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      'Ndrangheta a Cosenza, la pentita polacca: «Con Patitucci eravamo una cosa sola»

      L'ascesa e la caduta della famiglia Bella Bella nei ricordi di Edyta Kopaczynska, dichiarazioni spontanee di un imputato sulla scena del processo "Reset"
      Marco Cribari
      9 luglio 202511:54
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      'Ndrangheta a Cosenza, la pentita polacca: «Con Patitucci eravamo una cosa sola»

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      'Ndrangheta a Cosenza, la pentita polacca: «Con Patitucci eravamo una cosa sola»

      L’udienza odierna di “Reset” ha segnato il ritorno sulla scena processuale di Edyta Kopaczynska, 51 anni, vedova polacca del boss Michele Bruni e testimone diretta della rapida ascesa e dell’altrettanto repentina caduta della famiglia criminale di cui ha fatto parte per anni. La donna collabora con la giustizia dal 2012 e su imbeccata del pm Corrado Cubellotti ha ripercorso le fasi che, ben dodici anni fa, l’hanno indotta a cambiare pelle: «Dopo la morte di mio marito e di mio cognato Luca Bruni, il nostro clan si è sciolto. Si sono presi tutto. E allora come scelta di vita ho deciso di collaborare. Era il clan “Bella Bella”, ma in seguito ci siamo uniti con il clan degli zingari, con il clan di Patitucci e siamo diventati una cosa sola».

      Il pm si è ingolosito e le chiesto di chiarire il senso di quell’espressione – «una cosa sola» – che rimanda direttamente al tema del processo: «Usura, estorsioni, si faceva tutto insieme. E gli imprenditori dovevano pagare», ha spiegato Edyta, traducendo da sé stessa. «La droga si poteva prendere solo da noi. E non si poteva spacciare senza la nostra autorizzazione. La conseguenza era che o ci davano i soldi o prendevano gli schiaffi». In seguito, l’avvocato Luca Acciardi le chiederà se l’accordo tra il suo gruppo e quello di Patitucci fosse poi tramontato. La risposta rimanda ai giorni più drammatici per la diretta interessata: «Dopo la morte di mio cognato Luca Bruni».

      I suoi ricordi si fermano al 2010, data dell’arresto collettivo di “Telesis” che segna per il suo gruppo l’inizio della fine. «Fino a quel momento, la bacinella – la cassa, ndr – la gestivano mio marito Michele e Francesco Patitucci». Di Umberto Di Puppo rammenta solo che «faceva parte del clan Lanzino». Su Roberto Porcaro: «Ha fatto un po’ la bandiera: prima era con Domenico Cicero e poi è passato con Patitucci a fare tutto quello che diceva lui». Di Rosanna Garofalo, sostiene facesse «ciò che facevo io per mio marito, quando Patitucci era in carcere faceva da tramite tra lui e i suoi soldati». In seguito, su domanda dell’avvocato Laura Gaetano non riuscirà a datare questo ricordo. Non sarà l’unico.

      Edyta, infatti, mostra più di qualche titubanza perché la memoria non l’aiuta, specie quando si tratta di attingere a piene mani dal suo passato criminale e da quello degli altri. Cubellotti non demorde e prova a stimolarle i ricordi. Un primo elenco di nomi non le dice nulla, ma a quello di Maurizio Rango ha un sussulto: «E chi se lo scorda. Ci ho avuto un bel po’ di disguidi. Mi odiava. Lui, Daniele Lamanna, Adolfo Foggetti hanno fatto un bel danno alla mia famiglia. Dopo che hanno ucciso mio cognato Luca Bruni, sono venuti a chiedermi dei soldi. E Rango mi ha cacciato anche di casa».

      Carmine Caputo replica al pentito Montemurro

      L’udienza si era aperta con le dichiarazioni spontanee dell’imputato Carmine Caputo in replica ad alcune affermazioni fatte in precedenza dal pentito Giuseppe Montemurro: «Faccio il lavoro di buttafuori da trent’anni. Non era il mio primo lavoro. Ho fatto l’autista di pullman, ho lavorato in una cooperativa. Quando Montemurro ha aperto l’agenzia io e i miei colleghi siamo stati costretti a lavorare con lui. Sono stato sempre molto robusto. Quando c’erano risse, le risolvevo da solo. Non è vero come dice lui che ho picchiato M. C.. Una sera c’erano persone a un tavolo che davano fastidio. Lo abbiamo cacciato fuori e lui si toglie la cinta e si lancia contro di noi. Abbiamo reagito. Il signor Canino si è lamentato con noi perché questa persona era seduta al suo tavolo. Nient’altro. Non ho mai incendiato nessuna macchina. La macchina l’ha incendiata lui e se n’è pure sempre vantato. Parecchie volte lo abbiamo accompagnato in giro, ma non è mai successo che sono andato con lui a casa di Roberto Porcaro. Con mio fratello Giuseppe i rapporti si erano interrotti. Sono ripresi nel 2021 quando mia figlia ha fatto 18 anni. Ho fatto sempre tanti lavori, e ora mia moglie si barcamena come può, con il risultato che mia figlia non può iscriversi all’università. Una figlia che dovrebbe laurearsi con 110 e lode, pensate come mi sento. Per fortuna in carcere mi fanno lavorare e quindi riesco a fare qualcosa per andare avanti».

      Processo “Reset”, rito ordinario: gli imputati

      Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)

      Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)

      Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Antonio Quintieri)

      Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)

      Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)

      Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)

      Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)

      Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)

      Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)

      Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)

      Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)

      Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)

      Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)

      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Andrea Manna e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Grosso (difeso dall’avvocato Francesco Vetere)
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione (difeso dall’avvocato Riccardo Maria Panno)
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Cosimo Manzo
      • Lauretta Mellone (difesa dagli Amelia Ferrari e Erik Siciliano)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Giuseppe Piromallo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Antonio Russo (difeso dall’avvocato Roberto Deni)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (difeso dall’avvocato Senese) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
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      'Ndrangheta · Cosenza · Francesco Patitucci · Reset

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      Filippo D'Andrea e la riscoperta di Franco Costabile: una voce per la poesia dimenticata del Sud
      Società

      Alessandro Apreda il Dr Manhattan del web

      3 giugno 2026
      Ore 13:54
      Alessandro Apreda il  Dr Manhattan  del web
      Cosenza Calcio

      Il saluto di Tommasio D'Orazio al Cosenza

      3 giugno 2026
      Ore 11:11
      Il saluto di Tommasio D'Orazio al Cosenza
      Cultura

      Marco Calabrese e il meraviglioso mondo della musica

      2 giugno 2026
      Ore 15:01
      Marco Calabrese e il meraviglioso mondo della musica
      Cultura

      Filippo D'Andrea e la riscoperta di Franco Costabile: una voce per la poesia dimenticata del Sud

      Nelle sue analisi emerge un autore complesso, segnato da profonde ferite interiori ma dotato di una straordinaria capacità di trasformare il dolore in parola poetica

      4 giugno 2026
      Ore 15:33
      Filippo D'Andrea e la riscoperta di Franco Costabile: una voce per la poesia dimenticata del Sud
      Società

      Alessandro Apreda il Dr Manhattan del web

      3 giugno 2026
      Ore 13:54
      Alessandro Apreda il  Dr Manhattan  del web
      Operazione Smile

      «Ci devi dare i soldi o ti ammazziamo di botte», smantellata rete di spaccio gestita da padre e figlio: sei arresti

      I destinatari residenti a Rosarno, Taurianova e Rose. Documentate oltre 220 cessioni di droga. I codici per ordinare la droga e le minacce di morte per recuperare i crediti
      Redazione Cronaca
      «Ci devi dare i soldi o ti ammazziamo di botte»,\u00A0smantellata rete di spaccio gestita da padre e figlio: sei arresti
      L’intervista

      Eccidio di Amendolara, Polito (Unical): «Dietro la strage non c’è una guerra tra afghani e pakistani»

      Lo psicologo esperto di migrazioni analizza il contesto in cui maturano violenza e caporalato: «Debiti, ricatti e marginalità rendono queste persone particolarmente esposte alle organizzazioni criminali»
      Paolo Mazza
      Eccidio di Amendolara, Polito (Unical):\u00A0«Dietro la strage\u00A0non c’è una guerra tra afghani e pakistani»\n
      Le motivazioni

      Braccianti uccisi ad Amendolara, il gip: «Puniti in modo atroce, nessun segno di pentimento»

      Custodia cautelare in carcere per i due 31enni pakistani accusati dell'omicidio di quattro braccianti. Nell'ordinanza il giudice parla di un'azione «perfettamente coordinata» e una pericolosità elevata degli indagati
      Redazione Cronaca
      Braccianti uccisi ad Amendolara, il gip: «Puniti in modo atroce, nessun segno di pentimento»\n
      La decisione

      Giuseppe Gaetani ucciso a Cassano all’Ionio, quattro imputati a processo | NOMI

      Il gup di Catanzaro accoglie la richiesta avanzata dal pm Alessandro Riello. Prima udienza il prossimo 6 luglio davanti alla Corte d’Assise di Cosenza
      Antonio Alizzi
      Giuseppe Gaetani ucciso a Cassano all’Ionio, quattro imputati a processo | NOMI\n
      La decisione

      Migranti uccisi ad Amendolara, i due pakistani restano in carcere: il gip convalida il fermo

      Sono accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato per la strage dei 4 braccianti bruciati vivi all'interno di un minivan. Le vittime sarebbero state uccise perché lamentavano di dover vivere 10 in una stanza
      Redazione Cronaca
      Migranti uccisi ad Amendolara, i due pakistani restano in carcere: il gip convalida il fermo
      I risvolti

      L’orrore di Amendolara, domani l'autopsia sui resti dei quattro giovani uccisi

      L'esame sarà eseguito all'obitorio di Rossano. Le vittime avevano tra i 19 e i 29 anni. Due connazionali sono accusati del massacro.
      Matteo Lauria
      L’orrore di Amendolara, domani l'autopsia sui resti dei quattro giovani uccisi\n
      Indagini in corso

      Braccianti uccisi ad Amendolara, gli autori della strage potrebbero essere stati aiutati nella fuga

      Dell'esistenza del terzo soggetto ha parlato il superstite della strage, l’afghano Mohammad Taj Alamyar, indicandolo come un amico dei due pakistani fermati
      Redazione Cronaca
      Braccianti uccisi ad Amendolara, gli autori della strage potrebbero essere stati aiutati nella fuga\n
      Eccidio sulla 106

      Strage di Amendolara, fantasmi dietro il rogo: le pistole contro i braccianti, il terzo caporale e la “mafia pachistana”

      Il rogo è spento, ma nelle campagne tra Calabria e Basilicata tutto continua come prima. Tra contratti opachi, paghe trattenute e minacce armate, l’inchiesta apre interrogativi sul sistema di sfruttamento che abbassa i prezzi e annulla i diritti
      Pablo Petrasso
      Strage di Amendolara, fantasmi dietro il rogo:\u00A0le\u00A0pistole\u00A0contro i braccianti, il terzo caporale e la “mafia pachistana”\n
      La decisione

      Procura di Crotone, il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Tridico: annullata la nomina di Guarascio

      Il massimo organo della giustizia amministrativa ha disposto un nuovo esame da parte del Csm sulla nomina del procuratore capo di Crotone
      Antonio Alizzi
      Procura di Crotone, il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Tridico: annullata la nomina di Guarascio\n
      Migranti uccisi

      Strage di Amendolara, i due indagati davanti al gip per l’udienza di convalida dei fermi

      Safeer Ahmed e Ali Raza in Tribunale a Castrovillari. Uno dei due legali: «Si avverranno della facoltà di non rispondere»
      Redazione Cronaca
      Strage di Amendolara, i due indagati davanti al gip per l’udienza di convalida\u00A0dei fermi\n
      Struttura clandestina

      Cortesie per latitanti: scoperto nella Locride un bunker da film con tunnel di 120 metri e uscita segreta per la fuga

      VIDEO | Una camera da letto, un bagno, una stanza di fuga e una botola elettrica nascosta conducevano a un cunicolo sotterraneo che conduceva in aperta campagna. I carabinieri lo hanno scoperto durante una perquisizione ad Ardore
      Redazione Cronaca
      Cortesie per latitanti: scoperto nella Locride un bunker da film con tunnel di 120 metri e uscita segreta per la fuga\n
      L’inchiesta continua

      Movente, dinamica dell’incendio, complici e violenza illogica: i misteri che restano sulla strage di Amendolara

      Ancora molte domande aperte dopo la conferenza stampa a Cosenza. Il procuratore D’Alessio non ha escluso altre cause per l’eccidio: spunta l’ombra di uno scontro tra etnie per il “governo” dei campi. Dubbi sulla trappola di fuoco scattata sotto le telecamere
      Pablo Petrasso
      Movente, dinamica dell’incendio, complici e violenza illogica: i misteri che restano sulla strage di Amendolara\n
      A Castrovillari

      Agguato al boss di Rossano Salvatore Morfò, disposta la perizia psichiatrica per Giovanni Scorza

      Accolta la richiesta della difesa: l’udienza è stata rinviata per il conferimento dell’incarico al perito
      Antonio Alizzi
      Agguato al boss di Rossano Salvatore Morfò, disposta la perizia psichiatrica per Giovanni Scorza\n
      In stand-by

      Ponte sullo Stretto, l'Ue rivuole 12 milioni: il bilancio svela ritardi, contenziosi e incognite sul maxi progetto

      La società Stretto di Messina dovrà restituire i fondi ricevuti dall'Unione europea per la progettazione esecutiva. Nel documento contabile emergono gli intoppi nell'iter autorizzativo e il contenzioso da 700 milioni con Eurolink ancora aperto. Il personale aumenterà ma sull’inizio di lavori c’è incertezza: avverrà «nei prossimi mesi»
      Pablo Petrasso
      Ponte sullo Stretto, l'Ue rivuole 12 milioni: il bilancio svela ritardi, contenziosi e incognite sul maxi progetto\n
      Il retroscena

      Amendolara, la Fiat Ulysse trasformata in trappola: così quattro migranti sono morti tra fuoco e fumo

      Secondo la Procura, il mezzo sarebbe stato bloccato dall’esterno e poi dato alle fiamme impedendo alle vittime di uscire dall’abitacolo. Non s’indaga solo sul caporalato
      Antonio Alizzi
      Amendolara, la Fiat Ulysse trasformata in trappola: così quattro migranti sono morti tra fuoco e fumo\n
      A Scanzano Ionico

      Strage dei braccianti ad Amendolara, parla l’imprenditore che li aveva assunti: «Non erano più con noi da una settimana»

      Rocco Zuccarella, imprenditore agricolo del Metapontino indicato, come datore di lavoro delle vittime, respinge ogni illazione: «Assunzioni, stipendi e controlli erano regolari. Nessuna contestazione da magistratura o forze dell’ordine»
      Redazione Cronaca
      Strage dei braccianti ad Amendolara, parla l’imprenditore che li aveva assunti: «Non erano più con noi da una settimana»\n
      La manifestazione

      Strage di Amendolara, il segretario della CGIL Landini sabato sul luogo dell’eccidio

      Intanto il sindaco della cittadina jonica chiede ai colleghi primi citatdini di fare rete contro il fenomeno del caporalato
      Redazione
      Strage di Amendolara, il segretario della CGIL Landini sabato sul luogo dell’eccidio\n
      STORIA CONTROVERSA

      Urla, minacce dal balcone e trattative fino alle 4: la lunga notte vissuta a Praia a Mare dopo l’occupazione abusiva

      Cronistoria dei momenti di paura nel cuore della località tirrenica: una coppia si introduce in un appartamento, aggredisce due lavoratrici e resiste per ore. Decisiva la mediazione dei carabinieri 
      Francesca Lagatta
      Urla, minacce dal balcone e trattative fino alle 4: la lunga notte vissuta a Praia a Mare dopo l’occupazione abusiva\n
      Emergenza sociale

      Braccianti bruciati vivi in Calabria, sabato ad Amendolara manifestazione della Cgil con Landini 

      Partenza dalla stazione di servizio in cui è avvenuto l’eccidio dei migranti e arrivo in paese. Il corteo nel pomeriggio
      Redazione Attualità
      Braccianti bruciati vivi in Calabria, sabato ad Amendolara manifestazione della Cgil con Landini\u00A0\n
      Eccidio sulla 106

      Strage di Amendolara, indagini lampo per ricostruire l’orrore: «In 30 anni mai vista una crudeltà simile»

      La testimonianza dell’unico superstite del rogo nella stazione di servizio sulla statale 106, la caccia ai due presunti caporali pachistani e l’arresto. Le fasi salienti dell’inchiesta della Procura di Castrovillari
      Redazione Cronaca
      Strage di Amendolara, indagini lampo per ricostruire l’orrore: «In 30 anni mai vista una crudeltà simile»
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      Strage dei braccianti ad Amendolara, parla l’imprenditore che li aveva assunti: «Non erano più con noi da una settimana»

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