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      'Ndrangheta a Cosenza, le "regole" del boss Francesco Patitucci

      Dichiarazioni fiume rilasciate dal boss durante il processo "Reset" per scagionare gli altri imputati, chiarimento a distanza con Roberto Porcaro
      Marco Cribari
      9 luglio 202511:54
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      'Ndrangheta a Cosenza, le "regole" del boss Francesco Patitucci

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      Parte subito con un’ammissione: «Diciamo che, dopo Ettore Lanzino, ero quello che si dava di più da fare nel malaffare». Di una confederazione criminale nata e cresciuta a Cosenza sotto la sua guida, però, Francesco Patitucci, proprio non vuole sentirne parlare. «Ma quali confederazioni? Quale gruppo tiene Mario Piromallo? E quale gruppo personale tiene Adolfo D’Ambrosio? Signor presidente, quando si fanno questi gruppi e sottogruppi, in altre zone del Reggino e del Catanzarese succedono morti. Non lo dice Patitucci, lo dicono i fatti».

      L’udienza di “Reset” del 7 ottobre ha fatto registrare anche le dichiarazioni spontanee del principale imputato del maxiprocesso: le ennesime, ma nell’ambito di questo e altri processi, certamente le più lunghe e articolate. Si è trattato va da sé di un’autodifesa che, però, il diretto interessato ha esteso anche ai suoi presunti correi. Oltre a minimizzare le accuse che gli muove la Dda, ha speso più di qualche parola “dolce” per vecchi e nuovi compagni d’arme. Nella prima categoria rientrano Gianfranco Bruni e Gianfranco Ruà. Dell’altra fanno parte Mario “Renato” Piromallo, Michele Di Puppo, Salvatore Ariello e un Roberto Porcaro destinatario anche di un rimprovero.

      «Quando sarà che Dio mi chiama…» dice Francesco Patitucci

      Anzitutto le ammissioni. Patitucci ha provato ad accentrare su di sé tutta la mafiosità del caso, escludendo così quella degli altri.  «Io sono responsabile del 416 bis» ha sentenziato. «E se c’è un organizzatore sono solo io, i detenuti non c’entrano niente. Credetemi – ha chiesto ai giudici – non condannate persone che non c’entrano nulla, questo ve lo chiedo veramente con il cuore in mano: chi è detenuto, da tanti anni o da poco, non c’entra nulla con l’associazione mafiosa». La colpa di Alessandro Catanzaro, per dirne una, sarebbe stata quella di «tagliargli i capelli». Quella di Silvia Guido di averlo scelto come “confessore” per rappresentargli i suoi problemi coniugali con Porcaro. Il torto di Giuseppe Iirillo «quello di essermi venuto a trovare a casa». Altri come il «povero» Luigi Avolio, «mi hanno fatto qualche favore, un favoreggiamento, ma non che siano sodali o associati. Io questa colpa non me la posso portare con me, quando sarà che Dio mi chiama con lui». Più in generale, lo stigma, estendibile un po’ a tutti, sarebbe stato quello di essergli «amico». Un discorso che è entrato nel vivo quando si è parlato di Bruni e Ruà.

      «Zero, zero e sottozero»

      Patitucci ha ricordato come entrambi si siano autoaccusati della morte di Francesco Lenti e Marcello Gigliotti, escludendo la sua partecipazione a quel duplice omicidio del 1986. «Apriti cielo. Poveri loro, era stato meglio se non lo avrebbero detto. Perché dire la verità a volte costa cara. Io non c’entro nel duplice omicidio. Ruà e Bruni si trovano in questo procedimento per favoreggiamento e per falsa testimonianza. Non è vero niente: non mi hanno favorito. Perché va favorito chi ha commesso un reato e io non l’ho commesso. Io ero con venti persone a casa mia, ci sono due sentenze che affermano il contrario, ma sono certo che la verità verrà a galla».  

      Riguardo a Bruni e Ruà, la Dda continua a considerarli alla stregua di capi promotori del sodalizio criminale, ma la loro inattualità, secondo Patitucci, è dimostrata dalla logica ‘ndranghetista. «Non me ne voglia Ruà, ma nel 1996, all’epoca criticato da tutti, anche da me, ha scelto la via della dissociazione. I rappresentanti dell’Accusa che sono in aula lo sanno molto meglio di me: un dissociato non può essere capo, sottocapo e né nulla. Zero, proprio zero sotto zero, non viene tenuto in considerazione. Non lo dice Patitucci questo, eh, lo dicono le regole ‘ndranghetistiche».

      «Così dicono le regole»

      Il richiamo alle regole oscure, a suo avviso, vale anche per Bruni. «Sono più anni che è stato condannato alla pena dell’ergastolo e anche se in passato ha ricoperto, non lo so con certezza, qualche titolo ‘ndranghetistico, nell’atto che è diventato ergastolano, la regola dice che per l’ergastolano le cariche ‘ndranghetistiche decadono tutte matematicamente. Padrino, Cavaliere di Cristo, Santisti, Sgarristi, tutte. L’ergastolano non viene messo a conoscenza di nulla, neanche a livello carcerario. Cerco di farmi capire: se in un carcere c’è un ergastolano definitivo e si vorrebbe affiliare un nuovo giovane nell’associazione, l’ergastolano non prende parte né viene messo a conoscenza. Non lo dico io, lo dicono le regole ‘ndranghetistiche».

      Francesco Patitucci: «Fino all’ultimo respiro»

      Il piatto forte, però, sono i suoi rapporti con Porcaro. «Mio amico, non lo posso negare» ha subito messo le mani avanti Patitucci.  «Persona a cui volevo bene e che mi ricambiava», ha aggiunto prima di cedere all’amarezza. La notizia del suo pentimento «mi aveva, diciamo, ucciso» ha ammesso il boss. «Non so perché l’abbia fatto, ma ho la certezza che il Porcaro si è inventato tante cose su di me perché ha pensato erroneamente che io avrei fatto qualche strategia con Ariello, Piromallo e Illuminato contro di lui. Se ha pensato questo è un fesso, tutta l’intelligenza che gli riconoscevo se l’è messa sotto i piedi. Perché io mai, mai, e dico mai, né contro Porcaro né con altri, non ho mai tradito un amico, mai armato un traggiro, mai fatta una sviolinata a una Forza dell’ordine. Non mi sono mai permesso. E fino all’ultimo respiro, questo non lo farò».

      Processo abbreviato “Reset”, le richieste della Dda

      • Antonio Abbruzzese (classe 1975), difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Cesare Badolato CHIESTI 7 anni e 6 mesi
      • Antonio Abruzzese alias Strusciatappine, difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari CHIESTI 14 anni
      • Antonio Abbruzzese (classe 1984) difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante) CHIESTI 20 anni
      • Celestino Abbruzzese, difeso dall’avvocato Simona Celebre CHIESTI 6 anni
      • Fioravante Abbruzzese, difeso dall’avvocato Cesare Badolato CHIESTI 14 anni
      • Francesco Abbruzzese, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 12 anni
      • Luigi Abbruzzese, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito CHIESTI 20 anni
      • Marco Abbruzzese, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito CHIESTI 20 anni
      • Nicola Abbruzzese, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Antonio Sanvito CHIESTI 20 anni
      • Rocco Abbruzzese, difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari CHIESTI 12 anni
      • Saverio Abbruzzese, difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Matteo Cristiani CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Gianluca Alimena, difeso dall’avvocato Emiliano Iaquinta CHIESTI 2 anni
      • Claudio Alushi, difeso dall’avvocato Angelo Nicotera CHIESTI 18 anni
      • Salvatore Ariello, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 20 anni
      • Luigi Avolio, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Raffaele Brescia CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Ivan Barone, difeso dall’avvocato Rosa Pandalone CHIESTI 8 anni
      • Giuseppe Belmonte, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo CHIESTI 8 anni e 2 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Gianluca Benvenuto, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri e Matteo Cristiani CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Massimo Bertoldi, difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Filomena Rota CHIESTI 12 anni e 4 mesi
      • Piero Bertoldi, difeso dall’avvocato Domenico Villella CHIESTI 2 anni
      • Cosimo Bevilacqua (classe 1965), difeso dagli avvocati Giacomo Iaria e Gianpiero Calabrese CHIESTI 18 anni e 8 mesi
      • Fabio Bevilacqua, difeso dall’avvocato Raffaele Brunetti CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Fiore Bevilacqua alias “Mano Mozza”, difeso dagli avvocati Antonio Ingrosso e Gianpiero Calabrese CHIESTI 10 anni
      • Francesco Bevilacqua, difeso dagli avvocati Luigi Bonofiglio e Michele Franzese CHIESTI 10 anni e 8 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Leonardo Bevilacqua, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 12 anni
      • Luigi Bevilacqua, difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Leone Fonte CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Luigina Bevilacqua, difesa dagli avvocati Cesare Badolato CHIESTI 2 anni
      • Andrea Bruni (classe 1983) difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 4 anni e 8 mesi
      • Gianfranco Bruni, difeso dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 20 anni
      • Giuseppe Zoltan Bruniani CHIESTI Un anno e 4 mesi
      • Salvatore Calandrino, difeso dagli avvocati Antonio Aloe e Rossana Cribari CHIESTI 10 anni e 4 mesi
      • Gianluca Campolongo, difeso dagli avvocati Nicola Carratelli CHIESTI 7 anni
      • Giuseppe Caputo, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 12 anni
      • Francesco Carelli (difeso dall’avvocato Ugo Ledonne) CHIESTI 4 anni e 8 mesi
      • Alessandro Cariati, difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Tanja Argirò CHIESTI 2 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Alessandro Catanzaro, difeso dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 14 anni
      • Maria Rosaria Ceglie, difeso dagli avvocati Camillo Gabriele Fiorito ed Emma Eboli CHIESTI 3 anni e 8 mesi
      • Patrizio Chiappetta, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Alessandro Diddi CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Daniele Chiaradia, difeso dagli avvocati Pasquale Di Iacovo e Maurizio Malomo CHIESTI 12 anni e 4 mesi
      • Francesco Ciliberti, difeso dagli avvocati Alessandro Diddi ed Enzo Belvedere CHIESTI 16 anni
      • Fabiano Ciranno, difeso dall’avvocato Giancarlo Greco e Cesare Badolato CHIESTI 18 anni
      • Francesco Curcio, difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari CHIESTI 14 anni
      • Marco D’Alessandro, difeso dall’avvocato Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Adolfo D’Ambrosio, difeso dall’avvocato Cesare Badolato CHIESTI 20 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Francesco De Cicco, difeso dagli avvocati Cristian Bilotta e Francesco Gambardella CHIESTI 4 anni e 10 mesi
      • Massimiliano D’Elia, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 12 anni
      • Cesare D’Elia, difeso dall’avvocato Cristian Cristiano CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Andrea De Giovanni, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Tanja Argirò CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Michele Di Puppo, difeso dagli avvocati Angelo Pugliese e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Umberto Di Puppo, difeso dagli avvocati Angelo Pugliese e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Carlo Drago, difeso dagli avvocati Francesco Santelli e Cesare Badolato CHIESTI 20 anni
      • Renato Falbo, difeso dall’avvocato Pietro Sammarco CHIESTI 7 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Rosetta Falvo, difeso dall’avvocato Mario Scarpelli CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Cristian Ferraro, difeso dall’avvocato Michele Donadio CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Simona Ferrise, difeso dall’avvocato Laura Gaetano CHIESTI 14 anni
      • Rosa Filippelli, difeso dall’avvocato Angelo Nicotera CHIESTI 3 anni
      • Adolfo Foggetti, difeso dall’avvocato Michele Gigliotti CHIESTI 3 anni e 8 mesi
      • Oscar Fuoco, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Pietro Gardi, difeso dall’avvocato Francesco Acciardi CHIESTI un anno e 4 mesi
      • Gino Garofalo, difeso dall’avvocato Antonio Quntieri CHIESTI 16 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Salvatore Garofalo, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 2 anni
      • Alberigo Granata, difeso dall’avvocato Filippo Cinnante CHIESTI 12 anni
      • Andrea Greco, difeso dall’avvocato Giorgia Greco e Sergio Rotundo CHIESTI 19 anni
      • Francesco Greco (pentito) CHIESTI 8 anni
      • Francesco Gualano, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Silvia Guido, difesa dagli avvocati Tanja Argirò e Giorgia Greco CHIESTI 16 anni
      • Francesco Iantorno, difeso dall’avvocato Francesco Boccia CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Giuseppe Iirillo, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Aldo Iirillo CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Antonio Illuminato, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 20 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Luciano Impieri, difeso dall’avvocato Caterina De Luca CHIESTI 6 anni
      • Carlo Lamanna, difeso dall’avvocato Giuseppe Manna CHIESTI 20 anni
      • Daniele Lamanna, difeso dall’avvocato Michele Gigliotti CHIESTI 3 anni e 4 mesi
      • Ettore Lanzino, difeso dall’avvocato Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Fabio Laratta, difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi CHIESTI 2 anni
      • Saverio Madio, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Romualdo Truncè CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Gianluca Maestri, difeso dagli avvocati Renato Tocci e Rossana Cribari CHIESTI 20 anni
      • Antonio Magnelli, difeso dall’avvocato Gisberto Spadafora CHIESTI 2 anni
      • Massimo Giuseppe Maione, difeso dagli avvocati Giorgia Greco ed Enzo Belvedere CHIESTI 4 anni e 6 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Antonio Manzo, difeso dagli avvocati Antonio Ingrosso e Osvaldo Rocca CHIESTI 12 anni
      • Antonio Marotta, difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello CHIESTI 20 anni
      • Mauro Marsico, difeso dall’avvocato Lucio Ebardo e Luca Acciardi CHIESTI 10 anni
      • Francesco Mazzei, difeso dall’avvocato Cesare Badolato e Gianpiero Calabrese CHIESTI 16 anni e 6 mesi
      • Ivan Montualdista, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese CHIESTI 16 anni
      • Alfredo Morelli, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 16 anni e 8 mesi
      • Alessandro Morrone (classe 1988), difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco CHIESTI 16 anni e 8 mesi
      • Francesco Occhiuzzi (difeso dagli avvocati Vito Caldiero e Carmine Curatolo) CHIESTI 3 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Roberto Olibano junior (difeso dall’avvocato Anna Maria Domanico) CHIESTI 12 anni
      • Anna Palmieri, difesa dall’avvocato Vania Giuseppina Gianporcaro CHIESTI 5 anni e 4 mesi
      • Francesco Patitucci, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Laura Gaetano CHIESTI 20 anni
      • Damiana Pellegrino, difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Lucio Esbardo CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Erminio Pezzi, difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Enzo Piattello, difeso dall’avvocato Gianpiero Calabrese CHIESTI 16 anni
      • Giuseppe Piromallo, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgia Medaglia CHIESTI 3 anni
      • Mario “Renato” Piromallo, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgia Medaglia CHIESTI 20 anni
      • Paolo Pisani, difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Cesare Badolato CHIESTI 2 anni e 2 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Roberto Porcaro, difeso dall’avvocato Mario Scarpelli CHIESTI 20 anni
      • Franco Presta, difeso dagli avvocati Sara Luiu e Lucio Esbardo CHIESTI 20 anni
      • Gennaro Presta, difeso dagli avvocati Rossana Cribari e Cesare Badolato CHIESTI 20 anni
      • Roberto Presta, difeso dall’avvocato Maria Claudia Conidi CHIESTI 5 anni e 4 mesi
      • Maurizio Rango, difeso dall’avvocato Teodora Gabrieli CHIESTI 20 anni
      • Michele Rende, difeso dagli avvocati Rossana Cribari e Pasquale Marzocchi CHIESTI 14 anni
      • Francesco Ripepi, difeso dagli avvocati Michele Franzese e Sandro Furfaro CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Gianfranco Ruà, difeso dagli avvocati Massimo Petrone e Valentina Moretti CHIESTI 20 anni (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Antonio Russo, difeso dall’avvocato Roberto Deni CHIESTI 12 anni
      • Stefano Salerno, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese CHIESTI 16 anni e 8 mesi
      • Eugenio Satiro, difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello e Filippo Cinnante CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Marco Saturnino, difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Filippo Cinnante CHIESTI 10 anni
      • Salvatore Sesso, difeso dagli avvocati Vincenzo Tridico CHIESTI 8 anni e 4 mesi
      • Luca Simerano, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 7 anni
      • Mario Sollazzo, difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Giovanni Favasuli CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Francesco Sorrentino, difeso dall’avvocato Linda Boscaglia CHIESTI 4 anni e 8 mesi (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati del processo abbreviato di “Reset”)
      • Ettore Sottile, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Pasquale Naccarato CHIESTI 20 anni
      • Alberto Superbo, difeso dall’avvocato Angelo Pugliese e Gianluca Garritano CHIESTI 20 anni
      • Marco Tornelli, difeso dall’avvocato Cristian Cristiano CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Alberto Turboli, difeso dall’avvocato Cristian Bilotta e Maurizio Nucci CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Danilo Turboli, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 10 anni e 8 mesi
      • Francesco Veltri, difeso dall’avvocato Luca Acciardi CHIESTI 6 anni
      • Giuseppe Zaffonte, difeso dall’avvocato Emanuela Capparelli CHIESTI 5 anni e 7 mesi
      • Roberto Zengaro, difeso dall’avvocato Antonio Quintieri CHIESTI 10 anni e 10 mesi
      • Antonio Zinno, difeso dall’avvocato Nicola Carratelli CHIESTI 10 anni e 8 mesi (clicca su avanti per leggere le parti civili)

      “Reset” in abbreviato, le parti civili

      • Ministero dell’Interno, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Ministero della Giustizia, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Regione Calabria, difesa dall’avvocato Michele Rausei
      • Presidenza del Consiglio dei Ministri, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Ministero della Difesa, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Ministero della Difesa – Comando Generale dei Carabinieri, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Commissario Straordinario del Governo presso il Ministero tratto Antiusura e Racket, difeso dall’avvocato Antonello Membrini, Invitalia, difesa dall’avvocato Grazia Volo
      • Comune di Cosenza, difeso dall’avvocato Francesco Chiaia
      • Provincia di Cosenza, difeso dall’avvocato Raffaele Prisco
      • Comune di Rende, difeso dall’avvocato Santo Spadafora
      • Monopoli di Stato, difeso dall’avvocato Antonello Membrini
      • Associazione AntiRacket Lucio Ferrami, difesa dall’avvocato Carlo Carere
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      'Ndrangheta · Cosenza · Francesco Patitucci · Reset

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      Commercio illegale

      Anabolizzanti, maxi blitz all'alba. Interessate Cassano all'Ionio e la Toscana

      Misure cautelari in Calabria e in provincia di Lucca e decine di indagati in tutta Italia: sono 53 le persone deferite dai Nas che hanno sequestrato 650 confezioni di farmaci. Inchiesta della Procura di Pistoia

      Redazione Cronaca
      <p>Anabolizzanti, maxi blitz all'alba. Interessate Cassano all'Ionio e la Toscana</p>
      la decisione

      «Nicola Abbruzzese incompatibile col carcere», gli atti tornano al Riesame

      La Corte di Cassazione annulla l’ordinanza relativa all’imputato in Athena 2. Accolte le tesi dei difensori Caputo e Luppino sull’incompatibilità carceraria
      Redazione
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      Dolore senza fine

      Il naufragio di Cutro tre anni dopo: una tragedia che si ripete ogni giorno nel Cimitero Mediterraneo

      Dalla morte di almeno 94 migranti è cambiato poco: dall’inizio del 2026 sono più di 500 i decessi e un migliaio i dispersi. Emergency e Arci denunciano le politiche del governo che disumanizza le vite degli stranieri: «Responsabilità politiche per i mancati salvataggi»
      Redazione Cronaca
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      La decisione

      Corigliano Rossano, morì a 29 anni per la mancata estrazione di un dente: due medici a processo per omicidio colposo

      Rinviati a giudizio Salvatore Spina e Giovanni Putortì, odontoiatra e medico di Pronto soccorso. Secondo una relazione tecnica Eugenio Plastina morì nel marzo 2023 a causa di un’infezione dentale trascurata, nonostante i sintomi evidenti
      Matteo Lauria
      Corigliano Rossano, morì a 29 anni per la mancata estrazione di un dente: due medici a processo per omicidio colposo\n

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      Cuba, gli Usa e la Calabria in mezzo alle polemiche

      Pino Scarpelli dell'Associazione nazionale di Amicizia Italia Cuba commenta la presenza in Calabria dell'emissario americano nell'Isola caraibica ambasciatore Hammer

      25 febbraio 2026
      Ore 15:06
      <p>Cuba, gli Usa e la Calabria in mezzo alle polemiche</p>
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      Filippelli sceglie il No: «Non è una riforma della giustizia, si modificano 7 articoli senza certezze»

      Il professore-avvocato critica “pacchetto” e metodo: «Testo nato dall’esecutivo, sorteggio svilisce l’autogoverno, Alta Corte con sentenze non impugnabili»

      24 febbraio 2026
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      Francesco Perri e la musica come strumento di crescita collettiva

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      Referendum giustizia, scontro all’Unical tra Conte e Mulè sul voto

      Il leader M5S lega l’esito alla tenuta del governo Meloni, mentre il deputato FI difende il merito della riforma e invita al sì.

       

      23 febbraio 2026
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      Verso il secondo grado

      Processo Reset, la Dda di Catanzaro impugna gran parte delle assoluzioni

      Scadono i termini per presentare ricorso in appello. Il procedimento penale potrebbe chiudersi solo per pochi imputati
      Antonio Alizzi
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      L’incidente

      Catanzaro, camion precipita in un burrone per diverse centinaia di metri: morto il conducente

      Sul posto i vigili del fuoco e personale specializzato in tecniche speleo alpino fluviali, che è riuscito con non poche difficoltà a raggiungere l’uomo. Impiegato anche un elicottero
      Redazione Cronaca
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      Cronaca dalla Valle dell’Esaro

      Carro di Carnevale si ribalta sulla 238: la ragazza è ancora in Rianimazione

      L’episodio si è verificato nel tratto tra San Marco Argentano e Fagnano Castello, durante un pomeriggio di festa poi trasformato in tragedia
      Redazione
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      Miracolo a Roma, è fuori pericolo il bambino di Acri caduto dal balcone: «Ce l’ha fatta grazie alle preghiere»

      La lunga degenza, il coma farmacologico, la riabilitazione e un recupero inatteso: la madre ringrazia chi non ha mai smesso di sperare, mentre la famiglia prepara il ritorno alla normalità. Il piccolo Rocco frequenta la scuola in ospedale
      Redazione Cronaca
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      GRAVI CONSEGUENZE

      Danni del maltempo, altre quattro famiglie evacuate per frana a Fuscaldo

      Altre dieci famiglie erano state evacuate nei giorni scorsi tra Diamante e Belvedere Marittimo. Il sopralluogo è stato effettuato dai vigili del fuoco del distaccamento di Paola e dagli agenti della Polizia locale di Fuscaldo
      Francesca Lagatta
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      Il rientro

      Sibari, dopo il ciclone da oggi gli sfollati possono tornare nelle loro case

      Dopo 11 giorni di emergenza e due esondazioni, il Comune di Cassano allo Ionio annuncia la fine delle restrizioni nell’area del centro nautico. Restano divieti su darsene e pontili
      Redazione
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      Emergenza senza fine

      Territori devastati dopo l’ondata di maltempo, nelle aree interne viabilità al collasso tra strade chiuse e ordinanze di sgombero

      I cicloni che si sono abbattuti in Calabria nelle scorse settimane hanno lasciato dietro di sé una scia desolante di detriti e fango. Ciò che emerge dopo il passaggio delle perturbazioni è il quadro di una rete viaria ridotta in diverse  zone ai minimi termini. Il caso di Scigliano
      Francesco Graziano
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      L’inchiesta

      Narcotraffico, blitz nel Crotonese: 13 arresti a Cirò Marina, contestata l'aggravante mafiosa - NOMI

      VIDEO | Operazione della Dda di Catanzaro scattata all’alba: 10 persone in carcere e 3 ai domiciliari. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza del gip del Tribunale di Catanzaro: accuse legate allo smercio di stupefacenti aggravato dal metodo mafioso
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      Diamante, assessora Presta a giudizio per diffamazione aggravata: udienza fissata al 1° febbraio 2027

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