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      Home page>Cronaca>Processo Reset, Francesc...

      Processo Reset, Francesco Greco un fiume in piena: «Gli italiani volevano uccidere Porcaro»

      Dalle armi consegnate ai fratelli Calabria e a un uomo di Bisignano all'esplosivo recuperato a Santa Sofia d'Epiro. E ancora: i rapporti con l'assessore Francesco De Cicco e i reati di usura ed estorsione. Il pentito ha riferito su tante attività illecite della 'ndrangheta cosentina
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:51
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      Processo Reset, Francesco Greco un fiume in piena: «Gli italiani volevano uccidere Porcaro»

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      Processo Reset, Francesco Greco un fiume in piena: «Gli italiani volevano uccidere Porcaro»

      Nell’aula bunker di Castrovillari, il collaboratore di giustizia Francesco Greco ha fornito una testimonianza corposa e dettagliata nel corso del processo “Reset“, rivelando le dinamiche criminali che intrecciano traffico di droga, estorsioni e usura nella provincia di Cosenza. Greco ha descritto il ruolo cruciale di figure di spicco come Roberto Porcaro e Francesco Patitucci, fornendo nomi, episodi e modus operandi della rete illecita.

      Traffico di droga e rapporti con Porcaro

      «Ho conosciuto Francesco Patitucci nel 2016», ha dichiarato Greco, spiegando come il traffico di cocaina fosse una delle attività principali del gruppo. Su mandato di Giuseppe De Cicco, parente di Patitucci, Greco avrebbe consegnato soldi in contanti a Roberto Porcaro per finanziare le operazioni di spaccio. «La droga era destinata alla piazza di spaccio», ha precisato.

      Estorsioni mirate e atti intimidatori

      Tra le rivelazioni più significative, Greco ha descritto i metodi usati per estorcere denaro: «Dicevo alle vittime: “I boss vi mandano un abbraccio“, per fargli capire che dovevano pagare». Se ciò non bastava, il gruppo ricorreva agli incendi. «Posizionavo bottigliette incendiarie, e se necessario incendiavamo anche le auto. La benzina la prendevamo nel garage di Porcaro».

      Le vittime di estorsioni non erano scelte a caso, ma individuate con precisione: imprenditori e commercianti che, come sottolineato da Greco, «sanno già a chi rivolgersi sul territorio». Tra i bersagli vi sono stati un bar e una nota gelateria tra Cosenza e Rende, costretta a versare 3.000 euro nel 2017. Le estorsioni più grandi erano spesso condivise con «il gruppo degli zingari», riferimenti noti come i “Banana“, ovvero la famiglia Abbruzzese di via Popilia.

      Episodi di violenza

      Greco ha confessato la propria partecipazione a diversi pestaggi: «Nel 2016 picchiai con un bastone un pastore di San Lucido insieme ad Antonio Basile. Era una cortesia ai fratelli Pietro e Pino Calabria, che gestivano il territorio da San Lucido fino a Torremezzo». Un altro episodio risale al 2018, quando, in collaborazione con Ivan Barone, aggredì un commerciante alla Fiera di San Giuseppe.

      Usura e minacce

      Le attività di usura erano una fonte costante di entrate per il gruppo. Greco ha raccontato di aver gestito somme di denaro per conto di Porcaro, minacciando le vittime in caso di mancato pagamento. «Nel caso di Rosina Pulice, che aveva un debito per coprire i problemi del figlio, le dissi che qualcuno si sarebbe potuto arrabbiare». I tassi d’interesse imposti raggiungevano il 10%. Anche lo stesso Greco ha rivelato di essere stato vittima di usura da parte di Porcaro.

      Armi ed esplosivi

      Un capitolo particolarmente inquietante della testimonianza riguarda la gestione di armi ed esplosivi. «Tra il 2011 e il 2014 ho custodito armi di Francesco Patitucci in un magazzino vicino a casa mia. Nel 2016 consegnai due kalashnikov ai fratelli Calabria e a un uomo di Bisignano». Inoltre, Greco ha raccontato di aver recuperato esplosivo per Porcaro a Santa Sofia d’Epiro.

      Intrighi interni e decisioni di morte

      Greco ha rivelato anche tensioni interne al sodalizio criminale. Nel 2019, alcuni membri del gruppo avevano deciso di eliminare Porcaro: «Piromallo, Ariello, Illuminato e D’Elia erano stanchi di lui. Proprio D’Elia mi chiese di prendere un appuntamento con Porcaro per tendergli un’imboscata». Tuttavia, l’esecuzione non ebbe luogo.

      I fratelli Caputo, cugini di Francesco Greco

      Il pentito Francesco Greco ha parlato anche della società XXL di Giuseppe Caputo, il quale «mi chiedeva di far intervenire Porcaro per la festa dell’Oktoberfest. Mio cugino prese il lavoro e 5mila euro finirono a Porcaro, io feci da intermediario con l’organizzatore dell’evento. Giuseppe Caputo – ha aggiunto – voleva il monopolio di tutta la security della Calabria», ma ha specificato che sia Giuseppe che Carmine erano sotto usura da Porcaro. E ancora: «Carmine era a disposizione del gruppo per quanto riguarda i pestaggi, si occupava anche di usura e finanche di una tentata estorsione ai danni di un noto imprenditore di Cosenza che ha diversi pub in città, per conto di Patitucci e Porcaro».

      «Ho conosciuto personalmente Silvia Guido alla quale consegnai soldi e droga, quando Porcaro era detenuto a Palermo, nel carcere di Pagliarelli. Erano soldi di usura e spaccio», ha chiarito Francesco Greco.

      Rapporti con figure istituzionali

      Greco ha fatto anche riferimento a contatti con personaggi influenti, tra cui l’assessore comunale di Cosenza Francesco De Cicco, descritto come «amico intimo di Mario Piromallo e Roberto Porcaro». «Nel 2017, su ordine di Porcaro, chiesi a De Cicco 2.500 euro per dare una mano. Sempre Porcaro mi disse che aveva un debito di 100.000 euro con il gruppo».

      No al “battesimo” di ‘ndrangheta

      La decisione di Greco di collaborare con la giustizia sarebbe scaturita da episodi specifici, come le estorsioni subite dalla signora Pulice, che avrebbero messo in discussione la sua lealtà al gruppo. Durante il controesame, ha ammesso di non essere mai stato formalmente “battezzato” dalla ‘ndrangheta e di aver rifiutato una dote offertagli da Alberto Superbo, con cui ha trascorso un periodo di detenzione a Terni dopo il blitz “Reset”.

      Gli altri imputati

      Il pm Vito Valerio ha posto domande anche su altri imputati di Reset: «Andrea Mazzei, il commercialista, è vicino al gruppo Porcaro, si occupa di prestiti e fatture. Percepisce il 5% delle somme erogate. Aiutò tante persone vicino al gruppo che volevano aprire un negozio di parrucchiere per donne e un ristorante». Mentre su Sergio Raimondo ha detto: «È vicino ad Alfonsino Falbo, lo conoscevo da prima, da quando facevamo le scuole medie insieme, ma con lui non ho avuto nulla a che fare».

      Il controesame

      Durante il controesame, gli avvocati difensori degli imputati hanno sollevato questioni specifiche, cercando di minare la credibilità di Greco e contestare la sua versione.

      Matteo Cristiani, difensore di Armando De Vuono, ha fatto emergere che il coinvolgimento di De Vuono fosse stato voluto dallo stesso Greco: «L’ho coinvolto io perché voleva far parte del gruppo». De Vuono, già dipendente di Ecologia Oggi («dove conosceva rappresentanti sindacali e pure il braccio destro di Guarascio») era inoltre noto come acquirente di stupefacenti. Greco ha ammesso: «Prima del processo Reset ero incensurato, anche se avevo commesso reati di usura». Michele Franzese, legale di Andrea Mazzei, ha chiesto chiarimenti sul rapporto tra Greco e Mazzei, un professionista descritto come «sempre ben distinto, con barbetta folta». Greco ha dichiarato di averlo conosciuto tra il 2017 e il 2018, pur non avendo mai visto Mazzei consegnare denaro a Porcaro.

      Amelia Ferrari, avvocato di Massimo D’Ambrosio, ha puntato sul caso della signora Pulice. Greco ha spiegato: «Presumo che il figlio avesse problemi di droga. L’usura di D’Ambrosio mi fu riferita dalla signora stessa». Rosario Carbone, difensore di Massimo Benvenuto, ha evidenziato che Benvenuto fosse anche lui vittima di usura: «Benvenuto mi chiese di prestare mille euro alla Pulice. Non disponeva di liquidità per restituire la somma. Questa usura è tra i motivi della mia collaborazione».

      Cesare Badolato, legale di Mario Gervasi, ha chiesto chiarimenti sul suo ruolo: «Secondo Porcaro, era un referente territoriale per Cosenza e Marano Marchesato». Greco ha dichiarato di non conoscerlo personalmente, ma ha raccontato di un episodio in cui Gervasi mediò per l’incendio doloso dell’auto del titolare di un panificio. Cristian Cristiano e Antonio Quintieri, difensori di Francesco Stola, hanno contestato le dichiarazioni su estorsioni e usura. Greco ha affermato che Stola in una circostanza «si faceva chiamare Luca» e che i soldi delle usure «finivano a Porcaro». Stola sarebbe stato presentato a Greco dallo stesso Porcaro. Rispetto alle domande poste dall’avvocato Quintieri, è emerso dal punto di vista difensivo che Greco non conoscesse l’abitazione di Stola. Greco ha inoltre descritto un’aggressione a un venditore ambulante nel 2018, aggiungendo: «Pagò le somme a Porcaro dopo un incontro con Scanga».

      Al termine del controesame, sono arrivate le dichiarazioni spontanee di Francesco Stola che ha negato ogni addebito circa la presunta estorsione fatta ai danni di un parrucchiere «che conosco da quando ero piccolo e da cui sono sempre andato a fare i capelli», affermando di non aver mai avuto rapporti con Greco se non per l’apertura di una sala giochi, in quanto la stessa creava problemi al suo bar.

      Le questioni sollevate prima e durante l’istruttoria dibattimentale

      Il collegio giudicante ha rigettato, mediante ordinanza, le istanze di legittimo impedimento presentate dagli avvocati Fiorella Bozzarello, in Cassazione per la posizione cautelare di Pasquale Germano indagato in Recovery, e Laura Gaetano, impegnata davanti alla Suprema Corte sempre per Recovery. Il presidente Ciarcia ha nominato d’ufficio altri due difensori presenti in aula ma gli stessi si sono dichiarati impossibilitati a difendere gli imputati non avendo ottenuto un termine a difesa, per cui il controesame non c’è stato.

      Processo Reset, rito ordinario: gli imputati

      • Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)
      • Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Antonio Quintieri)
      • Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)
      • Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)
      • Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)
      • Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)
      • Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)
      • Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)
      • Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Andrea Manna e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Grosso (difeso dall’avvocato Francesco Vetere)
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione (difeso dall’avvocato Riccardo Maria Panno)
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Cosimo Manzo
      • Lauretta Mellone (difesa dagli Amelia Ferrari e Erik Siciliano)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Giuseppe Piromallo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Antonio Russo (difeso dall’avvocato Roberto Deni)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (difeso dall’avvocato Senese)

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      'Ndrangheta · Cosenza · Francesco Patitucci · Reset

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