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      Home page>Cronaca>Processo "Reset", le vec...

      Processo "Reset", le vecchie e nuove indagini sul gruppo Porcaro: il retroscena

      Lunga udienza dibattimentale per fare luce sulle presunte attività illecite poste in essere dall'ex "reggente" degli italiani insieme ad altri imputati
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:59
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      La seconda udienza settimanale del processo “Reset” è stata dedicata nuovamente al gruppo Porcaro, al cui vertice ci sarebbe Roberto Porcaro, già “reggente” del clan degli italiani di Cosenza nel periodo di carcerazione di Francesco Patitucci, e poi pentito di essersi pentito. Oggi è detenuto al 41 bis. L’istruttoria è stata contraddistinta dalle investigazioni portate avanti dal militare dell’Arma, Massimo Spinelli, in servizio presso il Nucleo Investigativo di Cosenza. A condurre l’esame è stato il pubblico ministero Vito Valerio.

      Nel corso dell’escussione, il teste qualificato dell’Arma dei carabinieri ha ripercorso le indagini sui soggetti che avrebbero orbitato nel sodalizio criminale. Uomini e donne che, chi per un motivo chi per un altro, avrebbero avuto a che fare con Roberto Porcaro, come ad esempio l’ex moglie Silvia Guido e i fratelli Turboli, Alberto e Danilo. Tanto per citarne alcuni.

      Durante l’esposizione, si è parlato dei momenti intercettati dalla polizia giudiziaria, allorquando la Dda di Catanzaro aveva eseguito l’ordinanza cautelare dell’omicidio di Giuseppe Ruffolo. Quel giorno erano stati arrestati Massimiliano D’Elia, poi condannato in via definitiva, e proprio Porcaro, la cui posizione in seguito è stata messa in stand-by per l’assenza della gravità indiziaria.

      Le intimidazioni e la lunga storia del “Settimo Cafè”

      Il teste è entrato nel vivo, evidenziando le condotte che avrebbero tenuto alcuni degli indagati, quali Armando De Vuono e Francesco Greco, pentito, nell’ambito di un atto intimidatorio a scopo estorsivo, di cui abbiamo dato conto in un altro servizio. De Vuono e Greco avrebbero posizionato la bottiglietta incendiaria. Dopo i carabinieri avevano ascoltato i titolari dell’azienda, situata nel comune di Montalto Uffugo.

      L’ufficiale di pg si è soffermato anche su un’altra vicenda relativa a un passaggio di denaro in cui sono coinvolti diversi soggetti. Un capo d’accusa dove Porcaro agirebbe direttamente. Parliamo di un prestito che “Te Piasse” avrebbe fatto a un imprenditore di Luzzi per la somma di circa 70mila euro. Una contestazione comunque già trattata nelle precedenti udienze, così le restanti. L’altro capo presente nella rubrica imputativa riguarda un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore operante nel settore dell’abbigliamento uomo-donna con negozi situati nell’hinterland cosentino. Poi il pm ha fatto un passo indietro, ritornando sui 70mila euro, dove la Dda contesta il reato di usura a Porcaro e non solo.

      In ultimo, il pm Valerio ha chiesto se nelle intercettazioni riguardanti gli imputati per tale reato si fosse mai fatto riferimento a Francesco Patitucci. Spinelli ha citato Perrone, attribuendogli la frase secondo cui il boss di Cosenza aveva dato parere negativo al prestito usuraio.

      Il controesame

      L’avvocato Filippo Cinnante è stato il primo a condurre il controesame. «Cosa ha detto la vittima sul presunto caso usuraio?» ha chiesto il penalista. «Con Perrone e Broccolo c’erano rapporti amicali, Perrone non aveva interesse nella vicenda, il suo intervento fu casuale» rifacendosi alle risposte della persona offesa. Giuseppe Perrone, mai citato dai collaboratori di giustizia, inoltre non avrebbe avuto alcun contatto Porcaro oltre alla questione sopraindicata. A seguire le domande dell’avvocato Angelo Pugliese: «Perrone e Broccolo sapevano di essere intercettati?», ha chiesto il legale. «No, assolutamente». Quando Broccolo disse a Porcaro di «non esagerare» (relativamente al sospetto prestito usuraio), il teste ha rimarcato il dato che «Broccolo era parente di Michele Di Puppo». Sul tentativo di estorsione, «Perrone e Broccolo (su cui avrebbero riferito alcuni pentiti) non attendevano Porcaro per andare al negozio», ha evidenziato Pugliese, circostanza pressoché confermata dal carabiniere.

      Ancora su Perrone, ha posto domande l’avvocato Gaetano Maria Bernaudo, correlandole alla presunta usura e al tentativo di estorsione ai danni del titolare del negozio d’abbigliamento. «Nel tragitto dal Settimo Cafè all’esercizio commerciale, la voce di Perrone non si sente quasi mai, anche se non abbiamo contezza del fatto che si sia presentato al cospetto della vittima, mentre siamo certi che lo abbia fatto Porcaro». L’avvocato Domenico De Rosa, co-difensore di Alessandro Morrone, ha fatto emergere che nel 2020 il teste qualificato aveva sentito a sommarie informazioni l’imputato in qualità di vittima di una «asserita usura». Che poi diventa presunto partecipe della confederazione, essendo legato, secondo la Dda, al gruppo Porcaro.

      L’avvocato Rodolfo Alfieri ha esplorato temi difensivi per la collega Rosa Rugiano, imputata con Porcaro e altri in un capo d’imputazione. La professionista è intervenuta in questa vicenda affinché i coniugi Russo ottenessero il Tfs il prima possibile. L’avvocato Matteo Cristiani, difensore di Armando De Vuono, ha ripreso gli argomenti trattati nell’esame. «C’erano telecamere di videosorveglianza in prossimità dell’azienda? Non saprei, all’epoca non avevo questo tipo di delega». Richieste estorsive? «Le persone offese escusse hanno dichiarato di non aver ricevuto alcuna telefonata. Porcaro come mandante? Perché Francesco Greco era molto vicino a lui, andava ogni sera a portare novità al boss». Ma ai carabinieri, secondo l’avvocato Cristiani, nell’anno 2017, sarebbe sfuggito il “mandato” di Porcaro: «Nonostante tutte queste intercettazioni, da dove si evince che Porcaro abbia dato l’ordine di posizionare la bottiglietta?» ha ribadito il legale. A quel punto si è inserito il tribunale collegiale per chiedere chiarimenti. Secondo aspetto trattato è il presunto tentativo di estorcere denaro al titolare di un allevamento di lumache nella Valle del Savuto.

      Indagini in corso sul gruppo Porcaro

      Ed ecco che spunta il retroscena: ci sono in corso altre attività investigative su Porcaro, Greco e De Vuono, ancora coperte da segreto istruttorio. Ciò si inserisce nel prosieguo delle indagini che conduce la Dda di Catanzaro nel territorio cosentino. Elemento che il teste, rispondendo a una domanda dell’avvocato Cristiani, ha evidenziato per due volte. Il controesame è proseguito con l’avvocato Fiorella Bozzarello, difensore di Carmine Caputo, su cui ci sarebbero altre indagini, allo stato, coperte dal massimo riserbo. Insomma, per capirci, le inchieste antimafia sul gruppo Porcaro non sono affatto terminate. E probabilmente neanche sugli altri “sottogruppi”.

      La seconda parte del controesame

      L’avvocato Luca Acciardi ha chiesto se vi siano stati rapporti in “Reset”, tra il gruppo Porcaro e il gruppo Presta. «Anche queste sono coperte dal segreto istruttorio, sulle evidenze non coperte da segreto istruttorio non ci sono contatti». Poi su Francesco Patitucci. «L’intercettato diceva che il boss avesse dato parere negativo. Ma Patitucci era detenuto?» ha domandato Acciardi. «Sì, ma il prestito usuraio è riferito dal 2015», ma l’intercettazione ha fatto notare l’avvocato «è del 2018» e «Patitucci era detenuto, perché Porcaro era libero» ha risposto il maresciallo Spinelli.

      L’avvocato Acciardi ha fatto domande pure sul tentativo di estorsione al negozio di Montalto. «Si parla di Patrizia, ma Russo Antonio ha una sorella che si chiama Patrizia?» ha chiesto Acciardi. «Questo accertamento non è stato fatto, manca il certificato di famiglia originario». L’avvocato ha voluto aprire il fronte sul fatto che Patrizio Chiappetta, nipote di Patitucci, sia estraneo dal contesto criminale e che quindi non era «l’amico» a cui si riferiva Porcaro. Il penalista ha parlato di «errore, visto che le prove in favore dell’imputato non sono state inserite nell’informativa». Il pm Valerio ha respinto questa affermazione, ritenendola «grave». Alla fine gli accertamenti e il riconoscimento di tale Patrizia è stato fatto ed è contenuto agli atti del fascicolo, come ha ricordato l’avvocato Acciardi.

      Il successivo controesame è stato condotto dall’avvocato Tanja Argirò. «Sono state captate conversazioni a casa di Silvio Guido in merito all’incontro avuto con Aurelia Braccioforte?» ha chiesto e il teste ha risposto di «no». Inoltre, l’avvocato Fabio Bonofiglio, difensore di Francesco Casella: «Nelle sue indagini vi è capitato di incontrare Casella con Porcaro o con altri sottogruppi?» ha domandato il penalista. «No» ha chiarito Spinelli.

      In conclusione, l’avvocato Michele Franzese, difensore di Andrea Mazzei: «Non era nel nostro target, era attenzionato dalla Guardia di Finanza. I collegamenti con Perrone e Broccolo ci sono stati, ma il tutto è stato amalgamato nelle indagini delle Fiamme Gialle, ma con Porcaro non abbiamo registrato contatti». È emerso ancora che Porcaro non ha mai indicato Mazzei quale consulente finanziario che doveva espletare pratiche ad altri soggetti per conto suo. Dalla Danimarca, Mazzei aveva detto a Perrone di portare tutte le carte utili per mandare avanti la pratica del “Settimo Cafè“, (unica pratica contestata al professionista su oltre 600 fatte nell’ambito del presunto disegno criminoso), situato in viale Trieste a Settimo di Montalto Uffugo. Il bar ha aggiunto poi il teste, rispondendo all’avvocato Franzese, «era pieno di avventori, anche se io non ci sono mai stato». Il locale, almeno fino al 31 agosto 2022, era colmo di clienti, soprattutto la sera, dove c’era intrattenimento e ristorazione.

      Nella prossima udienza si parlerà di Gennaro Presta, già condannato per associazione mafiosa e presunto membro del clan Abbruzzese “Banana”, e Gianluca Maestri, oggi pentito, che dal 2019 al 2022 avrebbe assunto il ruolo di “reggente” degli “zingari” insieme all’altro collaboratore di giustizia Ivan Barone.

      Processo “Reset”, rito ordinario: gli imputati

      • Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)
      • Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Antonio Quintieri)
      • Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)
      • Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)
      • Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)
      • Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)
      • Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)
      • Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)
      • Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Saverio Spadafora e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Grosso (difeso dall’avvocato Francesco Vetere)
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione (difeso dall’avvocato Riccardo Maria Panno)
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Cosimo Manzo
      • Lauretta Mellone (difesa dagli Amelia Ferrari e Erik Siciliano)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Giuseppe Piromallo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Antonio Russo (difeso dall’avvocato Roberto Deni)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (difeso dall’avvocato Senese) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Ivan Trinni (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Mario Trinni (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Antonio Spataro)
      • Danilo Turboli (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Francesco Veltri (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Alessandro Bavaro)
      • Massimo Volpentesta (difeso dall’avvocato Ugo Ledonne)
      • Sandro Vomero (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Antonio Quintieri)
      • Cristian Vozza (difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari e Filippo Cinnante)
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      'Ndrangheta · Cosenza · Reset

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      Crisi economica

      Sovraindebitamento, il Tribunale di Cosenza conferma l’esdebitazione e azzera i debiti: ecco quanto

      Rigettato il reclamo dell’Agenzia delle Entrate: decisivo il lavoro dell’OCC dell’Ordine degli Avvocati. L'Agenzia delle Entrate reclamava circa 100mila euro
      Antonio Alizzi
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      Equilibri ridisegnati

      Baia Bianca, nuovi equilibri criminali dopo le inchieste anti ’ndrangheta: nelle intercettazioni spunta la «gente di Cetraro»

      L’inchiesta della Dda di Catanzaro rivela la capacità della criminalità di rigenerarsi continuamente pur di occupare gli spazi lasciati vuoti dalle vecchie organizzazioni. L’ombra di collegamenti con il clan Muto
      Francesca Lagatta
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      il lutto

      Fuscaldo, è morto il 51enne caduto dal tetto mentre effettuava lavori su cavi di telecomunicazione

      Dopo sette giorni di ricovero all’ospedale di Catanzaro l'uomo di Fuscaldo non ce l'ha fatta. Immediatamente soccorso, era intervenuto sul posto anche l'elisoccorso
      Redazione
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      Il giallo

      Navi dei veleni e «tangentopoli della Marina», gli interrogativi da svelare sulla morte del capitano Natale De Grazia

      Tanti i punti oscuri che orbitano intorno alla tragica fine dell’ufficiale di marina riportati nelle nuove relazioni di Legambiente. La perizia sulla «causa tossica» del decesso. L’ipotesi della tortura e quella perquisizione che portò scompiglio e turbamento
      Alessia Truzzolillo
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      Accoltellato al collo e alla spalla il pilota all’aeroporto di Lamezia Terme: non è in pericolo di vita

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      Pilota canadair accoltellato davanti all’aeroporto di Lamezia, è grave: caccia all’aggressore

      L'autore del gesto sarebbe arrivato allo scalo a bordo di un'auto e poi avrebbe ferito con un coltello l’uomo colpendolo al collo
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