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      'Ndrangheta Cosenza, Fioravante Abbruzzese "scagiona" i figli: «Non esiste alcun clan»

      Il padre di Luigi, Marco, Nicola, Antonio, Franco e Celestino (ora pentito), respinge le accuse di mafia e fornisce la sua versione al presidente Fabiana Giacchetti
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:55
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      'Ndrangheta Cosenza, Fioravante Abbruzzese "scagiona" i figli: «Non esiste alcun clan»

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      'Ndrangheta Cosenza, Fioravante Abbruzzese "scagiona" i figli: «Non esiste alcun clan»

      Nell’ultima udienza di Reset (il processo contro la ‘ndrangheta di Cosenza), svoltasi lo scorso 7 ottobre nell’aula bunker di Catanzaro, si sono concluse le discussioni difensive degli avvocati. Ma è stata anche l’occasione per tanti imputati di rendere dichiarazioni spontanee. In questo caso, parliamo di Fioravante Abbruzzese, ritenuto uno dei presunti confederati alla ‘ndrangheta di Cosenza.

      Il padre di Luigi, Marco, Nicola, Antonio, Franco e Celestino (ora pentito), ha escluso che la sua famiglia faccia parte di un clan di ‘ndrangheta. Egli stesso ritiene di essere stato condannato ingiustamente nel processo Timpone Rosso, l’inchiesta antimafia della Dda di Catanzaro che ha disarticolato fino a un certo periodo la cosca Abbruzzese di Cassano Ionio.

      Fioravante Abbruzzese, dichiarazioni spontanee

      «Dovete sapere», rivolgendosi al presidente Fabiana Giacchetti, «che sono detenuto dal 2007, e prima di quell’anno non sono mai stato coinvolto in reati di stampo mafioso o legati alla ‘ndrangheta. Non sono mai stato detenuto né imputato per reati mafiosi, e questo non lo dico solo io: ci sono due sentenze, della Corte d’Appello di Roma e di Perugia, che confermano questo punto. È anche scritto nel mio certificato penale, dove si attesta che non ho precedenti per questi tipi di reati».

      Riferendosi al presidente del tribunale e al pubblico ministero della Dda di Catanzaro, Fioravante Abbruzzese ha detto che «la mia attività lavorativa consisteva nel commercio di ferro vecchio. Con il mio camion, raccoglievo ferro che poi rivendevo. Anche mio figlio, Celestino, oggi collaboratore di giustizia, può confermare che lavorava con me. È stato sempre un ragazzo che lavorava giorno e notte, e questo possono testimoniarlo in molti».

      «Per svolgere il mio lavoro, avevo preso in uso un terreno lungo il fiume, dove scaricavo il ferro raccolto durante la giornata. Mi è stata fatta una denuncia per occupazione abusiva di quel terreno, ma lo utilizzavo solo come discarica per il materiale di ferro, e avevo persino chiesto al Comune di fare delle pulizie in quella zona, dove avevo messo della breccia per sistemare l’area. Tutte le ricevute di discarica e i documenti del mio lavoro sono stati raccolti e forniti agli atti, compresa la firma di mio figlio Celestino, perché io, allora come oggi, non so leggere né scrivere».

      “Famiglia Banana” non legata alla ‘ndrangheta di Cosenza

      Fioravante Abbruzzese ha poi aggiunto: «Ci tengo a precisare che non c’è mai stata una “famiglia Banana” o una banda criminale chiamata così legata alla ‘ndrangheta. Io non ho mai fatto parte di gruppi di questo genere, né sono stato implicato con italiani, né con altri rom, e nemmeno con i miei familiari di Timpone Rosso. Il reato per cui sto pagando oggi, una pena di venticinque anni, è un reato che non ho mai commesso. Anche la Corte d’Appello di Catanzaro conferma che ci sono state incongruenze nelle testimonianze contro di me, come nel caso dei fermi riportati dal collaboratore Pasquale Perciaccante e altri membri della famiglia Abbruzzese. I dati di questi fermi non sono coerenti con la mia posizione, poiché risulto fermato in tre occasioni in cui ero già detenuto in carcere. Ho fornito i documenti relativi a queste circostanze ai miei difensori e spero che questi siano stati presentati anche a voi, signor Pubblico Ministero».

      ‘Ndrangheta Cosenza, il figlio pentito

      «Quando è arrivato Franco Bevilacqua, che alcuni indicano come capo di una nuova famiglia, io ero già in carcere e non potevo avere nulla a che fare con quelle situazioni. Anche durante quel periodo, lavoravo solo per mantenere me e i miei figli, e ciò mi bastava», ha spiegato Fioravante Abbruzzese.

      «Vi invito a chiedere conferma a mio figlio Celestino, che può testimoniare di aver lavorato sempre con me, come tutti i miei figli, accompagnandomi nella raccolta del ferro e firmando al mio posto i documenti quando necessario. Anche se ho commesso altri reati comuni, e li ho scontati, non ho mai fatto parte di organizzazioni mafiose», ha concluso l’imputato presente nel procedimento penale contro la ‘ndrangheta di Cosenza.

      Processo abbreviato “Reset”, le richieste della Dda

      • Antonio Abbruzzese (classe 1975), difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Cesare Badolato CHIESTI 7 anni e 6 mesi
      • Antonio Abruzzese alias Strusciatappine, difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari CHIESTI 14 anni
      • Antonio Abbruzzese (classe 1984) difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante) CHIESTI 20 anni
      • Celestino Abbruzzese, difeso dall’avvocato Simona Celebre CHIESTI 6 anni
      • Fioravante Abbruzzese, difeso dall’avvocato Cesare Badolato CHIESTI 14 anni
      • Francesco Abbruzzese, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 12 anni
      • Luigi Abbruzzese, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito CHIESTI 20 anni
      • Marco Abbruzzese, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito CHIESTI 20 anni
      • Nicola Abbruzzese, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito CHIESTI 20 anni
      • Rocco Abbruzzese, difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari CHIESTI 12 anni
      • Saverio Abbruzzese, difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Matteo Cristiani CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Gianluca Alimena, difeso dall’avvocato Emiliano Iaquinta CHIESTI 2 anni
      • Claudio Alushi, difeso dall’avvocato Angelo Nicotera CHIESTI 18 anni
      • Salvatore Ariello, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 20 anni
      • Luigi Avolio, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Raffaele Brescia CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Ivan Barone, difeso dall’avvocato Rosa Pandalone CHIESTI 8 anni
      • Giuseppe Belmonte, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo CHIESTI 8 anni e 2 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Gianluca Benvenuto, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri e Matteo Cristiani CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Massimo Bertoldi, difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Filomena Rota CHIESTI 12 anni e 4 mesi
      • Piero Bertoldi, difeso dall’avvocato Domenico Villella CHIESTI 2 anni
      • Cosimo Bevilacqua (classe 1965), difeso dagli avvocati Giacomo Iaria e Gianpiero Calabrese CHIESTI 18 anni e 8 mesi
      • Fabio Bevilacqua, difeso dall’avvocato Raffaele Brunetti CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Fiore Bevilacqua alias “Mano Mozza”, difeso dagli avvocati Antonio Ingrosso e Gianpiero Calabrese CHIESTI 10 anni
      • Francesco Bevilacqua, difeso dagli avvocati Luigi Bonofiglio e Michele Franzese CHIESTI 10 anni e 8 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Leonardo Bevilacqua, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 12 anni
      • Luigi Bevilacqua, difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Leone Fonte CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Luigina Bevilacqua, difesa dagli avvocati Cesare Badolato CHIESTI 2 anni
      • Andrea Bruni (classe 1983) difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 4 anni e 8 mesi
      • Gianfranco Bruni, difeso dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 20 anni
      • Giuseppe Zoltan Bruniani CHIESTI Un anno e 4 mesi
      • Salvatore Calandrino, difeso dagli avvocati Antonio Aloe e Rossana Cribari CHIESTI 10 anni e 4 mesi
      • Gianluca Campolongo, difeso dagli avvocati Nicola Carratelli CHIESTI 7 anni
      • Giuseppe Caputo, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 12 anni
      • Francesco Carelli difeso dall’avvocato Ugo Ledonne CHIESTI 4 anni e 8 mesi
      • Alessandro Cariati, difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Tanja Argirò CHIESTI 2 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Alessandro Catanzaro, difeso dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 14 anni
      • Maria Rosaria Ceglie, difeso dagli avvocati Camillo Gabriele Fiorito ed Emma Eboli CHIESTI 3 anni e 8 mesi
      • Patrizio Chiappetta, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Alessandro Diddi CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Daniele Chiaradia, difeso dagli avvocati Pasquale Di Iacovo e Maurizio Malomo CHIESTI 12 anni e 4 mesi
      • Francesco Ciliberti, difeso dagli avvocati Alessandro Diddi ed Enzo Belvedere CHIESTI 16 anni
      • Fabiano Ciranno, difeso dall’avvocato Giancarlo Greco e Cesare Badolato CHIESTI 18 anni
      • Francesco Curcio, difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari CHIESTI 14 anni
      • Marco D’Alessandro, difeso dall’avvocato Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Adolfo D’Ambrosio, difeso dall’avvocato Cesare Badolato CHIESTI 20 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Francesco De Cicco, difeso dagli avvocati Cristian Bilotta e Francesco Gambardella CHIESTI 4 anni e 10 mesi
      • Massimiliano D’Elia, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 12 anni
      • Cesare D’Elia, difeso dall’avvocato Cristian Cristiano CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Andrea De Giovanni, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Tanja Argirò CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Michele Di Puppo, difeso dagli avvocati Angelo Pugliese e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Umberto Di Puppo, difeso dagli avvocati Angelo Pugliese e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Carlo Drago, difeso dagli avvocati Francesco Santelli e Cesare Badolato CHIESTI 20 anni
      • Renato Falbo, difeso dall’avvocato Pietro Sammarco CHIESTI 7 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Rosetta Falvo, difeso dall’avvocato Mario Scarpelli CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Cristian Ferraro, difeso dall’avvocato Michele Donadio CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Simona Ferrise, difeso dall’avvocato Laura Gaetano CHIESTI 14 anni
      • Rosa Filippelli, difeso dall’avvocato Angelo Nicotera CHIESTI 3 anni
      • Adolfo Foggetti, difeso dall’avvocato Michele Gigliotti CHIESTI 3 anni e 8 mesi
      • Oscar Fuoco, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Pietro Gardi, difeso dall’avvocato Francesco Acciardi CHIESTI un anno e 4 mesi
      • Gino Garofalo, difeso dall’avvocato Antonio Quntieri CHIESTI 16 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Salvatore Garofalo, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 2 anni
      • Alberigo Granata, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 12 anni
      • Andrea Greco, difeso dall’avvocato Giorgia Greco e Sergio Rotundo CHIESTI 19 anni
      • Francesco Greco (pentito) CHIESTI 8 anni
      • Francesco Gualano, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Silvia Guido, difesa dagli avvocati Tanja Argirò e Giorgia Greco CHIESTI 16 anni
      • Francesco Iantorno, difeso dall’avvocato Francesco Boccia CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Giuseppe Iirillo, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Aldo Iirillo CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Antonio Illuminato, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 20 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Luciano Impieri, difeso dall’avvocato Caterina De Luca CHIESTI 6 anni
      • Carlo Lamanna, difeso dall’avvocato Giuseppe Manna CHIESTI 20 anni
      • Daniele Lamanna, difeso dall’avvocato Michele Gigliotti CHIESTI 3 anni e 4 mesi
      • Ettore Lanzino, difeso dall’avvocato Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Fabio Laratta, difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi CHIESTI 2 anni
      • Saverio Madio, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Romualdo Truncè CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Gianluca Maestri, difeso dagli avvocati Renato Tocci e Rossana Cribari CHIESTI 20 anni
      • Antonio Magnelli, difeso dall’avvocato Gisberto Spadafora CHIESTI 2 anni
      • Massimo Giuseppe Maione, difeso dagli avvocati Giorgia Greco ed Enzo Belvedere CHIESTI 4 anni e 6 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Antonio Manzo, difeso dagli avvocati Antonio Ingrosso e Osvaldo Rocca CHIESTI 12 anni
      • Antonio Marotta, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 20 anni
      • Mauro Marsico, difeso dall’avvocato Lucio Ebardo e Luca Acciardi CHIESTI 10 anni
      • Francesco Mazzei, difeso dall’avvocato Cesare Badolato e Gianpiero Calabrese CHIESTI 16 anni e 6 mesi
      • Ivan Montualdista, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese CHIESTI 16 anni
      • Alfredo Morelli, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 16 anni e 8 mesi
      • Alessandro Morrone (classe 1988), difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco CHIESTI 16 anni e 8 mesi
      • Francesco Occhiuzzi difeso dagli avvocati Vito Caldiero e Carmine Curatolo CHIESTI 3 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Roberto Olibano junior difeso dall’avvocato Anna Maria Domanico CHIESTI 12 anni
      • Anna Palmieri, difesa dall’avvocato Vania Giuseppina Gianporcaro CHIESTI 5 anni e 4 mesi
      • Francesco Patitucci, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Laura Gaetano CHIESTI 20 anni
      • Damiana Pellegrino, difesa dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Erminio Pezzi, difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Enzo Piattello, difeso dall’avvocato Gianpiero Calabrese CHIESTI 16 anni
      • Giuseppe Piromallo, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgia Medaglia CHIESTI 3 anni
      • Mario “Renato” Piromallo, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgia Medaglia CHIESTI 20 anni
      • Paolo Pisani, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Cesare Badolato CHIESTI 2 anni e 2 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Roberto Porcaro, difeso dall’avvocato Mario Scarpelli CHIESTI 20 anni
      • Franco Presta, difeso dall’avvocato Sara Luiu CHIESTI 20 anni
      • Gennaro Presta, difeso dagli avvocati Rossana Cribari e Cesare Badolato CHIESTI 20 anni
      • Roberto Presta, difeso dall’avvocato Maria Claudia Conidi CHIESTI 5 anni e 4 mesi
      • Maurizio Rango, difeso dall’avvocato Teodora Gabrieli CHIESTI 20 anni
      • Michele Rende, difeso dagli avvocati Rossana Cribari e Pasquale Marzocchi CHIESTI 14 anni
      • Francesco Ripepi, difeso dagli avvocati Michele Franzese e Sandro Furfaro CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Gianfranco Ruà, difeso dagli avvocati Massimo Petrone e Valentina Moretti CHIESTI 20 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Antonio Russo, difeso dall’avvocato Roberto Deni CHIESTI 12 anni
      • Stefano Salerno, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese CHIESTI 16 anni e 8 mesi
      • Eugenio Satiro, difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello e Filippo Cinnante CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Marco Saturnino, difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Filippo Cinnante CHIESTI 10 anni
      • Salvatore Sesso, difeso dagli avvocati Vincenzo Tridico CHIESTI 8 anni e 4 mesi
      • Luca Simerano, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 7 anni
      • Mario Sollazzo, difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Giovanni Favasuli CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Francesco Sorrentino, difeso dall’avvocato Linda Boscaglia CHIESTI 4 anni e 8 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Ettore Sottile, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Pasquale Naccarato CHIESTI 20 anni
      • Alberto Superbo, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Marco Tornelli, difeso dall’avvocato Cristian Cristiano CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Alberto Turboli, difeso dall’avvocato Cristian Bilotta e Maurizio Nucci CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Danilo Turboli, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Francesco Veltri, difeso dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 6 anni
      • Giuseppe Zaffonte, difeso dall’avvocato Emanuela Capparelli CHIESTI 5 anni e 7 mesi
      • Roberto Zengaro, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Antonio Zinno, difeso dall’avvocato Nicola Carratelli CHIESTI 10 anni e 8 mesi (clicca su avanti per leggere le parti civili)

      “Reset” in abbreviato, le parti civili

      • Ministero dell’Interno, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Ministero della Giustizia, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Regione Calabria, difesa dall’avvocato Michele Rausei
      • Presidenza del Consiglio dei Ministri, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Ministero della Difesa, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Ministero della Difesa – Comando Generale dei Carabinieri, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Commissario Straordinario del Governo presso il Ministero tratto Antiusura e Racket, difeso dall’avvocato Antonello Membrini, Invitalia, difesa dall’avvocato Grazia Volo
      • Comune di Cosenza, difeso dall’avvocato Francesco Chiaia
      • Provincia di Cosenza, difeso dall’avvocato Raffaele Prisco
      • Comune di Rende, difeso dall’avvocato Santo Spadafora
      • Monopoli di Stato, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Associazione AntiRacket Lucio Ferrami, difesa dall’avvocato Carlo Carere
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      Tag
      'Ndrangheta · Cosenza · Francesco Patitucci · Reset

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      • - 15:47Crosia, dipendenti comunali aggrediti davanti al municipio: la solidarietà di Italia Viva
      Nuova campagna

      Scatta il piano antincendi, la Calabria punta sui droni (anche automatici): almeno 40 quelli attivi in estate

      A partire di oggi norme più stringenti per il contrasti ai roghi. Incontro in Cittadella con i sindaci per condividere strategie e azioni comuni 
      Luana Costa
      Scatta il piano antincendi, la Calabria punta sui droni (anche automatici): almeno 40 quelli attivi in estate\n
      lieto fine

      Celico, Carabinieri ed ex poliziotto salvano sul ponte una giovane mamma che pensava al suicidio 

      Il fatto è avvenuto ieri sera intorno alle 22 quando una serie di auto in transito hanno notato la ragazza vagare a piedi sul ponte con una torcia in mano
      Antonio Clausi
      Celico, Carabinieri\u00A0ed ex poliziotto\u00A0salvano sul ponte\u00A0una giovane mamma che pensava al suicidio\u00A0\n
      L’intervento

      Maltratta i genitori per problemi di denaro, arrestato un uomo: trovato in casa con due katane e tre shuriken

      L’intervento è stato disposto dopo una segnalazione della centrale operativa. La perquisizione ha portato al rinvenimento di diverse armi bianche, non regolarmente denunciate
      Redazione
      <p>Maltratta i genitori per problemi di denaro, arrestato un uomo: trovato in casa con due katane e tre shuriken</p>
      Violenza e istituzioni

      Crosia, dipendenti comunali aggrediti davanti al municipio: la solidarietà di Italia Viva

      Casa Riformista esprime vicinanza all’architetto Luigi Lepera e a Vincenzo Muraca, colpiti mentre erano in servizio
      Redazione
      Crosia, dipendenti comunali aggrediti davanti al municipio: la solidarietà di Italia Viva\n

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      Il governatore ha incontrato la giovane scampata nei giorni scorsi a una brutale aggressione e il ragazzo che è intervenuto salvandola: «La loro testimonianza per insegnare alle nuove generazioni a rifiutare ogni forma di violenza»
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      Nel processo ordinario sollevate due questioni: il deposito dell’impugnazione e il mancato rinvio per legittimo impedimento
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      Violenza cieca

      Crosia, due dipendenti comunali aggrediti nel cortile del Municipio

      Il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale e un addetto al servizio idraulico sono stati colpiti con un palo da parte di un cittadino che lamentava ritardi nel disbrigo di una pratica. La condanna del sindaco Maria Teresa Aiello: «Episodio intollerabile, che auspico non si ripeta mai più»
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      La riflessione

      Il manganello di Mussolini lanciato da un bambino in Presila: non un’intimidazione, ma un campanello d’allarme

      Le indagini della Digos escludono la pista neofascista: a lanciare il gadget con il volto del Duce contro alcuni militanti dell’Anpi Presila è stato un bambino. Resta però la domanda più inquietante: come può un simbolo della violenza squadrista finire tra le mani di uno scolaro?
      Gianfranco Donadio*
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      Malore improvviso a Marina di Camerota, muore carabiniere in servizio a Castrovillari

      Il militare, 32 anni, era in vacanza nel Cilento con la fidanzata e alcuni amici. Inutili i soccorsi del 118
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      La terra trema

      Terremoto al largo di Tropea, magnitudo 4.7 a 214 chilometri di profondità: forte ma poco avvertito dalla popolazione

      Registrato alle 19.28 un nuovo evento sismico nel mare tra Calabria e Sicilia dopo quello del 2 giugno scorso. Secondo l’Ingv l’ipocentro è stato localizzato a 214 chilometri, un dato che ha contribuito ad attenuare la percezione in superficie, rendendo la scossa scarsamente avvertita in superficie
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      decoro urbano

      Cosenza, sgomberati due box a via Asmara. Senza dimora affidati a servizi sociali

      Tra gli interventi corso vi è l’installazione della piattaforma di arredo urbano “Isola Harris” in Piazza Bilotti. Sul fronte della repressione degli illeciti ambientali, due denunce 
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      BRUTTA STORIA

      Perde la fede nuziale durante il ricovero, sull’anulare un vistoso livido: presentata denuncia per furto aggravato

      La protagonista della vicenda è un’anziana donna residente nell’alto Tirreno cosentino, curata nell’ospedale di Paola e poi a Cosenza dopo una caduta accidentale in casa; infine è stata riaccompagnata al domicilio con un’ambulanza privata. Ma una volta a casa, i parenti hanno fatto l’amara scoperta
      Francesca Lagatta
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      Controlli antidroga

      Rossano, 19enne arrestato con hashish e marijuana: in casa e in cantina oltre 130 grammi di droga

      L’operazione della Polizia di Stato è scattata durante un controllo nel centro cittadino. Dopo la convalida dell’arresto, il giudice ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria
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      Emergenza ambientale

      Allarme inquinamento a Rende, vietato l’uso dell’acqua del Canale Emoli

      Ordinanza del sindaco Sandro Principe dopo la segnalazione del Consorzio di Bonifica della Calabria. Nel tratto di contrada Lecco sarebbero stati individuati scarichi potenzialmente contaminanti
      Redazione
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      Il caso

      World Wide Mafia rimossa da Disney+, docuserie stoppata per garantire la sicurezza del pentito Emanuele Mancuso

      Le puntate della trasmissione sulla 'ndrangheta con al centro la storia di Nicola Gratteri tolte da settimane. Alla base della decisione le contestazioni del collaboratore di giustizia, che denuncia un anonimato insufficiente e possibili rischi per la propria sicurezza. La produzione respinge le accuse ma conferma la sospensione dell'opera
      Alessia Truzzolillo
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      Il dolore

      Strage di Amendolara, arrivano in Calabria i familiari di tre dei quattro braccianti morti

      Dopo una visita all'obitorio e un momento di preghiera, hanno espresso la volontà di celebrare i funerali nei Paesi d'origine. La Regione Calabria ha affidato alla Protezione civile le procedure per il rimpatrio delle salme
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      Terribile impatto

      Scontro auto-moto a Nocera Terinese Marina: nell’incidente muore un giovane, si indaga sulla dinamica

      Il sinistro è avvenuto lungo viale Stazione, in pieno centro abitato. Ferita lievemente la donna incinta alla guida dell’automobile. Da ricostruire la dinamica dell’incidente
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      Ss18, il sindaco di Acquappesa: «Oggi la rimozione del semaforo e il ripristino di entrambe le corsie»

      Le precauzioni si erano rese necessarie dopo che un violento temporale aveva provocato una frana profonda nella collinetta adiacente, arrivata a danneggiare anche gran parte della carreggiata. Oggi, l’annuncio del sindaco Francesco Tripicchio
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      Polizia provinciale di Cosenza, il Tar conferma lo stop al concorso per comandante

      La Provincia, guidata dal nuovo presidente Biagio Faragalli, ha annullato la procedura con una determina del 7 aprile 2026 per ragioni organizzative e finanziarie
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