logo
  • Sezioni

    • Cronaca

    • Politica

    • Cosenza Calcio

    • Economia e Lavoro

    • Italia Mondo

    • Sanità

    • Sport

    • Cultura

    • Ambiente

  • Streaming

    • LaC TV 

    • Lac Network

    • LaC OnAir 

  • LaC Network 

    • lacplay.it

    • lactv.it

    • laconair.it

    • lacitymag.it

    • ilreggino.it

    • cosenzachannel.it

    • ilvibonese.it

    • catanzarochannel.it

    • lacapitalenews.it 

  • App

    • Android

    • Apple

    Social
    • Cronaca

    • Politica

    • Sanità

    • Cosenza Calcio

    • Ambiente

    • Società

    • Cultura

    • Economia e Lavoro

    • Sport

    • Eventi

    • Sezioni
      • Cronaca

      • Politica

      • Cosenza Calcio

      • Economia e Lavoro

      • Italia Mondo

      • Sanità

      • Sport

      • Cultura

      • Ambiente

    • Streaming
      • LaC TV 

      • Lac Network

      • LaC OnAir 

    • LaC Network 
      • lacplay.it

      • lactv.it

      • laconair.it

      • lacitymag.it

      • ilreggino.it

      • cosenzachannel.it

      • ilvibonese.it

      • catanzarochannel.it

      • lacapitalenews.it 

    • App
      • Android

      • Apple

    Social
      Home page>Cronaca>Dal Marsigliese all'Uomo...

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza

      La Spoon river del crimine locale raccontata attraverso le esistenze brevi e tormentate di gangster e gregari, protagonisti di un'epoca famigerata
      Marco Cribari
      9 luglio 202511:40
      1 of 9
      gallery image

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza
      gallery image

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza
      gallery image

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza
      gallery image

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza
      gallery image

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza
      gallery image

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza
      gallery image

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza
      gallery image

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza
      gallery image

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza

      Dal Marsigliese all'Uomo mitra, otto storie di gioventù bruciata a Cosenza

      Quelle che vi proponiamo oggi sono otto microstorie, provenienti da un recente passato, di altrettanti personaggi cosentini accomunati da un destino tragico. Ognuno di loro, in tempi diversi, ha lasciato un segno, piccolo e grande, nella cronaca nera e giudiziaria della città. Alcuni studiavano per diventare boss, altri hanno consumato le loro brevi esistenze terrene tra le seconde linee del crimine. A tutti, nessuno escluso, la sorte non ha concesso il tempo di poter cambiare orientamento e vita. Perché la vita è stata sottratta loro all’improvviso.

      Nel gruppo spiccano anche talenti che messi a disposizione di un’idea luminosa e non oscura, avrebbero consentito ai diretti interessati di trovare un posto diverso nella cosiddetta società civile e forse nel mondo. Un pensiero consolatorio, che supera la cattiva fama che lasciano in eredità. Il marsigliese, il biondo, l’uomo mitra. Ognuno di questi è interprete di una storia a modo suo esemplare, che letta nell’insieme porta a una conclusione tutt’altro che banale: il crimine non paga. Senza moralismi, solo con un filo di rimpianto (clicca su avanti per continuare a leggere)

      Mariano Muglia e il tratto della Statale 107 in cui trovò la morte nel maggio del 1983

      Mariano Muglia – L’uomo mitra

      Ha solo 27 anni quando muore, ma il carisma è  già quello del boss navigato, uno che ancora imberbe ha scandalizzato il mondo della malavita locale, schiaffeggiando pubblicamente il padrino Luigi Palermo. Mariano Muglia sta con il clan Perna-Pranno, ma gode di una certa autonomia. Un privilegio che si è conquistato sul campo, partecipando alla tentata strage dell’Acquacoperta nel 1978. Subito dopo la morte di Palermo, infatti, i suoi eredi hanno l’occasione di chiudere i conti con i rivali. Li colgono all’uscita da un ristorante di Spezzano Piccolo e riversano su di loro una pioggia di fuoco. Nel buio, i bersagli riconoscono uno degli attentatori: il mezzobusto che sporge da un finestrino, il volto smostrato, nelle mani stringe un kalashnikov. È proprio Muglia e, da quel giorno, diventa per tutti “l’Uomo mitra”. Col prosieguo della guerra, il suo furore si sopisce. Non vuole più immischiarsi e tenta anche di scoraggiare i più giovani dal farsi coinvolgere in quella follia. Per incitarlo alla battaglia, i suoi amici gli tendono un agguato e mettono in giro la chiacchiera che a spararlo siano stati quelli di Pino. Muglia, però, non abbocca e con tutta la sua banda passa dalla parte degli ex nemici. L’otto maggio del 1983, lo uccidono sulla superstrada che porta in Sila, a pochi chilometri da posto in cui, pochi anni prima, era nata la sua leggenda nera. Tenta di sfuggire alla morte, lanciandosi in un dirupo e poi in una disperata corsa per la vita, ma un cecchino lo stende da lontano con una fucilata.  La guerra di mafia a Cosenza andrà avanti anche senza di lui. (clicca su avanti per continuare a leggere)

      Atti dei carabinieri relativi alla posizione giudiziaria di Armando Bevacqua

      Armando Bevacqua – Il biondo

      Lo chiamano “Il biondo”, come Clint Eastwood, ed è il primo vero capo degli zingari di Cosenza. Ha tutto per esserlo, è quasi un predestinato. Armando Bevacqua, infatti, è figlio illegittimo di Luigi Palermo alias ‘U Zorro, al quale fa da guardia del corpo. Stanno insieme la sera che suo padre viene assassinato. Le loro strade si dividono all’altezza del cinema Garden, pochi istanti prima che la morte colpisca.  Nei mesi successivi, diventa il braccio destro del nuovo capo, Franco Perna, insieme al quale nel ‘79 uccide Gildo Perri, sparandogli dall’alto di un tetto.

      Vive per la vendetta. È in perenne caccia di chiunque abbia avuto un ruolo nella fine di suo padre. Si lascia sedurre, però, dalle sirene del diabolico Peppino Cirillo, il boss della Sibaritide che, interessato all’appoggio militare degli zingari, lo battezza secondo il rito di ‘ndrangheta. Quando Perna se ne adombra, Bevacqua torna da Cirillo e gli chiede di essere sbattezzato. «Devi compiere un’azione disonorevole» gli sussurra il boss. «Non posso farlo» s’irrigidisce Tonino, e profeticamente si accommiata così: «Mi ammazzeranno». Il 31 luglio del 1980 va incontro al proprio destino. Perna lo convoca d’urgenza a casa sua. Quando se lo ritrova davanti, Tonino gli tende la mano, ma in cambio riceve un pugno sul cuore che lo stordisce. Per immobilizzarlo, gli saltano addosso in cinque. Lo portano a Montescuro, dove poche ore prima hanno scavato una fossa. Bevacqua è in ginocchio, ma non trema, né impreca. Chiede che sia il capo a fare fuoco contro di lui, perché nessun altro dei presenti «è degno di ucciderlo». Perna gli punta allora la pistola sul petto e lo accontenta, mirando a un cuore già spezzato: «Io ti ho creato, io ti distruggo» (clicca su avanti per continuare a leggere)

      Il primo rapporto giudiziario sull’omicidio di Michele Valente

      Michele Valente – Il marsigliese

      La pelliccia di visone, il Bmw serie 3 nero. Michele Valente è uno che tiene alle esteriorità. E anche il soprannome che s’è scelto, sembra fatto apposta per non passare inosservato. Lo chiamano “Il marsigliese” perché con quel look e quello stile di vita ammicca a un mondo che sa di tabacco, polvere da sparo e cinema. Il pentito Roberto Pagano lo inquadra con sei semplici parole: «Una persona che viveva di rapine». Ha anche lui un ruolo nell’agguato di Acquacoperta, ma poi si stacca dai gruppi per mettersi in proprio. Le rapine, armi in pugno, non le fa più personalmente, ma delega il tutto a un gruppo di banditi minorenni, con i quali di volta in volta divide il bottino. È dopo un colpo in una gioielleria di via Vittorio Veneto che i suoi ragazzi gli si rivoltano contro. Anche stavolta, pensano, hanno ottenuto solo le briciole, mentre il grosso se l’è preso il capo.

      Il clan Perna-Pranno soffia sul fuoco del loro malcontento. Vuole tenerseli buoni quei ragazzi, perché c’è la guerra di mafia e possono tornare utili per tante occasioni. La decisione ormai è presa: il Marsigliese deve morire. Il 2 gennaio del 1982, alle 9 del mattino, Michele Valente esce dalla sua casa di via Martirano, a vineddra da ‘a nive, e monta in auto. Non ha neanche il tempo di respirare che in tre si avvicinano a lui con fucili e pistole e «gli fanno saltare la gola». A pochi metri di distanza, due bambini di 7 e 11 anni comprano caramelle in una putiga. Il commerciante sente gli spari fuori e si butta addosso ai due corpicini. Copre i loro occhi innocenti con le sue mani. Non vuole che vedano come muore un Marsigliese (clicca su avanti per continuare a leggere)

      La segnalazione dell’omicidio di Alfredo Morelli

      Alfredo Morelli – Il nemico pubblico

      A soli 19 anni fa parte dell’equipaggio scelto di sicari che uccide Luigi Palermo “U Zorro”. Alfredo Morelli è lì, sul ponte del cinema Garden, a scrivere la Storia nera in quota Franco Pino. Del nuovo boss di Cosenza è l’uomo più fidato. Pino se lo porta sempre appresso perché con lui si sente al sicuro. Il suo gruppo e quello di Franco Perna si sparano a vista. Ogni giorno, i membri delle rispettive fazioni escono di casa e vanno in cerca di un nemico di abbattere. Uno qualunque, purché muoia qualcuno. Tutti tranne Morelli. «Lui – ricorderà in seguito Nicola Notargiacomo – non cercava nessuno. Dava la caccia esclusivamente a Franco Perna. Era una persona davvero pericolosa». Morelli è letale quanto guardingo. La sua abitazione la conoscono in pochi ed è arroccata in cima alla salita Sant’Agostino, a pochi metri dal convento, circondata da quelle di parenti e amici, tutta gente fidata che gli fa da cordone protettivo. Un fortino inespugnabile, ma per eventuali contrattempi c’è sempre la Browning 7.65 che porta con sé in tasca, compagna inseparabile.

      Il 2 gennaio del 1981 va ad acquistare un’antenna tv ché la sua è rotta, e  alle 10.25 rientra a casa. Non sa che il fortino è stato violato. Due killer si sono appostati proprio davanti al suo uscio, in un magazzino abbandonato, e lo accolgono a colpi di pistola e di fucile a canne mozze. In seguito, uno dei sicari dirà che vederlo volteggiare in aria sotto la spinta dei proiettili, gli aveva procurato una sorta «di orgasmo mentale». Mentre lui agonizza, a pochi metri di distanza sua moglie sta facendo il bagnetto alla loro bimba di appena due mesi (clicca su avanti per continuare a leggere)

      Mario Maestri – Il cuoco del Piccadilly

      Fa un freddo cane a Cosenza il 30 settembre del 1981, che ancora l’inverno non è arrivato, ma l’autunno butta già malissimo. L’orologio si ferma alle 19, in una pizzeria di via Nicola Serra che, come sempre, attende i clienti della sera. A quell’ora c’è il personale che manda giù un boccone. Mario Maestri, ragazzo di via Popilia, ha 23 anni e fa il capocuoco al “Piccadilly”. I killer entrano dalla porticina laterale che dà sulla cucina, perchè si aspettano di trovarlo lì, tra i ferri del mestiere. E invece Mario è in sala, che mangia in compagnia di un cameriere. Dovevano ammazzarlo il giorno prima, ma poi uno del commando è andato “in tramanza” e così hanno rimandato. Quel 30 settembre, dunque, si presentano in forze, a bordo di due Golf.  Il Maestri, vogliono farlo fuori perché  lo considerano uno “specchietto” degli zingari, uno che spia i loro movimenti e poi li va riferire. Non solo, fa pure da autista al Bevilacqua capo.

      Entrano in tre. «Un vi muviti» intima uno di loro alla gente che sta in cucina, mentre gli altri due  incappucciati si precipitano in sala. E’ il fragore di qualche secondo, giusto il tempo di ficcare 6 pallottole nel corpo del cuoco, risparmiando l’altro seduto con lui. Poi fuggono da dove erano venuti, mentre uno di loro trema dalla paura. Lo chiamano “Il tamarro” e,  nelle notti a  venire, i rimorsi lo tormenteranno, al punto da farlo fuggire in Germania. Mario Maestri intanto è lì, in terra, con 6 colpi nella pancia. L’ambulanza lo raccoglie che ancora respira, dandogli il tempo per un’ultima preghiera. Non arriverà vivo in ospedale, in quella gelida notte d’autunno del 1981, quando a Cosenza poteva morire chiunque. E l’inverno, ormai alle porte, non prometteva niente di buono (clicca su avanti per continuare a leggere)

      La scena dell’omicidio di Antonio Sena a Castrolibero

      Antonio Sena – U zianu

      Dicevano alzasse un po’ troppo il gomito, ma erano cattiverie messe in giro per adombrarne il carisma. Antonio Sena, invece, criminalmente parlando era un passo avanti a tutti. Mentre gli orizzonti collettivi si arrestano alle prostitute e al contrabbando di sigarette, lui s’inventa le estorsioni legalizzate con la sua “Radio Sila”, sede a Dipignano. Il pizzo lo riscuote così: soldi in cambio di pubblicità. E sono offerte che non si possono rifiutare. Proprio la passione per la musica gli salva la vita nel giorno di Acquacoperta. L’Uomo mitra gli si affianca e fa fuoco proprio mentre Sena si abbassa verso l’autoradio per inserire una musicassetta. Il piombo investirà solo l’autista, non lui. Negli anni della guerra, Franco Pino lo riduce a mero feticcio e anche per questo, alla fine degli anni Novanta  sogna la rivincita insieme a Francesco Bruni “Bella bella”, forte delle amicizie con Rosarno e Cetraro. Quelli della vecchia guardia, però, non possono consentirlo. Mandano da lui Vincenzo Dedato, il suo ex autista, che da pentito rievocherà così quell’incontro: «Cercai di convincerlo a non immischiarsi, ma era troppo ancorato alle vecchie logiche. Non riteneva possibile che gli ex del gruppo Pino si unissero con quelli di Perna. Ignorava che, invece, c’eravamo già messi d’accordo». Il 12 maggio del 2000, esce dal cortile di una concessionaria a Castrolibero, insieme a due accompagnatori, quando la loro auto è speronata da un altro veicolo. «Ommadonna» esclama alla vista dei sicari incappucciati che piombano su di lui, disinteressandosi degli altri passeggeri. Non avrà tempo di aggiungere altro (clicca su avanti per continuare a leggere)

      Le foto scattate dalla polizia in piazza Valdesi dopo l’omicidio Andali

      Giuseppe Andali – U gammistuartu

      La mafia lo uccide d’estate.  Personaggio noto in città per quella sua andatura caracollante che gli ha fatto guadagnare il nomignolo di “Peppino u gammistuartu”, vive di furti, piccoli espedienti e grandi giocate a carte. Di lui, Nicola Notargiacomo, traccia un profilo quasi corsaro: «Non aveva titoli o cariche criminali, nel senso che non era inserito organicamente nella cosca Perna-Pranno, ma è sempre stato uno fedele a livello ideologico. Quindi non ha mai condiviso situazioni con il gruppo Pino-Sena. Ammazzare lui è stato come uccidere una parte di Cosenza. U gammistuartu era una figura folkloristica della città, ti faceva vedere com’era una volta la malavita cosentina e com’era, invece, in quel momento attuale». Lo uccidono perché s’è intascato soldi non suoi. Raccoglie i proventi delle estorsioni alle bancarelle di Lungo Crati, un business minore, che però frutta all’organizzazione 40 milioni al mese. Quei soldi, invece di consegnarli alla “bacinella” li perde a zichinetta. Il pomeriggio del 24 agosto del 1991, Peppino se ne sta a piazza Valdesi con altri tre amici. Hanno piazzato un tavolino all’aperto per avviare un tressette a perdere. Non sanno che di lì a breve, lo giocheranno “col morto”. I sicari arrivano a bordo di un “Sì” e uno di loro si avvicina al tavolino. Peppino lo vede e se la dà a gambe, nascondendosi tra le auto in sosta. Nella corsa, perse entrambe le ciabatte che porta ai piedi. Dura poco la fuga. Il killer lo raggiunge e gli piazza 3 proiettili in un fianco. Con lui, se ne va un pezzo di Cosenza. Altri, spariranno in seguito. (clicca su avanti per continuare a leggere)

      Renato Piromalli – Giggi Riva

      Lo chiamano “Giggi Riva” perché con il sinistro la mette sempre dove vuole lui. Renato Piromalli, classe 1962, è nato per giocare a calcio e ha studiato alla scuola dei campioni: la strada. Su quel campo da gioco non si bara: un dribbling può voler dire sopravvivenza, cadere è un po’ come morire. Piazza Spirito Santo è il suo tempio, il ponte della Massa la tribuna da cui, giorno dopo giorno, guarda i suoi sogni di adolescente svanire come il fiume che gli scorre sotto a quei piedi fatati. Come la tocca lui la palla, nessuno. Se solo qualcuno se ne fosse accorto.

      Lo arrestano nell’estate del 1982, pochi giorni dopo la vittoria del Mundial, per una storia di amicizie ferite e vendette di sangue. Con la guerra di mafia sullo sfondo. Uno dei suoi capitoli più tragici e vibranti, a metà tra Eschilo e Mòlnar, lo scrivono loro: i ragazzi della Massa. Anche lui finisce poi nel vortice del processo “Garden”, come associato al clan Pino-Sena, ma sarà assolto. Dopo il carcere, però, conosce la droga, un mastino feroce dal quale non riuscirà più a smarcarsi. Gli adulti che anni prima l’hanno traviato, ora lo isolano. Ai loro occhi è diventato inaffidabile. E anche il sinistro non gira più come prima. Torna in cella per una rapina, prologo al più indiscreto dei finali. È lui stesso a scriverlo il 10 novembre del 1998, ma senza pubblico delle grandi occasioni: solo un compagno di cella che gli dorme accanto e la sua cattiva stella che lo osserva dall’alto. Il Giggi Riva di Cosenza ha già lasciato il calcio. Prodezze e amarezze di un campione mancato. Che in un giorno d’autunno si ritira dalla vita.

      1 of 9

      Tutti gli articoli di Cronaca

      ULTIMA ORA
      • - 21:42Tragedia a Bisignano, morto un 16enne coinvolto nello scontro tra scooter e auto
      • - 21:03Lattarico celebra l’organetto con Maestri e Melodie, tra laboratori e radici
      • - 20:57Diamante si prepara per il Peperoncino Festival: Elisa Isoardi sarà la madrina dell’edizione 2026 
      • - 20:19Saracena, Isabel Dance porta in piazza uno spettacolo dedicato alla pace
      • - 20:04A “Vakarici” il torneo interculturale che trasforma il calcio in linguaggio universale
      • - 19:13Impianto di San Sago, riunione in Regione: torna sotto esame la Valutazione di incidenza ambientale
      • - 21:42Tragedia a Bisignano, morto un 16enne coinvolto nello scontro tra scooter e auto
      • - 21:03Lattarico celebra l’organetto con Maestri e Melodie, tra laboratori e radici
      • - 20:57Diamante si prepara per il Peperoncino Festival: Elisa Isoardi sarà la madrina dell’edizione 2026 
      • - 20:19Saracena, Isabel Dance porta in piazza uno spettacolo dedicato alla pace
      • - 20:04A “Vakarici” il torneo interculturale che trasforma il calcio in linguaggio universale
      • - 19:13Impianto di San Sago, riunione in Regione: torna sotto esame la Valutazione di incidenza ambientale
      • - 21:42Tragedia a Bisignano, morto un 16enne coinvolto nello scontro tra scooter e auto
      • - 21:03Lattarico celebra l’organetto con Maestri e Melodie, tra laboratori e radici
      • - 20:57Diamante si prepara per il Peperoncino Festival: Elisa Isoardi sarà la madrina dell’edizione 2026 
      • - 20:19Saracena, Isabel Dance porta in piazza uno spettacolo dedicato alla pace
      • - 20:04A “Vakarici” il torneo interculturale che trasforma il calcio in linguaggio universale
      • - 19:13Impianto di San Sago, riunione in Regione: torna sotto esame la Valutazione di incidenza ambientale
      Jonio cosentino

      Corigliano Rossano, tenta di aggredire la madre davanti ai poliziotti: arrestato

      Un 51enne è accusato di maltrattamenti in famiglia. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto i domiciliari con braccialetto
      Redazione
      Corigliano Rossano, tenta di aggredire la madre davanti ai poliziotti: arrestato\n
      Le motivazioni

      Regionali Calabria, ecco perché il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi sui seggi di Pitaro, Rosa, Greco e Falcomatà

      Confermata l’interpretazione sulla soglia di sbarramento: contano solo i voti alle liste circoscrizionali. Bocciati gli appelli di De Nisi, Iemma, Comito e Sarica
      Antonio Alizzi
      Regionali Calabria, ecco perché il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi sui seggi di Pitaro, Rosa, Greco e Falcomatà\n
      Cronaca

      Vasto incendio tra Villapiana e Sibari, fiamme nella Piana

      Le fiamme hanno interessato diversi ettari di vegetazione. Sul posto Vigili del Fuoco e Polizia municipale di Cassano
      Redazione
      Vasto incendio tra Villapiana e Sibari, fiamme nella Piana\n
      Il dramma

      Tragedia a Bisignano, morto un 16enne coinvolto nello scontro tra scooter e auto

      Il tragico sinistro si era verificato nella notte tra domenica e lunedì. Il giovane, soccorso dal 118 e trasferito d’urgenza all’Annunziata di Cosenza, è deceduto a causa delle gravissime lesioni riportate
      Francesco Roberto Spina
      Tragedia a Bisignano, morto un\u00A016enne coinvolto nello scontro tra scooter e auto\n

      Video Consigliati

      VEDI TUTTI
      Società

      Stefan Ugyur, l'ex hacker cosentino

      22 giugno 2026
      Ore 14:30
      Stefan Ugyur, l'ex hacker cosentino
      Società

      Don Carlo de Cardona presto venerabile

      19 giugno 2026
      Ore 13:44
      Don Carlo de Cardona presto venerabile
      Sanità

      «I miei trent'anni a bordo dell'elisoccorso»

      Pasquale Gagliardi

      17 giugno 2026
      Ore 13:13
      «I miei trent'anni a bordo dell'elisoccorso»
      Società

      Antonio Caruso, l'Avvocato di Quattromiglia: «Do voce ai giovani dell'Unical per amore della Calabria»

      16 giugno 2026
      Ore 14:22
      Antonio Caruso, l'Avvocato di Quattromiglia: «Do voce ai giovani dell'Unical per amore della Calabria»
      Sanità

      «I miei trent'anni a bordo dell'elisoccorso»

      Pasquale Gagliardi

      17 giugno 2026
      Ore 13:13
      «I miei trent'anni a bordo dell'elisoccorso»
      Società

      Antonio Caruso, l'Avvocato di Quattromiglia: «Do voce ai giovani dell'Unical per amore della Calabria»

      16 giugno 2026
      Ore 14:22
      Antonio Caruso, l'Avvocato di Quattromiglia: «Do voce ai giovani dell'Unical per amore della Calabria»
      Società

      Stefan Ugyur, l'ex hacker cosentino

      22 giugno 2026
      Ore 14:30
      Stefan Ugyur, l'ex hacker cosentino
      Società

      Don Carlo de Cardona presto venerabile

      19 giugno 2026
      Ore 13:44
      Don Carlo de Cardona presto venerabile
      Sanità

      «I miei trent'anni a bordo dell'elisoccorso»

      Pasquale Gagliardi

      17 giugno 2026
      Ore 13:13
      «I miei trent'anni a bordo dell'elisoccorso»
      Società

      Antonio Caruso, l'Avvocato di Quattromiglia: «Do voce ai giovani dell'Unical per amore della Calabria»

      16 giugno 2026
      Ore 14:22
      Antonio Caruso, l'Avvocato di Quattromiglia: «Do voce ai giovani dell'Unical per amore della Calabria»
      Società

      Stefan Ugyur, l'ex hacker cosentino

      22 giugno 2026
      Ore 14:30
      Stefan Ugyur, l'ex hacker cosentino
      Società

      Don Carlo de Cardona presto venerabile

      19 giugno 2026
      Ore 13:44
      Don Carlo de Cardona presto venerabile
      In città

      Principio d’incendio in un appartamento a Cosenza, nessun ferito

      Le fiamme sarebbero partite dalla caldaia. Sul posto i Vigili del Fuoco del distaccamento di Rende
      Redazione
      Principio d’incendio in un appartamento a Cosenza, nessun ferito\n
      ATTIVITÀ INVESTIGATIVA

      San Lucido: consumano stupefacenti su una panchina, arrestato 28enne per detenzione di cocaina e marijuana

      All'interno dello zaino di un componente del gruppo, è stata rinvenuta una prima dose di cocaina e circa 4 grammi di marijuana. Successivamente, una perquisizione domiciliare ha consentito il ritrovamento di ulteriori dosi di droga, materiale idoneo al confezionamento e un bilancino digitale di precisione
      Francesca Lagatta
      San Lucido: consumano\u00A0stupefacenti su una panchina, arrestato\u00A028enne per detenzione di cocaina e marijuana\n
      In ospedale

      Incidente sul lavoro al Comune di Scalea, operaio ferito durante la sostituzione degli infissi: necessario l’elisoccorso

      In un primo momento il lavoratore è stato trasferito in una struttura sanitaria del territorio. Successivamente, alla luce della gravità delle ferite riportate, si è reso necessario il trasferimento all'ospedale Annunziata di Cosenza mediante elisoccorso. Ma, fortunatamente, l’uomo non sarebbe in pericolo di vita
      Francesca Lagatta
      Incidente sul lavoro al Comune di Scalea, operaio ferito durante la sostituzione degli infissi: necessario l’elisoccorso\n
      Violenza cieca

      Massacrato di botte sul lungomare di Rossano: giovane finisce in ospedale

      Una brutale aggressione si è consumata nelle scorse ore sul lungomare di Rossano, nel cuore di Lido Sant’Angelo, uno dei luoghi più frequentati della movida estiva cittadina
      Matteo Lauria
      Massacrato di botte sul lungomare di Rossano: giovane finisce in ospedale\n
      riceviamo e pubblichiamo

      «Aggredito da cani randagi a Camigliatello, sono stato costretto a rifugiarmi in giardino»

      L’avvocato Antonio Bove denuncia: «Ho contattato Carabinieri e Polizia Locale, ma mi hanno risposto che non hanno mezzi per intervenire. Siamo alle solite»
      «Aggredito da cani randagi a Camigliatello, sono stato costretto a rifugiarmi in giardino»\n
      violento impatto

      Scalea, scontro tra autovettura e bicicletta. Un minore finisce in elisoccorso a Cosenza

      Secondo le prime ricostruzioni, il giovane avrebbe riportato diverse lesioni, ma fortunatamente non sarebbe in pericolo di vita
      Francesca Lagatta
      Scalea, scontro tra autovettura e bicicletta. Un minore finisce in elisoccorso a Cosenza\n
      Le denunce nel 2025

      Strage di Amendolara, un’inchiesta sul caporalato in Basilicata può aprire nuovi scenari sul movente del massacro

      Nelle denunce confluite nel fascicolo aperto a Castrovillari compaiono la stessa azienda agricola, presunti caporali e persone legate ai due pachistani arrestati per il delitto. L’indagine aperta a Matera nel 2025 potrebbe chiarire il contesto del rogo costato la vita a quattro lavoratori migranti
      P. P. P.
      Strage di Amendolara, un’inchiesta sul caporalato in Basilicata può aprire nuovi scenari sul movente del massacro\n
      Indagini in corso

      Presunta violenza sessuale in una struttura ricettiva del Cosentino, indagano i carabinieri

      L'aggressore sarebbe un giovane che avrebbe approfittato di una collega di lavoro. La Procura di Castrovillari ha aperto un fascicolo
      Redazione Cronaca
      Presunta violenza sessuale in una struttura ricettiva del Cosentino, indagano i carabinieri\n
      Ambiente sotto attacco

      Incendi nelle pinete di Sibari, Iacobini denuncia attacchi dolosi e annuncia esposto

      Secondo il sindaco di Cassano All’Ionio i roghi sarebbero stati appiccati in più punti. Controlli rafforzati anche con droni
      Matteo Lauria
      Incendi nelle pinete di Sibari, Iacobini denuncia attacchi dolosi e annuncia esposto\n
      Incendi e sicurezza

      Vasto incendio a Trebisacce vicino ai cantieri della nuova Statale 106: disagi alla viabilità

      Vigili del Fuoco al lavoro con due Canadair e un elicottero regionale: non si segnalano persone coinvolte
      Redazione
      Vasto incendio a Trebisacce vicino ai cantieri della nuova Statale 106: disagi alla viabilità\n
      Primo grado

      Omicidio Ruffolo, la Dda chiede l’ergastolo per Roberto Porcaro

      Nel processo abbreviato la pubblica accusa indica l’imputato come mandante. Le difese discuteranno a novembre
      Antonio Alizzi
      Omicidio Ruffolo, la Dda chiede l’ergastolo per Roberto Porcaro\n
      Notte tragica

      Auto si schianta contro cavalli vaganti sulla SS 107: morta fisioterapista cosentina di 46 anni

      La donna, originaria di Luzzi, viaggiava in compagnia del fidanzato, rimasto ferito insieme ad altre due persone che si trovavano a bordo di una seconda vettura
      Redazione
      Auto si schianta contro cavalli vaganti sulla SS\u00A0107:\u00A0morta\u00A0fisioterapista cosentina di 46 anni\n
      La sentenza

      Scalea, rapinarono e violentarono coppia di anziani: concluso il processo a carico dei tre imputati

      Il Tribunale di Paola ha formulato condanne che vanno dai tre agli otto anni di reclusione. La banda, composta da rumeni, era entrata in azione la notte del 21 maggio 2025, armata di coltelli e pistola. Si chiude in primo grado una vicenda che ha sconvolto la comunità dell’alto tirreno cosentino
      Redazione
      Scalea, rapinarono e violentarono coppia di anziani: concluso il processo a carico dei tre imputati\n
      Piana operatività

      Cassano all’Ionio, dopo l’assalto al bancomat riapre l’ufficio postale di Lauropoli

      Ripristinati l’impianto elettrico e quello di videosorveglianza e installati nuovi arredi e nuove vetrate
      Redazione
      Cassano all’Ionio, dopo l’assalto al bancomat riapre l’ufficio postale di Lauropoli\n
      La misura

      Inseguimento a Cosenza, il giudice sostituisce i domiciliari al giovane conducente

      Il reato contestato è la fuga pericolosa, ma secondo la ricostruzione difensiva il giovane non avrebbe compreso che l’alt fosse rivolto a lui. Disposto in alternativa l’ordine di presentazione alla PG
      Redazione
      Inseguimento a Cosenza, il giudice sostituisce i domiciliari al giovane conducente\n
      sconnessi

      Lungro senza internet e telefono, il sindaco Ferraro presenta denuncia querela

      Disservizi ripetuti nelle ultime settimane, bloccati uffici comunali, scuole, servizi sanitari e attività economiche. Esposto ai Carabinieri per interruzione di pubblico servizio
      Antonio Clausi
      Lungro senza internet e telefono, il sindaco Ferraro presenta denuncia querela\n
      La decisione

      Favoreggiamento della latitanza di Luca Occhiuzzi, revocati i domiciliari a “Schiavone”

      In alternativa, disposta la misura dell’obbligo di permanenza nel comune di residenza
      Redazione
      Favoreggiamento della latitanza di Luca Occhiuzzi, revocati i domiciliari a “Schiavone”\n
      Reati ambientali

      Corigliano Rossano, monitoraggio dal cielo contro gli incendi

      In azione elicotteri dei Vigili del Fuoco e della Polizia di Stato
      Matteo Lauria
      Corigliano Rossano, monitoraggio dal cielo contro gli incendi\n
      L’inchiesta

      Prima la ’ndrangheta, poi la divisa: il carabiniere che gestiva gli affari del clan Cracolici dalla caserma

      L’accusa della Dda di Catanzaro nell’inchiesta Artemis: il militare è accusato di essere «intraneo» alla cosca del Lametino. Le intercettazioni svelano una doppia vita fatta di soffiate sulle indagini, sanzioni annullate al boss e summit per il narcotraffico
      Pablo Petrasso
      Prima la ’ndrangheta, poi la divisa:\u00A0il carabiniere che gestiva gli affari del clan Cracolici\u00A0dalla caserma\n
      Beccato

      Spacca la vetrina e ruba il fondo cassa: furto notturno in un bar di Campora San Giovanni

      Il giovane malvivente avrebbe agito a volto scoperto. Decisive potrebbero essere le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza
      Redazione
      Spacca la vetrina e ruba il fondo cassa: furto notturno in un bar di Campora San Giovanni\n
      1
      2
      3
      4
      5
      6
      7
      8
      9
      ...
      PIÙ LETTI
      1
      botta e risposta

      Cosenza Calcio, Rota a Guarascio: «Ci ha mostrato la metà dei debiti reali»

      2
      L’inchiesta

      Prima la ’ndrangheta, poi la divisa: il carabiniere che gestiva gli affari del clan Cracolici dalla caserma

      3
      Notte tragica

      Auto si schianta contro cavalli vaganti sulla SS 107: morta fisioterapista cosentina di 46 anni

      4
      In città

      Principio d’incendio in un appartamento a Cosenza, nessun ferito

      5
      violento impatto

      Scalea, scontro tra autovettura e bicicletta. Un minore finisce in elisoccorso a Cosenza

      Scarica tutte le nostre app!
      LaC Network
      • Footer 1
        • lacplay.it

        • lactv.it

        • laconair.it

      • Cosenza Footer
        • lacitymag.it

        • lacapitalenews.it

        • ilreggino.it

        • ilvibonese.it

        • catanzarochannel.it

      CosenzaChannel.it © – L’informazione dell’area urbana e provincia

      Diemmecom Società Editoriale - reg. trib. CS n. 2709 del 16/12/2009 - R.O.C. 4049

      Direttore Responsabile Francesco Laratta

      Vicedirettore Antonio Clausi

      Direttore Editoriale Maria Grazia Falduto

      www.diemmecom.it

      RedazioneSegnala alla redazionePrivacyCookie policyNote legaliGestisci preferenze cookieLavora con noi
      Copyright © 2014-2026 Diemmecom Società Editoriale - Tutti i diritti sono riservati