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      Home page>Cronaca>Cosenza, da Abruzzese a ...

      Cosenza, da Abruzzese a "Valle dell'Esaro": la genesi dell'inchiesta "Reset"

      Due testi di polizia giudiziaria hanno deposto in dibattimento a Lamezia Terme. Sciolta intanto la riserva sulla questione avanzata dalla difesa dell'ex sindaco di Rende Marcello Manna
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:45
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      La prima udienza dibattimentale del processo “Reset” è durata circa cinque ore, nel corso delle quali la Dda di Catanzaro, rappresentata nel procedimento penale dai pubblici ministeri Vito Valerio e Corrado Cubellotti, ha escusso il vice questore Fabio Catalano, attuale capo della Squadra Mobile di Catanzaro, ma all’epoca dei fatti in servizio a Cosenza, e il colonello Raffaele Giovinazzo, già comandante del Reparto Operativo del Comando provinciale di Cosenza.

      Processo “Reset”, l’esame del vice questore Catalano

      Il dirigente della polizia di Stato ha spiegato che le indagini, avviate dal pubblico ministero Camillo Falvo, oggi procuratore capo di Vibo Valentia, hanno riguardato inizialmente il gruppo degli “zingari” di Antonio Abruzzese, alias “Strusciatappine”, attraverso servizi di osservazione e pedinamento, nonché mediante l’attività intercettiva, che ha interessato anche la famiglia Abbruzzese “Banana” e in seguito il sodalizio degli italiani capeggiato dal boss di Cosenza Francesco Patitucci. Ma i primi approfondimenti, ha ribadito Catalano, sono stati effettuati sul clan di “Strisciatappine“.

      Le investigazioni inoltre sono state supportate anche dalle dichiarazioni rese in sede di indagini preliminari dai collaboratori di giustizia, tutti fuoriusciti dai clan di appartenenza, operanti tra Cosenza e Rende. Attività captative estese poi a Pasquale Bruni, nel corso del quale emergevano i contatti con Salvatore Ariello, indicato quale “luogotenente” di Francesco Patitucci.

      Processo “Reset”, il controesame

      Chiuso rapidamente l’esame del vice questore Fabio Catalano, il collegio ha aperto al controesame delle difese. Domande incentrate inizialmente sulla “costola” del gruppo Presta, come evidenziato dall’avvocato Lucio Esbardo, difensore, tra gli altri, di Antonio Presta, imputato di Roggiano Gravina. «Il procedimento era focalizzato sulla cattura dell’allora latitante Luigi Abbruzzese», figlio di “Dentuzzo“, capo degli “zingari” di Cassano Ionio. «Il collegamento tra le due cose? C’erano personaggi “attenzionati”. Quali? Può rispondere a questa domanda il dottor Zanfini».

      Poi è stata la volta dell’avvocato Gianluca Garritano. Il tema è quello della confederazione, che Catalano ha sostenuto che fosse iniziata nel processo “Tamburo“. Il legale però ha evidenziato che la sentenza di quel procedimento ha detto tutt’altro. L’avvocato Filippo Cinnante invece ha posto l’attenzione sulle posizioni di Giuseppe Perrone e Giuseppe Broccolo, chiedendo se all’esito delle escussioni dei pentiti fossero emersi elementi investigativi tale da concentrare le loro attenzioni su Perrone: «No, non sono emersi» ha detto il vice questore. Altra posizione trattata è quella di Antonio Bevilacqua, difeso dall’avvocato Giuseppe Malvasi.

      Subito dopo l’avvocato Fabio Bonofiglio, legale di Francesco Casella. «Non ci sono state attività tecniche dirette sull’imputato» ha risposto il vice questore. Focus anche su Ivan Trinni, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello: «Le attenzioni investigative? Iniziate dalle attività tecniche e proseguite a seguito delle propalazioni dei collaboratori di giustizia» ha detto Catalano, riferendosi a Pierluigi Terrazzano. Nessun elemento d’interesse investigativo su Cosimo Bevilacqua (1995), Andrea Carpino e Mario Trinni, difesi dall’avvocato Maurizio Nucci, che ha incalzato sul tema il dirigente Catalano. Su Antonio Colasuonno, difeso dall’avvocato Chiara Penna, non ha fatto attività tecnica.

      “Valle dell’Esaro” e “Reset”: una «lettura diversa» degli atti per il gruppo Presta

      L’avvocato Luca Acciardi, relativamente al procedimento “Valle dell’Esaro“, ha chiesto quali erano gli spunti investigativi da collegarli a “Reset“. «Nessun elemento nuovo, solo una lettura diversa», ha sottolineato. Poi l’attenzione del difensore si è spostata sui presunti capi. «Chi sono? Antonio Presta e Francesco Ciliberti», ma in realtà in “Reset“, viene indicato Franco Presta. «Le attività tecniche non ci dicono nulla su questa posizione, ma soltanto attraverso le parole dei pentiti» ha aggiunto Catalano.

      L’avvocato Acciardi ha poi evidenziato un’inesattezza di fondo su Damiana Pellegrino, in quanto il teste ha sostenuto che la donna fosse anche in “Valle dell’Esaro“, ma in realtà non è imputata. Sulla presunta confederazione ha riferito che i due gruppi erano sempre in contatto, rispondendo a un’altra domanda dell’avvocato Acciardi. «Gli incontri erano stati accertati anche in “Testa di Serpente“, dove c’erano interessi tra Porcaro e gli Abbruzzese». Il controesame poi è proseguito sulla posizione di Francesco Patitucci: «Nessuno del gruppo Presta incontrò il boss dopo la sua scarcerazione». Poi una domanda sulla “bacinella unica”. «Cos’è? Una suddivisione degli introiti illeciti» ha dichiarato il teste. L’avvocato Acciardi ha altresì chiesto se qualcuno dei gruppi presunti confederati abbia mai portato somme di denaro a Patitucci. «Nelle investigazioni si parlava sempre di soldi, così come di accordi con altri sodalizi. Da lui andavano Illuminato, Mario Piromallo e Michele Di Puppo». Non ci sono intercettazioni su Cristian Ruffolo, ha detto Catalano, proseguendo nelle risposte alle domande poste dall’avvocato Acciardi.

      SI è tornati poi su Francesco Patitucci, difeso da anche dall’avvocato Laura Gaetano. «Le attività tecniche si interruppero dopo la separazione coniugale con Rosanna Garofalo», in quanto il boss si spostò a Cosenza, ha detto il vice questore Catalano. «Successivamente alla separazione non sono emersi altri elementi su Rosanna Garofalo» ha chiarito il teste, rispondendo al legale Gaetano.

      Il teste ha specificato di non aver condotto indagini su Andrea Reda (difeso anche dall’avvocato Mario Ossequio) e sugli altri componenti della famiglia, inseriti, dal punto di vista investigativo, nel cosiddetto “Gaming“. Sul fronte dell’ipotesi di narcotraffico, contestato alla famiglia Abbruzzese “Banana”, l’avvocato Domenico Caputo ha approfondito l’argomento in relazione alla posizione di Alessandro Stella: «Alimentava gli interessi del gruppo nello spaccio di droga. Come fu individuato? Solo da attività tecnica».

      Il caso Campanile

      «Mai sentito parlare di Ernesto Campanile prima di “Reset“», ha affermato il vice questore, rispondendo all’avvocato Cristian Cristiano. «Era presente negli incontri censiti con Michele Di Puppo, Antonio Abruzzese “Strusciatappine“» e altri imputati, ma il cui contenuto non era conosciuto alle forze dell’ordine che indagano non essendoci stata attività captativa a supporto, risalendo in ogni caso a mesi antecedenti alle contestazioni mosse a Campanile. Il difensore ha fatto notare che a tal riguardo non esistono contatti diretti né sotto forma di incontri né di captazioni telefoniche e telematiche o ambientali tra Campanile e i vari Michele e Umberto Di Puppo, anche in relazione a percezione di denaro o altre utilità da parte dello stesso Campanile, come ha affermato anche il teste di pg.

      E’ stata fatta anche un’attività di verifica in merito alle dichiarazioni degli ex pentiti Francesco Noblea e Marco Paura. La polizia ha deciso successivamente di non valorizzare quelle parole. Catalano, sempre in controesame, ha dichiarato che le indagini sul presunto gruppo “Di Puppo-D’Alessandro” sono durate quasi un anno e mezzo, ovvero dall’agosto 2018 a tutto il 2019.

      Intercettazioni di Manna

      Il tribunale dopo la pausa processuale ha rigettato la richiesta di inutilizzabilità delle intercettazioni riguardanti l’ex sindaco di Rende Marcello Manna.

      Sì alla perizia per Cristian D’Ambrosio

      Il tribunale di Cosenza ha nominato un perito per accertare o meno la capacità processuale di Cristian D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari), figlio di Massimo, quest’ultimo imputato in ordinario anche per il reato di associazione mafiosa, nonché di valutare se al momento del fatto, ovvero dell’ipotesi delittuosa contestata al giovane disabile, lo stesso fosse capace di intendere e di volere, essendo stato già dichiarato invalido dall’Inps a causa di un serio problema di salute.

      Massimo D’Ambrosio ha richiesto al tribunale di Cosenza di poter vedere per tre ore la moglie, Lauretta Mellone, imputata in “Reset“, in quanto la compagna di una vita è affetta da una gravissima patologia di tipo tumorale ed è sottoposta da tempo a radio e chemioterapia.

      Processo “Reset”, l’esame del colonnello Giovinazzo

      Dopo il vice questore Catalano, è stata la volta del colonnello dell’Arma dei carabinieri Raffaele Giovinazzo, ex comandante del Reparto Operativo di Cosenza, oggi a capo del Comando provinciale di Crotone. L’Alto Ufficiale dell’Arma ha iniziato il suo esame partendo dai dati documentali relativi alle precedenti sentenze che hanno interessato la ‘ndrangheta cosentina.

      Tra le varie attività investigative svolte dall’Arma c’è anche la vicenda giudiziaria che coinvolte l’ex sindaco di Rende Marcello Manna e altri imputati di “Reset“, tutti presenti nel rito ordinario. Un esame durato pochissimi minuti, tanto che il collegio difensivo ha evitato di fare domande (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)

      Processo “Reset”, rito ordinario: gli imputati

      • Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)
      • Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Francesco Boccia)
      • Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)
      • Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)
      • Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)
      • Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)
      • Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)
      • Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)
      • Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Cristian D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Saverio Spadafora e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Greco (difeso dall’avvocato Salvatore Vetere)
      • Stefano Grosso
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Cosimo Manzo
      • Lauretta Mellone (difesa dagli Amelia Ferrari e Erik Siciliano)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dall’avvocato Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Giuseppe Piromallo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Antonio Russo (difeso dall’avvocato Roberto Deni)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Ivan Trinni (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Mario Trinni (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Antonio Spataro)
      • Danilo Turboli (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Francesco Veltri (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Alessandro Bavaro)
      • Massimo Volpentesta (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Sandro Vomero (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Antonio Quintieri)
      • Cristian Vozza (difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari e Filippo Cinnante)
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      'Ndrangheta · Cosenza · Reset

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      • - 18:00Due sorelle investite da auto pirata a Milano: una è morta, l'altra è grave
      • - 17:36Santa Maria del Cedro: il tribunale del Riesame annulla il sequestro degli stabilimenti balneari, tolti i sigilli
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      Crisi economica

      Sovraindebitamento, il Tribunale di Cosenza conferma l’esdebitazione e azzera i debiti: ecco quanto

      Rigettato il reclamo dell’Agenzia delle Entrate: decisivo il lavoro dell’OCC dell’Ordine degli Avvocati. L'Agenzia delle Entrate reclamava circa 100mila euro
      Antonio Alizzi
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      Equilibri ridisegnati

      Baia Bianca, nuovi equilibri criminali dopo le inchieste anti ’ndrangheta: nelle intercettazioni spunta la «gente di Cetraro»

      L’inchiesta della Dda di Catanzaro rivela la capacità della criminalità di rigenerarsi continuamente pur di occupare gli spazi lasciati vuoti dalle vecchie organizzazioni. L’ombra di collegamenti con il clan Muto
      Francesca Lagatta
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      il lutto

      Fuscaldo, è morto il 51enne caduto dal tetto mentre effettuava lavori su cavi di telecomunicazione

      Dopo sette giorni di ricovero all’ospedale di Catanzaro l'uomo di Fuscaldo non ce l'ha fatta. Immediatamente soccorso, era intervenuto sul posto anche l'elisoccorso
      Redazione
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      Servizio idrico

      Cosenza, rottura sulla condotta del Merone: stop all’acqua a Muoio Piccolo

      Interruzione della fornitura idropotabile da questa sera fino a venerdì 22 maggio per consentire i lavori di riparazione
      Redazione
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      Santa Maria del Cedro: il tribunale del Riesame annulla il sequestro degli stabilimenti balneari, tolti i sigilli

      In totale erano undici i lidi posti sotto sequestro, dodici se si considera anche uno stabilimento balneare situato nel comune di Grisolia, che sorge esattamente al confine con Santa Maria del Cedro. Ne restano sotto sequestro ancora due, per i quali si attende la decisione nelle prossime ore
      Francesca Lagatta
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      Alessia Truzzolillo
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      Paura sulla Statale 18, auto si ribalta tra Scalea e San Nicola Arcella: ferito il conducente

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      L’aggressione

      Accoltellato al collo e alla spalla il pilota all’aeroporto di Lamezia Terme: non è in pericolo di vita

      Fortunatamente i fendenti non hanno colpito parti vitali. È caccia all’aggressore. Si tratterebbe di un cittadino straniero
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      In codice rosso

      Pilota canadair accoltellato davanti all’aeroporto di Lamezia, è grave: caccia all’aggressore

      L'autore del gesto sarebbe arrivato allo scalo a bordo di un'auto e poi avrebbe ferito con un coltello l’uomo colpendolo al collo
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      Infortunio sul lavoro a Cosenza, assolti in fase predibattimentale i vertici della società edile coinvolta. Leggi i dettagli della sentenza sul sito di Cosenza Channel.
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      Processo di secondo grado

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