logo
  • Sezioni

    • Cronaca

    • Politica

    • Cosenza Calcio

    • Economia e Lavoro

    • Italia Mondo

    • Sanità

    • Sport

    • Cultura

    • Ambiente

  • Streaming

    • LaC TV 

    • Lac Network

    • LaC OnAir 

  • LaC Network 

    • lacplay.it

    • lactv.it

    • laconair.it

    • lacitymag.it

    • ilreggino.it

    • cosenzachannel.it

    • ilvibonese.it

    • catanzarochannel.it

    • lacapitalenews.it 

  • App

    • Android

    • Apple

    Social
    • Cronaca

    • Politica

    • Sanità

    • Cosenza Calcio

    • Ambiente

    • Società

    • Cultura

    • Economia e Lavoro

    • Sport

    • Eventi

    • Sezioni
      • Cronaca

      • Politica

      • Cosenza Calcio

      • Economia e Lavoro

      • Italia Mondo

      • Sanità

      • Sport

      • Cultura

      • Ambiente

    • Streaming
      • LaC TV 

      • Lac Network

      • LaC OnAir 

    • LaC Network 
      • lacplay.it

      • lactv.it

      • laconair.it

      • lacitymag.it

      • ilreggino.it

      • cosenzachannel.it

      • ilvibonese.it

      • catanzarochannel.it

      • lacapitalenews.it 

    • App
      • Android

      • Apple

    Social
      Home page>Calcio>Cosenza Calcio>Cosenza, i cinque cimeli...

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio

      Dalla tuta di Montez alla catenina di Giansanti, galleria virtuale di oggetti e indumenti che hanno fatto la storia in rossoblù
      Marco Cribari
      9 luglio 202511:46
      1 of 6
      gallery image

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio
      gallery image

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio
      gallery image

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio
      gallery image

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio
      gallery image

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio
      gallery image

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio

      Cosenza, i cinque cimeli "impossibili" da esporre nel museo del calcio

      La città di Cosenza può vantare una lunga tradizione calcistica. Ha una squadra prossima a compiere centodieci anni di vita, un lungo elenco di campioni che hanno militato nelle sue fila e nonostante ciò manca una galleria di cimeli che riannodi i fili di questa tradizione per dare consistenza a una dimensione che non è solo sportiva, bensì sentimentale. Il museo del football che a quanto pare la società guidata da Eugenio Guarascio intende allestire, dovrebbe colmare questa lacuna.

      Come e quando nessuno ancora può dirlo, ma è lecito supporre che il tentativo sarà quello di attingere alle collezioni private dei tifosi per creare dal nulla il percorso museale che tutti gli appassionati sperano di poter ammirare. Si parte da zero, questo è certo, giacché in tutti questi anni nessuno ha ritenuto che conservare vecchie divise, palloni da gioco, tute e borsoni, potesse avere un giorno una qualche utilità. E il risultato è che ad andare disperso è stato un piccolo tesoro di modernariato sportivo che oggi si può far rivivere solo con l’immaginazione.

      A Cosenza, però, si è fatto persino di peggio. Disinteresse e sciatteria non hanno risparmiato neanche i pochi titoli vinti in un secolo e passa di storia. Del pasticcio a lieto fine relativo alla Coppa anglo-italiana abbiamo già parlato, ma non è quello l’unico trofeo che avrebbe dovuto trovare posto in bacheca insieme alla più recente Coppa Italia.

      C’è pure una Coppa disciplina, oggi abolita, che un tempo veniva assegnata alle squadre che nel corso del campionato si distinguevano per correttezza, sia in campo che sugli spalti. Il Cosenza la vince nel 1958, ma non si sa come né perché, è andata smarrita pure quella. Agli annali resta solo una foto dell’allora vicepresidente Ernesto Corigliano intento a ritirarla nella sede della Figc di Roma. Nel nuovo museo rossoblù, dunque, ci finirà al più quello scatto.

      C’è insomma un museo reale che, iniziativa più che lodevole, sta per essere realizzato. E poi ce n’è un altro virtuale, uno spazio sterminato in cui trovano posto, fra gli altri, la maglia di Attilio Demaria, la fascia da capitano di Sergio Codognato, la scarpa sinistra di Michele Padovano, quella destra di Gigi Marulla, il pallone di Monopoli. Di seguito vi proponiamo cinque “pezzi” per certi versi minori da aggiungere all’elenco di questo museo. Alcuni sembrano davvero insignificanti, ma solo in apparenza. Perché raccontano qualcosa della persona a cui sono appartenuti. E quindi meritano di essere ricordati, perché potrebbero raccontare anche qualcosa di noi. E’ il Museo dei rimpianti, ognuno aggiunga il cimelio che più lo rappresenta.

      La tuta del Grinta

      Per i suoi calciatori faceva di tutto, persino il cameriere. Serviva loro i piatti in tavola, all’ora di pranzo, ma a una condizione: dovevano mangiare quello che diceva lui. Quando allenava l’Udinese, tolse dalla formazione un attaccante che si era rifiutato di mettere il sugo sulla pasta. La voleva al burro. Corrono i favolosi anni Sessanta, il periodo dei maghi alla Helenio Herrera o al suo omonimo Heriberto. E tra Accacchino e Accacone, a Cosenza ha inizio l’epopea dell’argentino Oscar Montez. Lo chiamano “Il Grinta”, come l’antieroe a cavallo interpretato da John Wayne. Del vecchio bandolero sovrappeso e un po’ stanco ha tutto, compreso il carisma. Che in quel periodo vale più di schemi e ripartenze.

      Con lui al timone, il Cosenza sfiora il ritorno quasi immediato in serie B. E’ la squadra di Marmiroli, Mariani e Campanini. I sogni si sgretolano al fotofinish, dopo una sfortunata sfida all’Ok Corral con la Reggina di Tommaso Maestrelli, poi promossa al posto dei Lupi. Montez resta in città fino alla fine del decennio con una parentesi ulteriore a metà degli anni Settanta e un’altra, l’ultima, nel 1986, per salvare la squadra dalla retrocessione in C2. Missione compiuta e dopo un’esperienza a Viterbo e una Malta, sparisce dalle scene. Oggi ha 98 anni ed è ancora qui, da qualche nel mondo. Con la tuta sempre addosso, che attende solo una chiamata per montare ancora una volta a cavallo.

      I guanti dello Sceriffo

      Lo chiamavano “Lo sceriffo”, un soprannome azzeccato come pochi. Enrico Lattuada, infatti, ne aveva le physique du rôle: baffo biondiccio, fisico statuario e una capacità fuori dal comune di dettare legge nell’area di rigore. Rimane in riva al Crati per sole tre stagioni, abbastanza per centrare un record ineguagliato, forse ineguagliabile: 1259 minuti d’imbattibilità. Accade nella stagione 79/80, l’anno della promozione in serie C1 con Nedo Sonetti allenatore. Lattuada chiude la porta il 10 febbraio del 1980, alla diciannovesima giornata, e la mantiene serrata fino a maggio, per quasi tutto il girone di ritorno. Tredici partite e mezzo senza subire gol.

      L’anno successivo, il suo ultimo in rossoblù, coincide con una stagione balorda. Lo sceriffo tiene a galla la squadra fino all’ultimo. Subisce solo 24 reti in 34 partite, ma il Cosenza retrocede e lui fa le valigie. Va al Francavilla dove, un paio d’anni più tardi manca per un solo punto la promozione in serie B. Torna al San Vito da avversario il 27 novembre del 1983, in una giornata di pioggia. Quando prende posto tra i pali sotto la curva, risponde con un cenno della mano destra all’applauso prolungato dei tifosi. Poi si volta, forse piange un po’. Mentre il cuore gli batte fortissimo dietro a una stella d’argento.

      Una catenina coi baffi

      Maurizio Giansanti ha il baffo rassicurante e un piedino letale con cui accarezza il pallone. Con il sinistro, lo mette sempre dove vuole. Dai suoi calci di punizione scaturiscono spesso gol decisivi, specie negli ultimi minuti delle partite. Nel campionato 86/87 la piazza in rete all’esordio in casa contro il Siena, 1-0 all’ultimo secondo utile, e poche settimane dopo si ripete con il Livorno: stessa zolla, stesso minuto. Nacque allora la “Zona Giansanti”. Quell’anno, in trasferta a Benevento si è sotto di un gol quando manca davvero poco alla fine. Dal calcio d’angolo della disperazione viene fuori la giocata del secolo per Gianluca Presicci, difensore ruvido e con la scimmia di Palanca sulla spalla.

      Gianluca fa gol in semirovesciata e i tifosi di casa non la prendono benissimo, tant’è che mezzi invasati invadono il terreno di gioco. Ne viene fuori una maxiscazzottata con i calciatori rossoblù che si difendono a colpi di karate. Giansanti esce dal campo seminudo – la sua divisa è stata fatta a brandelli nella rissa – ma le telecamere lo inquadrano con il sorriso sornione di chi le ha date più che riceverle. Poi, il giorno dopo si presenta in tv per lanciare un appello: durante i tafferugli ha perso la catenina che porta al collo. Vorrebbe recuperarla e l’intervistatore, curioso, gli domanda di quale materiale sia fatta questa catenina. Lui non ci pensa due volte e risponde: “Dello stesso materiale di cui sono fatti i sogni”.

      La borraccia di Bialbero

      Beve tanto perché ha sete. Gli viene sempre dopo il lavoro, il suo, che consiste nel mettersi alle costole del centrattacco di turno per cancellarlo dal campo. Cancellarlo, letteralmente. Un mestiere faticoso quello dello stopper, pure pericoloso. Ed è per questo che si porta sempre dietro la borraccia. E’ un metro e ottantacinque centimetri di nervi e muscoli. Un tronco insomma. E con quel nome (Pino) e quel cognome (Faggio) che si ritrova, non potevano che chiamarlo “Bialbero”. Nasce a Reggio Calabria, ma a 18 anni si trova a giocare nell’Inter di Sarti, Burnigch e Facchetti. Diventa il cocco di Helenio Herrera, ma complice la gelosia e qualche sgambetto di troppo, si ritrova presto a Cosenza, in serie C. Ci resta per sei anni, diventando la colonna della squadra, anzi la quercia.

      E’ il leader indiscusso della difesa, e ad accorgersene sono quelli delle altre squadre, tifosi inclusi. Nel 1965 il Cosenza va a giocare a Salerno e proprio dietro la panchina di Montez, c’è un’accoglienza speciale ad attenderlo: undici casse da morto, ben allineate. Comincia la partita e i Lupi fanno davvero i Lupi, conquistando lo 0-0. Faggio è il migliore in campo ed esce tra gli applausi. Passa un anno e il Cosenza è di nuovo lì. Il pullman con a bordo i calciatori tra per arrivare al “Vestuti” quando è bloccato da un gruppo di supporter locali. Lo stopper ha un sussulto. Quellì là fuori urlano il suo nome. E’ lui che vogliono. Scende dal bus pronto a menar le mani, ma poi s’accorge che quella piccola folla, memore delle sue prodezze ruvide di un anno prima, è lì per portarlo in trionfo. Bialbero non si scompone. Tira fuori la borraccia, beve un po’ d’acqua. E rivolgendosi ai salernitani chiede: “Qualcuno ne vuole un sorso?”.

      La retina di Raffaele

      Lo scatto più iconico del Novecento cosentino lo vede sospeso in cielo a colpire di testa un pallone che di lì a poco gonfierà la rete. Un gesto che a Raffaele Bruno costa parecchio, gli rovina la pettinatura a lui, che quando scende in campo, i capelli è abituato a tenerli raccolti nella retina. Una questione di stile. L’ala sinistra più veloce della storia del Cosenza gioca a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta e i cross e abituato a farli più che a riceverli. Gli schemi di gioco, a quei tempi, sono essenzialmente due. Il primo: Campana, con le sue manone, batte un fallo laterale a lunga gittata, direttamente in area, e nell’ammuina che ne consegue qualcuno butta la palla in rete. Il secondo: Surra, regista dai piedi sopraffini, la passa a Bruno che s’invola sulla fascia, mette al centro e Capone fa gol. Meglio questo dell’altro.

      Raffaele è il primo divo del calcio locale. Antesignano dei buoni rapporti con la stampa, alla fine delle partite avvicina il cronista amico e gli chiede “un bell’articoletto”. Del resto se lo merita. Talento purissimo, sa fare gol pure da calcio d’angolo perché gliel’ha insegnato Attilio Demaria. Sarebbe arrivato anche in serie A, non fosse stato per la guerra. E’ invece gli toccano le trasferte in treno, gomito a gomito con i soldati tedeschi che mangiano broccoli e sarache. E li dividono con i calciatori. Ad aprile del 1943, il fischio cupo della sirena antiaereo irrompe nel mezzo di una partita. Bruno ferma la sua corsa e guarda in alto alla ricerca di un pericolo ancora invisibile agli occhi. Ha paura, tanta paura, ma solleva la retina e si sistema i capelli. Poi riprende a giocare. E’ sempre una questione di stile.

      1 of 6

      Tutti gli articoli di Cosenza Calcio

      ULTIMA ORA
      • - 15:54Campana (AVS): «Petrolio, democrazia e ipocrisie», l’allarme sulle ricadute in Calabria
      • - 15:43Biagio Izzo in Calabria con “L’Arte della Truffa”: Crotone sold out, tappa a Corigliano-Rossano
      • - 15:21Le accuse contro Caruso finiscono in Procura: il sindaco di Cosenza denuncia Mancini e Bozzo
      • - 14:19UGL invita al Sì: «Imparzialità, trasparenza e fiducia nella giustizia»
      • - 13:58Guardia Costiera di Crotone: maxi controlli sul novellame, sequestrati 250 kg di sarda
      • - 12:20PA Calabria diffida il Comune di Cosenza: «Il sindaco superi gli ostacoli interni sul PIAO»
      • - 15:54Campana (AVS): «Petrolio, democrazia e ipocrisie», l’allarme sulle ricadute in Calabria
      • - 15:43Biagio Izzo in Calabria con “L’Arte della Truffa”: Crotone sold out, tappa a Corigliano-Rossano
      • - 15:21Le accuse contro Caruso finiscono in Procura: il sindaco di Cosenza denuncia Mancini e Bozzo
      • - 14:19UGL invita al Sì: «Imparzialità, trasparenza e fiducia nella giustizia»
      • - 13:58Guardia Costiera di Crotone: maxi controlli sul novellame, sequestrati 250 kg di sarda
      • - 12:20PA Calabria diffida il Comune di Cosenza: «Il sindaco superi gli ostacoli interni sul PIAO»
      • - 15:54Campana (AVS): «Petrolio, democrazia e ipocrisie», l’allarme sulle ricadute in Calabria
      • - 15:43Biagio Izzo in Calabria con “L’Arte della Truffa”: Crotone sold out, tappa a Corigliano-Rossano
      • - 15:21Le accuse contro Caruso finiscono in Procura: il sindaco di Cosenza denuncia Mancini e Bozzo
      • - 14:19UGL invita al Sì: «Imparzialità, trasparenza e fiducia nella giustizia»
      • - 13:58Guardia Costiera di Crotone: maxi controlli sul novellame, sequestrati 250 kg di sarda
      • - 12:20PA Calabria diffida il Comune di Cosenza: «Il sindaco superi gli ostacoli interni sul PIAO»
      Spazio al secondo

      Cosenza, Buscè squalificato. A Potenza guida Nuti: ma non sarà la sua prima volta

      Il vice prende posto in panchina durante lo stop del tecnico: un copione già visto ai tempi della Vibonese, quando arrivò una squalifica da quattro giornate per l’ex Empoli
      Alessandro Storino
      Cosenza, Buscè squalificato. A\u00A0Potenza guida Nuti: ma non sarà la sua prima volta\n
      Mano pesante

      Cosenza calcio, due turni di stop per Buscè. Stangata anche per il ds Roma

      Stop di due gare per il tecnico rossoblù dopo le proteste in occasione di una revisione FVS contro il Sorrento: provvedimento anche per il ds Domenico Roma, inibito fino al 12 marzo 2026 e multato come componente di panchina aggiuntiva.
      Alessandro Storino
      Cosenza calcio,\u00A0due turni di stop per Buscè.\u00A0Stangata anche per il ds Roma
      Comunicazione in retromarcia

      Più che uno scatto, forse serve un passaggio: il Cosenza e la filosofia del fotografo «automunito»

      Dopo l’addio dell’addetto stampa Giovanni Folino e una lunga serie di dimissioni trasversali, il club rossoblù pubblica un annuncio singolare. Nel calcio moderno il fotografo viaggia con la squadra, ma a Via Conforti sembra più importante l’auto privata che l’esperienza sul campo
      Francesco Roberto Spina
      Più che uno scatto, forse serve un passaggio: il Cosenza e la filosofia del fotografo «automunito»\n
      Statistiche e precedenti

      Cosenza, il Marulla torna un bunker. Quattro vittorie di fila in casa: i precedenti recenti e le serie migliori

      Dal filotto attuale alle strisce del recente passato: ecco quando i rossoblù erano già arrivati a quattro successi consecutivi al “San Vito-Marulla” e quando hanno fatto ancora meglio, fino al record storico
      Alessandro Storino
      Cosenza, il Marulla torna un bunker. Quattro vittorie di fila in casa: i\u00A0precedenti recenti e le serie migliori\n

      Video Consigliati

      VEDI TUTTI
      Video

      Mirko, lo studente cosentino bloccato a Dubai: «Brutto il momento dell'allarme sui dispositivi»

      3 marzo 2026
      Ore 07:49
      <p>Mirko, lo studente cosentino bloccato a Dubai: «Brutto il momento dell'allarme sui dispositivi»</p>
      Società

      Giancarlo Rizzi: «L’opera è un atto etico. E i giovani devono impararla vivendo il teatro»

      Il direttore veronese, docente in Calabria e protagonista sui palchi europei, racconta la sua idea di musica: il gesto come verità scenica, la direzione come dialogo, l’opera come esperienza viva

      2 marzo 2026
      Ore 16:17
      Giancarlo Rizzi: «L’opera è un atto etico. E i giovani devono impararla vivendo il teatro»
      Ambiente

      Legambiente Serre Cosentine: «In 10 anni recuperati 15mila pneumatici e 6.700 alberi piantati»

      Intervista al presidente Andrea Azzinnaro: lotta all’abbandono rifiuti, denunce per discariche, educazione nelle scuole e progetto “10.000 nuovi alberi” ancora da completare

      26 febbraio 2026
      Ore 15:15
      Legambiente Serre Cosentine: «In 10 anni recuperati 15mila pneumatici e 6.700 alberi piantati»
      Video

      Cassano all'Ionio, sequestro di droga da parte della Polizia

      27 febbraio 2026
      Ore 12:06
      Cassano all'Ionio, sequestro di droga da parte della Polizia
      Ambiente

      Legambiente Serre Cosentine: «In 10 anni recuperati 15mila pneumatici e 6.700 alberi piantati»

      Intervista al presidente Andrea Azzinnaro: lotta all’abbandono rifiuti, denunce per discariche, educazione nelle scuole e progetto “10.000 nuovi alberi” ancora da completare

      26 febbraio 2026
      Ore 15:15
      Legambiente Serre Cosentine: «In 10 anni recuperati 15mila pneumatici e 6.700 alberi piantati»
      Video

      Cassano all'Ionio, sequestro di droga da parte della Polizia

      27 febbraio 2026
      Ore 12:06
      Cassano all'Ionio, sequestro di droga da parte della Polizia
      Video

      Mirko, lo studente cosentino bloccato a Dubai: «Brutto il momento dell'allarme sui dispositivi»

      3 marzo 2026
      Ore 07:49
      <p>Mirko, lo studente cosentino bloccato a Dubai: «Brutto il momento dell'allarme sui dispositivi»</p>
      Società

      Giancarlo Rizzi: «L’opera è un atto etico. E i giovani devono impararla vivendo il teatro»

      Il direttore veronese, docente in Calabria e protagonista sui palchi europei, racconta la sua idea di musica: il gesto come verità scenica, la direzione come dialogo, l’opera come esperienza viva

      2 marzo 2026
      Ore 16:17
      Giancarlo Rizzi: «L’opera è un atto etico. E i giovani devono impararla vivendo il teatro»
      Ambiente

      Legambiente Serre Cosentine: «In 10 anni recuperati 15mila pneumatici e 6.700 alberi piantati»

      Intervista al presidente Andrea Azzinnaro: lotta all’abbandono rifiuti, denunce per discariche, educazione nelle scuole e progetto “10.000 nuovi alberi” ancora da completare

      26 febbraio 2026
      Ore 15:15
      Legambiente Serre Cosentine: «In 10 anni recuperati 15mila pneumatici e 6.700 alberi piantati»
      Video

      Cassano all'Ionio, sequestro di droga da parte della Polizia

      27 febbraio 2026
      Ore 12:06
      Cassano all'Ionio, sequestro di droga da parte della Polizia
      Video

      Mirko, lo studente cosentino bloccato a Dubai: «Brutto il momento dell'allarme sui dispositivi»

      3 marzo 2026
      Ore 07:49
      <p>Mirko, lo studente cosentino bloccato a Dubai: «Brutto il momento dell'allarme sui dispositivi»</p>
      Società

      Giancarlo Rizzi: «L’opera è un atto etico. E i giovani devono impararla vivendo il teatro»

      Il direttore veronese, docente in Calabria e protagonista sui palchi europei, racconta la sua idea di musica: il gesto come verità scenica, la direzione come dialogo, l’opera come esperienza viva

      2 marzo 2026
      Ore 16:17
      Giancarlo Rizzi: «L’opera è un atto etico. E i giovani devono impararla vivendo il teatro»
      Le parole dell’allenatore

      Cosenza, Buscè ha deciso: niente pressioni sul terzo posto e testa già al Potenza

      Il tecnico rossoblù dopo il 3-2 al Sorrento opta per la gestione delle tensioni. Il campionato è ancora durissimo: ha chiesto allo spogliatoio di pensare al prossimo impegno

      Alessandro Storino
      Cosenza, Buscè ha deciso: niente pressioni sul terzo posto e testa già al Potenza
      top&flop

      Cosenza-Sorrento: le pagelle dei rossoblù. Pompei stecca, Emmausso sugli scudi

      Vittoria importante dei rossoblù, ma tra le prestazioni dei Lupi ci sono alcune ombre che hanno compresso il punteggio 
      Alessandro Storino
      Cosenza-Sorrento: le pagelle dei rossoblù. Pompei stecca, Emmausso sugli scudi\n
      PARTITA PAZZESCA

      Cosenza, la vittoria contro il Sorrento restituisce una squadra indebolita dal mercato

      Non bastano i tre punti a nascondere la polvere sotto il tappeto: gli innesti arrivati a gennaio non sono minimamente all’altezza dei loro predecessori e in campo si vede
      Francesco La Luna
      Cosenza, la vittoria contro il Sorrento restituisce una squadra indebolita dal mercato\n
      LUPI IN CAMPO

      Cosenza, che fatica! Battuto 3-2 il Sorrento e ora la Salernitana è a un solo punto

      La squadra di Buscè impegnata sul terreno di casa contro i campani per rilanciarsi dopo l’orribile prestazione di Caravaggio conclusa con un pari
      Francesco La Luna
      Cosenza, che fatica! Battuto 3-2 il Sorrento e ora la Salernitana è a un solo punto\n
      La probabile formazione

      Cosenza, rilancio per Garritano? Il 10 spera in una maglia con il Sorrento

      A centrocampo i dubbi più importanti di Buscè per la gara di oggi pomeriggio contro il Sorrento. Langella l’unica certezza
      Alessandro Storino
      Cosenza, rilancio per Garritano? Il 10 spera in una maglia con il Sorrento\n
      Le parole dell’allenatore

      Buscè spinge il Cosenza: concentrazione alta e più coraggio negli ultimi metri

      Infermeria ancora piena, Kourfalidis lontano dal rientro e gestione forze nel tour de force: col Sorrento serve continuità mentale e solidità
      Alessandro Storino
      Buscè spinge il Cosenza: concentrazione alta e più coraggio negli ultimi metri\n
      I precedenti

      Cosenza-Sorrento, torna al “Marulla” dopo 13 anni: i precedenti a favore dei lupi

      Il bilancio complessivo è in equilibrio, ma in Calabria i rossoblù hanno concesso molto poco ai campani che hanno vinto solo una volta, nel 1973
      Alessandro Storino
      Cosenza-Sorrento, torna al “Marulla” dopo 13 anni: i precedenti a favore dei lupi\n
      Squalifica pesante

      Cosenza, chi gioca col Sorrento al posto di Cannavò? Le idee di Buscè

      I rossoblù domenica dovranno fare a meno del loro jolly. Sarà un bel problema per il tecnico che però ha un paio di alternative in mente
      Alessandro Storino
      Cosenza, chi gioca col Sorrento al posto di Cannavò? Le idee di Buscè\n
      Alla ricerca di soluzioni

      Cosenza, il nodo è in mezzo al campo: dopo Kouan serve una svolta

      Ba e Palmieri non hanno ancora dato ciò che cercava Buscè: tra equilibrio, alternative e gol persi, la scelta col Sorrento pesa. E Garritano cerca il rilancio
      Alessandro Storino
      Cosenza, il nodo è in mezzo al campo: dopo Kouan serve una svolta\n
      Malumore

      Spalti vuoti, messaggio pieno: Cosenza apripista, ora anche Lazio e Torino

      Dopo il caso Cosenza, anche Lazio e Torino vedono crescere la contestazione contro le rispettive proprietà con la scelta simbolica di disertare le gare interne
      Alessandro Storino
      Spalti vuoti, messaggio pieno: Cosenza apripista,\u00A0ora anche Lazio e Torino\n
      la frattura

      Cosenza, Folino accusa Scalise: «Il mio addio per le invadenze dell’amministratore unico»

      L’ex capo ufficio stampa del club: «Continue sono state le invadenze nel mio settore di competenza e le iniziative poste in essere a mia insaputa»
      Alessandro Storino
      Cosenza, Folino accusa Scalise: «Il mio addio per le invadenze dell’amministratore unico»\n
      Altro addio

      Cosenza, lascia anche l’addetto stampa: Giovanni Folino pronto a salutare i rossoblù

      Il giornalista di Fuscaldo dovrebbe presentare in giornata le dimissioni dal ruolo che ha assunto l’estate scorsa
      Alessandro Storino
      Cosenza, lascia anche l’addetto stampa:\u00A0Giovanni Folino pronto a salutare i rossoblù\n
      Nota dolente

      Cosenza, ancora una gara in trasferta senza gol: sono già 4 di fila

      I rossoblù non segnano lontano dal “Marulla” dalla partita del 13 dicembre scorso in quel di Trapani: di Beretta l’ultimo acuto
      Alessandro Storino
      Cosenza, ancora una gara in trasferta senza gol: sono già 4 di fila\n
      Genetliaco

      Cosenza, 112 anni senza festa: si è rotto tutto, tranne l'amore

      Il compleanno rossoblù arriva nel momento più freddo del rapporto con la città: la gestione Guarascio ha reso insanabile la frattura con la piazza, ma non ha cancellato l'identità di un popolo

      Alessandro Storino
      Cosenza, 112 anni senza festa: si è rotto tutto, tranne l'amore
      Porta blindata

      Cosenza, terzo clean sheet di fila: la porta blindata richiama tre precedenti storici

      Dallo 0-0 di Caravaggio al tris difensivo con Siracusa e Cerignola: i rossoblù ritrovano solidità e si riavvicinano alle migliori strisce della loro storia. Buscè punta Viali e Silipo
      Alessandro Storino
      Cosenza, terzo clean sheet di fila: la porta blindata richiama tre\u00A0precedenti storici\n\n\n
      Serie C

      Cosenza, solidità e continuità. Ma davanti si crea poco

      I rossoblù reggono ritmo e fisicità dei bergamaschi e portano via un punto che allunga la striscia positiva. L’unico squillo è di Langella al 90’
      Redazione
      Cosenza, solidità e continuità. Ma davanti si crea poco\n
      Le pagelle dei rossoblù

      Atalanta U23-Cosenza: Pompei si conferma, ma l’attacco è evanescente

      Le pagelle dei calciatori rossoblù al termine della partita giocata oggi a Caravaggio contro l’Atalanta U23 e terminata sul risultato di 0-0
      Alessandro Storino
      Atalanta U23-Cosenza: Pompei si conferma, ma\u00A0l’attacco è evanescente\n
      Serie C

      Cosenza, 0-0 a Caravaggio: punto di sostanza contro l’Atalanta Under 23

      Gara bloccata e tattica: rossoblù compatti nel 4-3-3, Pompei decisivo su Cassa. Ora al Marulla arriva il Sorrento
      Redazione
      Cosenza, 0-0 a Caravaggio: punto di sostanza contro l’Atalanta Under 23\n
      La probabile formazione

      Cosenza, abbondanza in difesa. Baez invece è ancora out

      I rossoblù non hanno diramato la lista dei convocati per la partita delle 12,30 contro l’Atalanta U23 a Caravaggio. Ancora assente l’uruguaiano
      Alessandro Storino
      Cosenza, abbondanza in difesa. Baez invece è ancora out\n
      Alla ricerca del gol

      Beretta, ritorno a casa e ultima chiamata: a Caravaggio il Cosenza aspetta il suo 9

      Domenica contro l'Atalanta U23 si gioca a Caravaggio, in Lombardia, a poca distanza da Varese dove è nato l'attaccante rossoblù. Fin qui un solo gol, ma la sfida dell'ora di pranzo può diventare il suo momento
      Alessandro Storino
      Beretta, ritorno a casa e ultima chiamata: a Caravaggio il Cosenza aspetta il suo 9\n
      1
      2
      3
      4
      5
      6
      7
      8
      9
      ...

      • Chi Siamo
      • Redazione
      Scarica tutte le nostre app!
      LaC Network
      • Footer 1
        • lacplay.it

        • lactv.it

        • laconair.it

      • Cosenza Footer
        • lacitymag.it

        • lacapitalenews.it

        • ilreggino.it

        • ilvibonese.it

        • catanzarochannel.it

      CosenzaChannel.it © – L’informazione dell’area urbana e provincia

      Diemmecom Società Editoriale - reg. trib. CS n. 2709 del 16/12/2009 - R.O.C. 4049

      Direttore Responsabile Franco Laratta

      Vicedirettore Antonio Clausi

      Direttore Editoriale Maria Grazia Falduto

      www.diemmecom.it

      PrivacyNote legali