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      Home page>Cronaca>Processo Reset, il penti...

      Processo Reset, il pentito Luciano Impieri racconta i segreti della 'ndrangheta di Cosenza

      Dai rapporti tra Maurizio Rango e Michele Di Puppo alla "pax mafiosa" tra italiani e "zingari". Senza dimenticare i retroscena sulle dinamiche criminali, come il blocco degli "stipendi" ai carcerati dopo il suo passaggio con Mario Gatto
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:48
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      Processo Reset, il pentito Luciano Impieri racconta i segreti della 'ndrangheta di Cosenza

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      Processo Reset, il pentito Luciano Impieri racconta i segreti della 'ndrangheta di Cosenza

      Al processo ordinario di Reset è giunto il momento dell’esame di Luciano Impieri, il pentito di ‘ndrangheta di Cosenza, che collabora con la giustizia dal 2018, quando un giorno decise di recarsi dal luogotenente Francesco Parisi, all’epoca comandante della caserma dei carabinieri di Cosenza Nord, per “saltare il fosso”. Oggi Luciano Impieri ha intrapreso un percorso spirituale.

      Impieri nel gruppo degli “zingari”

      Luciano Impieri ha esordito facendo i nomi dei suoi “amici” di clan: «Eravamo io, Maurizio Rango, Ettore Sottile, Daniele Lamanna, Gennaro Presta e Cosimo Bevilacqua detto il Corvo. Mi occupavo di estorsioni. Ho iniziato a far parte della ‘ndrangheta nel 2002 quando frequentavo Franco Bruzzese, Carlo Lamanna e Giovanni Abruzzese. Facevo la staffetta per gli assalti ai furgoni portavalori. Per questi fatti sono stato condannato in via definitiva. Dopo il 2004 ero diventato persona di fiducia nella discoteca gestita da Nella Serpa e Mario Attanasio. Poi nel 2006 sono stato arrestato per un tentato omicidio ai danni di Francesco Sbano».

      Luciano Impieri, il momento dell’affiliazione alla ‘ndrangheta

      Luciano Impieri, entrando nel merito, ha affermato di aver fatto ingresso nel gruppo Rango-zingari nel 2009-2010, «quando Bruzzese arrivò in carcere a Cosenza. In quel momento le affiliazioni erano state bloccate, Franco disse a Michele Bruni se potevo ricevere il “merito”, ovvero “picciotto” e “camorra”. Fui battezzato da Franco Bruzzese e Maurizio Rango. C’erano Zungri, Albanese, Colacchio e Voce. La copiata era composta da Michele Bruni, Giovanni Abruzzese, Carlo Lamanna, Pasquale Arena e Paolo Lentini. Rango mi tirò il sangue in cella. Ricordo anche che Michele Bruni aveva deciso di inserire la data retroattiva nel 2006. Non so perchè fossero bloccate le affiliazioni».

      Dopo il tentato omicidio di Paola, Luciano Impieri esce di carcere il 23 febbraio 2013. «Michele Di Puppo dalla finestra mi aveva detto di rivolgermi a Maurizio Rango in quanto meritavo qualcosa in più. Ho portato questa imbasciata, anche se Rango all’inizio uscì con le solite offese, dicendo che nessuno gli doveva dire quello che dovevamo fare».

      I rapporti tra Maurizio Rango e Michele Di Puppo

      «I rapporti criminali tra Maurizio Rango e Michele Di Puppo erano buoni, anche se Rango cercava i difetti anche quando non c’erano. Michele Di Puppo aveva un suo gruppo, la sua persona di fiducia era Alberto Superbo. C’erano anche Umberto Di Puppo, Giovanni che non stava tanto bene, Francesco De Luca, degli altri non ricordo i nomi. Alberto Superbo lo conosco da tantissimo tempo, ovvero da quando aveva il motorino che guidava senza patente. Queste persone le conoscevo per la mia attività professionale di parrucchiere. Di Puppo era benevolo con me perchè sapevo farmi il carcere, anche perchè mi conosceva da ragazzino», ha aggiunto Impieri.

      «Michele Di Puppo è stato sempre rispettato e temuto da tutti. Che dote di ‘ndrangheta avesse non lo so, non l’ho mai saputo ma comandava anche in carcere. Rango e Di Puppo avevamo stipulato accordi di pace, cosa che ho saputo nel 2013. Mi hanno spiegato che c’era il 60-40, ovvero la percentuale di soldi da destinare ai detenuti per il loro mantenimento. Il 60-40 si intendono le varie attività illecite, come estorsioni e droga, i cui proventi andavano nella “bacinella”», ha spiegato il pentito.

      La “pax mafiosa”

      «L’accordo di pace interviene tra italiani e “zingari”. Ettore Lanzino decise questa spartizione, con l’aggiunta del 10 per cento in più, insieme a Franco Bruzzese, Franco Presta e Maurizio Rango. Di questa riunione me ne parlarono sia Ettore Sottile che Maurizio Rango, i quali mi misero a conoscenza di come si muovesse la situazione. Rango tra l’altro si pavoneggiava facendo capire a tutti chi era lui, voleva mettersi in evidenza. Il summit per la “pax mafiosa” ci fu nel periodo in cui decisero di uccidere il povero Luca Bruni ovvero quando Lanzino e Presta erano latitanti», ha dichiarato Luciano Impieri.

      «Il 60-40 significava anche che ognuno di noi poteva uscire tranquillo, mangiandosi una pizza con la propria famiglia». Negli italiani «c’erano Rinaldo Gentile, Mario “Renato” Piromallo, Francesco Patitucci, Michele Di Puppo, Mario Gatto e Roberto Porcaro. Sono tutte persone che ho conosciuto personalmente» ha chiarito Luciano Impieri.

      Inoltre, il collaboratore di giustizia ha affermato di aver conosciuto Patitucci «tramite Francesco Ripepi, al parcheggio auto, poco dopo che uscì di carcere. Era il 2005, inizio 2006. Nel 2013, mi sono diretto sotto il carcere da Gianluca Marsico, anche lui esponente degli italiani, e si sono affacciati gli altri, come Francesco Patitucci. Erano le 10.30 di sera». «Rango mi fece conoscere Roberto Porcaro, fino a quel momento se ne sentiva solo parlare. Quel giorno ci fu l’arresto di Antonio Illuminato per le armi, quest’ultimo era il suo autista».

      Il rapporto con Mario “Renato” Piromallo

      Mario “Renato” Piromallo «lo conosco da anni», ha detto Impieri, «sin da quando eravamo ragazzini che frequentavo suo cognato, con il quale andavo a scuola. Piromallo dava la droga ad Ettore Sottile. Io con lui avevo un’amicizia normale. Rango poi decise di far sparare alla vetrina dell’agenzia di Francesco De Cicco e chiedemmo scusa a Piromallo per questo gesto» sul quale ritornerà a breve.

      «Il 2013 la “bianca“», ovvero la cocaina, «la prendeva da Mario Renato Piromallo”, lo incontrammo con il T-Max”. Rango un giorno «mi chiese di portarlo da Saverio Magliari, che io chiamavo “zio Saverio” e lo accompagnai da lui, al quale richiese un chilo di cocaina, ma non ne aveva a disposizione. Così andammo ad Amantea, ma neanche lì ne avevano. Nel viaggio di ritorno, incontrammo Renato Piromallo, che diede la droga ad Ettore Sottile e quest’ultimo elogiò Piromallo. La droga fu divisa. Preciso che Rango in quella fase non voleva avere niente a che fare con gli italiani”, in quanto «tutti i dissapori nascevano dal parcheggio di piazza Fera, Rango ce l’aveva con Rinaldo Gentile, perché gli italiani non volevano farci entrare nell’estorsione».

      La sparatoria alla sala giochi di Francesco De Cicco

      Tornando all’atto intimidatorio subito da Francesco De Cicco, attuale assessore comunale di Cosenza, «fatto da Danilo Bevilacqua», ha precisato Impieri, il pentito ha dichiarato che Ariello, Piromallo e Porcaro avevano interessi nella sala giochi. «De Cicco doveva dare delle somme di denaro a loro, quindi non poteva essere toccato. Altrimenti ci saremmo dovuti prendere noi le responsabilità di tutto. Così abbiamo lasciato stare».

      Il riferimento a Tonino Presta

      Il pm Vito Valerio, che ha condotto l’esame, ha introdotto l’argomento relativo al gruppo Presta. «Non ho conosciuto Franco Presta, ma ne parlavano sempre Sottile, Rango, i quali mi dicevano che era temutissimo, un sanguinario. In carcere sapevamo che stesse piangendo la morte del figlio», ucciso a Spezzano Albanese, da cui scaturì poi una vendetta feroce.

      «Ho conosciuto Antonio Presta, nella cella 5, nel periodo che sono arrivato in carcere, parliamo del 2014. In questo periodo ero vicino a Mario Gatto. Arrivò l’imbasciata di “Porco Porco“, il quale mi disse che Mario Gatto mi aspettava. Si era dato da fare per trovarmi una cella con gente di Reggio Calabria, uno di questi era amico di Bruno Pizzata, che conosco personalmente».

      La Dda ha chiesto ancora elementi su Tonino Presta: «Gatto quando uscì disse a Tonino Presta che io dovevo passare nella sua cella. Con Tonino alcune volte passeggiavamo. Di lui so che è stato arrestato nell’operazione Santa Tecla, processo grosso di droga, dove c’erano imputate altre persone. Tonino era una persona che comandava, aveva il suo gruppetto nel quale c’era anche il fratello, di cui al momento non ricordo il nome. Era anche lui in carcere, parliamo della fase detentiva trascorsa con Biagio Barbiero, Salvatore Pati e questo ragazzo, fratello di Antonio e cugino di Franco Presta. Il figlio di Tonino si chiama Giuseppe, era al primo piano, pare che spacciasse droga a Milano con la Ferrari». Dentro il carcere «i rapporti tra Tonino Presta e gli altri italiani erano buoni. Salvatore Ariello se doveva picchiare qualcuno alla media sicurezza o mandare messaggi ne parlava sempre con Tonino Presta».

      La conoscenza di Adolfo D’Ambrosio

      Luciano Impieri ha poi parlato di Adolfo D’Ambrosio: «I rapporti di tipo criminali ci sono stati dopo la mia uscita dal carcere, anno 2013. D’Ambrosio si occupava delle estorsioni boschive in Sila e mi disse che voleva farmi conoscere “Topolino” che era appena uscito dal carcere. Ma Daniele Lamanna disse di no, perché fino a quel momento lui si portava Adolfo Foggetti».

      «Tornando a Rango, posso dire che lui mal digeriva le “regole”, cercava sempre di non rispettarle facendo di testa sua. Ho sempre pensato che chi “pagava” non doveva essere infastidito, invece era il contrario. Chi “pagava” era infastidito, chi non “pagava” no. Rango portava da un battilamiera auto di persone che conosceva e questo faceva venir meno i soldi ai carcerati. Non bisognava far stare loro per avere la bella faccia fuori. Così, ho deciso di andare via e da quel giorno camminai con tre pistole addosso, passando con Mario Gatto. A questo punto potevo fare estorsioni anche a Rende».

      Il blocco degli “stipendi”

      Il collaboratore Impieri ha parlato pure dei cosiddetti “stipendi”. «A Napoli Secondigliano percepivo a stento mille euro al mese per la mia detenzione in carcere, percepiti tramite Antonio Gabriele, che doveva portarli a una donna diversa da mia moglie, con la quale oggi condivido la mia famiglia. Questi soldi venivano dati su ordine di Salvatore Ariello a Rinaldo Gentile in seguito subentrò Mario Renato Piromallo, poi Porcaro e Patitucci bloccarono i soldi ai carcerati, così rimasi senza “stipendio” per alcuni mesi. Preciso che facevo lo stesso la spesa» ha riferito Impieri.

      Le singole posizioni

      «Alessandro Morrone era vicino a Roberto Porcaro, gestiva i giri di usura. Porcaro andava da lui e non si toglieva mai il casco dalla testa». E ancora sulle sue condotte: «Non ho mai destinato i soldi ai carcerati, ma raccoglievo i soldi e li consegnavo ad Ettore Sottile che deteneva la “bacinella“, un mese portai circa 70mila euro di estorsione». Nello “scasso” di Franco Casella «so che venivano custodite le auto con le quali si commettevano le attività illecite».

      Per quanto riguarda l’estorsione a un supermercato, Impieri ha specificato che «gli “zingari” non c’entrano nulla. Noi siamo andati a ritirare solo i soldi su mandato di Rango. Ci consegnarono 6mila euro ma erano degli italiani». E ancora, l’estorsione ai danni di un noto bar di Cosenza: «Andammo con Adolfo Foggetti. Io il “regalo” già lo faccio, ci rispose il proprietario. “A chi? A Patitucci“, ogni festività tramite a Rosanna Garofalo. Rinaldo Gentile non fu d’accordo e riteneva che fosse una gestione “sottobanco” delle estorsioni. Allora ritornammo imponendogli le somme da pagare a Pasqua, Natale e Ferragosto. I soldi passava a prenderli Rango con Porcaro, ma non so se sono stati buttati nella “bacinella” o divisi al momento». Poi il racconto dell’estorsione a una pizzeria di Cosenza: «La persona offesa non voleva pagare, addirittura aveva fatto l’offesa, dicendo che se avessimo voluto fare feste o mangiare una pizza ce l’avrebbe offerta. La mattina dopo venni a sapere che fu fatto un atto intimidatorio nei confronti della pizzeria deciso da Rango». Estorsioni alla Fiera di San Giuseppe? «Se ne occupava Sergio Del Popolo, che era sotto usura di Giovanni Abruzzese».

      Impieri ha anche ricostruito le estorsioni a una conosciuta gioielleria di Cosenza e una nota gelateria. Nel primo caso, il pentito ha detto che «dopo il 2013 notai un cambiamento nei comportamenti del proprietario della gioielleria. Volevo fare un regalo a mia moglie dopo essere uscito dal carcere e quindi chiesi se fosse possibile prendere un anello, anche se a lei non piacevano queste cose. Passando al pagamento, cercai di metterlo sul “conto”, ma lui disse di no. Per me era una mortificazione e nella mia testa pensai che fosse arrivato il momento di spararlo all’interno della gioielleria. Lamanna mi fermò dicendomi che pagava l’estorsione agli italiani, a Patitucci, circa 5mila euro. Andammo insieme, mi chiese scusa invitandomi di prendere l’anello ma io non accettai e gli dissi che se non l’avevo sparato prima lo avrei fatto ora”.

      Nel secondo caso, il collaboratore ha spiegato che «sono andato a ritirare i soldi a Cosenza e a Rende, 4mila e 4mila a testa. Era un’estorsione fatta all’inizio da Michele Bruni, gli italiani non dovevano sapere di questo, c’era una magagna sotto, i soldi non andavano nella bacinella ma venivano divisi e consegnati ad Adolfo Foggetti, Ettore Sottile e Maurizio Rango».

      Giovanni Abruzzese e gli altri imputati

      «Giovanni Abruzzese è il capo dei “rom” di Cosenza, fino al 2018 era al 41 bis. A Cassano invece comandava Franco Abbruzzese, oggi sono un’unica cosa. Tutti gli altri erano “reggenti”, parlo di Bruzzese e Maurizio Rango. È sempre stato lui il capo». Impieri conosce anche «Luigi Berlingieri, tutti lo volevano morto, dopo le rapine faceva quello che voleva, se ne andava a Milano, dove aveva un’altra vita». Il collaboratore ha detto di conoscere anche Danilo Bartucci, Alessandro Cariati, tutti vicini «a Mario Renato Piromallo», Rosina Arno, «moglie di Salvatore Ariello», Antonio Colasuonno («ma non ho avuto mai a che fare con lui», Antonio Lucà, Antonio Pignataro “detto Cicchitella”, «che in carcere mi disse che non andava d’accordo con Luigi Muto», Andrea Reda, Mario Perri, Mario e Ivan Trinni, mentre ha detto di non ricordarsi di Giuseppe Broccolo. Il pm Valerio ha chiesto informazioni anche su Rosanna Garofalo, ex moglie di Patitucci: «L’ho vista solo una volta all’Ultimo lotto, so che fa usura insieme a un altro parente».

      Il controesame

      Il primo a porre domande in chiave difensiva è stato l’avvocato Lucio Esbardo. «Sapevo nel 2018 dell’esistenza della confederazione mafiosa a Cosenza, ci fu una riunione a Rende dove sancirono questa cosa», ha detto Impieri, aggiungendo che «ero presente insieme a Daniele Lamanna, Ettore Sottile, Adolfo Foggetti, Maurizio Rango, Mario Gatto, Umberto Di Puppo e tanti altri».

      Il legale poi si è focalizzato sulla conoscenza criminale tra Lanzino e Presta: «Non erano nello stesso gruppo, ma non so rispondere sulle differenze tra due. Non conosco Sandro Vomero, Fabio Giannelli, Giuseppe Palermo, Mario Palermo, Giovanni Petta, Salvatore Miraglia, Antonio Pacifico mentre conosco Antonio Presta. Quest’ultimo le uniche confidenze che mi ha fatto sono che non andava d’accordo con il titolare di un’agenzia di scommesse e che era arrabbiato con il fratello. Con il figlio Giuseppe non ho avuto alcun rapporto». Infine, «non sono a conoscenza se i soggetti menzionati prima abbiano portato “soldi” nella “bacinella”».

      Poi è stata la volta dell’avvocato Gianpiero Calabrese che ha posto domande su Mario Perri. «L’estorsione? Sì, quella ai danni della pizzeria era contestata nel processo “Rango-zingari”». A seguire il controesame dell’avvocato Domenico De Rosa, che è ritornato sul discorso Porcaro-Alessandro Morrone. «Morrone l’ho incontrato nel 2013 in un negozio di alimentari e nel 2017 anche a casa mia quando ero ai domiciliari. Quel giorno ho dato fiducia a lui quando disse che si presentava a nome di Porcaro».

      Altre domande sono state formulate dall’avvocato Vincenzo Guglielmo Belvedere, co-difensore di Franco Casella: «Non era associato al gruppo “Rango-zingari“, ma era un amico di tutti. Non aveva alcun grado, anche se so che era vicino a certe persone, come Lanzino, Gatto ma non sono a conoscenza del fatto che Casella abbia commesso reati per conto loro». L’avvocato Fabio Bonofiglio è andato nello specifico: «Casella – ha risposto Impieri – non ha mai convocato una riunione ma questo lo faceva Rango anche quelle che riguardavano le discoteche».

      In chiusura di controesame, le ultime domande degli. Come quelle poste dall’avvocato Giorgia Greco. «Ho deciso di collaborare perché non mi rispecchiavo più nelle attività criminali che facevo. Non ho mai avuto problemi con qualcuno, non avevo più la capacità di fare male» ha detto Impieri. Poi il passaggio sul luogotenente Parisi: «Sì, l’ho chiamato due giorni prima dell’8 marzo 2018. Dopo 10 giorni sono andato via. Il primo fu un colloquio investigativo, gli ho raccontato tutto ciò che avevo detto e di cosa parlavo, di cosa mi sentivo». Infine, domande su Giovanni Abruzzese con il quale è stato assolto nel processo Telesis.

      L’avvocato Luca Acciardi è ritornato sull’inizio della sua collaborazione con la giustizia. «Ha tenuto riservate notizie di reato durante la collaborazione? No, se alcune cose non le ho fatte presente o solo stamattina, è perché mi sono uscite ora. Se ho incontrato qualcuno durante la collaborazione? Non ricordo se prima o dopo, perché io ho collaborato e sono arrivate altre persone. Ho agito come agente provocatore per tutelarmi». Impieri ha dichiarato anche che la confederazione nasce dopo la morte di Luca Bruni. Sempre l’avvocato Acciardi: «Nel 2006 c’è stato un incontro tra Bruni, zingari e italiani per stipulare un accordo di pace? Non lo ricordo. Nel 2013 c’era l’accordo con suddivisione 60-40? Sì. E per quanto riguarda la droga? Sì, c’era un accordo. Pagavate la droga di Piromallo? Non lo so, se ne occupava Ettore Sottile». L’avvocato Acciardi ha inserito un argomento trattato da Lamanna, ovvero che gli “zingari” avevano fatto un’estorsione a un parente di Piromallo. «Da quello che si diceva, mi sembra che Presta Gennaro avesse avuto discussione con il cognato di Renato».

      Ed ecco le domande dell’avvocato Fiorella Bozzarello. «Esce nel febbraio 2013, poi viene arrestato nel 2014. Quando esce nel 2017, cosa trova di diverso nei rapporti con i gruppi? C’era una spaccatura con Porcaro, ma gli zingari erano un unico gruppo. Nel 2006 era sempre un unico gruppo. Nel 2017, a parte le componenti soggettive, a livello organizzativo cambia poco? Sì, cambiavano i soggetti ma la struttura era invariata. Ricorda l’8 marzo l’incontro con Illuminato? Sì, abbiamo parlato di omaggio floreale e soldi. Su Arno ha parlato di un coinvolgimento in usura rispetto a una missiva della moglie al marito? Sì, sentivo quello che diceva dalla finestra con Ariello, fino al novembre 2014. Quanto tempo è stato con Ariello in carcere? Cinque mesi». A chiudere l’avvocato Giuseppe Malvasi che è ritornato sulla fontana d’acqua che Morrone avrebbe regalato a Impieri e il riesame del pm. Giovedì toccherà ad Adolfo Foggetti.

      Processo “Reset”, rito ordinario: gli imputati

      • Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)
      • Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Antonio Quintieri)
      • Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)
      • Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)
      • Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)
      • Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)
      • Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)
      • Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)
      • Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Saverio Spadafora e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Grosso (difeso dall’avvocato Francesco Vetere)
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione (difeso dall’avvocato Riccardo Maria Panno)
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Cosimo Manzo
      • Lauretta Mellone (difesa dagli Amelia Ferrari e Erik Siciliano)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Giuseppe Piromallo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Antonio Russo (difeso dall’avvocato Roberto Deni)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (difeso dall’avvocato Senese) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Ivan Trinni (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Mario Trinni (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Antonio Spataro)
      • Danilo Turboli (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Francesco Veltri (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Alessandro Bavaro)
      • Massimo Volpentesta (difeso dall’avvocato Ugo Ledonne)
      • Sandro Vomero (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Antonio Quintieri)
      • Cristian Vozza (difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari e Filippo Cinnante)
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      ‘Ndrangheta

      Decapitate le cosche Tegano, De Stefano e Condello: ecco I NOMI degli arrestati

      Complessivamente 79 le persone raggiunte dal provvedimento. Tra i reati contestati traffico di droga ed estorsione
      Redazione Cronaca
      <p>Decapitate le cosche Tegano, De Stefano e Condello: ecco <span style=\"color:hsl(0, 75%, 60%);\">I NOMI</span> degli arrestati</p>
      colpo alle cosche

      Maxi blitz antimafia a Reggio Calabria: 79 misure cautelari contro le cosche De Stefano, Tegano e Condello

      VIDEO | Contestati, a vario titolo, associazione mafiosa, narcotraffico, estorsioni, rapine e reati in materia di armi
      Redazione
      Maxi blitz antimafia a Reggio Calabria: 79 misure cautelari contro le cosche De Stefano, Tegano e Condello\n
      ORE DRAMMATICHE

      Incendio a Praia a Mare, le fiamme devastano il monte Vingiolo e raggiungono il Santuario della Madonna della Grotta: salvata la sacra effigie

      I mezzi aerei antincendio sono entrati in azione solo quando il rogo aveva già assunto vaste proporzioni. Con l'arrivo della sera le operazioni dall'alto sono state sospese, consentendo alle fiamme, di probabile origine dolosa, di continuare ad avanzare durante la notte
      Francesca Lagatta
      Incendio a Praia a Mare, le fiamme devastano\u00A0il monte Vingiolo e raggiungono\u00A0il Santuario della Madonna della Grotta: salvata la sacra effigie\n
      La decisione

      Docente Unical assolto dall’accusa di stalking ma condannato per diffamazione

      Marcello Zanatta era imputato per presunti comportamenti persecutori nei confronti di una collega dell’Unical, costituitasi parte civile e assistita dall’avvocato Nicola Carratelli
      Antonio Alizzi
      Docente Unical assolto dall’accusa di stalking ma condannato per diffamazione\n

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      Sicurezza

      Controlli della Polizia Stradale sull'Alto Ionio: tre automobilisti ubriachi al volante e tre veicoli sequestrati

      Intensificati i servizi lungo la fascia ionica dell'alto Cosentino. Ritirate quattro patenti, denunciata la violazione delle prescrizioni da parte di un uomo ai domiciliari sorpreso fuori dai limiti imposti
      Redazione
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      solidarietà

      Minacce e spintoni al sindaco di Fagnano, Franz Caruso: «Attacco alle istituzioni democratiche»

      Il primo cittadino di Cosenza esprime solidarietà al collega Raffaele Giglio, vittima di un'aggressione al cimitero del paese: «Nessun amministratore deve essere lasciato solo. La violenza non può trovare spazio nella vita pubblica»
      Redazione
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      I controlli

      Scalea, operazione antidroga della Polizia: un arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

      La Procura di Paola aveva disposto la misura precautealare degli arresti domiciliari, ma il Giudice ha rimesso l’uomo in libertà
      Redazione
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      fatto increscioso

      Fagnano Castello, il sindaco Giglio denuncia: «Aggredito con un bastone, ho sporto denuncia»

      Il primo cittadino si è fatto medicare all’ospedale di San Marco Argentano e poi si è recato dai Carabinieri per informare i militari dell’Arma dell’accaduto
      Redazione
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      esami accurati

      Trasferita a Cosenza la bambina caduta da un secondo piano nell’area urbana di Rossano

      Il trasferimento è stato disposto a scopo precauzionale e diagnostico e non sarebbe legato a un aggravamento delle sue condizioni di salute
      Matteo Lauria
      Trasferita a Cosenza la bambina caduta da un secondo piano nell’area urbana di Rossano\n
      BRUCIA IL MONTE VINGIOLO

      Incendio sul monte Vingiolo a Praia a Mare, canadair in azione per spegnere le fiamme

      L'incendio interessa una zona particolarmente delicata anche dal punto di vista della viabilità: Praia a Mare rappresenta infatti uno dei principali punti di accesso alla Calabria. Ma non è tutto. Ai piedi del monte Vingiolo sorge il santuario della Madonna della Grotta, che ora corre il rischio di essere avvolto dalle fiamme
      Francesca Lagatta
      Incendio sul monte Vingiolo a Praia a Mare, canadair in azione per spegnere le fiamme\n
      L’incidente

      Bimba precipita dal secondo piano a Rossano, paura in viale Luca De Rosis

      L'incidente è avvenuto in viale Luca De Rosis. La piccola è stata soccorsa dal 118 e trasferita al "Nicola Giannettasio". Indagini in corso per ricostruire la dinamica dell'accaduto
      Matteo Lauria
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      Lungro

      Ruba la collana d'oro dalla statua della Madonna dopo la processione: arrestato un ventenne

      Il furto nella Cattedrale di San Nicola di Mira subito dopo la processione della Madonna del Carmelo. I Carabinieri recuperano il prezioso monile e lo restituiscono all'Eparca. Denunciato anche un uomo per ricettazione

      Redazione
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      Sosta selvaggia

      Cosenza, al Pronto soccorso auto sbarrano la strada alle ambulanze. La denuncia

      Nelle foto giunte in redazione si vedono chiaramente diversi veicoli in sosta davanti all’ingresso del PS. Il nostro lettore scrive: «Non possiamo permettere che la maleducazione di pochi metta a rischio la vita di molti»
      Redazione
      Cosenza, al Pronto soccorso auto sbarrano la strada alle ambulanze. La denuncia\n
      Il sequestro

      Grisolia, deteneva in casa cocaina e denaro in contante: arrestato presunto spacciatore

      La sostanza stupefacente è stata individuata durante una perquisizione domiciliare effettuata dalla Polizia nei giorni scorsi
      Redazione
      Grisolia, deteneva in casa cocaina e denaro in contante: arrestato presunto spacciatore\n
      Attimi di terrore

      Paola, malore dopo aver bevuto un sorso d'acqua da una bottiglia acquistata in un bar: paura per un 15enne 

      Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure e disposto il trasferimento del ragazzo all'ospedale Iannelli di Cetraro. Successivamente, i medici hanno ritenuto opportuno il trasferimento all'ospedale dell'Annunziata di Cosenza
      Francesca Lagatta
      Paola, malore dopo aver bevuto un sorso d'acqua da una bottiglia acquistata in un bar: paura per un 15enne\u00A0\n
      Cronaca

      Cosenza, per l’ondata di caldo il Comune riattiva tutte le fontane cittadine

      Riguardo le autobotti il primo cittadino specifica che «è una delle misure che potrebbero prendersi in caso di emergenza, non c'è un piano formale»
      Cosenza, per l’ondata di caldo il Comune riattiva tutte le fontane cittadine\n
      Inchiesta aperta

      Danni alla ferrovia e caos treni in Calabria, le indagini si concentrano sul tentato furto di rame

      Sul tavolo anche l’ipotesi di sabotaggio. Indagano le procure di Paola e Crotone
      Redazione Cronaca
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      TRAGICA SCOPERTA

      Scalea, giovane trovato morto in uno stabilimento balneare: accertamenti in corso

      Sul posto è giunto il magistrato di turno, che sta procedendo all'ispezione cadaverica. Al termine delle verifiche si deciderà se disporre ulteriori approfondimenti, tra cui l'eventuale esame autoptico, oppure se restituire la salma ai familiari qualora le cause della morte risultino immediatamente chiare
      Francesca Lagatta
      Scalea, giovane trovato morto in uno stabilimento balneare: accertamenti in corso\n
      il rogo

      Sibaritide sotto attacco della malavita: chiosco in fiamme a Villapiana Lido

      Dopo i gravi fatti avvenuti a Cassano e in località Sibari, nuovo probabile atto doloso in riva allo Ionio. Indagano i carabinieri per risalire alla dinamica esatta 
      Matteo Lauria
      Sibaritide sotto attacco della malavita: chiosco in fiamme a Villapiana Lido\n
      schiaffi e pugni

      Corigliano Rossano, botte da orbi tra pakistani e un tunisino. Un passeggino vola per aria

      I piccoli non hanno riportato conseguenze, ma dopo l’ennesima rissa a Schiavonea i cittadini chiedono risposte concrete. I balordi se la sono data a gambe levate all’arrivo dei Carabinieri
      Matteo Lauria
      Corigliano Rossano, botte da orbi tra pakistani e un tunisino. Un passeggino vola per aria\n
      la rapina

      Colpo in villa a Francavilla Marittima, banditi scappano via con un bottino di 10mila euro

      I malviventi, arrivati a bordo di un T-Roc nero, hanno forzato la cassaforte con la fiamma ossidrica e hanno sottratto contanti, gioielli ed elettrodomestici. Sul furto indagano i Carabinieri
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