dal fuoco del kalashnikov.

      L’uccisione del “Capitano”

      E non solo. Il 3 novembre 2002, a distanza di un mese dall’omicidio di Pepe e Abbruzzese, gli zingari uccidono Carmine Pepe, di soli 16 anni e feriscono Sergio Benedetto, entrambi perché considerati responsabili di aver avuto un ruolo nella morte di Eduardo e Fiore. Dopo il tentato omicidio di Federico Faillace, avvenuto nel maggio del 2003, in data 8 giugno 2003 muore Nicola Abbruzzese alias “Capitano”, fratello di Celestino Abbruzzese che, nel frattempo, era diventato il reggente della consorteria. Nicola Abbruzzese è freddato davanti alla caserma dei Carabinieri di Cassano, dove si recava per ottemperare all’obbligo di firma.

      La Dda batte un colpo

      Passano solo cinque giorni e gli zingari riescono nell’intento di assassinare Sergio Benedetto, ferendo contestualmente Rocco Milito, ma nell’azione rimane a terra anche Fioravante Madio, che fa parte del gruppo di fuoco ed è attinto da un proiettile che gli sarà fatale. Sempre nel 2003, arriva il momento dell’operazione “Lauro”, con cui la Dda di Catanzaro colpisce duramente il clan degli zingari. L’inchiesta rappresenta una pietra miliare nella storia giudiziaria della Sibaritide poiché, per la prima volta, con la sentenza datata 10 aprile 2006, è riconosciuta l’esistenza del sodalizio criminale degli zingari di Cassano. (Clicca su avanti per continuare a leggere)

      I Forastefano al comando

      Tali eventi non possono non influire sui rapporti di potere e, difatti, tra il 2004 e il 2007, gli zingari perdono il primato sulla gestione degli affari illeciti che passa nelle mani dei Forastefano. Quest’ultimi hanno avuto un’evoluzione simile a quella dei loro antagonisti, che li ha visti passare da rapinatori a uomini d’onore, fino al completamento della scalata criminale, culminata con il controllo delle principali attività illecite a metà degli anni 2000. Quando, infatti, nell’estate del 2007 scatta l’operazione “Omnia”, emerge tutto il potere che nel tempo avevano accumulato i Forastefano, tanto da essere in qualche modo considerati vincitori della faida che li aveva visti contrapposti agli Abbruzzese.

      Da “Omnia” a “Timpone rosso”

      Guidati da “Tonino il diavolo”, gli stessi detengono la fetta principale del mercato degli stupefacenti, impongono il pizzo alle imprese, praticano l’usura, gestiscono l’immigrazione clandestina e mettono in atto truffe legate al settore dell’agricoltura per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Il processo “Omnia” arriverà a conclusione nel 2013 con pesanti condanne per i membri dell’organizzazione. A distanza di due anni, una nuova indagine infligge un altro colpo agli zingari: nel 2009 scatta l’operazione “Timpone rosso” che si regge sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, in particolare di Pasquale Perciaccante alias “Cataruozzolo”.

      I pentiti

      Quest’ultimo non ha origini rom, ma ha vissuto a stretto contatto con gli zingari e, pertanto, è a tutti gli effetti un appartenente alla loro organizzazione. La sua testimonianza e quelle di altri collaboratori come Vincenzo Curato, Carmine Alfano e Domenico Falbo, si rivelano preziose per far luce su diversi omicidi consumati tra il 1999 e il 2002. Tali dichiarazioni rappresentano una novità assoluta perché consentono di venire a conoscenza, dall’interno, di particolari della storia degli zingari che altrimenti non sarebbero mai affiorati. Resiste, invece, il primato, per gli Abbruzzese di Cassano, di non aver “generato” alcun collaboratore di giustizia. (Clicca su avanti per continuare a leggere)

      L’entrata in scena di Luigi Abbruzzese

      Gli anni successivi segnano una tregua nello scontro armato tra zingari e Forastefano, rotta dall’omicidio di Federico Faillace, avvenuto a Spezzano Albanese nel 2009. Sono gli anni in cui i due clan, duramente colpiti dai relativi processi, tentano faticosamente di riorganizzarsi. Sarà necessario attendere fino al 2015 per un nuovo attacco giudiziario con l’esecuzione dei fermi emessi dalla Dda che danno luogo all’operazione “Gentlemen”. Il tema è il narcotraffico internazionale messo in piedi tra Cassano e la Puglia con canali di rifornimento da Albania, Nord Europa e Sudamerica. Ora, a guidare l’organizzazione ci sono Luigi Abbruzzese, il figlio di “Dentuzzo”, e Filippo Solimando, già esponente del locale di Corigliano fin dagli anni Novanta.

      Il grande massacro

      Pur non essendo riconosciuta l’associazione mafiosa, l’inchiesta vede comunque condannato a venti anni di reclusione, Luigi Abbruzzese quale capo dell’organizzazione dedita al narcotraffico. Il giovane boss, dopo più di tre anni di latitanza, sarà arrestato ad agosto del 2018 dalla Squadra Mobile di Cosenza. Tra gli eventi più lugubri, c’è poi il triplice omicidio del gennaio 2014 in cui perdono la vita – uccisi e poi bruciati – Giuseppe Iannicelli, Ibtissam Touss e Nicola Campolongo “Cocò” di tre anni e mezzo. La triste vicenda scuote la Calabria e tutta l’Italia, tanto da indurre Papa Francesco, pochi mesi dopo, a recarsi a Sibari.

      Ultime condanne

      Iannicelli era un pregiudicato cassanese dedito alla vendita di stupefacenti, storicamente vicino agli zingari, ma che all’occorrenza non disdegnava di rifornirsi dai Forastefano. Per il delitto saranno condannati all’ergastolo Cosimo Donato alias “Topo” e Faustino Campilongo detto “Panzetta”, due spacciatori di Firmo che lavoravano essenzialmente con Iannicelli. Sono riconosciuti colpevoli di avergli dato un appuntamento, attirandolo così nella trappola che consente ai killer, rimasti ignoti, di portare a termine il loro compito.

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      Un video girato a Torremezzo potrebbe fornire elementi nelle ricerche dell’ultraleggero disperso con due avvocati a bordo. Guarda cosa mostra

      17 agosto 2026
      Ore 14:05
      Ultraleggero disperso, il video girato a Torremezzo
      Società

      Aperta la nuova strada tra Cosenza e Mendicino

      11 agosto 2026
      Ore 10:04
      Aperta la nuova strada tra Cosenza e Mendicino
      Cronaca

      Diamante, sequestrati 26mila giocattoli non conformi

      11 agosto 2026
      Ore 07:15
      <p>Diamante, sequestrati 26mila giocattoli non conformi</p>
      Cronaca

      VIDEO ESCLUSIVO | L’ULTIMO DECOLLO DELL’ULTRALEGGERO DISPERSO NEL COSENTINO

      Le immagini mostrano l’ultraleggero mentre lascia la pista di Capo d’Orlando, in Sicilia, diretto verso Sibari. Ai comandi del velivolo c’è l’avvocato Carlo Arnulfo; al suo fianco la compagna Angela Buccico.

      Da quel momento si sono perse le tracce dell’aereo. Le ricerche proseguono nel Cosentino con il coordinamento della Prefettura e l’impiego di uomini e mezzi specializzati.

      17 agosto 2026
      Ore 19:01
      VIDEO ESCLUSIVO | L’ULTIMO DECOLLO DELL’ULTRALEGGERO DISPERSO NEL COSENTINO
      Cronaca

      Ultraleggero disperso, il video girato a Torremezzo

      Un video girato a Torremezzo potrebbe fornire elementi nelle ricerche dell’ultraleggero disperso con due avvocati a bordo. Guarda cosa mostra

      17 agosto 2026
      Ore 14:05
      Ultraleggero disperso, il video girato a Torremezzo
      CAOS IN AEROPORTO

      Paura e delirio a Valencia: l’odissea infinita dei passeggeri del volo per Lamezia 

      L'aereo sarebbe dovuto partire alle 19.50 di lunedì, ma il volo è slittato fino alle 15.40 del giorno successivo: in mezzo rinvii, cancellazioni, notti trascorse in aeroporto e malori per l’assenza di aria condizionata
      Francesco La Luna
      Paura e delirio a Valencia: l’odissea infinita dei passeggeri del volo per Lamezia\u00A0\n
      L’ordinanza

      Femminicidio nel Cosentino, Ornella Forastefano «ammazzata di botte perché era una donna»

      Nell’ordinanza di custodia cautelare ricostruite le ore precedenti alla morte della 46enne. Per la giudice l’azione sarebbe espressione di «prevaricazione, controllo e possesso»
      Redazione Cronaca
      Femminicidio nel Cosentino, Ornella Forastefano «ammazzata di botte perché era una donna»\n
      l’incidente

      Corigliano-Rossano, auto contro un camion nei pressi del Palasport: giovane trasferito in elisoccorso a Cosenza

      Violento impatto nell’area urbana di Corigliano. Il ragazzo è stato affidato ai sanitari e trasportato all’Annunziata. Accertamenti in corso sulla dinamica dello scontro Un violento incidente stradale si è verificato oggi nell’area urbana di Corigliano, nei pressi del Palasport, dove un’automobile si è scontrata con un camion. Ad avere la peggio è stato il giovane alla guida della vettura, rimasto ferito nell’impatto. La gravità delle condizioni del ragazzo ha reso necessario l’intervento dell’elisoccorso, con il quale il ferito è stato trasferito all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza per essere sottoposto agli accertamenti e alle cure del caso. Lo scontro si è verificato lungo via Provinciale, nelle vicinanze dell’impianto sportivo. L’impatto tra i due mezzi è stato particolarmente violento e ha richiesto l’immediata attivazione della macchina dei soccorsi. Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari, mentre sono stati avviati gli accertamenti necessari a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e stabilire le cause che hanno portato alla collisione tra l’auto e il mezzo pesante. Le condizioni del giovane ferito restano l’elemento di maggiore attenzione dopo il trasferimento nel nosocomio cosentino.
      Redazione
      Corigliano-Rossano, auto contro un camion nei pressi del Palasport: giovane trasferito in elisoccorso a Cosenza\n\n\n
      LE INDAGINI SULLA TRAGEDIA

      Ultraleggero precipitato a Fuscaldo, nessuna scatola nera a bordo: lunedì l’autopsia sulle vittime

      La Procura di Paola ha nominato due consulenti per analizzare i resti del velivolo sul quale hanno perso la vita Carlo Arnulfo e Angela Buccico. Il registratore di volo non è previsto per questo tipo di aereo. Iniziate le operazioni di recupero dei rottami
      Redazione
      Ultraleggero precipitato a Fuscaldo, nessuna scatola nera a bordo: lunedì l’autopsia sulle vittime\n
      Indagini sul disastro

      Ultraleggero precipitato a Fuscaldo, i rottami raccontano la violenza dell’impatto

      Il motore anteriore è rimasto schiacciato, una ruota del carrello sinistro è stata trovata lontano dalla fusoliera e il serbatoio collocato nell’ala sinistra risulta gravemente danneggiato. I corpi non erano abbracciati, ma riversi sullo stesso lato dell’abitacolo
      Antonio Alizzi
      Ultraleggero precipitato a Fuscaldo, i rottami raccontano la violenza dell’impatto\n
      La testimonianza

      «Un caffè insieme prima del volo»: l’ultimo incontro con Arnulfo e Buccico prima della tragedia dell’ultraleggero precipitato

      Mario Varca (Sibari Fly) racconta l’incontro con i due avvocati in occasione della loro sosta nell’aviosuperficie: «Ci siamo dati appuntamento al ritorno, dissero che mi avrebbero chiamato prima di ripartire dalla Sicilia ma non lo hanno fatto»

      Franco Sangiovanni
      «Un caffè insieme prima del volo»: l’ultimo incontro con Arnulfo e Buccico prima della tragedia dell’ultraleggero precipitato
      Soccorso nella baia

      Turista ferita tra gli scogli a Copanello, recuperata via mare dalla Guardia Costiera

      Il recupero via terra era impossibile. Impiegati un battello per raggiungere la battigia e una motovedetta per il trasporto al porto
      Redazione
      Turista ferita tra gli scogli a Copanello, recuperata via mare dalla Guardia Costiera\n
      Temperature in aumento

      Caldo africano sulla Calabria, possibili punte vicine ai 40 gradi nelle aree interne

      Fino al weekend attesi 34-35 gradi lungo coste e pianure. Instabilità pomeridiana in calo e possibile ulteriore aumento da lunedì
      Salvatore Lia
      Caldo africano sulla Calabria, possibili punte vicine ai 40 gradi nelle aree interne\n
      Cosa è successo

      Ultraleggero precipitato in Calabria, le prime ipotesi sullo schianto: nebbia, pioggia e sistemi di bordo da analizzare

      Carlo Arnulfo e Angela Buccico si erano conosciuti appena un mese e mezzo fa ed erano alla loro prima vacanza insieme. Ora si indaga sulle cause della caduta del Tecnam nell’Appennino Paolano: nessuna certezza, toccherà ai periti chiarire i fatti
      Redazione Cronaca
      Ultraleggero precipitato in Calabria, le prime ipotesi sullo schianto:\u00A0nebbia, pioggia e sistemi di bordo da analizzare\n
      Operazione delicata

      Fuscaldo, una squadra speciale dei Vigili del fuoco recupera i resti dell’ultraleggero precipitato

      Il materiale sarà custodito per consentire ai tecnici nominati dalla Procura di Paola di compiere le indagini necessarie a risalire alle cause dell’incidente mortale
      Redazione
      Fuscaldo, una squadra speciale dei Vigili del fuoco recupera i resti dell’ultraleggero precipitato\n
      Fiamme in autostrada

      Incendio sull’A2: a fuoco un autotreno carico di pellet, intervento dei Vigili del Fuoco fino all’alba

      Il conducente è riuscito a portare il mezzo in una piazzola di sosta ed è rimasto illeso. L’intervento è durato oltre cinque ore: necessario provvedere allo scarico manuale del materiale combustibile per eliminare ogni focolaio residuo
      Redazione
      Incendio sull’A2: a fuoco un autotreno carico di pellet, intervento dei Vigili del Fuoco fino all’alba\n
      Lo schianto a Fuscaldo

      Lo studio legale e una famiglia legata a Matera: il dolore della Basilicata per Angela Buccico, morta nell’ultraleggero

      Avvocata del Foro di Roma, Angela Buccico apparteneva a una famiglia protagonista della storia forense e istituzionale di Matera. Il cordoglio delle istituzioni
      Redazione Cronaca
      Lo studio legale e una famiglia legata a Matera: il dolore della Basilicata per Angela Buccico, morta nell’ultraleggero\n
      Tragedia in mare

      Incidente nel porto di Vibo, spunta il video dello scontro che ha ucciso Domenico Campana: l’impatto fatale alle 19.18

      La registrazione acquisita dalla Capitaneria di Porto riprende l’intera sequenza dello scontro: il gommone esce dal porto ad alta velocità mentre la barchetta con i ragazzi rientra. L’impatto avviene alle spalle del molo verde. Oggi a Crosia i funerali del 26enne
      Cristina Iannuzzi
      Incidente nel porto di Vibo, spunta il video dello scontro che ha ucciso Domenico Campana: l’impatto fatale alle 19.18\n
      Impatto fatale

      Ultraleggero precipitato a Fuscaldo, l’autopsia sui corpi di Arnulfo e Buccico lunedì o martedì: le domande ancora senza risposta

      Droni nell’area dell’impatto per correlare le prove. L’accertamento medico-legale fornirà elementi utili anche alla ricostruzione della dinamica dell’incidente: capire se l’incendio nell’abitacolo si sia sviluppato prima o dopo l’impatto. Domani il conferimento dell’incarico
      Luana Costa
      Ultraleggero precipitato a Fuscaldo, l’autopsia sui corpi di Arnulfo e Buccico lunedì o martedì: le domande ancora senza risposta\n
      Tragico epilogo

      Ultraleggero precipitato a Fuscaldo, Carlo Arnulfo e Angela Buccico trovati abbracciati nel velivolo

      Le salme sono state rimosse stasera dopo i rilievi: l’autopsia si farà a Catanzaro. Poi due periti (uno dell’Aeronautia, l’altro della Procura di Paola) dovranno stabilire cause della caduta dell’aereo ed eventuali responsabilità
      Redazione Cronaca
      Ultraleggero precipitato a Fuscaldo, Carlo Arnulfo e Angela Buccico trovati abbracciati nel velivolo\n
      Dramma nel Cosentino

      Ultraleggero precipitato a Fuscaldo, i corpi di Carlo Arnulfo e Angela Buccico trovati grazie alla testimonianza di una cittadina

      Il relitto, quasi interamente carbonizzato, individuato dall’elicottero dell’Aeronautica Militare
      Redazione
      Ultraleggero precipitato a Fuscaldo, i corpi di Carlo Arnulfo e Angela Buccico trovati grazie alla testimonianza di una cittadina\n
      Indagini in corso

      Ultraleggero caduto a Fuscaldo, la Procura di Paola apre un’inchiesta sull’incidente aereo

      Sopralluogo del procuratore Domenico Fiordalisi nell’area del disastro: il velivolo avrebbe preso fuoco al momento dell’impatto. Il sindaco Middea: «La nostra comunità vicina alle famiglie delle vittime»
      Redazione Cronaca
      Ultraleggero caduto a Fuscaldo, la Procura di Paola apre un’inchiesta sull’incidente aereo\n
      Il ritrovamento

      Ultraleggero scomparso, trovati i rottami a Fuscaldo. Il sindaco Middea: «I corpi sono carbonizzati»

      Il Tecnam P2008 individuato in contrada Lattughelle, in un’area impervia a circa 15 chilometri dal centro abitato e a ridosso di una zona picnic. Il ritrovamento dopo giorni di ricerche dell’aereo partito da Capo d’Orlando e diretto a Sibari
      Redazione
      Ultraleggero scomparso, trovati i rottami a Fuscaldo. Il sindaco Middea: «I corpi sono carbonizzati»\n
      svolta nelle indagini

      Morte di Carmela Bifano, fermato il marito: è attesa la decisione del gip di Castrovillari

      Pietro Scintu, 80 anni, originario della Sardegna  è l’unica persona che, secondo le informazioni disponibili, risulta iscritta nel registro degli indagati
      Matteo Lauria
      Morte di Carmela Bifano, fermato il marito: è attesa la decisione del gip di Castrovillari\n
      La decisione

      Ornella Forastefano, il gip convalida il fermo di Elvis Metvelaj e dispone la custodia in carcere

      Il giudice inoltre trasmette gli atti ai magistrati di Castrovillari competenti per territorio
      Redazione Cronaca
      Ornella Forastefano, il gip convalida il fermo di Elvis Metvelaj e dispone la custodia in carcere\n
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      Ultim’ora

      Ritrovato l’ultraleggero precipitato a Fuscaldo: morti Carlo Ardulfo e Angela Buccico – LIVE

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      Tragedia in mare

      Incidente nel porto di Vibo, spunta il video dello scontro che ha ucciso Domenico Campana: l’impatto fatale alle 19.18

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      Violenza cieca

      Cosenza, pregiudicato devasta il pronto soccorso e aggredisce un medico: bloccato con il taser

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