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      Home page>Cronaca>'Ndrangheta a Rende, per...

      'Ndrangheta a Rende, per Adolfo D'Ambrosio sono solo "tragedie"

      Lunga autodifesa durante il processo "Reset" con critiche feroci alle inchieste vecchie e nuove su mafia ed elezioni: «Una città rasa al suolo per niente»
      Marco Cribari
      9 luglio 202511:54
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      'Ndrangheta a Rende, per Adolfo D'Ambrosio sono solo "tragedie"

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      È la cifra di ogni gruppo criminale, strumento imprescindibile per chi aspira a delinquere in modo organizzato. La cassa in cui confluiscono i proventi illeciti, in gergo “bacinella”, vale anche da prova e controprova: se c’è, ed è comune a più consorterie, dimostra l’esistenza di una confederazione. Una così, però, Adolfo D’Ambrosio sostiene di non averla mai vista, mai foraggiata. «Io non ho chiesto soldi a nessuno, non ho avuto soldi da nessuno. Mi sono mantenuto sempre da solo. L’unica bacinella che conosco è quella che uso per lavarmi i piedi».

      Se manca l’armonia…

      Comincia così, con una parodia, la lunga autodifesa di Adolfo D’Ambrosio che da almeno un decennio è considerato a capo della cellula rendese del clan Lanzino. Le sue dichiarazioni spontanee sono piovute copiose lo scorso 7 ottobre nell’aula bunker di Lamezia, in occasione del maxiprocesso “Reset” che lo vede imputato, ancora una volta, per associazione mafiosa. Stavolta in veste di confederato del gruppo criminale governato da Francesco Patitucci.  Sul punto, il diretto interessato ha voluto tagliare corto: «Io non conosco nessuno – ha detto con riferimento agli altri imputati – Ho avuto qualche processo con sei o sette persone, Qua si parla che ognuno si vedeva i fatti suoi: io avevo discussioni con tizio, quello le aveva con caio, tutta quest’armonia che c’era in questa confederazione, la Procura me la deve spiegare».

      Da Principe a Manna, parla Adolfo D’Ambrosio

      Proprio alla Dda è dedicata buona parte delle sue invettive. Per gli investigatori, infatti, D’Ambrosio non è solo un gauleiter di Lanzino, specialista in estorsioni, titolare di un sottogruppo criminale oltre Campagnano. Da almeno un decennio a questa parte, lui è il grande vecchio della politica rendese, l’uomo che ha messo lo zampino in tutte le elezioni che contano, determinando i successi elettorali di Sandro Principe prima e Marcello Manna poi. Sul tema, il diretto interessato si è difeso in modo furioso: «Quando mi hanno arrestato nel 2014, manco sapevo che si votava a Rende. Principe poi è stato assolto e adesso verrò assolto pure io. Ora hanno lasciato a lui e hanno preso a Manna, che io neanche conosco come sindaco, solo come avvocato. Ero in carcere in Sardegna, potevo solo respirare l’aria, vorrei capire come ho fatto a influenzare un’elezione. Eppure, lasciato il primo processo, Sistema Rende, qualcuno, non contento, si è inventato il Sistema Manna».

      Ecce homo

      Si sente un perseguitato della giustizia, D’Ambrosio: «Ho l’impressione che non si è cercato di trovare l’uomo che commette un reato, ma si è cercato di trovare l’uomo e basta». Anche lui, come Piromallo, ha un modo underground per definire le accuse piovutegli addosso: «Hanno armato tragedie» dice degli uomini in divisa e di quelli in toga. Il suo riferimento è sempre mirato alle inchieste su mafia e politica, con menzione speciale per l’epilogo: «Hanno raso al suolo una città per niente». La sua linea difensiva è nel segno del negazionismo a oltranza. Mai commesso estorsioni, ad esempio. E giù tuoni e fulmini contro un pugno di intercettazioni che lo riguardano e che definisce, senza mezzi termini, «manipolate».

      «Non comando neanche a casa mia» dice Adolfo D’Ambrosio

      Ciò che respinge, più di ogni cosa, è l’etichetta inquisitoria che gli è stata assegnata, quella di capo promotore del gruppo criminale. «Capo di che? Io non comando neanche alla casa mia. E poi di nuovo come promotore? Ma promotore di che cosa, fatemi capire. Tutte le persone arrestate che dicono che erano del gruppo D’Ambrosio, lavorano tutte. Sono tutti lavoratori, chi è cuoco, chi è pizzaiolo, chi è sindacalista, ma di che cosa stiamo parlando? Secondo me non è una associazione confederata, questa è l’Assoindustria».

      Processo abbreviato “Reset”, le richieste della Dda

      • Antonio Abbruzzese (classe 1975), difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Cesare Badolato CHIESTI 7 anni e 6 mesi
      • Antonio Abruzzese alias Strusciatappine, difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari CHIESTI 14 anni
      • Antonio Abbruzzese (classe 1984) difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante) CHIESTI 20 anni
      • Celestino Abbruzzese, difeso dall’avvocato Simona Celebre CHIESTI 6 anni
      • Fioravante Abbruzzese, difeso dall’avvocato Cesare Badolato CHIESTI 14 anni
      • Francesco Abbruzzese, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 12 anni
      • Luigi Abbruzzese, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito CHIESTI 20 anni
      • Marco Abbruzzese, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito CHIESTI 20 anni
      • Nicola Abbruzzese, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito CHIESTI 20 anni
      • Rocco Abbruzzese, difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari CHIESTI 12 anni
      • Saverio Abbruzzese, difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Matteo Cristiani CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Gianluca Alimena, difeso dall’avvocato Emiliano Iaquinta CHIESTI 2 anni
      • Claudio Alushi, difeso dall’avvocato Angelo Nicotera CHIESTI 18 anni
      • Salvatore Ariello, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 20 anni
      • Luigi Avolio, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Raffaele Brescia CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Ivan Barone, difeso dall’avvocato Rosa Pandalone CHIESTI 8 anni
      • Giuseppe Belmonte, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo CHIESTI 8 anni e 2 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Gianluca Benvenuto, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri e Matteo Cristiani CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Massimo Bertoldi, difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Filomena Rota CHIESTI 12 anni e 4 mesi
      • Piero Bertoldi, difeso dall’avvocato Domenico Villella CHIESTI 2 anni
      • Cosimo Bevilacqua (classe 1965), difeso dagli avvocati Giacomo Iaria e Gianpiero Calabrese CHIESTI 18 anni e 8 mesi
      • Fabio Bevilacqua, difeso dall’avvocato Raffaele Brunetti CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Fiore Bevilacqua alias “Mano Mozza”, difeso dagli avvocati Antonio Ingrosso e Gianpiero Calabrese CHIESTI 10 anni
      • Francesco Bevilacqua, difeso dagli avvocati Luigi Bonofiglio e Michele Franzese CHIESTI 10 anni e 8 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Leonardo Bevilacqua, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 12 anni
      • Luigi Bevilacqua, difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Leone Fonte CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Luigina Bevilacqua, difesa dagli avvocati Cesare Badolato CHIESTI 2 anni
      • Andrea Bruni (classe 1983) difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 4 anni e 8 mesi
      • Gianfranco Bruni, difeso dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 20 anni
      • Giuseppe Zoltan Bruniani CHIESTI Un anno e 4 mesi
      • Salvatore Calandrino, difeso dagli avvocati Antonio Aloe e Rossana Cribari CHIESTI 10 anni e 4 mesi
      • Gianluca Campolongo, difeso dagli avvocati Nicola Carratelli CHIESTI 7 anni
      • Giuseppe Caputo, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 12 anni
      • Francesco Carelli (difeso dall’avvocato Ugo Ledonne) CHIESTI 4 anni e 8 mesi
      • Alessandro Cariati, difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Tanja Argirò CHIESTI 2 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Alessandro Catanzaro, difeso dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 14 anni
      • Maria Rosaria Ceglie, difeso dagli avvocati Camillo Gabriele Fiorito ed Emma Eboli CHIESTI 3 anni e 8 mesi
      • Patrizio Chiappetta, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Alessandro Diddi CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Daniele Chiaradia, difeso dagli avvocati Pasquale Di Iacovo e Maurizio Malomo CHIESTI 12 anni e 4 mesi
      • Francesco Ciliberti, difeso dagli avvocati Alessandro Diddi ed Enzo Belvedere CHIESTI 16 anni
      • Fabiano Ciranno, difeso dall’avvocato Giancarlo Greco e Cesare Badolato CHIESTI 18 anni
      • Francesco Curcio, difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari CHIESTI 14 anni
      • Marco D’Alessandro, difeso dall’avvocato Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Adolfo D’Ambrosio, difeso dall’avvocato Cesare Badolato CHIESTI 20 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Francesco De Cicco, difeso dagli avvocati Cristian Bilotta e Francesco Gambardella CHIESTI 4 anni e 10 mesi
      • Massimiliano D’Elia, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 12 anni
      • Cesare D’Elia, difeso dall’avvocato Cristian Cristiano CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Andrea De Giovanni, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Tanja Argirò CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Michele Di Puppo, difeso dagli avvocati Angelo Pugliese e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Umberto Di Puppo, difeso dagli avvocati Angelo Pugliese e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Carlo Drago, difeso dagli avvocati Francesco Santelli e Cesare Badolato CHIESTI 20 anni
      • Renato Falbo, difeso dall’avvocato Pietro Sammarco CHIESTI 7 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Rosetta Falvo, difeso dall’avvocato Mario Scarpelli CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Cristian Ferraro, difeso dall’avvocato Michele Donadio CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Simona Ferrise, difeso dall’avvocato Laura Gaetano CHIESTI 14 anni
      • Rosa Filippelli, difeso dall’avvocato Angelo Nicotera CHIESTI 3 anni
      • Adolfo Foggetti, difeso dall’avvocato Michele Gigliotti CHIESTI 3 anni e 8 mesi
      • Oscar Fuoco, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Pietro Gardi, difeso dall’avvocato Francesco Acciardi CHIESTI un anno e 4 mesi
      • Gino Garofalo, difeso dall’avvocato Antonio Quntieri CHIESTI 16 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Salvatore Garofalo, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 2 anni
      • Alberigo Granata, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 12 anni
      • Andrea Greco, difeso dall’avvocato Giorgia Greco e Sergio Rotundo CHIESTI 19 anni
      • Francesco Greco (pentito) CHIESTI 8 anni
      • Francesco Gualano, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Silvia Guido, difesa dagli avvocati Tanja Argirò e Giorgia Greco CHIESTI 16 anni
      • Francesco Iantorno, difeso dall’avvocato Francesco Boccia CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Giuseppe Iirillo, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Aldo Iirillo CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Antonio Illuminato, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 20 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Luciano Impieri, difeso dall’avvocato Caterina De Luca CHIESTI 6 anni
      • Carlo Lamanna, difeso dall’avvocato Giuseppe Manna CHIESTI 20 anni
      • Daniele Lamanna, difeso dall’avvocato Michele Gigliotti CHIESTI 3 anni e 4 mesi
      • Ettore Lanzino, difeso dall’avvocato Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Fabio Laratta, difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi CHIESTI 2 anni
      • Saverio Madio, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Romualdo Truncè CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Gianluca Maestri, difeso dagli avvocati Renato Tocci e Rossana Cribari CHIESTI 20 anni
      • Antonio Magnelli, difeso dall’avvocato Gisberto Spadafora CHIESTI 2 anni
      • Massimo Giuseppe Maione, difeso dagli avvocati Giorgia Greco ed Enzo Belvedere CHIESTI 4 anni e 6 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Antonio Manzo, difeso dagli avvocati Antonio Ingrosso e Osvaldo Rocca CHIESTI 12 anni
      • Antonio Marotta, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 20 anni
      • Mauro Marsico, difeso dall’avvocato Lucio Ebardo e Luca Acciardi CHIESTI 10 anni
      • Francesco Mazzei, difeso dall’avvocato Cesare Badolato e Gianpiero Calabrese CHIESTI 16 anni e 6 mesi
      • Ivan Montualdista, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese CHIESTI 16 anni
      • Alfredo Morelli, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 16 anni e 8 mesi
      • Alessandro Morrone (classe 1988), difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco CHIESTI 16 anni e 8 mesi
      • Francesco Occhiuzzi (difeso dagli avvocati Vito Caldiero e Carmine Curatolo) CHIESTI 3 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Roberto Olibano junior (difeso dall’avvocato Anna Maria Domanico) CHIESTI 12 anni
      • Anna Palmieri, difesa dall’avvocato Vania Giuseppina Gianporcaro CHIESTI 5 anni e 4 mesi
      • Francesco Patitucci, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Laura Gaetano CHIESTI 20 anni
      • Damiana Pellegrino, difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Lucio Esbardo CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Erminio Pezzi, difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Enzo Piattello, difeso dall’avvocato Gianpiero Calabrese CHIESTI 16 anni
      • Giuseppe Piromallo, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgia Medaglia CHIESTI 3 anni
      • Mario “Renato” Piromallo, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgia Medaglia CHIESTI 20 anni
      • Paolo Pisani, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Cesare Badolato CHIESTI 2 anni e 2 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Roberto Porcaro, difeso dall’avvocato Mario Scarpelli CHIESTI 20 anni
      • Franco Presta, difeso dagli avvocati Sara Luiu e Lucio Esbardo CHIESTI 20 anni
      • Gennaro Presta, difeso dagli avvocati Rossana Cribari e Cesare Badolato CHIESTI 20 anni
      • Roberto Presta, difeso dall’avvocato Maria Claudia Conidi CHIESTI 5 anni e 4 mesi
      • Maurizio Rango, difeso dall’avvocato Teodora Gabrieli CHIESTI 20 anni
      • Michele Rende, difeso dagli avvocati Rossana Cribari e Pasquale Marzocchi CHIESTI 14 anni
      • Francesco Ripepi, difeso dagli avvocati Michele Franzese e Sandro Furfaro CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Gianfranco Ruà, difeso dagli avvocati Massimo Petrone e Valentina Moretti CHIESTI 20 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Antonio Russo, difeso dall’avvocato Roberto Deni CHIESTI 12 anni
      • Stefano Salerno, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese CHIESTI 16 anni e 8 mesi
      • Eugenio Satiro, difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello e Filippo Cinnante CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Marco Saturnino, difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Filippo Cinnante CHIESTI 10 anni
      • Salvatore Sesso, difeso dagli avvocati Vincenzo Tridico CHIESTI 8 anni e 4 mesi
      • Luca Simerano, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 7 anni
      • Mario Sollazzo, difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Giovanni Favasuli CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Francesco Sorrentino, difeso dall’avvocato Linda Boscaglia CHIESTI 4 anni e 8 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Ettore Sottile, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Pasquale Naccarato CHIESTI 20 anni
      • Alberto Superbo, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Marco Tornelli, difeso dall’avvocato Cristian Cristiano CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Alberto Turboli, difeso dall’avvocato Cristian Bilotta e Maurizio Nucci CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Danilo Turboli, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Francesco Veltri, difeso dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 6 anni
      • Giuseppe Zaffonte, difeso dall’avvocato Emanuela Capparelli CHIESTI 5 anni e 7 mesi
      • Roberto Zengaro, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Antonio Zinno, difeso dall’avvocato Nicola Carratelli CHIESTI 10 anni e 8 mesi (clicca su avanti per leggere le parti civili)

      “Reset” in abbreviato, le parti civili

      • Ministero dell’Interno, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Ministero della Giustizia, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Regione Calabria, difesa dall’avvocato Michele Rausei
      • Presidenza del Consiglio dei Ministri, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Ministero della Difesa, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Ministero della Difesa – Comando Generale dei Carabinieri, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Commissario Straordinario del Governo presso il Ministero tratto Antiusura e Racket, difeso dall’avvocato Antonello Membrini, Invitalia, difesa dall’avvocato Grazia Volo
      • Comune di Cosenza, difeso dall’avvocato Francesco Chiaia
      • Provincia di Cosenza, difeso dall’avvocato Raffaele Prisco
      • Comune di Rende, difeso dall’avvocato Santo Spadafora
      • Monopoli di Stato, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Associazione AntiRacket Lucio Ferrami, difesa dall’avvocato Carlo Carere
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      'Ndrangheta · Cosenza · Dda Catanzaro · Francesco Patitucci · Rende · Reset

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      La Squadra Mobile ha eseguito una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere. I fatti risalgono al 15 maggio scorso, quando due uomini si affrontarono a colpi di pistola in una piazza cittadina
      Redazione
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      L’appello

      Dopo la strage di Amendolara l’Alto Ionio fa rete, Trebisacce chiama a raccolta tutti i sindaci: «Ora serve un impegno concreto»

      Le amministrazioni avviano una ricognizione con assistenti sociali e Ufficio di Piano. L'obiettivo è mappare isolamento e precarietà abitativa per attivare sostegni tempestivi
      Franco Sangiovanni
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      Paura in città

      Pullman in fiamme all’autostazione di Cosenza, residenti in allarme: intervento dei vigili del fuoco – VIDEO

      Il rogo è divampato nelle prime ore della mattinata nell’area dell’autostazione. Sul posto vigili del fuoco e forze dell’ordine. In corso gli accertamenti sulle cause dell’incendio
      Redazione
      Pullman in fiamme all’autostazione di Cosenza, residenti in allarme: intervento dei vigili del fuoco –\u00A0VIDEO\n

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      Davide Beltrano e la passione per i libri di musica

      I suoi volumi sono dedicati alla biografia degli artisti, ma anche al rapporto con i fan

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      Cosenza, un bus prende fuoco all'autostazione

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      Dal NAFSA agli accordi con università straniere, il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” rafforza la propria dimensione globale. Nicole González Simonet: «Ogni studente straniero diventa ambasciatore del territorio»

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      Cosenza, prima pietra per la nuova caserma dei Vigili del fuoco

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      Cosenza, un bus prende fuoco all'autostazione

      11 giugno 2026
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      L’analisi

      Strage di Amendolara, il caporalato non è scritto nell’ordinanza: il movente resta da chiarire (ma può anche non servire)

      Il gip di Castroviillari Orvieto Matonti richiama lavoro irregolare, precarietà abitativa e tensioni nella convivenza. La Procura rimane ancorata alla prova (il video) che basta per arrivare alla condanna dei due indagati
      Antonio Alizzi
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      Proseguono le indagini

      Occhiuto indagato per corruzione, la Procura chiede una proroga: sotto la lente gli intrecci tra affari privati e incarichi pubblici

      Il procedimento vede coinvolti l’ex amministratore unico di Ferrovie della Calabria Ernesto Ferraro e Paolo Posteraro, ex manager di Amaco ed ex segretario particolare di Matilde Siracusano. Attesa la decisione del gip: le indagini potrebbero proseguire fino a novembre
      Alessia Truzzolillo
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      La sentenza

      Falsi investimenti a Cosenza, confermata in appello la condanna per truffa aggravata

      La Corte d’Appello di Catanzaro ha confermato la pena a un anno per un 54enne di Montalto Uffugo
      Redazione
      Falsi investimenti a Cosenza, confermata in appello la condanna per truffa aggravata\n
      L’intervento

      Strage di Amendolara, i vescovi calabresi riaccendono i riflettori sui migranti uccisi: «Umanità calpestata da sfruttamento»

      La Conferenza episcopale calabra si è riunita a Rossano, tra gli argomenti trattati anche il terribile omicidio dei braccianti bruciati in un minivan: «Non può esaurirsi in una notizia di pochi giorni»
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      Ambiente e servizi

      Liquami fognari a Portapiana, Spadafora sollecita Comune, Kratos e Valle Crati

      Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia chiede un sopralluogo urgente in via Badessa per verificare la condotta
      Redazione
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      fronte comune

      Tentato femminicidio a Terranova da Sibari, le istituzioni si stringono attorno a Maria Ida: «Noi ci siamo» 

      Massiccia partecipazione di autorità locali e regionali alla fiaccolata organizzata per sostenere la giovane donna, scampata a una brutale aggressione. L’assessore Straface: «Una donna denuncia se sa di avere lo Stato al suo fianco». Il sindaco di Cosenza Caruso: «Fondamentale battaglia contro la violenza»
      Franco Sangiovanni
      Tentato\u00A0femminicidio a Terranova da Sibari, le istituzioni si stringono attorno a Maria Ida:\u00A0«Noi ci siamo»\u00A0\n
      Rito abbreviato

      Estorsione mafiosa per i lavori sulla Statale 106 Jonica: condannati Leonardo “Nino” Abbruzzese e Antonio Salvo

      Il gup di Catanzaro riconosce il metodo mafioso ma esclude l’agevolazione: pene a 7 anni e 5 anni e 4 mesi
      Antonio Alizzi
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      Sangue sulle strade

      Colosimi, giovane perde la vita in un incidente frontale sulla statale 616 bis

      La vittima viaggiava a bordo di una Fiat Panda che si è scontrata contro un carro funebre che procedeva in direzione opposta. Altre tre persone sono rimaste ferite in modo non grave
      Salvatore Bruno
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      Dopo le polemiche

      Arriva il decreto autovelox con le norme per l’omologazione, stop al caos sulle multe

      Il ministro Salvini ha firmato il decreto che definisce le procedure. Codacons e Assoutenti. «I Comuni non avranno più scuse e se vorranno continuare a utilizzare i dispositivi dovranno adeguarsi ai nuovi criteri»
      Redazione Attualità
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      Controlli e lavoro

      Caporalato nella Sibaritide, controllati 35 minivan con 135 lavoratori stranieri

      Operazione dei carabinieri lungo la Statale 106: fotosegnalate 10 persone e notificato un ordine di espulsione
      Redazione
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      Le motivazioni

      Acquappesa, arsenale sequestrato dalla procura di Paola: la Cassazione conferma

      Inammissibile l’impugnazione contro i sequestri disposti dal procuratore Domenico Fiordalisi su armi, munizioni e dispositivi informatici
      Antonio Alizzi
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      Indagine a tutto campo

      Bancarotta fraudolenta, perquisiti casa e ufficio del cosentino Davide Barzan. La difesa: «Mai preso soldi»

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      Ponte sullo Stretto, le carte dell’inchiesta: «Favori al magistrato della Corte dei conti tramite Accademia Calabria»

      I ruoli dell’avvocato Saccomanno e dell’imprenditore Virgiglio. Gli incroci con il cda della società Stretto di Messina e il tentativo di carpire informazioni riservate sull’iter del mega progetto da 13,5 miliardi. Interventi per il giudice anche «tramite il Rotary della Sicilia»
      Pablo Petrasso
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      Caporalato e controlli

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      Dalle prime ore del mattino vasta operazione tra Amendolara, Villapiana, Cassano e Corigliano Rossano coordinata dalla Procura di Castrovillari
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      Perquisizioni dei Ros su richiesta della Procura di Roma: ipotizzata anche la rivelazione del segreto d’ufficio. Il legale calabrese nel mirino è un ex consigliere d’amministrazione della Stretto di Messina
      P. P. P.
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      Indagini in corso da Cagliari a Cosenza fino alla Sicilia, l’ex presidente della Società Italiana di tossicologia sottolinea i pericoli: «Fondamentale il rispetto delle temperature e buone norme di produzione e conservazione»
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      La scoperta della Squadra Volante dopo il controllo di un uomo fermato nella notte in via Miceli. Gli investigatori ipotizzano che la stanza fosse utilizzata come base per lo spaccio
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      Terranova da Sibari, il grido di Maria Ida scuote la piazza: «Sopravvivere non basta, viviamo senza paura»

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      Giochi e fisco

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      POSSIBILE INTIMIDAZIONE

      Santa Maria del Cedro, esplosione nella notte a Marcellina: rinvenuti due ordigni nella casa funeraria in fase di realizzazione

      Uno dei due dispositivi è esploso intorno alle 5 di questa mattina, provocando danni all'ingresso della struttura. Il secondo ordigno, invece, non è deflagrato ed è stato successivamente individuato sul posto, anche se fortunatamente non si registrano feriti. Gli artificieri sono ancora sul posto per garantire la sicurezza pubblica
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