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      Home page>Cronaca>Pulicanò a Reset: «Trium...

      Pulicanò a Reset: «Triumvirato di 'ndrangheta a Cosenza». Ecco i nomi

      Il collaboratore di giustizia, che da tempo è uscito dal programma di protezione, ha risposto alle domande della Dda di Catanzaro e degli avvocati difensori, invitando i criminali cosentini a "saltare il fosso"
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:54
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      Pulicanò a Reset: «Triumvirato di 'ndrangheta a Cosenza». Ecco i nomi

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      Pulicanò a Reset: «Triumvirato di 'ndrangheta a Cosenza». Ecco i nomi

      Pulicanò a Reset: «Triumvirato di 'ndrangheta a Cosenza». Ecco i nomi

      Nel processo antimafia Reset, in corso di svolgimento nell’aula bunker di Lamezia Terme, il pentito Mattia Pulicanò ha rivelato dettagli sulle presunte dinamiche interne della ‘ndrangheta cosentina, confermando la sua collaborazione con la giustizia nonostante non faccia più parte del programma di protezione.

      Pulicanò, ex membro del clan Lanzino, ha raccontato le attività criminali svolte dal suo gruppo e da altri sottogruppi attivi nel territorio di Cosenza e dintorni, fornendo una visione dall’interno della struttura gerarchica e delle operazioni illecite che coinvolgevano esponenti di spicco come Francesco Patitucci, considerato dalla Dda di Catanzaro come il vertice della confederazione.

      L’affiliazione e le attività criminali

      Pulicanò ha ricordato il momento della sua affiliazione formale alla ‘ndrangheta, avvenuta nel 2008 durante un rito svolto in un’abitazione in Sila, di proprietà di Gianfranco Bruni, alias Tupinaro. In copiata aveva esponenti di rilievo come Gianfranco Ruà, Ettore Lanzino, Francesco Patitucci, Mario Piromallo e Salvatore Ariello. Pulicanò ha dichiarato di aver ottenuto il grado di picciotto e di aver successivamente partecipato a traffici di droga e atti intimidatori per conto del gruppo.

      «Mi occupavo principalmente di stupefacenti e qualche atto intimidatorio», ha dichiarato Pulicanò, riferendo inoltre di aver intrattenuto rapporti diretti con Francesco Patitucci, con il quale collaborava nel traffico di cocaina. Pulicanò ha anche parlato della nascita di un gruppo unico a Cosenza, proposta da Bruni durante un summit tenutosi in via degli Stadi, alla presenza di referenti come Michele Bruni e Antonio Abruzzese, alias Strusciatappine, e Francesco Patitucci. Il cosiddetto “triumvirato della ‘ndrangheta cosentina”. Per Pulicanò la “riunione mafiosa” sarebbe avvenuta nel 2008, mentre Ernesto Foggetti, altro pentito, ha detto che l’incontro tra i boss si sarebbe verificato nel 2006.

      Il ruolo di Bruni e la gestione della droga

      Pulicanò ha descritto Gianfranco Bruni come una persona saggia, un vero ‘ndranghetista, che non praticava la violenza ma era promotore di un’unità tra i vari clan della zona. «Bruni era una persona saggia, propose la creazione di un gruppo unico a Cosenza», ha ricordato il pentito, aggiungendo che la droga veniva nascosta in vari luoghi, anche da Ariello, mentre Piromallo si occupava della parte economica.

      Il piano omicidiario contro Strusciatappine

      Un altro punto rilevante delle dichiarazioni di Pulicanò riguarda il piano omicidiario contro Antonio Abruzzese, accusato di aver provocato un ammanco di denaro dalla “bacinella” (la cassa comune della ‘ndrangheta). Pulicanò ha ricordato i dettagli del complotto per eliminare Abruzzese, affermando che vennero fatti sopralluoghi insieme a personaggi come Roberto Porcaro, Maurizio Rango e Daniele Lamanna. «Ci furono diversi incontri per discutere l’eliminazione di Strusciatappine, con l’accusa che avesse sottratto denaro dalla bacinella», ha rivelato Pulicanò, aggiungendo che il delitto venne pianificato ma mai eseguito.

      Le estorsioni e la spartizione della bacinella

      Pulicanò ha inoltre riferito di una estorsione di circa 50mila euro fatta al proprietario del bowling di Quattromiglia, Fusinato, da Franco Bruzzese, Francesco Patitucci e Maurizio Rango. Ha spiegato come i proventi illeciti della bacinella fossero spartiti, con una percentuale del 60% riservata agli italiani e il 40% agli zingari.

      La figura di Patitucci e altri personaggi

      Secondo Pulicanò, Francesco Patitucci era il punto di riferimento di tutti i sottogruppi della ‘ndrangheta cosentina, descritto come una figura ambiziosa che aspirava a diventare la “star” della ‘ndrangheta locale. Pulicanò ha rivelato di aver agito anche come autista per Patitucci, fornendo dettagli sui rapporti che quest’ultimo intratteneva con altre figure di spicco dell’organizzazione.

      Tra i nomi citati da Pulicanò spiccano quelli di Adolfo D’Ambrosio, descritto come un estorsore attivo nel gruppo di Patitucci, e Simone Ferrise, coinvolto in danneggiamenti e traffico di droga. Ha menzionato anche Franco Presta, un personaggio schivo che operava nella zona di Roggiano Gravina, e Carlo Drago, attivo nel settore delle slot machine e videopoker, insieme a Andrea Reda. Su Alberigo Granata, «molto amico di Gianfranco Bruni», ha detto che dopo il 2005 si allontanò dal gruppo: «Non voleva saperne più», ha aggiunto Pulicanò.

      Il rapporto con la giustizia

      Pulicanò ha concluso il suo intervento dichiarando di essere uscito dal programma di protezione, ma di voler continuare a collaborare con la giustizia per contribuire a smantellare la rete criminale a cui apparteneva. «Il mio esempio vale», ha affermato, invitando altri a seguire il suo percorso di collaborazione.

      Controesame degli avvocati

      Durante il controesame, gli avvocati della difesa hanno sollevato diverse questioni riguardanti la credibilità e la precisione delle dichiarazioni di Pulicanò.

      Rispetto alle domande formulate dall’avvocato Amelia Ferrari, Pulicanò ha dichiarato che Adolfo D’Ambrosio venne arrestato prima di lui nell’operazione Vulpes. In merito al summit di via degli Stadi, ha precisato che i membri del gruppo di San Vito non erano presenti. Ha aggiunto: «Le riunioni di ‘ndrangheta non sono come quelle di condominio», mentre su Massimo D’Ambrosio ha detto che si occupava di droga avendolo appreso da terze persone dietro le sbarre.

      L’avvocato Mariarosa Bugliari ha chiesto chiarimenti sull’ammanco di denaro dalla “bacinella”. Pulicanò ha detto che l’ammanco fu contestato nel 2009, prima dell’operazione Timpone Rosso, e che Rango era tra i mandanti del piano omicidiario contro Strusciatappine nel 2013. Ha aggiunto: «Strusciatappine faceva attività criminali per conto suo e non aveva nulla a che fare con il gruppo unico».

      All’avvocato Franco Locco, Pulicanò ha spiegato di essere stato arrestato nel 2008 e posto ai domiciliari, successivamente incarcerato a settembre 2009 fino al 2013. Ha affermato di non aver mai parlato con Franco Presta. La contestazione dell’avvocato ha riguardato la presunta gestione di Presta senza riferimento ai suoi cugini Roberto e Antonio Presta, che Pulicanò ha confermato di non aver mai incontrato. Il legale ha fatto intendere che queste informazioni potrebbe averle assunte dopo gli interrogatori citati in udienza, dove non aveva mai parlato di loro. Poi le domande dell’avvocato Fiorella Bozzarello e quelle dell’avvocato Luca Acciardi, al quale, il pentito ha ribadito di essere un «soggetto libero» e di non dipendere più dal programma di protezione. Ha spiegato che segue le cronache locali, come quelle pubblicate sul processo Reset dalla nostra testata, e che il suo esempio può essere un invito alla collaborazione con la giustizia. «Il mio esempio vale», ha affermato Pulicanò.

      Pulicanò ha invece così risposto alle domande dell’avvocato Badolato: «Conosco Mario Gervasi, ma non ricordo se abbiamo commesso reati insieme». Ha ricordato che si parlava di Gervasi come un individuo coinvolto nell’acquisto di auto e scooter.

      Anche l’avvocato Antonio Quintieri ha posto domande sul piano omicidiario contro Strusciatappine. Il pentito ha precisato di aver appreso di questa circostanza mentre era detenuto a Cosenza dal 2009 al 2013, e che il piano venne discusso nel 2013, ma l’attentato non ebbe luogo.

      Infine, le domande del collegio giudicante su Carlo Drago. Pulicanò ha risposto che Drago agiva in maniera autonoma ma negli ultimi tempi si era avvicinato a Roberto Porcaro, senza specificare l’arco temporale.

      Il breve esame di Angelo Colosso

      Il secondo pentito di giornata, escusso dal pm Vito Valerio, è stato Angelo Colosso, al quale ha posto poche domande. Parlando, ad esempio di Carlo Drago, il collaboratore di giustizia, che nel clan Lanzino era dedito al traffico di droga e agli omicidi, ha detto che nell’ultimo periodo si era avvicinato a Francesco Patitucci, al quale consegnava la somma di 20mila euro per stare tranquillo.

      Processo “Reset”, rito ordinario: gli imputati

      • Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)
      • Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Antonio Quintieri)
      • Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)
      • Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)
      • Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)
      • Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)
      • Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)
      • Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)
      • Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Andrea Manna e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Grosso (difeso dall’avvocato Francesco Vetere)
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione (difeso dall’avvocato Riccardo Maria Panno)
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Cosimo Manzo
      • Lauretta Mellone (difesa dagli Amelia Ferrari e Erik Siciliano)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Giuseppe Piromallo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Antonio Russo (difeso dall’avvocato Roberto Deni)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (difeso dall’avvocato Senese) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
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      'Ndrangheta · Cosenza · Francesco Patitucci · Rende · Reset

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