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      Home page>Cronaca>"Reset", «nessun patto c...

      "Reset", «nessun patto criminoso tra De Cicco e Chiaradia e tra De Cicco e Piromallo»

      I difensori Francesco Gambardella e Cristian Bilotta hanno evidenziato le lacune investigative della Dda di Catanzaro riguardo alle attività imprenditoriali dell'attuale assessore comunale di Cosenza
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:46
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      "Reset", «nessun patto criminoso tra De Cicco e Chiaradia e tra De Cicco e Piromallo»

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      "Reset", «nessun patto criminoso tra De Cicco e Chiaradia e tra De Cicco e Piromallo»

      Francesco De Cicco, in qualità di imprenditore, non ha stipulato alcun patto criminoso con Daniele Chiaradia, presunto capo di un’associazione a delinquere finalizzata al gioco d’azzardo, e Mario “Renato” Piromallo, organico al clan “Lanzino” di Cosenza. È quanto hanno sostenuto gli avvocatori Francesco Gambardella e Cristian Bilotta, difensori dell’attuale assessore comunale di Cosenza, imputato nel processo abbreviato di “Reset“, in corso di svolgimento nell’aula bunker di Catanzaro.

      Nei giorni scorsi il primo a prendere la parola è stato l’avvocato Gambardella, il quale, prima di entrare nel merito delle contestazioni addebitate a Francesco De Cicco, ha sollevato questioni riguardante l’aggravante presente sia nel capo d’accusa del “Gaming” che nell’imputazione relativa alla presunta intestazione fittizia di beni.

      Francesco De Cicco vittima e non complice

      L’avvocato Gambardella nel corso del suo intervento ha analizzato la contestazione del “Gaming“, partendo da questo assunto: «Io De Cicco sarei partecipe a un’associazione perché acquisto le macchinette dal gruppo Chiaradia-Orlando provocando un ritorno economico al gruppo Chiaradia-Orlando» ha detto il penalista. «È chiaro che in questi termini noi abbiamo soltanto quella che è una legittima operazione economica tra De Cicco e Chiaradia che assolutamente non è sintomatica dell’esistenza, mi permetto dire sommessamente di alcuna fattispecie criminosa, tantomeno di un’associazione a delinquere. In questo caso qui il fatto non è assolutamente sussumibile nella fattispecie di 416, in questa vicenda sono intervenuti numerosi collaboratori di giustizia che a mio avviso hanno descritto De Ciccio più come vittima in forza di debiti da lui contratti con Tizio, Caio o Sempronio di determinate situazioni, addirittura c’è un quid pluris rispetto al giudicato cautelare a cui faceva riferimento il Procuratore della Repubblica nella requisitoria, cioè nel momento in cui si si parlava comunque di una richiesta di somme di denaro ed erano vere e proprie richieste estorsive». Il penalista inoltre ha ricordato anche quello che è stato il giudicato cautelare della Cassazione che in maniera definitiva ha escluso la gravità indiziaria per tutti i capi d’accusa.

      «Nessuno parla di De Cicco»

      Quando è stato il turno dell’avvocato Bilotta, l’arringa difensiva si è focalizzata sulle dichiarazioni dei pentiti e sul rapporto con Piromallo. «La requisitoria del Pubblico Ministero attinente alla posizione di De Cicco credo che non abbia superato quelle che sono le lacune presenti all’interno del compendio processuale» ha esordito il penalista cosentino. «Questo procedimento nasce dalla dichiarazione dei collaboratori che dovrebbero essere poi riscontrate da quelli che sono gli esiti di atti di indagine, dagli appostamenti e quant’altro” ha spiegato il legale Bilotta. «Bisogna tenere presente che De Cicco risponde dell’associazione della cosiddetta Gaming a far data dal febbraio 2017 con condotta perdurante. Sebbene tutti i collaboratori di giustizia parlano di De Cicco e lo collocano vicino e contiguo a Piromallo e Chiaradia, le conoscenze in merito alle vicende che riguardano De Cicco si fermano all’anno 2003».

      «L’unico elemento di novità portato rispetto a precedenti collaboratori dall’Ufficio di Procura sarebbe quello della breve collaborazione fatta da Roberto Porcaro, che comunque anche se andiamo ad esaminare quelle che sono le dichiarazioni di Porcaro, si fermano a un dato conoscitivo, quello del 2015. E quindi cosa dovrebbe succedere? Che queste dichiarazioni dei collaboratori, siccome la contestazione parte a far data dal 2017, dovrebbero essere corroborate dalle indagini svolte a far data da febbraio 2017 dall’Ufficio di Procura. Ebbene, questo non è avvenuto, perché Lei Presidente può verificare come dalle attività di intercettazione, captazione, videoriprese, non compare mai De Cicco, nessuno parla di lui, nessuno lo vede, né lui parla con qualcuno dei coimputati, non c’è alcuna difesa dell’esistenza di questo circolo ricreativo all’interno del quale sarebbero avvenute le alterazioni delle schede e quant’altro» ha dichiarato l’avvocato Bilotta.

      «I collaboratori non vengono affatto riscontrati dal compendio indiziario posto a base della Procura. Tra l’altro, un dato per me ancora dirimente, è che, come dice lo stesso Porcaro e gli altri collaboratori, De Cicco avrebbe tolto i suoi debiti nell’anno 2014, questo dato è confermato anche dal fatto che dalle indagini svolte dalla Guardia di Finanza a De Cicco: di fatto questo circolo non è mai stato sequestrato perché nel momento in cui gli operanti si sono recati nel civico dove doveva essere collocato questo circolo, il circolo non c’era, non esisteva più».

      Chiesta l’assoluzione di De Cicco

      «Ma il dato che trova conforto addirittura che i collaboratori smentiscono l’Ufficio di Procura, tra cui Porcaro, che si ferma al 2014-2015, perché Porcaro dice che De Cicco estingue il debito tra il 2014 e il 2015, è confortato anche dal fatto che addirittura, nel plesso dove doveva essere collocato il circolo di cui fa riferimento la Procura, qualche magazzino prima, l’Ufficio di Procura sequestra un altro locale, un locale Eurobet che è collegato agli altri coimputati di De Cicco e in questa società non ne fa parte né De Cicco, né tali locali sono intestati a De Cicco» ha evidenziato l’avvocato Bilotta.

      «Questo testimonia – secondo il difensore – il fatto che in quel dato periodo storico De Cicco non fa parte di nessuna associazione, non c’è nessuna prova dello stesso alla partecipazione. Questo si riverbera anche e non può essere neanche sanato dalla contestazione fatta al capo 194 perché l’Ufficio di Procura non è riuscito a dimostrare neanche la consapevolezza in capo all’intestatario fittizio che i soldi utilizzati da Chiaradia per l’acquisto dei beni di De Cicco, fossero di provento di Piromallo, né tantomeno che fosse un investimento, non c’è la consapevolezza di De Cicco, non è stato approvato che quell’acquisto fosse stato fatto per eludere il controllo delle misure di prevenzione. Per cui credo che alla luce di quanto esposto, riportandomi anche alla discussione del collega che mi ha preceduto, De Cicco vada mandato assolto da tutti i suoi reati» ha concluso l’avvocato Cristian Bilotta.

      Processo abbreviato “Reset”, le richieste della Dda

      • Antonio Abbruzzese (classe 1975), difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Cesare Badolato CHIESTI 7 anni e 6 mesi
      • Antonio Abruzzese alias Strusciatappine, difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari CHIESTI 14 anni
      • Antonio Abbruzzese (classe 1984) difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante) CHIESTI 20 anni
      • Celestino Abbruzzese, difeso dall’avvocato Simona Celebre CHIESTI 6 anni
      • Fioravante Abbruzzese, difeso dall’avvocato Cesare Badolato CHIESTI 14 anni
      • Francesco Abbruzzese, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 12 anni
      • Luigi Abbruzzese, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito CHIESTI 20 anni
      • Marco Abbruzzese, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito CHIESTI 20 anni
      • Nicola Abbruzzese, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito CHIESTI 20 anni
      • Rocco Abbruzzese, difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari CHIESTI 12 anni
      • Saverio Abbruzzese, difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Matteo Cristiani CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Gianluca Alimena, difeso dall’avvocato Emiliano Iaquinta CHIESTI 2 anni
      • Claudio Alushi, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 18 anni
      • Salvatore Ariello, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 20 anni
      • Luigi Avolio, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Raffaele Brescia CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Ivan Barone, difeso dall’avvocato Rosa Pandalone CHIESTI 8 anni
      • Giuseppe Belmonte, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo CHIESTI 8 anni e 2 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Gianluca Benvenuto, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri e Matteo Cristiani CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Massimo Bertoldi, difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Filomena Rota CHIESTI 12 anni e 4 mesi
      • Piero Bertoldi, difeso dall’avvocato Domenico Villella CHIESTI 2 anni
      • Cosimo Bevilacqua (classe 1965), difeso dagli avvocati Giacomo Iaria e Gianpiero Calabrese CHIESTI 18 anni e 8 mesi
      • Fabio Bevilacqua, difeso dall’avvocato Raffaele Brunetti CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Fiore Bevilacqua alias “Mano Mozza”, difeso dagli avvocati Antonio Ingrosso e Gianpiero Calabrese CHIESTI 10 anni
      • Francesco Bevilacqua, difeso dagli avvocati Luigi Bonofiglio e Michele Franzese CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Leonardo Bevilacqua, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 12 anni
      • Luigi Bevilacqua, difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Leone Fonte CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Luigina Bevilacqua, difesa dagli avvocati Cesare Badolato CHIESTI 2 anni
      • Andrea Bruni (classe 1983) difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 4 anni e 8 mesi
      • Gianfranco Bruni, difeso dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 20 anni
      • Giuseppe Zoltan Bruniani CHIESTI Un anno e 4 mesi
      • Salvatore Calandrino, difeso dagli avvocati Antonio Aloe e Rossana Cribari CHIESTI 10 anni e 4 mesi
      • Gianluca Campolongo, difeso dagli avvocati Nicola Carratelli CHIESTI 7 anni
      • Giuseppe Caputo, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 12 anni
      • Francesco Carelli (difeso dall’avvocato Ugo Ledonne) CHIESTI 4 anni e 8 mesi
      • Alessandro Cariati, difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Tanja Argirò CHIESTI 2 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Alessandro Catanzaro, difeso dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 14 anni
      • Maria Rosaria Ceglie, difeso dagli avvocati Camillo Gabriele Fiorito ed Emma Eboli CHIESTI 3 anni e 8 mesi
      • Patrizio Chiappetta, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Alessandro Diddi CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Daniele Chiaradia, difeso dagli avvocati Pasquale Di Iacovo e Maurizio Malomo CHIESTI 12 anni e 4 mesi
      • Francesco Ciliberti, difeso dagli avvocati Alessandro Diddi ed Enzo Belvedere CHIESTI 16 anni
      • Fabiano Ciranno, difeso dall’avvocato Giancarlo Greco e Cesare Badolato CHIESTI 18 anni
      • Francesco Curcio, difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari CHIESTI 14 anni
      • Marco D’Alessandro, difeso dall’avvocato Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Adolfo D’Ambrosio, difeso dall’avvocato Cesare Badolato CHIESTI 20 anni
      • Francesco De Cicco, difeso dagli avvocati Cristian Bilotta e Francesco Gambardella CHIESTI 4 anni e 10 mesi
      • Massimiliano D’Elia, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 12 anni
      • Cesare D’Elia, difeso dall’avvocato Cristian Cristiano CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Andrea De Giovanni, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Tanja Argirò CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Michele Di Puppo, difeso dagli avvocati Angelo Pugliese e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Umberto Di Puppo, difeso dagli avvocati Angelo Pugliese e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Carlo Drago, difeso dagli avvocati Francesco Santelli e Cesare Badolato CHIESTI 20 anni
      • Renato Falbo, difeso dall’avvocato Pietro Sammarco CHIESTI 7 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Rosetta Falvo, difeso dall’avvocato Mario Scarpelli CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Cristian Ferraro, difeso dall’avvocato Michele Donadio CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Simona Ferrise, difeso dall’avvocato Laura Gaetano CHIESTI 14 anni
      • Rosa Filippelli, difeso dall’avvocato Angelo Nicotera CHIESTI 3 anni
      • Adolfo Foggetti, difeso dall’avvocato Michele Gigliotti CHIESTI 3 anni e 8 mesi
      • Oscar Fuoco, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Pietro Gardi, difeso dall’avvocato Francesco Acciardi CHIESTI un anno e 4 mesi
      • Gino Garofalo, difeso dall’avvocato Antonio Quntieri CHIESTI 16 anni
      • Salvatore Garofalo, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 2 anni
      • Alberigo Granata, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 12 anni
      • Andrea Greco, difeso dall’avvocato Giorgia Greco e Sergio Rotundo CHIESTI 19 anni
      • Francesco Greco (pentito) CHIESTI 8 anni
      • Francesco Gualano, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Silvia Guido, difesa dagli avvocati Tanja Argirò e Giorgia Greco CHIESTI 16 anni
      • Francesco Iantorno, difeso dall’avvocato Francesco Boccia CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Giuseppe Iirillo, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Aldo Iirillo CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Antonio Illuminato, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 20 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Luciano Impieri, difeso dall’avvocato Caterina De Luca CHIESTI 6 anni
      • Carlo Lamanna, difeso dall’avvocato Giuseppe Manna CHIESTI 20 anni
      • Daniele Lamanna, difeso dall’avvocato Michele Gigliotti CHIESTI 3 anni e 4 mesi
      • Ettore Lanzino, difeso dall’avvocato Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Fabio Laratta, difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi CHIESTI 2 anni
      • Saverio Madio, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Romualdo Truncè CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Gianluca Maestri, difeso dagli avvocati Renato Tocci e Rossana Cribari CHIESTI 20 anni
      • Antonio Magnelli, difeso dall’avvocato Gisberto Spadafora CHIESTI 2 anni
      • Massimo Giuseppe Maione, difeso dagli avvocati Giorgia Greco ed Enzo Belvedere CHIESTI 4 anni e 6 mesi
      • Antonio Manzo, difeso dagli avvocati Antonio Ingrosso e Osvaldo Rocca CHIESTI 12 anni
      • Antonio Marotta, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 20 anni
      • Mauro Marsico, difeso dall’avvocato Lucio Ebardo e Luca Acciardi CHIESTI 10 anni
      • Francesco Mazzei, difeso dall’avvocato Cesare Badolato e Gianpiero Calabrese CHIESTI 16 anni e 6 mesi
      • Ivan Montualdista, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese CHIESTI 16 anni
      • Alfredo Morelli, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 16 anni e 8 mesi
      • Alessandro Morrone (classe 1988), difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco CHIESTI 16 anni e 8 mesi
      • Francesco Occhiuzzi (difeso dagli avvocati Vito Caldiero e Carmine Curatolo) CHIESTI 3 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Roberto Olibano junior (difeso dall’avvocato Anna Maria Domanico) CHIESTI 12 anni
      • Anna Palmieri, difesa dall’avvocato Vania Giuseppina Gianporcaro CHIESTI 5 anni e 4 mesi
      • Francesco Patitucci, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Laura Gaetano CHIESTI 20 anni
      • Damiana Pellegrino, difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Lucio Esbardo CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Erminio Pezzi, difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Enzo Piattello, difeso dall’avvocato Gianpiero Calabrese CHIESTI 16 anni
      • Giuseppe Piromallo, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgia Medaglia CHIESTI 3 anni
      • Mario “Renato” Piromallo, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgia Medaglia CHIESTI 20 anni
      • Paolo Pisani, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Cesare Badolato CHIESTI 2 anni e 2 mesi
      • Roberto Porcaro, difeso dall’avvocato Mario Scarpelli CHIESTI 20 anni
      • Franco Presta, difeso dagli avvocati Sara Luiu e Lucio Esbardo CHIESTI 20 anni
      • Gennaro Presta, difeso dagli avvocati Rossana Cribari e Cesare Badolato CHIESTI 20 anni
      • Roberto Presta, difeso dall’avvocato Maria Claudia Conidi CHIESTI 5 anni e 4 mesi
      • Maurizio Rango, difeso dall’avvocato Teodora Gabrieli CHIESTI 20 anni
      • Michele Rende, difeso dagli avvocati Rossana Cribari e Pasquale Marzocchi CHIESTI 14 anni
      • Francesco Ripepi, difeso dagli avvocati Michele Franzese e Sandro Furfaro CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Gianfranco Ruà, difeso dagli avvocati Massimo Petrone e Valentina Moretti CHIESTI 20 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Antonio Russo, difeso dall’avvocato Roberto Deni CHIESTI 12 anni
      • Stefano Salerno, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese CHIESTI 16 anni e 8 mesi
      • Eugenio Satiro, difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello e Filippo Cinnante CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Marco Saturnino, difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Filippo Cinnante CHIESTI 10 anni
      • Salvatore Sesso, difeso dagli avvocati Vincenzo Tridico CHIESTI 8 anni e 4 mesi
      • Luca Simerano, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 7 anni
      • Mario Sollazzo, difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Giovanni Favasuli CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Francesco Sorrentino, difeso dall’avvocato Linda Boscaglia CHIESTI 4 anni e 8 mesi
      • Ettore Sottile, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Pasquale Naccarato CHIESTI 20 anni
      • Alberto Superbo, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Marco Tornelli, difeso dall’avvocato Cristian Cristiano CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Alberto Turboli, difeso dall’avvocato Cristian Bilotta e Maurizio Nucci CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Danilo Turboli, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Francesco Veltri, difeso dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 6 anni
      • Giuseppe Zaffonte, difeso dall’avvocato Emanuela Capparelli CHIESTI 5 anni e 7 mesi
      • Roberto Zengaro, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Antonio Zinno, difeso dall’avvocato Nicola Carratelli CHIESTI 10 anni e 8 mesi (clicca su avanti per leggere le parti civili)

      “Reset” in abbreviato, le parti civili

      • Ministero dell’Interno, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Ministero della Giustizia, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Regione Calabria, difesa dall’avvocato Michele Rausei
      • Presidenza del Consiglio dei Ministri, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Ministero della Difesa, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Ministero della Difesa – Comando Generale dei Carabinieri, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Commissario Straordinario del Governo presso il Ministero tratto Antiusura e Racket, difeso dall’avvocato Antonello Membrini, Invitalia, difesa dall’avvocato Grazia Volo
      • Comune di Cosenza, difeso dall’avvocato Francesco Chiaia
      • Provincia di Cosenza, difeso dall’avvocato Raffaele Prisco
      • Comune di Rende, difeso dall’avvocato Santo Spadafora
      • Monopoli di Stato, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Associazione AntiRacket Lucio Ferrami, difesa dall’avvocato Carlo Carere
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      'Ndrangheta · Cosenza · Reset

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      TRAGEDIA SFIORATA

      Bimbo di due anni trovato da solo nel cortile dell’asilo: i genitori vanno in Procura a Paola

      Si tratta di un istituto privato di un Comune del Tirreno cosentino. Secondo quanto riportato negli atti, la mattina del 12 marzo, intorno alle 12.30, il piccolo si aggirava nel parcheggio della struttura, senza alcun controllo ed esposto a pericoli di ogni sorta, in primis quello di essere investito dalle auto
      Francesca Lagatta
      Bimbo di due anni trovato da solo nel cortile dell’asilo: i genitori vanno\u00A0in Procura a Paola
      Il blitz

      Maxi sequestro a imprese legate alla 'ndrangheta: confiscato patrimonio da 20 mln di euro

      La Guardia di Finanza ha sequestrato ditte, immobili, auto e orologi di lusso. L’operazione segue le indagini dell’operazione “Araba Fenice” e colpisce esponenti di un cartello criminale attivo nei lavori edili

      Redazione Cronaca
      <p>Maxi sequestro a imprese legate alla 'ndrangheta: confiscato patrimonio da 20 mln di euro</p>
      balordi in azione

      Acri, atti vandalici nella notte: tranciati cavi elettrici e telefonici

      Ignoti prendono di mira armadietti Enel e cabine di telecomunicazioni in via San Francesco di Assisi e via Cavour. Disagi per residenti e interruzioni di luce, telefono e internet. Indagini dei Carabinieri.
      Francesco Roberto Spina
      Acri, atti vandalici nella notte: tranciati cavi elettrici e telefonici\n
      Il processo

      Strage del Raganello, oggi si torna in aula con le difese del sindaco di Civita Tocci e Giovanni Vangieri

      Nell'ultima udienza la difesa aveva contestato i calcoli dei periti dell'accusa: «Usata una formula americana con i pollici al posto dei millimetri»
      Franco Sangiovanni
      Strage del Raganello, oggi si torna in aula con le difese del sindaco di Civita Tocci e Giovanni Vangieri\n

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      Crolla una palazzina nel centro storico di Cosenza

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      Fiera di San Giuseppe: il bilancio di Rosario Branda

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      la decisione

      Paola, disposto il reintegro della dirigente Miriam Curti al Polo scolastico

      Il Tribunale ha ricostruito con precisione il quadro normativo e fattuale, evidenziando come l’Istituto “Pizzini-Pisani” fosse individuato quale scuola “aggregante”.
      Redazione
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      dolore struggente

      Diamante sotto shock, la comunità sconvolta per la morte del neonato

      Da ieri la comunità adamantina non si dà pace per l’improvvisa scomparsa di Gabriel, un bimbo di soli dieci giorni stroncato da un arresto cardiaco. Ogni attività ludica è stata sospesa e intanto il sindaco Achille Ordine ha annunciato il lutto cittadino nel giorno del funerale, che non è ancora stato stabilito
      Francesca Lagatta
      Diamante sotto shock, la comunità sconvolta per la morte del neonato\n
      LACRIME E DOLORE

      Neonato morto a Diamante, il messaggio del Comune alla comunità: «È un vuoto che pesa come un macigno»

      Dopo la tragedia che ha colpito ieri pomeriggio la cittadina altotirrenica, il sindaco Achille Ordine in serata ha pubblicato una lettera sulla pagina ufficiale dell’ente per esprimere il dolore e l’angoscia che sta vivendo l’intera comunità. Poi ha annunciato che nel giorno del funerale sarà disposto il lutto cittadino
      Francesca Lagatta
      Neonato morto a Diamante, il messaggio\u00A0del Comune alla comunità: «È un vuoto che pesa come un macigno»\n
      Le carte dell’inchiesta

      Morte di Simona Vanessa, una consulenza esclude responsabilità penali nel caso di Rende

      Dopo la richiesta di archiviazione della Procura di Cosenza, la difesa deposita una relazione che scarta annegamento e nesso causale con l’assenza del defibrillatore
      Antonio Alizzi
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      Il blitz

      Armi da guerra e clandestine (anche) per la 'ndrangheta: 3 arresti nella Piana di Gioia Tauro

      VIDEO | Operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria. Uno degli indagati è ritenuto vicino alla cosca Molè
      Redazione Cronaca
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      LA TESTIMONIANZA

      Crollo a Cosenza Vecchia, secondo i residenti «un disastro annunciato»

      Parlano le persone che abitano nel palazzo vicino: un giovane ha rischiato di essere colpito dal cedimento, una donna pensava si trattasse del terremoto. Intanto l’intera zona è senz’acqua per la rottura della condotta idrica
      Francesco La Luna
      Crollo a Cosenza Vecchia, secondo i residenti «un disastro annunciato»\n
      dito puntato

      «Lidi nel tratto tirrenico da Paola a Scalea», esposto a RFI su 26 presunte violazioni delle strutture

      Lo ha depositato il presidente dell’Associazione Legalità Democratica Maximiliano Granata che ricorda «il divieto di costruzione, ricostruzione o ampliamento di manufatti entro la fascia di rispetto di metri 30 dalla sede ferroviaria»
      Redazione
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      tanta paura

      Cosenza, 17 persone evacuate (7 famiglie) dopo il crollo nel centro storico

      Il Comune attiva il Pronto Intervento Sociale, dopo le macerie generate dal cedimento dello stabile già interessato da condizioni strutturali precarie riconducibili, verosimilmente, a infiltrazioni d’acqua e al generale degrado dei locali vetusti. Sul posto anche il sindaco
      Redazione
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      l’inchiesta

      Morte del neonato a Diamante, indagine della Procura per stabilire l’origine dell’arresto cardiaco

      La titolare del fascicolo di inchiesta è il sostituto procuratore di Paola Maria Porcelli. Il bimbo si è sentito male intorno all’ora di pranzo e i suoi genitori hanno immediatamente lanciato l’allarme, ma per il piccolo, nato soltanto dieci giorni fa, non c’è stato nulla da fare
      Francesca Lagatta
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      Sigilli

      Chiuso un locale della movida di Rende: sequestrata parte dell’immobile

      Controlli della Polizia Locale e dell’Ufficio tecnico: riscontrate violazioni antincendio e abusi edilizi. Sequestro convalidato dalla Procura
      Redazione
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      Intimidazione

      Chiodi nelle ruote delle auto del vicesindaco di Cropalati: atto intimidatorio nella notte

      Sabotate le auto del vicesindaco Giuliana Minniti e del marito. Indagini in corso, solidarietà del sindaco e del Partito Democratico
      Matteo Lauria
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      tragedia sfiorata

      Paura nel centro storico di Cosenza: crolla una palazzina alle spalle del Duomo – VIDEO

      Cede il muro di una palazzina già interdetta alle spalle di Corso Telesio. Nessun ferito, ma cresce la preoccupazione per la sicurezza nel centro storico
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      TRAGEDIA IMMANE

      Tragedia a Diamante, morto un neonato di pochi giorni

      Il piccolo era nato una decina di giorni fa e oggi pomeriggio, intorno all’ora di pranzo, si è sentito male. I suoi genitori hanno immediatamente allertato i soccorsi ma per il piccolo non c’è stato nulla da fare, nonostante i numerosi tentativi di rianimarlo da parte dei soccorritori
      Francesca Lagatta
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      La decisione

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      La Suprema Corte boccia il ricorso di un imputato, venditore ambulante, accusato di falso e ricettazione. Ecco cosa scrivono gli ermellini
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      Coda d’inverno

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      Attenzione sulla SS 18 e e nel tratto tra il Valico della Crocetta e Paola. Mezzi spazzaneve impegnati in Sila
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      Il Tribunale ha revocato l’oscuramento del blog riconducibile a al giornalista: solo tre capi d’imputazione sono «idonei a superare un giudizio prognostico di condanna»
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      Il ciclone Deborah riporta l’inverno in Calabria: neve abbondante su Sila e Pollino

      Temporali, vento forte e nevicate fino a 40-50 centimetri sui rilievi calabresi. Nelle prossime ore atteso ancora maltempo con neve dai 700 metri
      Salvatore Lia
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      Dopo la tracimazione del Crati dello scorso 13 febbraio, gli agricoltori danneggiati dal fango espongono alcuni striscioni per tenere alta l’attenzione sulla pulizia di fiumi e torrenti 
      Salvatore Bruno
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