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      'Ndrangheta a Cosenza, al processo "Reset" si parla di usura e gaming

      In aula un investigatore della guardia di finanza che durante le indagini si è occupato di intercettazioni e accertamenti patrimoniali
      Marco Cribari
      9 luglio 202511:46
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      'Ndrangheta a Cosenza, al processo "Reset" si parla di usura e gaming

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      La presunta attività usuraia di Carlo e Giovanni Drago è il tema che ha aperto l’udienza del maxiprocesso “Reset” di scena oggi nell’aula bunker di Lamezia. Sul banco dei testimoni è salito un maresciallo della Guardia di finanza che tra il 2017 e il 2019 si è occupato di intercettazioni e altre attività d’indagine. “Caffè” e “Partite di calcetto” sono a suo avviso i termini criptici utilizzati con le vittime per parlare dei soldi che, di volta in volta, Carlo avrebbe dovuto incassare da loro. E a riscuoterli, secondo la Dda, era suo figlio Giovanni. «Emerge dalle intercettazioni» ha affermato il testimone.

      Il pm Corrado Cubellotti gli chiede se, fra gli accertamenti svolti, vi sia anche quello di individuare i luoghi in cui sono avvenute le consegne di denaro. Il finanziere ne snocciola alcuni: un bar, lo slargo antistante una banca, un negozio di animali, sotto casa del debitore di turno. Una di queste vicende segna il coinvolgimento di Remo Prete, dipendente di una delle vittime. L’ipotesi è che abbia fatto da mediatore fra quest’ultima e Drago. Gli indizi contro di lui si rifanno sempre alle intercettazioni. «Aveva il compito di informare Drago della presenza della vittima sul posto di lavoro in prossimità della scadenza della rata. Drago si lamentava del fatto che troppe volte Prete gli diceva che non c’era mai». I Drago sono ritenuti interni alla confederazione criminale cosentina di cui il processo mira a dimostrare l’esistenza. Sospetti rispetto ai quali il più anziano dei due non è nuovo. Ora però anche suo figlio è messo dagli investigatori in collegamento con Roberto Porcaro e Francesco Patitucci.

      Il discorso si è poi spostato sul gaming, ovvero la gestione di sale scommesse e slot machine che, “secondo i collaboratori” è attività che interessa la criminalità organizzata. Tutto parte, come al solito, da un’intercettazione in cui si parla di macchinette munite di due schede. «La scheda bianca registrava il giro di denaro poi regolarmente denunciato al ministero. La scheda nera, invece, i soldi che non venivano denunciati». Da lì s’ipotizza che un po’ tutte le apparecchiature in oggetto fossero truccate, anche se in realtà i controlli sono stati eseguiti solo uno stock di dispositivi oggetto di sequestro. Non a caso, si tratta di uno dei capi d’imputazione che, dopo gli arresti del primo settembre 2022, non ha retto in sede di giudizio cautelare, determinando la scarcerazione di tutti gli indagati. Il testimone ha ripercorso gli indizi raccolti a carico di uno dei gruppi alla sbarra, alla cui guida si ritiene vi fosse Daniele Chiaradia.

      I dati che lo riguardano sono anzitutto di contesto: un suo vecchio fidanzamento con una ragazza della famiglia Forastefano, le dichiarazioni di collaboratori che lo vogliono in collegamento «con Mario Piromallo». Il gruppo secondo il finanziere, aveva un altro elemento di vertice «in Silvio Orlando». Anche in questo caso, fanno fede per lui una serie di intercettazioni di cui ha elencato in aula i Rit associati. «Abbiamo ricostruito sia i rapporti interni al gruppo che quelli con altri gruppi» fra cui quello dei fratelli Reda. «Con Carlo Drago parlavano dei luoghi in cui installare le macchinette. Diverso era invece il rapporto con Andrea Reda. C’erano state delle tensioni e i contatti erano finalizzati a non creare altri problemi fra loro». Per quanto riguarda l’ex ispettore di polizia Silvio Orlando, «si occupava direttamente della gestione di una sala scommesse. Ci sono intercettazioni in cui dà disposizioni specifiche di portare a lui le somme derivanti dagli incassi». Orlando, inoltre, si sarebbe interessato in prima persona delle attività ogni qual volta le stesse erano oggetto di controlli amministrativi delle forze dell’ordine.

      La ricognizione investigativa si è concentrata poi su Andrea Reda, anche lui attivo nella gestione delle sale giochi anche nella città di Roma. Sul suo conto, ci sono le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Nicola Femia, che parla di un collegamento tra lui e Salvatore Piccolo, esponente delle cosche crotonesi e «con altri soggetti gravati da precedenti per manomissione di apparecchiature da gioco». Nessun contatto da parte sua con esponenti della criminalità organizzata né con persone inserite negli altri gruppi di gaming.

      E poi il gruppo Carelli. “Mentre gli altri sono dislocati fra Cosenza e Rende, quest’ultimo opera sullo Jonio cosentino. Sono stati documentati rapporti tra Damiano Carelli e Daniele Chiaradia inerenti l’espansione delle rispettive attività…». A bloccarlo è stato l’avvocato Enzo Belvedere: «Sta dicendo una cosa falsa, abnorme». Un assaggio del controesame in programma da lì a breve. Prima, però, si è parlato di Mario Gervasi, gravato dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. Il maresciallo ha elencato le fonti di prova a suo carico fra cui le solite intercettazioni e le dichiarazioni dei collaboratori giustizia: da Silvio Gioia a Mattia Pulicanò passando per Pierluigi Terrazzano.

      I lavori sono stati sospesi per circa mezz’ora a causa di un black out e poco dopo la parola è passata ai difensori che, a turno, hanno controesaminato il testimone. A rompere il ghiaccio è l’avvocato Pietro Mancuso che chiede conto degli accertamenti eseguiti in materia di gaming. In molti casi, non si va oltre il compendio intercettivo con le dichiarazioni dei pentiti in aggiunta.

      L’avvocato Mario Ossequio punta le confessioni di Femia che si riferiscono a fatti antecedenti al 2013 e quelle di Calabrese Violetta che si fermano all’anno successivo. I fatti oggetto di trattazione in “Reset“, invece, partono dal 2017. «Abbiamo attualizzato le loro dichiarazioni» ha risposto il testimone. Riguardo ai contatti con altri gruppi di gaming, Renda ne avrebbe avuto solo con quello di Drago. «Nulla di specifico però» ammette il finanziere. Dal controesame è emerso inoltre che tutte le ditte in questione erano in possesso di regolari autorizzazioni ministeriali. In provincia di Cosenza sono circa cinquanta le società che si occupano di gaming. «Più della metà dei soggetti che operano nel settore sono state monitorate». Riguardo ad Andrea Reda, Femia parla di “rapporti illeciti” tra lui e altri soggetti e Ossequio chiede quali riscontri siano stati trovati al riguardo. «Non sono stati eseguiti accertamenti» è la risposta del finanziere.

      L’avvocato Enzo Nobile ha chiesto conto al testimone di una sua precedente affermazione: «La spartizione del territorio fra Damiano Carelli e Francesco Morabito». Si parla dell’apertura di punti gioco. La risposta: «Non c’era un divisione netta. È Carelli che, in un’intercettazione, parla della sua espansione sul territorio». Anche lui ha insistito sull’assenza di verifiche eseguite materialmente sulle macchinette e ha chiesto se fossero stati eseguiti accertamenti su eventuali flussi anomali di giocate. Nulla di tutto questo. I lavori riprenderanno martedì 16 gennaio per consentire agli altri avvocati di controesaminare il testimone (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)

      Processo “Reset”, rito ordinario: gli imputati

      • Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)
      • Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Francesco Boccia)
      • Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)
      • Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)
      • Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)
      • Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)
      • Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)
      • Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)
      • Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Cristian D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Saverio Spadafora e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Greco (difeso dall’avvocato Salvatore Vetere)
      • Stefano Grosso
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Cosimo Manzo
      • Lauretta Mellone (difesa dagli Amelia Ferrari e Erik Siciliano)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dall’avvocato Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Giuseppe Piromallo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Antonio Russo (difeso dall’avvocato Roberto Deni)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Ivan Trinni (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Mario Trinni (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Antonio Spataro)
      • Danilo Turboli (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Francesco Veltri (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Alessandro Bavaro)
      • Massimo Volpentesta (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Sandro Vomero (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Antonio Quintieri)
      • Cristian Vozza (difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari e Filippo Cinnante)
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      'Ndrangheta · Cosenza · Reset

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      Sovraindebitamento, il Tribunale di Cosenza conferma l’esdebitazione e azzera i debiti: ecco quanto

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      Baia Bianca, nuovi equilibri criminali dopo le inchieste anti ’ndrangheta: nelle intercettazioni spunta la «gente di Cetraro»

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