
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
Recovery, 142 indagati presentano ricorso in Cassazione | NOMI
I 142 indagati di Recovery si apprestano a depositare ricorso in Cassazione per proseguire nel cosiddetto giudicato cautelare. La speranza di chi oggi è sottoposto a misura è quella di ottenere un provvedimento favorevole dagli ermellini. Annullamento con rinvio o ancor meglio un annullamento senza rinvio.
Si ripropone la stessa situazione di Reset. L’inchiesta contro la ‘ndrangheta cosentina era scattata il 1 settembre 2022. Fino a dicembre 2022 il Riesame di Catanzaro era stato chiamato a valutare le istanze pervenute dai difensori. Gran parte delle ordinanze firmate dal gip erano state confermate dal Tdl. Le posizioni cautelari una volta giunte in Cassazione avevano ottenuto pronunce favorevoli. La Suprema Corte non aveva intaccato in alcun modo la sussistenza della confederazione mafiosa cosentina.
In questa circostanza infatti gli ermellini avevano rivisto l’impianto accusatorio di Reset in maniera individuale, ritenendo che alcuni degli indagati, oggi imputati, non facessero parte dell’associazione mafiosa composta da italiani (clan Lanzino-Patitucci) e “zingari” (Abbruzzese, Abruzzese e Bevilacqua).
Gli avvocati lavorano affinché la Cassazione riconosca le tesi difensive che traggono spunto dalle motivazioni del Riesame, la maggior parte depositate nelle scorse settimane. Cosa dice il Riesame? La nostra testata lo ha riportato parzialmente nei giorni scorsi. A Cosenza e dintorni secondo i giudici del Tdl esiste una confederazione mafiosa che oltre a commettere reati quali usura ed estorsione, si dedica al narcotraffico.
A Reset questo tipo di contestazione è toccata prima agli “zingari”. Oggi in Recovery “spetta” agli italiani. Gli atti di questo procedimento tuttavia riassumono diversi episodi anche del passato, già passati al vaglio della procura di Cosenza. Dalla rilettura degli atti e grazie al contributo dichiarativo dei pentiti, la Dda di Catanzaro ha formulato una più ampia contestazione che tiene insieme sia l’articolo 74 in materia di stupefacenti che l’articolo 416 bis (associazione mafiosa).
Nelle prossime settimane dunque i difensori invieranno i ricorsi. Le udienze in Cassazione saranno fissate da lì a poco ma si prevede un’attesa di almeno tre mesi per completare il quadro.
Tutti gli articoli di Cronaca