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      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      La storia della criminalità organizzata nella città di Cosenza si sviluppa nell’arco di un quarantennio e segue un movimento pendolare di andata e ritorno, attraversando stagioni di pace e di lotta che si aprono e chiudono in tempi a volte ristretti a volte più dilatati, ma che finiscono per riprodurre sempre lo stesso schema
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:41
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      'Ndrangheta Cosenza, i 18 processi che hanno cambiato la storia criminale

      Sono 18 i processi che hanno cambiato la storia della ‘ndrangheta di Cosenza. Processi che hanno dimostrato la presenza nel territorio dell’area urbana e non solo di organizzazioni mafiose capaci di soffocare l’economia cittadina e inondare le città di droga. L’ultima inchiesta, quella scattata il 1 settembre 2022, è il colpo finale della Dda di Catanzaro. Ma non l’ultima in senso assoluto. Ce ne saranno altre, senza alcun dubbio.

      La premessa

      La storia della criminalità organizzata nella città di Cosenza si sviluppa nell’arco di un quarantennio e segue un movimento pendolare di andata e ritorno, attraversando stagioni di pace e di lotta che si aprono e chiudono in tempi a volte ristretti a volte più dilatati, ma che finiscono per riprodurre sempre lo stesso schema.

      Così scrive la Dda: «I gruppi criminali si formano, entrano in conflitto tra loro e si integrano, sempre all’unico fine di acquisire, mantenere ed esercitare, in modo predatorio, il controllo sul territorio di riferimento e su tutte le relative attività sempre economicamente valutabili, condizionando di fatto l’esercizio dei diritti fondamentali dei consociati troppo spesso vittime di siffatto contesto criminale» (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Franco Pino

      Il processo “Garden”

      Nell’ambito del processo “Garden” ed in particolare nelle sentenze emesse dalla Corte d’Assise di Cosenza il 9 giugno 1997 e dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro in data 13 marzo 1999 resa irrevocabile il 3 luglio 2000 a seguito della Sentenza della Corte di Cassazione, per la prima volta è stata ricostruita la nascita dei sodalizi, tra loro contrapposti, “Perna-Pranno” e “Pino-Sena“. Il quadro che emerge all’esito di quel processo attesta che nel territorio cosentino si costituivano due associazioni di tipo mafioso – organizzate e dirette una da Franco Pino e Antonio Sena, l’altra (che si ponevano in continuità con lo storico criminale di maggiore carisma Luigi Palermo assassinato il 14 dicembre del 1977) da Franco Perna, Mario Pranno e Pasquale Pranno – in un periodo temporale a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Novanta, fra loro contrapposte un cruento e sanguinoso conflitto per il controllo delle attività economiche ed illecite sul capoluogo. I partecipanti ai sodalizi ebbero la disponibilità, per il conseguimento della finalità dell’associazione, di armi o materie esplodenti, largamente adoperate per la commissione di numerosissimi delitti sia durante che successivamente alla citata “guerra”. Pino, oggi pentito, poteva contare sull’adesione di alcuni giovani criminali a lui fedelissimi come Ettore Lanzino, Francesco Patitucci, Gianfranco Ruà e Gianfranco Bruni alias “Tupinaru” (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Missing

      Il processo Missing invece ha cristallizzato circa un ventennio del percorso criminale delle cosche cosentine e si pone in continuità con “Garden”. Il procedimento riguarda ulteriori fatti di sangue, verificatisi in quel periodo turbolento, coinvolgendo gli esponenti dei due gruppi delle cosche cosentine Perna-Pranno e Pino-Sena. Il processo Missing, si concludeva con la condanna all’ergastolo – passata in giudicato – per Gianfranco Bruni, Giulio Castiglia, Gianfranco Ruà, Pasquale Pranno e Domenico Cicero, mentre Ettore Lanzino è stato assolto dall’imputazione di concorso nell’omicidio di Nelso Basile, avvenuto a San Lucido. (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Franco Presta

      Il processo Squarcio

      Il processo Squarcio ha riguardato il nuovo assetto del gruppo confederato Perna-Ruà sorto per fusione tra i vecchi clan Pino-Sena e Perna-Pranno. Alla fine degli anni 90, con le prime scarcerazioni relative al processo “Garden”, emergevano le figure di nuovi aspiranti capi come Ettore Lanzino e Domenico Cicero che si proponevano all’attenzione come eredi dei vecchi boss. La nuova confederazione criminale d’inizio millennio a Cosenza, dunque, si chiamava “Perna-Ruà“, ma si leggeva anche “Lanzino-Cicero” ed era dotata di due “contabili”: Vincenzo Dedato (oggi pentito) e Carmine Pezzulli (poi ucciso). I due sarebbero stati incaricati all’epoca di gestire la cassa dell’organizzazione, provvedendo all’acquisto di armi e narcotici, al pagamento degli stipendi degli affiliati e all’assistenza dei detenuti e dei loro familiari. «Il gruppo di fuoco era composto da Mario Gatto, Franco Presta e Carmelo Chirillo» scrive la Dda.

      Il processo Tamburo

      Il processo Tamburo attesta l’infiltrazione della consorteria mafiosa cosentina nel sistema degli appalti per l’ammodernamento della SA-RC. Viene riconosciuto giudiziariamente l’esistenza del sodalizio di ‘ndrangheta, dal gennaio 1999 al novembre 2002, denominato clan Lanzino-Cicero, quale naturale evoluzione del sodalizio di ‘ndrangheta Ruà-Perna certificando, fra l’altro, i ruoli di “capi-società” di alcuni esponenti dell’attuale clan degli “zingari”: Francesco Abbruzzese alias “Dentuzzo” ed il defunto Eduardo Pepe operanti nella zona di Cassano allo Ionio e, Francesco Bevilacqua alias “Franchino i Mafarda” come riportato nella citata sentenza che prende in considerazione l’arco temporale tra il 1999 e il 2002 (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Twister

      Nel processo Twister, fa notare la Dda di Catanzaro, è stata sancita l’esistenza, dalla fine del 2000 alla fine del 2006, del sodalizio che vedeva Ettore Lanzino, Carmine Chirillo, Franco Presta e Giulio Castiglia a capo di una associazione a delinquere di stampo mafioso dedita alle estorsioni, usura, riciclaggio, truffa, ricettazione. Sempre in Twister venivano condannati – scrive la Dda di Catanzaro per delitti di usura rispettivamente Ettore Lanzino, Damiana Pellegrino e Adolfo D’Ambrosio.

      Nicola Acri omicidio Cristaldi Nucerito
      Nicola Acri

      Il processo Terminator 2

      In “Terminator 2” venivano condannati all’ergastolo Francesco Abbruzzese, Nicola Acri, Ettore Lanzino, Franco Presta per l’omicidio di Chiarello Primiano (consumato a Cassano allo Ionio l’8 giugno 1999) compiuto per eliminare un appartenente ad un gruppo criminale rivale e al fine di agevolare le associazioni di tipo mafioso capeggiata da Francesco Abbruzzese e quella denominata Cicero-Lanzino operante a Cosenza.

      La sentenza si occupava anche degli omicidi di Francesco Bruni e Antonio Sena, detto “Mammasantissima“, fatti delittuosi per cui Nicola Acri e Francesco Abbruzzese venivano assolti mentre venivano condannati Ettore Lanzino, Franco Presta e Vincenzo Dedato (divenuto collaboratore di giustizia) e Francesco Bevilacqua, meglio conosciuto come “Franchino ‘i Mafarda” (divenuto anche egli collaboratore di giustizia) (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Ettore Lanzino

      Il processo Terminator IV

      “Terminator IV” ha accertato invece l’’esistenza del sodalizio fino al novembre 2011. Sia Ettore Lanzino che Franco Presta si davano alla latitanza fino alla loro cattura avvenuta rispettivamente il 16 novembre 2012 ed il 13 aprile 2012.

      Il gruppo confederato dunque, si è ritrovato privo di “reggenza” ed alle prese con il pentimento del contabile Vincenzo Dedato. Con questa sentenza, venivano condannati pure Francesco Patitucci, Salvatore Ariello, Michele Di Puppo ed Ettore Lanzino, quest’ultimo condannato anche per l’omicidio di Enzo Pelazza avvenuto a Carolei il 28 gennaio del 2000. Dal delitto associativo contestato fino al novembre dell’anno 2011 veniva assolto Roberto Porcaro, assolto anche per il delitto di tentata estorsione. Anche Biagio Barberio veniva assolto dai reati di omicidio in danno di Enzo Pelazza, Antonio Sena, Antonio Sassone, e da quelli relativi alle armi utilizzate.

      Il processo Anaconda

      Il processo “Anaconda” riguarda la consorteria criminale situata nel rione San Vito e facente capo a Domenico Cicero, contestata dal 2003 al 2011, anno in cui viene emessa la sentenza di primo grado. Tra i condannati anche Vincenzo Liberato Candreva, detto “Vichingo”, Pietro De Mari detto “Cocco Bill” e Gianfranco Sganga. Nel medesimo giudizio abbreviato veniva contestato il delitto di cui all’art 416 bis dall’inizio 2006 fino a giugno 2008 anche a Roberto Porcaro e ad Alfonsino Falbo, i quali tuttavia venivano assolti dal predetto reato associativo per non aver commesso il fatto (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Magnete

      La Dda di Catanzaro inserisce anche il processo Magnete che rivela l’esistenza di una lista di negozianti cosentini vittime del racket che, originariamente in possesso a Franco Perna viene poi consegnata a Domenico Cicero, subentrato alla guida del gruppo criminale dopo la condanna all’ergastolo del vecchio boss e che, finito fuori gioco anche Cicero, finisce in mano agli “eredi” del gruppo Musacco-Castiglia, a sottolineare l’esistenza di un filo rosso che lega il passato al presente criminale. Tra i condannati Sergio Raimondo, mentre Marco Perna veniva assolto dal reato associativo, per non aver commesso il fatto.

      Il processo Telesis

      “Telesis” accerta la presenza sul territorio cosentino e non solo della cosca “Bruni-zingari” con a capo Michele Bruni, poi deceduto a causa di una grave malattia, e Giovanni Abruzzese, già in carcere per “Missing“.

      Tale situazione poneva le basi per una nuova strategia tesa alla riorganizzazione interna del gruppo criminale attraverso un’alleanza con i soggetti liberi della famiglia Bruni alias “Bella Bella”. Dalle attività d’indagine emerge l’avvio delle trattative tra il clan cosiddetto degli “italiani”, attraverso l’intermediazione di Francesco Patitucci, già reggente, per conto di Lanzino, del clan “Ruà-Lanzino” (organizzazione nata a seguito del riassetto della cosca degli “italiani”), e quello facente capo a Michele Bruni, uno dei figli del capostipite Francesco alleato come detto con gli Abbruzzese.

      «Il gruppo Cicero, seppure malvolentieri, si accoda al nuovo assetto criminale che prevede ora una equa spartizione tra i diversi gruppi di tutti i proventi delle attività illecite che confluiscono così in una cassa comune, la cosiddetta “bacinella”, sulla quale vigilano i contabili delle rispettive organizzazioni» scrive la Dda (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Vulpes e Acheruntia

      L’inchiesta “Vulpes” copre il periodo fino a marzo del 2013 e viene ricostruito l’assetto della cosca degli italiani. Condannati in tal senso Francesco Costabile, Adolfo D’Ambrosio, Alberto Superbo e Umberto Di Puppo, mentre venivano assolti Mario “Renato” Piromallo e Simone Ferrise (ma condannato per tentata estorsione mafiosa). Con riferimento a Francesco Patitucci, lo stesso veniva condannato in continuazione con le precedenti condanne. Per il processo “Acheruntia” c’è ancora da attendere il pronunciamento del primo grado in quanto l’istruttoria dibattimentale è ancora in corso (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Maurizio Rango

      Il processo “Rango-zingari”

      Ed eccoci a “Rango-zingari“, l’inchiesta antimafia del 2014 che trattava diverse estorsioni nei confronti di alcuni commercianti ed aziende assegnatarie di appalti pubblici, nonché la vicenda relativa all’omicidio di Luca Bruni. In effetti, a seguito della morte in carcere, per una una malattia fulminante, di Michele Bruni, dopo la scarcerazione di Luca Bruni veniva pianificato ed eseguito il suo omicidio il 3 gennaio del 2012. Il motivo da cui scaturisce l’evento delittuoso è da ricondurre alle intenzioni palesate da Bruni, il quale risultava poco incline al compromesso con la parte avversa del clan degli “Italiani”, e soprattutto la sua propensione ad iniziare un altro periodo di conflitto di mafia. Si accertava che, a partire dal 2012, la nuova entità mafiosa “Rango-zingari” era divenuta il gruppo criminale di riferimento della città di Cosenza ed hinterland, con un importante presidio sulla fascia tirrenica nella città di Paola.

      La cosca “Rango-zingari” era un gruppo in espansione, che presentava anche quadri direttivi del tutto nuovi come Ettore Sottile, contabile dell’organizzazione, Luciano Impieri, demandato alle estorsioni, Gennaro Presta dedito al traffico degli stupefacenti, e Antonio Intrieri legato al mondo dell’imprenditoria con mansioni devolutegli per curare gli “affari” della cosca.

      Nella componente “zingara” si impone la compagine facente capo alla famiglia Abbruzzese alias “Banana” che funge da raccordo con i “cugini” di Cassano allo Jonio, il cui vertice è rappresentato da Francesco Abbruzzese detto “Dentuzzo”, dal fratello di quest’ultimo Nicola alias “Semiasse”, e successivamente da Luigi Abbruzzese, figlio di “Dentuzzo”.

      Le sentenze hanno dimostrato l’esistenza di un sodalizio di matrice ‘ndranghetista nato dal precedente clan Bruni-zingari che, nel tempo, si era alleato con gli Italiani certificando così una “pax” mafiosa durata diversi anni e una bacinella comune nel quale venivano versate congiuntamente i proventi illeciti. Maurizio Rango – condannato alla pena dell’ergastolo – veniva riconosciuto come il capo indiscusso dell’associazione (“Nuova famiglia”) creatasi dopo le faide, acclarando il suo coinvolgimento attivo nell’omicidio di Luca Bruni, nelle fasi deliberative. Materiali esecutori del suo omicidio sono stati individuati Daniele Lamanna e Adolfo Foggetti, su mandato di Rango e Franco Bruzzese (poi divenuto pentito). Tra i condannati Ettore Sottile, Domenico Mignolo, Rocco Bevacqua, Andrea Greco, Antonio Abbruzzese, Luciano Impieri, Celestino Bevilacqua, Danilo Bevilacqua, Attilio Chianello, Giuseppe Natale Esposito, Mario Perri e Cosimo Bevilacqua (clicca avanti per continuare a leggere l’articolo)

      Il processo Drugstore

      Nel processo “Drugstore” viene contestata ad alcuni componenti della famiglia Abbruzzese di Cosenza, la costituzione di un’organizzazione a delinquere dedita allo spaccio di stupefacenti a Sibari, Cassano
      Ionio, Cosenza e comuni limitrofi.

      Il processo “Apocalisse”

      In “Apocalisse” che riguarda il gruppo guidato da Marco Perna, venivano condannati per narcotraffico lo stesso Marco Perna, Riccardo Gaglianese e Giuseppe De Stefanis, mentre dal reato associativo veniva assolto Andrea D’Elia.

      Il processo Job Center

      “Job Center” è l’inchiesta della Squadra Mobile di Cosenza che accerta l’esistenza di una associazione a delinquere dedita al narcotraffico operante nel centro storico di Cosenza, facente capo a Celestino Abbruzzese e Anna Palmieri, oggi collaboratori di giustizia.

      Il processo “Testa di Serpente”

      “Testa di Serpente“, come già spiegato in un altro servizio, è l’antipasto della maxi-indagine condotta dalla Dda di Catanzaro il 1 settembre 2022. Precede “Overture“, di cui parleremo a breve, e coinvolge il gruppo legato a Roberto Porcaro, già condannato in appello, e quello riconducibile alla famiglia Abbruzzese “Banana”. Il rito abbreviato si è concluso, mentre è ancora in corso quello ordinario.

      Il processo “Overture”

      Come “Testa di Serpente“, anche il processo “Overture” è in fase dibattimentale. Anche qui troviamo due gruppi: uno contestato ad Alfonsino Falbo relativamente al narcotraffico e uno diretto, secondo la Dda di Catanzaro, da Gianfranco Sganga, nell’ambito di una presunta associazione mafiosa.

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      Il presidente celebra il successo del 4 gennaio contro la Deliese: primo trofeo regionale al debutto in Eccellenza e pass per la fase nazionale. E sul possibile avvicinamento a Cosenza: «Nessun contatto con il club di Guarascio»

      17 gennaio 2026
      Ore 15:00
      DB Rossoblù Luzzi, Gencarelli: «Coppa Italia traguardo storico, ora continuità in campionato»
      Società

      Santese smonta la riforma Nordio: «Giustizia più debole»

      Il presidente della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro spiega le ragioni del No al referendum sulla separazione delle carriere: «Il vero obiettivo è indebolire la magistratura»

      16 gennaio 2026
      Ore 16:24
      Santese smonta la riforma Nordio: «Giustizia più debole»
      l’intervento

      Corigliano Rossano, aggredisce agenti dopo lite in famiglia: arrestato 46enne

      Intervento della Squadra Volante dopo una chiamata al 112. L’uomo colpisce un poliziotto e finisce ai domiciliari
      Matteo Lauria
      Corigliano Rossano, aggredisce agenti dopo lite in famiglia: arrestato 46enne\n
      Il processo

      Crollo del viadotto Ortiano, dodici gli imputati alla sbarra: il Comune di Longobucco sarà parte civile

      Secondo l’accusa il collasso della struttura si sarebbe verificato a causa dell'assenza dei micro pali posti sotto i plinti di fondazione e della mancata manutenzione
      Luca Latella
      Crollo del viadotto Ortiano, dodici gli imputati alla sbarra: il Comune di Longobucco sarà parte civile
      possibile svolta

      Assalto al bancomat, c’è un sospettato: sotto interrogatorio un uomo del barese

      Si tratterebbe di un pugliese, probabilmente della provincia del capoluogo. I Carabinieri stanno cercando di capire se sia o meno un componente della banda che stanotte ha assaltato lo sportello di Santo Stefano di Rogliano
      Antonio Alizzi e Salvatore Bruno
      Assalto al bancomat, c’è un sospettato: sotto interrogatorio un uomo del barese
      beccati

      Droga a Fagnano Castello, arresti domiciliari per tre fratelli

      Blitz dei militari dell’Arma: sequestrate marijuana e dosi pronte allo spaccio nel centro storico dopo le perquisizioni condotte dai Carabinieri con l’ausilio delle unità cinofile
      Redazione
      Droga a Fagnano Castello, arresti\u00A0domiciliari per tre fratelli
      Emergenza criminalità

      La banda dei bancomat non si ferma: nuovo assalto con esplosivo a Santo Stefano di Rogliano, ormai è allarme sicurezza

      Ignoti hanno fatto saltare lo sportello automatico, causando danni e paura tra i residenti. Fortunatamente non ci sono feriti. Si tratta dell’ottavo colpo in poche settimane
      Francesco Roberto Spina
      La banda dei bancomat non si ferma: nuovo assalto con esplosivo a Santo Stefano di Rogliano, ormai è allarme sicurezza\n
      Le motivazioni

      Processo Reset, le intercettazioni tra Patitucci e Illuminato: la confederazione raccontata dall’interno

      Il Tribunale di Cosenza valorizza i dialoghi del 2020 come riscontro autonomo alle dichiarazioni dei collaboratori
      Antonio Alizzi
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      infrazione sventata

      Carcere Cosenza, sventato lancio di droga e cellulari oltre il muro di cinta

      La polizia penitenziaria intercetta due involucri con stupefacenti e dispositivi elettronici: l’operazione del Sappe nonostante la carenza di personale
      Redazione
      Carcere Cosenza, sventato lancio di droga e cellulari oltre il muro di cinta\n
      L’ALTARE COME UN RING

      Prete picchiato in Calabria: a Borgia parroco aggredito durante la messa

      L’evento sarebbe avvenuto prima della messa delle ore 18: una donna, entrata in chiesa, avrebbe prima inveito contro il don e poi l’avrebbe schiaffeggiato in sacrestia
      Redazione
      Prete picchiato in Calabria: a Borgia parroco aggredito durante la messa\n
      Sinistro devastante

      Statale 18, incidente tra Campora San Giovanni e Nocera: tampona due auto ferme al semaforo. Ci sono feriti gravi

      Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme e i sanitari del 118 della provincia di Catanzaro
      Redazione
      Statale 18, incidente tra Campora San Giovanni e Nocera: tampona due auto ferme al semaforo. Ci sono feriti gravi
      IL NUOVO PROGETTO

      Frana sulla strada provinciale a Vebircaro, oggi l’avvio dei lavori per la realizzazione della nuova strada

      L’inizio dei lavori era stato annunciato nei giorni scorsi nel corso di un incontro organizzato dal sindaco Felice Spingola, a cui hanno partecipato il presidente della Provincia di Cosenza, Giancarlo Lamensa, il consigliere provinciale Pasquale De Franco, l’ingegnere Gianluca Morrone e il consigliere regionale Antonio De Caprio
      Francesca Lagatta
      Frana sulla strada provinciale a Vebircaro, oggi l’avvio dei lavori per la realizzazione della nuova strada\n
      La vittima

      Incidente mortale a Lamezia, perde la vita Ugo Caputo il Vichingo: in lutto il mondo dei biker calabresi

      Chi è la vittima dello scontro frontale sulla statale 18. Dopo l’impatto avrebbe chiamato i carabinieri per poi accasciarsi al suolo. Il ricordo degli amici: «Uno spirito libero, il suo sorriso resterà in ogni motore acceso»
      Redazione Cronaca
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      Nuovi sviluppi

      Omicidio di Luca Carbone, De Grandis rimane in carcere ma il gip dispone la perizia psichiatrica

      Accolta, in sede di udienza di convalida del fermo, la richiesta presentata dall’avvocato Amabile Cuscino, difensore dell’indagato. Il giudice per le indagini preliminari nei prossimi giorni nominerà un perito
      Antonio Alizzi
      Omicidio di Luca Carbone, De Grandis rimane in carcere ma il gip dispone la perizia psichiatrica\n
      In manette

      Aggressione in un locale allo scalo di Rossano: arrestate due persone

      L’uomo, colpito al culmine di una lite, è stato trasferito in ospedale. I due, rintracciati grazie anche all’analisi delle telecamere di videosorveglianza, dovranno rispondere di lesioni aggravate
      Matteo Lauria
      Aggressione in un locale allo scalo di Rossano: arrestate due persone\n
      Traffico rallentato

      Scontro tra due auto nella zona industriale di Rende

      Incidente nei pressi dell’incrocio per il Distretto Asp: lunghe code e rallentamenti dalle 9
      Redazione
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      Sangue sull’asfalto

      Incidente sulla Statale 107, muore un 33enne di Pietrafitta

      Il giovane originario della cittadina presilana era ricoverato all’ospedale di Cosenza dopo il grave schianto a Zumpano
      Redazione
      Incidente sulla Statale 107, muore un 33enne di Pietrafitta\n
      Le motivazioni

      Processo Reset, il gruppo Presta e la Valle dell’Esaro: la «cosca dell’entroterra»

      Il Tribunale di Cosenza ricostruisce continuità, controllo del territorio e legami con i vertici cosentini
      Antonio Alizzi
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      lotta al crimine

      Cosenza, controlli della Polizia: un arresto per evasione

      Servizi straordinari nella zona della stazione delle autolinee su disposizione del nuovo Questore Antonio Borelli che si è insediato lunedì scorso
      Redazione
      Cosenza, controlli della Polizia: un arresto per evasione\n
      Indagini in corso

      Aggressione in centro a Rossano: un ferito e caccia all’uomo

      Scontro in via Aldo Moro, uno dei coinvolti finisce in ospedale. Il presunto aggressore fugge prima dell’arrivo della polizia
      Matteo Lauria
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      Criminalità

      Rapina in una tabaccheria già nel mirino, indagini chiuse con un indagato

      Il colpo risale al 12 gennaio. L’uomo si sarebbe presentato con il volto coperto e un martello sotto il braccio. Avviso di garanzia dopo le indagini dei carabinieri
      Matteo Lauria
      Rapina in una tabaccheria già nel mirino, indagini chiuse con un indagato\n
      Il caso

      Longobucco piange Tonino Sommario: «Non è una fatalità, ma una responsabilità»

      L’operaio forestale e delegato FLAI CGIL è morto durante la corsa verso il presidio sanitario più vicino. Il caso riaccende il dibattito sull’assistenza sanitaria nell’entroterra calabrese
      Matteo Lauria
      Longobucco piange Tonino Sommario: «Non è una fatalità, ma una responsabilità»\n
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      Vicedirettore Antonio Clausi

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