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      Home page>Cronaca>Processo Reset, a Cosenz...

      Processo Reset, a Cosenza vige la "legge" di Roberto Porcaro

      Il racconto di un imputato-testimone che nonostante fosse estraneo a un debito contratto da un suo amico, fu costretto a pagare una somma non dovuta all'allora "reggente" del clan degli italiani
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:58
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      Processo Reset, a Cosenza vige la "legge" di Roberto Porcaro

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      Processo Reset, a Cosenza vige la "legge" di Roberto Porcaro

      La prima udienza del 2025 del processo ordinario “Reset” si è svolta ieri mattina presso l’aula bunker di Castrovillari, come sempre in condizioni climatiche difficili a causa del mancato funzionamento dell’impianto di riscaldamento. L’udienza ha segnato la ripresa del procedimento dopo la sentenza di primo grado del rito abbreviato, pronunciata dallo stesso tribunale, con il presidente Fabiana Giacchetti.

      Sintesi dell’udienza

      Nel corso dell’udienza, è emersa nuovamente la figura centrale di Roberto Porcaro, ex “reggente” del clan degli italiani di Cosenza, implicato in molteplici attività criminali, tra cui traffico di droga, estorsione e usura. Le testimonianze delle persone offese hanno aggiunto ulteriori dettagli sulle dinamiche e sui rapporti all’interno della rete criminale.

      Le dichiarazioni delle persone offese

      La prima persona offesa sentita ha riferito su Roberto Porcaro, Alessio De Cicco e Francesco Patitucci. Il verbale è stato acquisito, ma la difesa, rappresentata dall’avvocato Cristian Cristiano, ha posto alcune domande: «Non ho mai chiesto ad Alessio De Cicco di prestarmi somme di denaro né ha mai portato soldi a Porcaro o Patitucci. Avevo un debito con Roberto Porcaro e dopo l’arresto di quest’ultimo nella faccenda è subentrato Patitucci», come lo stesso boss di Cosenza ha spiegato nelle dichiarazioni spontanee rese il 7 ottobre nell’aula bunker di Catanzaro. «Conoscevo Patitucci solo di vista ma ero a conoscenza dei suoi precedenti. Mi sollecitò a restituire il debito contratto con Porcaro. Un giorno lo incontrai per strada e mi invitò a casa sua. Non ho mai discusso di questa vicenda con De Cicco».

      La medesima persona offesa ha anche smentito, su domanda dell’avvocato Maurizio Nucci, di aver mai comprato droga da Andrea Carpino: «Da lui ho acquistato solo beni strumentali come una lavastoviglie». Una quarta testimonianza ha riguardato il datore di lavoro di Remo Prete: «È un nostro dipendente e si tratta di una persona sportiva. Sia Giovanni Drago che Carlo Drago erano nostri clienti, nulla più», ha risposto all’avvocato Natale Occhiuto.

      Inoltre, è emersa ancora una volta la storia di una mamma che fu costretta a pagare i debiti contratti dal figlio. «Sono stata contattata per saldare la somma. Massimo Benvenuto si è presentato come amico, mettendomi in contatto con tale Francesco. Non ho dato soldi a Benvenuto, Francesco Greco mi prestò circa 2mila euro, che ho restituito. Greco mi fece paura solo una volta. Questa situazione mi ha molto provata, sia fisicamente che emotivamente, al punto che mi sono ammalata».

      Rapida ed esaustiva la successiva testimonianza, dove ha ristoratrice cosentina ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce in vita sua né di aver trovato bottigliette incendiarie davanti all’ingresso del suo locale. A seguire un giovane imprenditore cosentino che ha negato di aver avuto debiti personali con Guzzo e Mondera, con i quali aveva solo rapporti di amicizia e/o lavorativi.

      Infine, le ultime due testimonianze di persone offese presenti nella lista testi della pubblica accusa sentiti dal pm Vito Valerio: «Chiesi ad Alberto Turboli un aiuto economico, consegnandogli “a garanzia” un’auto, ricevetti in cambio circa 4mila euro. Non ho subito minacce, ma non mi sentivo tranquillo. Dopo il suo arresto nel 2019, ci siamo incontrati solo una volta, quando mi chiese la restituzione della cifra. Quanto ho restituito? Intorno a 3mila euro».

      La “legge” di Roberto Porcaro

      La testimonianza più significativa è stata senza dubbio quella di Valentino De Francesco, sentito in qualità di testimone ma anche imputato del seguente procedimento penale. «Conosco Andrea Mazzei perché mi aiutò con una pratica ad aprire un’attività di catering. Con Porcaro ho avuto problemi, poiché pretendeva il pagamento di somme di denaro che in realtà erano legate a un debito che Mario Sirangelo aveva contratto con lui. La pretesa di Porcaro si basava solo sul fatto che io accompagnai Sirangelo e Filippo Morrone ad acquistare il veicolo».

      «Parlando con Mazzei, che avevo conosciuto grazie a una segnalazione di un ristoratore di Cosenza, uscì fuori questa vicenda e siccome lui era interessato a rilevare la società di Filippo Morrone, che gestiva un lido balneare, non voleva che quest’ultimo appesantisse l’azienda comprando un’altra auto da rivendere immediatamente per saldare i debiti con Porcaro. Per estinguere il debito, ottenni un prestito di 5mila euro da Mazzei, somma che non volle restituita purché si chiudesse questa vicenda. Aggiungo – rispondendo alle domande dell’avvocato Michele Franzese – che Mazzei non ha mai usato violenza nei miei confronti e con lui ho sempre mantenuto buoni rapporti». La somma da restituire a Porcaro era di 15mila euro a fronte dei 37mila euro serviti per acquistare la macchina (12mila anticipati da Morrone e il resto tramite finanziamento della concessionaria), poi rivenduta a 19mila euro.

      La vicenda quindi può essere così riassunta: Filippo Morrone acquistò un’auto per 37.000 euro, pagando un anticipo di 12.200 euro e finanziando il resto. Il giorno seguente la rivendette per 19.000 euro, generando un evidente danno economico alla propria azienda e mettendola in una situazione di insolvenza. Questo gesto sembrava finalizzato a evitare il pagamento del finanziamento. Mazzei, interessato ad acquistare le quote della società di Morrone, considerò l’operazione un danno personale, poiché l’azienda, da sana, divenne insolvente. Tuttavia, non poté agire per annullare la vendita, poiché i fondi coinvolti nell’operazione provenivano da un anticipo versato da Porcaro. La revoca avrebbe comportato la perdita di questi soldi.

      Porcaro, per riottenere i 15.000 euro versati come anticipo e finiti a De Francesco tramite Morrone, intervenne direttamente. Secondo le testimonianze, Porcaro non agì su richiesta di Mazzei, ma per recuperare i propri soldi, arrivando a percuotere De Francesco.

      Dichiarazioni spontanee di Andrea Mazzei

      Andrea Mazzei, prima della conclusione dell’udienza, ha reso dichiarazioni spontanee: «Filippo Morrone l’ho cresciuto come un figlio ma chiarisco che sono intervenuto in questa vicenda perché avevo un interesse nell’acquisto della sua società ed in effetti versavo 500 euro al mese ai fini della compravendita sulla base di un accordo intercorso tra noi. Chiarisco infine che questa contestazione mi pesa più delle altre, in quanto, signor presidente, io sono stato una vittima e non un estortore. Mi sottoporrò ad esame con l’intento di fare luce su tutte le cose che l’ufficio di procura mi imputa».

      Al termine della seduta processuale, il collegio si è riunito in Camera di Consiglio per emettere una sentenza di proscioglimento nei confronti di Lauretta Mellone. La donna, imputata nel processo Reset, è deceduta dopo una grave malattia. La difesa, rappresentata dall’avvocato Amelia Ferrari, aveva insistito per una sentenza assolutoria visto il materiale probatorio emerso nel corso dell’istruttoria. Il presidente Carmen Ciarcia, una volta sentite le richieste delle parti, ha formulato le più sentite condoglianze ai parenti della defunta.

      Processo Reset, rito ordinario: gli imputati

      • Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)
      • Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Antonio Quintieri)
      • Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)
      • Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)
      • Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)
      • Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)
      • Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)
      • Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)
      • Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Andrea Manna e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Grosso (difeso dall’avvocato Francesco Vetere)
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione (difeso dall’avvocato Riccardo Maria Panno)
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (difeso dall’avvocato Senese)

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      'Ndrangheta · Cosenza · Francesco Patitucci · Reset

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      Il metodo WRW e la centralità dello studente

      21 ottobre 2026
      Ore 15:15
      Il metodo WRW e la centralità dello studente
      Società

      A Cosenza corteo studentesco, cori contro Meloni e Vannacci

      22 ottobre 2026
      Ore 09:22
      A Cosenza corteo studentesco, cori contro Meloni e Vannacci
      Società

      Il metodo WRW e la centralità dello studente

      21 ottobre 2026
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      Cronaca

      Sequestrati 1,2 milioni di beni a dipendenti comunali dell'Alto Tirreno cosentino

      23 ottobre 2026
      Ore 07:28
      Sequestrati 1,2 milioni di beni a dipendenti comunali dell'Alto Tirreno cosentino
      Società

      «Il carovita ci sta ammazzando»: le voci degli studenti in piazza a Cosenza | VIDEO

      I ragazzi spiegano le ragioni della protesta contro l’aumento dei prezzi e le scelte del Governo. «Non abbiamo saltato la scuola: siamo qui perché vogliamo un cambiamento»

      22 ottobre 2026
      Ore 13:41
      «Il carovita ci sta ammazzando»: le voci degli studenti in piazza a Cosenza | VIDEO
      Società

      A Cosenza corteo studentesco, cori contro Meloni e Vannacci

      22 ottobre 2026
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      Il metodo WRW e la centralità dello studente

      21 ottobre 2026
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      Sequestrati 1,2 milioni di beni a dipendenti comunali dell'Alto Tirreno cosentino

      23 ottobre 2026
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      Palazzo Bachelet

      Corte d’Assise di Cosenza, proposto Carpino: attesa la decisione del Plenum

      L’attuale presidente della sezione penale dibattimentale del Tribunale di Paola è stato indicato per succedere a Paola Lucente
      Antonio Alizzi
      Corte d’Assise di Cosenza, proposto Carpino: attesa la decisione del Plenum\n
      La requisitoria

      Processo Glicine-Acheronte, Sculco e i rapporti con le cosche: «Ha dimostrato una certa familiarità con la ’ndrangheta»

      Dall’accordo per piegare la Regione agli interessi elettorali al «patto del Nozzularu», il pm ricostruisce il sistema di potere che avrebbe legato l’ex governatore Oliverio a Devona, Adamo e Romeo, mentre su Sculco pesa la contestazione dello scambio elettorale politico-mafioso e i rapporti con esponenti dei clan crotonesi
      Alessia Truzzolillo
      Processo Glicine-Acheronte, Sculco e i rapporti con le cosche: «Ha dimostrato una certa familiarità con la ’ndrangheta»\n
      L’operazione

      Arrestato latitante legato alla cosca Barbaro di Platì: era nascosto in una comunità di recupero

      VIDEO | L’uomo era ricercato dal novembre scorso nell’ambito dell’inchiesta della DDA di Milano sul traffico di oltre 3,5 tonnellate di cocaina dal Sud America.
      Redazione Cronaca
      Arrestato latitante legato alla cosca Barbaro di Platì:\u00A0era nascosto in una comunità di recupero\n
      Protesta studentesca

      Mille studenti in piazza a Cosenza, anche una mamma tra i ragazzi: «La famiglia non basta, i nostri figli non hanno riferimenti»

      Corteo pacifico tra cori e striscioni contro il governo Meloni, al fianco di agricoltori e autotrasportatori. In piazza anche Gaia, che festeggia i suoi 18 anni manifestando per il futuro della sua generazione
      Riccardo Montanaro
      Mille studenti in piazza a Cosenza,\u00A0anche una mamma tra i ragazzi: «La famiglia non basta, i nostri figli non hanno riferimenti»\n
      Casa circondariale “Sergio Cosmai”

      Droga e telefoni nel carcere di Cosenza: 36 indagati. Agente della Penitenziaria accusato di corruzione | NOMI

      Secondo la Procura, l'assistente capo addetto alle videochiamate avrebbe accettato hashish, droga e un orologio in cambio di favori ai detenuti. Contestato anche l'uso illecito di cellulari a decine di reclusi
      Antonio Alizzi
      Droga e telefoni nel carcere di Cosenza: 36 indagati. Agente della Penitenziaria accusato di corruzione | NOMI\n
      Il verdetto

      Omicidio Pasquale Aquino, tre condanne: trent’anni di carcere a Le Pera

      La Corte d’Assise di Cosenza infligge 28 anni a Giorgio Arturi e 23 a Manuel Intrieri. La Dda aveva chiesto l’ergastolo per il presunto esecutore del delitto
      Antonio Alizzi
      Omicidio Pasquale Aquino, tre condanne: trent’anni di carcere a Le Pera\n
      La dichiarazione

      Reset, Pino Munno dopo l’assoluzione: «Si chiude un capitolo buio»

      La Corte d’Appello ha dichiarato inammissibile l’impugnazione della Dda. L’ex assessore: «La verità prima o poi viene fuori»
      Redazione
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      sani e salvi

      Sila, due cacciatori si perdono sul Monte Giordanello: ritrovati dal Soccorso Alpino

      I due uomini, di 59 e 72 anni e originari della provincia di Cosenza, avevano perso l’orientamento durante una battuta di caccia. Individuati sul sentiero CAI 403, sono stati riaccompagnati a Camigliatello Silano
      Redazione
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      Caos al presidio

      Sciopero dei Tir, manifestante investito nel Cosentino: indaga la polizia

      L’episodio è avvenuto ieri sera a Montalto Uffugo: l’uomo ha riportato ferite a una mano e lievi contusioni. Soccorso dai sanitari del 118 si è recato in ospedale per le cure del caso
      Redazione Cronaca
      Sciopero dei Tir, manifestante investito nel Cosentino: indaga la polizia\n
      Fronte aperto

      Sciopero dei Tir finito, gli agricoltori vanno avanti: «I presidi continuano, i delusi vengano con noi». E il gasolio arriva a 2,4 euro 

      L’annuncio di Matteo Talarico (Mta) dopo lo sblocco deciso da Fedralog invita i trasportatori a protestare pacificamente a Falerna, Castrovillari, San Marco Argentano e Spezzano: «Avanti tutta»
      Redazione Cronaca
      Sciopero dei Tir finito, gli agricoltori vanno avanti: «I presidi continuano, i delusi vengano con noi». E il gasolio arriva a 2,4 euro\u00A0\n
      Mobilitazione sospesa

      Revocato lo sciopero dei Tir, decisione in serata dopo sei giorni di blocchi: «Ora risposte o il 27 ripartiremo con più forza»

      La scelta è maturata in serata, a seguito di un confronto convocato nel presidio di Lamezia Terme da Fedralog. Si è deciso per lo scioglimento dei presidi, per domani è atteso un Cdm che dovrà adottare misure urgenti per il settore dei trasporti e agricoltura
      Luana Costa
      Revocato lo sciopero dei Tir,\u00A0decisione in serata dopo sei giorni di blocchi:\u00A0«Ora risposte o il 27 ripartiremo con più forza»\n
      La requisitoria

      Inchiesta Glicine-Acheronte, invocate 96 condanne e 4 assoluzioni: chiesti 21 anni per Sculco e 6 per Oliverio - NOMI

      Il pm Alessandro Rho ha richiesto anche una condanna a 4 anni e 6 mesi per l'ex vice presidente calabrese Nicola Adamo, e per l’ex consigliere Sebi Romeo. Cinque anni invocati per Flora Sculco, 3 anni e 6 mesi per Domenico Pallaria
      Alessia Truzzolillo
      Inchiesta Glicine-Acheronte, invocate 96 condanne e 4 assoluzioni: chiesti 21 anni per Sculco e 6 per Oliverio - NOMI\n
      Primo grado

      Omicidio Aquino, concluse le discussioni delle difese: «Cufone non è attendibile». Domani la sentenza a Cosenza

      Quasi nove ore di udienza davanti alla Corte d’Assise presieduta dal presidente Lucente. Contestate l’attendibilità del (presunto) collaboratore poi deceduto e la ricostruzione degli spostamenti degli imputati
      Antonio Alizzi
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      Appello alla prefettura

      Calabria, supermercati Coop con gli scaffali vuoti: «Rifornimenti bloccati, tagliano le gomme ai camion nei blocchi illegali»

      L’allarme di Gino Noto, ad di Az spa: ortofrutta e pescheria scarseggiano, con i tir bloccati nei presidi. «Se la situazione non finisce subito ci saranno seri problemi». Chiesto un intervento per ripristinare le consegne
      Redazione Cronaca
      Calabria, supermercati Coop con gli scaffali vuoti: «Rifornimenti bloccati, tagliano le gomme ai camion nei blocchi illegali»\n
      Continui disagi

      Belvedere Marittimo, scuole chiuse il 22 e 23 ottobre per i disagi nei trasporti

      Il sindaco Vincenzo Cascini ha disposto la sospensione delle attività in tutti gli istituti dopo le segnalazioni di dirigenti e famiglie
      Redazione
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      L’inchiesta distrettuale

      Pedopornografia online, oltre 800 video sequestrati: domiciliari per un uomo di Corigliano Rossano

      L’indagine coordinata dalla Procura di Catanzaro è partita dal monitoraggio delle piattaforme di messaggistica. Vietato l’uso di strumenti di comunicazione
      Redazione
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      Controlli nel Rossanese

      Corigliano-Rossano, pistola con matricola punzonata e munizioni in casa: arrestato un 45enne

      L’arma semiautomatica sarà sottoposta ad accertamenti balistici. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Castrovillari
      Redazione
      Corigliano-Rossano, pistola con matricola punzonata e munizioni in casa: arrestato un 45enne\n
      Il caso

      San Giovanni in Fiore, la denuncia del giornalista Francesco Oliverio: «Aggredito dal sindaco Barile»

      Il collega riferisce di epiteti irriferibile e un tentativo di aggressione fisica: «Non riferisco i fatti per paura ma perché ho una dignità». La solidarietà dell’editore del network LaC Domenico Maduli
      Redazione Cronaca
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      colpo di scena

      Clamoroso al processo Reset, bocciati i ricorsi della Dda: Manna e altri imputati già assolti | I NOMI

      Errore procedurale della pubblica accusa rilevato dalla Corte d’Appello di Catanzaro: i reclami erano stati presentati solo in forma cartacea
      Antonio Alizzi
      Clamoroso al processo Reset, bocciati i ricorsi della Dda: Manna e altri imputati già assolti | I NOMI
      L’inchiesta

      Catanzaro, aste giudiziarie pilotate e truffe sui fondi Ue, la Dda chiude le indagini su 51 persone - NOMI

      Nel mirino un presunto sistema con base operativa a Caraffa di Catanzaro, tra accordi per condizionare le vendite immobiliari, intestazioni fittizie e riciclaggio. Contestate anche agevolazioni a storiche famiglie di ’ndrangheta
      Alessia Truzzolillo
      Catanzaro, aste giudiziarie pilotate e truffe sui fondi Ue, la Dda chiude le indagini su 51 persone - NOMI\n
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